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Pluto-Aristofane

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by

Elisa ruspini

on 21 April 2015

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Transcript of Pluto-Aristofane

Introduzione
Il nome della commedia
Trama
Il coro
Lingua
Analisi del testo
Pluto è l'ultima delle commedie scritte da Aristofane e andò in scena per la prima volta nel 388 a.C. L'opera
critica
la
diseguale distribuzione
delle ricchezze tra gli uomini e la società contemporanea all'autore, dove i ladri e gli ipocriti ottengono con facilità la fama e la ricchezza.
La commedia prende il nome da uno dei personaggi principali: Pluto il dio greco della ricchezza.
Secondo la leggenda Pluto nacque da
Demetra
e da un giovane cacciatore cretese di nome
Iasone
. La terra, per fargli da culla, si coprì subito di grano dorato: da qui deriva il nome della divinità (Pluto=
ricco
). All'inizio dell carriera Pluto era giusto e distribuiva la ricchezza secondo i
meriti
. Poi Zeus, per punirlo di questa sua predilizione e per rancore, lo rese cieco costringendolo a distribuire ricchezza senza nessuna distinzione tra gli uomini.
Cremilo è un vecchio contadino ateniese preoccupato per le sorti del figlio, a causa della decadenza che la città sta vivendo in quegli anni. Decide di consultare l’oracolo di Febo: il responso gli suggerisce di seguire la prima persona che incontrerà e di invitarla a casa sua. Questi si rivela essere Pluto, Dio della ricchezza, che reso cieco da Zeus distribuisce richezze a caso. Cremilo con l'aiuto del servo Carione promette a Pluto di fargli riacquistare la vista e lo conduce nel tempio di Asclepio affinchè venga guarito. Mentre si dirigono verso il tempio compare la povertà Penìa che cerca di dissuadere Cremilo e Sbircialardo, spiegando che se avessero guarito Pluto non ci sarebbero stati più schiavi, nè lavoratori perché nessuno avrebbe lavorato. E' inatti il lavoro che nobilita l'uomo, garantendo salute temperanza e onestà.
Una volta guarito Pluto, gli onesti diventati ricchi lo ringraziano mentre i furfanti lamentano la povertà. Alla fine Cremilo decide di collocare Pluto nel Partenone a guardia del tesoro.
Nella scena della
guarigione di Pluto nel tempio di Asclepio
è presente una forte comicità tipica di Aristofane.
Il linguagio utilizzato è di stile medio con intrusione di registri diversi (sopratutto si assiste ad un registro basso e popolare nello scambio di battute tra il coro e Carione) Sono presenti numerosi termini popolari e dialettali che hanno scopo di aumentare la comicità.
Dante coloca Pluto come guardiano del quarto cerchio dell'Inferno, dove si puniscono gli avari e tutti coloro che hanno fatto cattivo uso delle ricchezze. Ed è proprio a Pluto che fa pronunciare uno dei più famosi versi della Commedia: "Pape Satàn, pape Satàn aleppe" con il quale Pluto invoca Satana. Pape corrisponde ad un'interiezione di meraviglia.
Presentazne a cura di Elisa Ruspini
-Originariamente era una
divinità agricola
che simboleggiava la fertilità dei campi e il raccolto abbondante;
-Si narra che scendesse sulla terra zoppicando e che se ne andasse mettendo le ali, proprio per simboleggiare come la
ricchezza si ottiene con fatica e se ne va con molta facilità.
-Molto spesso viene raffigurato o come un bambino in braccio a Eirene (Pace) o come un vecchio cieco.
Eirene e Pluto IV sec. a.C.
Personaggi
Cremilo
, vecchio ateniese;
Carione
, servo di Cremilo;
Pluto
, dio della ricchezza;
Coro
di vecchi contadini;
Sbircialardo (Blepsidemo)
, vecchio ateniese, amico di Cremilo;
Moglie
di Cremilo;
Un
galantuomo
;
Un
sicofante
;
Una
vecchia
;
Un
giovanotto
;
Ermete
, messaggiero degli dei e protettore dei ladri;
Un
sacerdote
di Giove.
Le Divinità la commedia
Hermes con Dioniso- Prassitele 400-326 a.C.
Luoghi
Piazza davanti casa di Cremilo;
casa di Cremilo;
Tempio di Asclepio;
Strada di Atene
Bastone di Asclepio
Pluto Aristofane
La commedia è un componimento teatrale che ha una struttura meno rigida e precisa rispetto alla tragedia. E' composta da:
-
prologo
e
parodo
;
-
agone
: contesa verbale tra due personaggi;
-
parabasi
: il coro si rivolge al pubblico con battute e invettive;
-
episodi
: brevi scene comiche;
-
comos
: corteo finale che accompagna l'uscita di attori e coro.
Commedia
Presentazione a cura di Elisa Ruspini
Neoclide, uno ch'è cieco,
ma quando ruba supera i veggenti.
E poi, tanti e tanti altri, afflitti d'ogni
specie di mali. Ed ecco, il sacerdote
i lumi spenge, e di dormir c'impone,
dicendo che, se pur s'ode rumore,
non bisogna fiatare. E noi stavamo
chiotti chiotti così. Ma prender sonno
io non potevo: un pentolo di pappa
c'era, vicino a una vecchietta, poco
da me lontano: ond'io rimescolarmisi
sentivo il sangue, pel desio di metterci
le mani sopra.
Or, gli occhi innalzo, e vedo
il prete sgraffignar fichi e focacce
dalla tavola sacra, e fare quindi
il giro degli altari, uno per uno,
e quante pizze c'erano rimaste,
ficcarle dentro in una sacca. Immagino
che si tratti d'un atto di pietà,
e m'alzo anch'io, per dare addosso al pentolo.
Moglie
Pezzo d'infame! E non temevi il Dio?
Καρίων
665εἷς μέν γε Νεοκλείδης, ὅς ἐστι μὲν τυφλός,
κλέπτων δὲ τοὺς βλέποντας ὑπερηκόντικεν:

ἕτεροί τε πολλοὶ παντοδαπὰ νοσήματα
ἔχοντες: ὡς δὲ τοὺς λύχνους ἀποσβέσας
ἡμῖν παρήγγειλεν καθεύδειν τοῦ θεοῦ
670ὁ πρόπολος, εἰπών, ἤν τις αἴσθηται ψόφου
σιγᾶν, ἅπαντες κοσμίως κατεκείμεθα.
κἀγὼ καθεύδειν οὐκ ἐδυνάμην, ἀλλά με
ἀθάρης χύτρα τις ἐξέπληττε κειμένη
ὀλίγον ἄπωθεν τῆς κεφαλῆς του γρᾳδίου,
675ἐφ᾽ ἣν ἐπεθύμουν δαιμονίως ἐφερπύσαι.

ἔπειτ᾽ ἀναβλέψας ὁρῶ τὸν ἱερέα
τοὺς φθοῖς ἀφαρπάζοντα καὶ τὰς ἰσχάδας
ἀπὸ τῆς τραπέζης τῆς ἱερᾶς: μετὰ τοῦτο δὲ
περιῆλθε τοὺς βωμοὺς ἅπαντας ἐν κύκλῳ,
680εἴ που πόπανον εἴη τι καταλελειμμένον:
ἔπειτα ταῦθ᾽ ἥγιζεν ἐς σάκταν τινά.
κἀγὼ νομίσας πολλὴν ὁσίαν τοῦ πράγματος
ἐπὶ τὴν χύτραν τῆς ἀθάρης ἀνίσταμαι.
Γυνή
ταλάντατ᾽ ἀνδρῶν οὐκ ἐδεδοίκεις τὸν θεόν
Significativi sono i versi
665-666
nei quali Carione descrive la falsità e l'ipocrisia di un certo Neoclide che sebbene sia cieco rubi il denaro pubblico. Situazione analoga si presenta ai versi
676-683
nei quali viene descritta una situazione paradossale (che rispecchia la società di Aristofane): un sacerdote ruba cibo e denaro dentro lo stesso tempio di Asclepio. La situazione diventa ancora più paradossale quando è lo stesso Carione che decide di rubare il cibo all'interno del tempio (vv
.682-683).
L'unica persona che si preoccupa dell'accaduto è la moglie di Cremilo che si rivolge a Carione con il termine
infame (ταλάντατ)
Il coro all' interno della comedia non viene messo in rilievo: si llimita a recitare poche battute e inoltre viene eliminata la parabasi. Il gruppo corale è composto da
vecchi
contadini che condividono con il protagonista la condizione di povertà; il loro intervento nell’azione è in parte anticipato nelle parole di Cremilo al v.
218
, quando egli preannuncia la collaborazione di altri personaggi a lui accomunati dall’
onestà e dalla povertà
(
πολλοὶ δ᾿ ἔσονται χἄτεροι νῷν ξύμμαχοι,
/ὅσοις δικαίοις οὖσιν οὐκ ἦν ἄλφι
τα)
L'agone
Πενία

Ζεὺς
δήπου πένεται, καὶ τοῦτ᾽ ἤδη φανερῶς σε διδάξω.
εἰ γὰρ ἐπλούτει, πῶς ἂν ποιῶν τὸν
Ὀλυμπικὸν
αὐτὸς ἀγῶνα ἵνα τοὺς
Ἕλληνας
ἅπαντας ἀεὶ δι᾽ ἔτους πέμπτου ξυναγείρει,
585
ἀνεκήρυττεν τῶν ἀσκητῶν τοὺς νικῶντας στεφανώσας κοτίνου στεφάνῳ; καίτοι χρυσῷ μᾶλλον ἐχρῆν, εἴπερ ἐπλούτει.
Χρεμύλος
οὐκοῦν τούτῳ δήπου δηλοῖ τιμῶν τὸν Πλοῦτον ἐκεῖνος:
φειδόμενος γὰρ καὶ βουλόμενος τούτου μηδὲν δαπανᾶσθαι,
λήροις ἀναδῶν τοὺς νικῶντας τὸν Πλοῦτον ἐᾷ παρ᾽ ἑαυτῷ.
Πενία
590
πολὺ τῆς Πενίας πρᾶγμ᾽ αἴσχιον ζητεῖς αὐτῷ περιάψαι,
εἰ πλούσιος ὢν ἀνελεύθερός ἐσθ᾽ οὑτωσὶ καὶ φιλοκερδής.
Χρεμύλος
ἀλλὰ σέ γ᾽ ὁ Ζεὺς ἐξολέσειεν κοτίνου στεφάνῳ στεφανώσας.
Πενία
τὸ γὰρ ἀντιλέγειν τολμᾶν ὑμᾶς ὡς οὐ πάντ᾽ ἔστ᾽ ἀγάθ᾽ ὑμῖν διὰ τὴν Πενίαν.

POVERTÀ
Zeus è povero, e ve lo mostrerò chiaramente: se fosse ricco,perché, quando ogni quattro anni raduna i Greci nei giochi olimpici,premierebbe il vincitore con una corona d’oleastro?
CREMILO
Questo prova piuttosto che tiene in gran conto la ricchezza;vuole risparmiare e non spendere: ai vincitori dà quattro sciocchezze e itesori se li tiene per sé.
POVERTÀ
Gli attribuisci un vizio ben più vergognoso della Povertà, selo immagini ricco, ma avaro e meschino.
CREMILO
Allora prenditi la corona di alloro, e ti venga un colpo.
POVERTÀ
E voi osate ancora negare che tutti i beni derivano dalla pover-tà!

La vittoria dialettica di Carione non compromette la realizzazione del progetto comico: anzi, il protagonista potrà annunciare esplicitamente l’inefficacia, sul piano della realtà, della vittoria appena rappresentata, aumentndo l'effetto comico. Povertà scompare improvvisamente non appena terminato lo scontro, lasciando così il palco al protagonista trionfatore.
Dante
Le divinità all'interno della commedia sembrano più appartenere al mondo umano che divino. Si vendicano, hanno difetti e comportamenti negativi: Zeus agisce per vendetta ed è sopraffatto dall'ira, Povertà minaccia i due protagonisti e Ermes cerca in tutti i modi di corrompere Carione per poter entrare al servizio di Pluto (Ermes: Dove ben te la passi, ivi è la patria).
Pluto in una raffigurazione della Divina Commedia
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