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I news media globali

Sociologia de giornalismo (2013) VIII
by

sergio splendore

on 23 November 2014

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Transcript of I news media globali

Il restyling
I news media globali
07 novembre 2013
sergio.splendore@unimi.it

Cnn Effect
(1) un attore che detta l'agenda per le foreign policy, (2) un acceleratore per prendere decisioni su alcune policy
Nata nel 1980 come rete locale con 25 dipendenti con un bacino di utenza potenziale di 1.7 milioni di famiglie, si è trasformata in un network di 16 reti che raggiunge più di 250 milioni di case in tutto il mondo: 4.000 dipendenti e 39 sedi.
Times New Roman
“noi forniamo significato, noi spieghiamo ai nostri lettori cosa significhi un certo evento”
Cosa si impara da questi media?
Esistono delle condizioni o delle caratteristiche che li accomunano?
Come hanno conquistato questa affidabilità?
Quali sono e come si collocano i principali news media globali?
1’ gennaio del 1785.
John Walter
Roy Thomson
Dal 1996 fa del suo sito un sito a pagamento: 700.000 abbonati.

“non aveva senso regalare un canale distributivo quando le facevamo pagare su un canale preesistente”

"Un conto è ottenere informazioni, un conto e ottenere credibilità"

1) non impiegare fonti anonime; 2) tenere le notizie distinte dalle opinioni.
Pubblichiamo oggi il primo numero del New York Times e intendiamo uscire ogni giorno
(tranne la domenica) per un numero indefinito di anni a venire
Gli editori del The New York Times, da sinistra a destra: Adolph S. Ochs (che guidò il gironale dal 1896 al 1935); Arthur Hays Sulzberger (1935–61); Orvil E. Dryfoos (1961–63); Arthur Ochs Sulzberger (1963–92); e Arthur Ochs Sulzberger Jr. (dal 1992).
all the news that’s fit to print
look deeper
Make sense of our Times
the rules of the road
Trattarsi vicendevolmente con onestà, civiltà e rispetto
Accettare l’eterogeneità
Assumersi dei rischi e innovare, sapendo che si può andare incontro all’insuccesso
Le informazioni danno potere per cui vanno messe in comune
Mantenere l’obbiettività e il senso dell’umorismo
Il nostro lavoro giornalistico è inviolabile
Denari e investimenti, impegno, creatività e abnegazione, ma su tutto ci sono alcune costanti:

1) uso della tecnologia (saperla utilizzare per prima e in maniera anche non ortodossa);
2) professionalità;
3) propensione deontologica anche a livello organizzativo;
4) la storia di personalità spiccate, geniali, controcorrente;
5) gli avvenimenti (qui stiamo parlando di giornalismo, essere per primi dove le cose accadono).
Cosa ci insegnano questi media rispetto a quanto abbiamo visto finora?
Gordon Bennett
Fondò nel 1835 il New York Herald Tribune
James Gordon Bennett Junior (1841-1918)
Edizione locale francese.

- lynotipe
- giornale degli anglofoni in Europa
Lungo declino tra le due guerre, rilancio del giornale sono negli anni '50
Nel 2007 viene rilevato da Ruperto Murdoch
1)Riportare le news e le informazioni di interesse generale;
2) Interpretare e commentare gli eventi fornendo opinioni e punti di vista;
3) Rafforzare norme sociali e la consapevolezza culturale trasmettendo informazioni sulla società e la sua cultura;
4) intrattenere.
Non si stratta dunque di un giornalismo che si preoccupa della divisione tra fatti e opinioni, anzi le notizie sono sempre presentate accentuandone i caratteri politici e i caratteri non si riconducono a elementi quali obiettività, controllabilità e notiziabilità. Monopolio dello stato, finanziamento governativo, scarsa incidenza della pubblicità.
Questo equilibrio (per lo meno dal punto di vista dei media) fu spezzato nel 1996 quando l’emiro del Qatar Sheikh Hamad bin Khalifa, investì 137 millioni di dollari per sostenere Al Jazeera.

L’emittente fu trasmessa a partire dal 1’ Novembre del 1996. Offriva 6 ore di programmazione giornaliera, che sarebbe raddoppiata nel giro di un anno. Era trasmessa con il digitale terrestre, via cavo e via satellite (permettendo dunque l’utilizzo anche ai paesi arabi confinanti).

E’ singolare notare che in Qatar fino al 2001 era proibito l’uso del satellite.
La televisione proponeva come motto “L’opinione e il suo contrario”: dopo pochi mesi dalla sua nascita scioccò i suoi telespettatori intervistando alcuni esponenti israeliani, in un talk show chiamato “The Opposite Direction”, che metteva in scena quello che abbiamo definito la “legittima controversia”.La voce conservatrice dei paesi arabi non esitò a criticare questa scelta. (Nel 1998 l’Arab States Broadcasting Union (Asbu) rifiuta ad Al Jazeera la richiesta di associazione, dando 6 mesi di tempo all’emittente per conformarsi al codice d’onore dei media arabi.

Al Jazeera fu l’unico network internazionale ad avere corrispondenti in Iraq nel 1998. I suoi video e contributi furono pagati profumatamente dai media occidentali.
Al Jazeera ha impiegato poco tempo a diventare una delle fonti di notizia più influenti del Medio Oriente.

Nel 2000 contava già una vierwhip di quasi 35 milioni, facendola diventare la principale emittente anche oltre il Middle East Broadcasting Centre (MBC) sponsorizzato dall’Arabia Saudita..
Al Jazeera ha lanciato anche un web site in arabo nel 2001 e nello stesso anno ha cominciato ad essere trasmessa anche in Gran Bretagna attraverso British Sky Broadcasting.
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