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Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

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Bianca Fersini

on 30 March 2013

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Transcript of Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Non sapevo più perché avevo paura di morire. Di morire da sola. I bucomani muoiono da soli. La maggior parte in un cesso puzzolente. Ed io volevo morire. In realtà non aspettavo niente altro che quello. Non sapevo perché ero al mondo. Anche prima non lo avevo mai saputo con esattezza. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Christiane Vera Felcherinow (conosciuta con lo pseudonimo di Christiane F.) è una famosa scrittrice e musicista berlinese, autrice assieme ai giornalisti Kai Hermann e Horst Rieckdi di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.
Il libro è una sua autobiografia. Christiane infatti da giovane ha avuto problemi a causa della droga e della prostituzione.
Il successo determinato dal libro e dal film omonimo ha causato nuovamente la rovina di Christiane, ricaduta nel tunnel della tossicodipendenza.
In realtà , nonostante i numerosi tentativi di disintossicazione, Christiane sembra non aver mai abbandonato le droghe. L'AUTRICE TRAMA Christiane si trasferisce con la sua famiglia a Berlino, dove i genitori sognano di vivere in un enorme appartamento e di aprire un'agenzia matrimoniale. Ma i loro sogni s'infrangono e Christiane va a vivere in un piccolo appartamento a Gropiusstadt,un quartiere disagiato.
I genitori si separano a causa del carattere violento del padre e Christiane con la compagna di classe Kessie inizia a frequentare un locale: la "Haus der Mitte ".
Qui a soli dodici anni inizia a fumare hascisc. Le due iniziano a frequentare anche il Sound una discoteca.
Iniziano a far uso di sostanze stupefacenti. Kessie, scoperta dalla madre, viene allontanata da Christiane.
Al Sound Christiane entra a far parte di un gruppo nel quale vi è Detlef, un ragazzo con il quale avrà un sincero rapporto affettivo.
Nel gruppo si inizia a far uso di eroina e anche Christiane inizia a farne uso prima sniffandola e poi bucandosi. Christiane tenta di disintossicarsi più volte, ma non ci riesce perchè ormai ne è dipendente fisicamente. Così per guadagnare i soldi necessari a comprare eroiana lei e Detlef si danno alla prostituzione alla fermata della metropolitana Bahnhof Zoo. Qui Christiane incontra due quattordicenni Babsi e Stella, anch'esse drogate.
Babsi muore di overdose e Christiane tenta di suicidarsi, senza riuscirci.
Detlef inizia a spacciare e per questo finisce in prigione, mente la madre di Christiane la fa trasferire dalla sorella, vicino Amburgo . Qui Christiane si disintossica e frequenta una scuola professionale.

Christiane: è la protagonista e l'autrice del libro. Vive a Berlino da quando ha sei anni, in un quartiere disagiato ed ha una difficile situazione familiare. A causa di tutto ciò a dodici anni inizia a fumare hascisc e poi a far uso di stupefacenti, fino ad arrivare al consumo di eroina.
Christiane col tempo ne diventa dipendente e continua a fare uso di eroina, nonostante le numerose disintossicazioni, per evitare crisi di astinenza.
Ha una storia con Detlef, un eroinomane che frequenta il Sound.
A quindici anni si trasferisce ad Amburgo dalla zia dove si disintossica e frequenta una scuola professionale,
Ama gli animali e da grande vorrebbe diventare una veterinaria Babsi: è la migliore amica di Christiane. II padre muore suicida quando lei era ancora piccola e la madre è una famosa ballerina. Vive dai nonni materni.
A soli tredici anni inizia a prostituirsi ed a far uso di eroina e di altri stupefacenti.
A quattordici anni muore di overdose, è la più giovane morta per uso di eroina a Berlino. Stella: è un'amica di Christiane. La madre è alcolizzata ed ha una birreria a Berlino. Stella all'inizio frequenta il Sound assieme a Babsi ed è amica di Christiane. Poi diventa più scostante ed egoista. Frequenta un uomo d'affari, Heinz, che le fa delle foto pornografiche.
Viene poi messa in prigione per consumo di droga e prostituzione. Kessie: compagna di Ginnasio di Christiane. Frequenta la "Haus der Mitte" ed il Sound e fa uso di stupefacenti. La madre la trova sballata alla fermata della metropolitana con Christiane e, da allora, le vieta di vederla. Atze: è il primo ragazzo di Christiane. Frequenta il Sound ed è amico di Detlef. Anch'egli diventa eroinomane e convive con la propria ragazza, Simone che frequenta la scuola per infermiere. Simone cerca di farlo disintossicare, ma Atze è il primo nel gruppo a morire per overdose. Dopo anche Simone inizia a drogarsi ed a prostituirsi. Detlef: è il fidanzato di Christiane. Anch'egli è nel giro dell'eroina e della prostituzione. Vive a casa di un amico, Axel, perchè il padre lo ha abbandonato, imbarazzato dal fatto che il figlio sia un tossicodipendente. Quando Axel muore va a vivere da Rolf, un cliente.
Viene poi arrestato per spaccio di eroina. Strano in realtà non è tanto il fatto che molte persone facciano uso delle droghe, ma che molti, malgrado i massicci problemi esistenziali, non ne facciano uso It's not the side-effects of the cocaine
I'm thinking that it must be love
It's too late
- to be grateful
It's too late
- to be late again
It's too late
- to be hateful
The european cannon is here Gropiusstadt: è il quartiere dove vive Christiane, nella Berlino est. I suoi palazzi sono enormi, ma molto disagiati.
Durante l'infanzia di Christiane vengono fatti molti lavori per abbellire l'esterno del quartiere.
Nei palazzi vivono ammassate migliaia di persone e l'agibilità degli spazi esterni è ostacolata da numerosi divieti. L'AMBIENTAZIONE Sound: è definita da un giornale "la discoteca più moderna d'Europa". Inrealtà essa si trasforma in un vero e proprio incubo per Christiane. La ragazza viene avvicinata alla discoteca da Kessie. Qui inizi a far uso di eroina e conosce Detlef.
Il sound diventa una casa per Christiane che trascorre lì gran parte del tempo prima di diventare un' eroinomane.
Il locale viene più volte perquisito dalla polizia per spaccio di droghe e stupefacenti. Bahnhof Zoo: è la fermata della metropolitana vicina al giardino zoologico. Durante gli anni settanta è diventata un punto di ritrovo per spaccio di droga e prostituzione.
Al Bahnhof Zoo Christiane e Detlef incontravano i loro clienti e nei bagni della fermata facevano uso di eroina. I PERSONAGGI PERIODO STORICO
Sullo sfondo della storia di Christiane c'è la guerra fredda.
Berlino era stata infatti divisa da due mmuri paralleli di cemento nel 1961 per evitare che gli abitanti di Berlino ovest venissero a contatto con gli abitanti della Germania est. Il muro divise la città per 28, fino al 9 novembre 1989 giorno in cui il governo tedesco-orientale decretò l'apertura delle frontiere con la repubblica federale.
Christiane, viveva nella Berlino est, a pochi passi dal Muro. IL LINGUAGGIO Il linguaggio è semplice. L'autrice utilizza un registro formale, con termini molto usati tra i giovani come "paracula", "frocio", "marchette".
Sono presenti molti termini specifici riguardanti le sostanze stupefacenti come: "stare a rota", "bucare", "valium","valeron","hascisc" ed "ero". In alcuni casi i nomi di stupefacenti vengono usati anche in sfere sensoriali o ambiti diversi. Ad esempio al posto di indicare una moda appena uscita tra i ragazzi si usa il termine "trip", come "...Nel nostro piccolo paese era arrivato persino il trip della brutalità".
Viene utilizzata la paratassi.
Sono presenti dei soprannomi attribuiti ai clienti di Detlef: "Max-balbuzia" e "Pollo". Il romanzo Noi,i ragazzi dello zoo di Berlino mostra al lettore cosa significhi trovarsi all'interno del mondo della droga. La droga è un lungo e buio tunnel dal quale non si può uscire. Solo il 2% dei drogati riesce a disintossicarsi definitivamente e solo se non ne è dipendente fisicamente. Si diventa dipendenti fisicamente quando si inizia a far largo uso di droghe, ma dipendenti psicologicamente lo si è sin dal primo buco, dalla prima sniffata.
Christiane è convinta di poter smettere di drogarsi in qualsiasi momento, ma non è vero, perchè, nonostante le numerose disintossicazioni, lei da quel tunnel non ci è mai uscita.
Il drogato fa uso di droghe per fuggire dall'orribile mondo che lo circonda e per sentirsi VIVO. Anche se i drogati in realtà sono solo dei fantasmi mascherati da uomini. COMMENTO FINE Bianca Fersini
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