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Psicotecnologie: Lezione5

Paradigmi pedagogici e tecnologici dell'e-learning (commentato), di Graziano Cecchinato
by

Graziano Cecchinato

on 28 October 2013

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Transcript of Psicotecnologie: Lezione5

e-
learning
educazione
società
tecnologia
oggettivismo
comportamentismo
cognitivismo
La realtà è esterna, oggettiva e precostituita nei confronti del conoscente (mind-indipendent). La conoscenza è acquisita tramite l'esperienza. Da queste premesse epistemologiche deriva un paradigma pedagogico …
Il superamento del paradigma oggettivista ha portato al Pragmatismo, cioè una concezione della conoscenza come negoziazione fra la mente e la realtà, fra l’esperienza e la riflessione.
La realtà esiste come entità esterna strutturata, ma non è possibile conoscerla nella sua essenza, ma solo come frutto di questa negoziazione. L’interesse diviene quindi ad acquisire la capacità di svolgere un'efficace azione su di essa. L’obiettivo non è più quello di raggiungere la verità teoretica ma l’utilità pratica, intesa in senso ampio.
pragmatismo
La prospettiva epistemologica dell’Interpretivismo si fonda sull’idea che la conoscenza è una costruzione interna che si crea attraverso la socializzazione e la cultura. La conoscenza è quindi soggettiva e deve essere costruita da chi apprende secondo i propri sistemi culturali di riferimento.
La mente è considerata una “scatola nera” i cui meccanismi sono insondabili, ma attraverso l’analisi della modificazione del comportamento esplicito degli individui in risposta a stimoli predefiniti si possono progettare e attuare interventi per migliorarne le capacità.. Skinner sulla base di studi condotti con i piccioni ha definito il condizionamento operante per cui se ad uno stimolo (la comparsa di un simbolo) seguiva una risposta (la pressione di una leva) si otteneva una ricompensa (un po' di cibo) ciò generava un rinforzo dell’attività. Sulla base di questo schema si poteva intervenire anche nel campo dell’apprendimento umano.
Si indaga la mente attraverso i suoi processi come la percezione, l'apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l'attenzione, il linguaggio, la creatività e le emozioni. La mente è concepita come un elaboratore di informazione (information processing) avente un'organizzazione di tipo sequenziale. L’apprendimento quindi è frutto di una attività diretta e concreta che produce risultati effettivi in grado di modificare il comportamento.
Interpretivismo
costruttivismo
In ambito educativo l'apprendimento diviene quindi costruzione di senso. Il costruttivismo considera la conoscenza un effetto socialmente, storicamente, culturalmente costruito. La conoscenza avviene attuando pratiche sociali, nelle quali un membro attivo in una comunità passa da una posizione periferica ad una sempre più centrale grazie al sostegno degli esperti e dei pari più competenti. Le costruzione mentali hanno un significato in relazione al contesto d’uso e alla realtà sociale.
Apprendere vuol dire immergersi in una comunità, negoziare i significati, partecipare ad un processo di co-costruzione della conoscenza.
cognitive
LMS
collaborative
E’ un approccio alla conoscenza che emerge dagli sviluppi sociali della Rete, grazie alle analisi di autori come Pierre Lévy e Derrick De Kerckhove: l’evoluzione di una comunità verso una capacità superiore di risolvere problemi attraverso processi inediti di interazione e condivisione. La produzione di conoscenza come composizione di intelligenza interconnessa in modo originale.
L'intelligenza collettiva
connettivismo
learn to learn
informal learning
life long learning
Self-organized learning
direct knowledge
teorie
strumenti
teaching
network
open learning
I significati cambiano rapidamente, come le nuvole
Alejandro Jodorowsky
apprendimento continuo
in contesti e situazioni diversi
Logo
CBT
e-learning 2.0
http://elgg.org
paradigmi pedagogici e tecnologici dell’e-learning
L’e-learning intreccia tre dimensioni che ne determinano scopi, strategie, metodologie: la società con le sue esigenze economiche, sociali, culturali; l’educazione con i suoi paradigmi, metodologie, pratiche; le tecnologie con i nuovi strumenti, linguaggi e canali comunicativi creati dal suo sviluppo. Per capire e progettare l’e-learning dobbiamo riferirci a queste tre dimensioni.
Ad esempio se è la società industriale il nostro modello sociale di riferimento, cioè una società dedita alla produzione di massa in modo standardizzato …
… sarà questo il nostro modello educativo, un modello teso alla omologazione, con regole rigide, uguali per tutti, tempi, modalità didattiche, discipline, suddivisione per età ecc..
… e queste saranno le tecnologie della formazione a distanza. Testi chiusi, autorevoli, che definiscono campi del sapere altrettanto chiusi, tesi a stabilire verità oggettive, immutabili nel tempo, a trasmettere il sapere consolidato piuttosto che a produrre nuova conoscenza.
Questo modello economico e sociale è ancora ben presente ...
Come confermato anche dall’ideologia e dalle pratiche che le istituzioni educative non mancano di sottolineare
e in questo quadro, anche l’applicazione delle nuove tecnologie senza un adeguato modello pedagogico che sia in grado di adeguare i processi di insegnamento alle nuove esigenze della società della conoscenza, rischia di non produrre alcuna innovazione
Fatta questa premessa vediamo come sono stati coniugati gli approcci alla conoscenza con i paradigmi pedagogici e con le relative applicazioni didattiche, nel corso degli anni, a partire da quando le tecnologie digitali applicate ai processi educativi hanno dato vita all’e-learning
Questo tipo di approccio ha portato allo sviluppo di programmi di apprendimento detti "Istruzione programmata" e alla produzione di software specifico detto CBT (Computer Based Training), di “istruzione” basata sul computer seguendo uno schema rigido, tutt'ora presente in molti interventi di formazione aziendale
Questo modello didattico ha ancora una diffusa applicazione nella formazione aziendale. Qui un esempio di un “moderno” learning object che funziona con questa logica: dal tracciamento delle attività al controllo automatico dei percorsi e dei progressi ...
Ma la stessa logica la troviamo non solo per training aziendale, ma anche per percorsi di apprendimento in autoistruzione.
Gli strumenti sono quelli del Web 2.0, dei social software, della condivisione, della partecipazione. E’ la valorizzazione di questi elementi e la capacità di trasferire questi meccanismi negli ambiti educativi la sfida del futuro e-learning. Ed è una sfida che per prima cosa mette in gioco i fondamenti delle istituzioni educative.
In ambito educativo la rivoluzione del Web 2.0 ha dato vita ai Personal Learning Environment, una sorta di social network che ha come collante i bisogni di formazione dei suoi membri e come logica la loro soddisfazione attraverso lo scambio di risorse e di attività didattiche. Ma i prodotti e le comunità realizzati secondo questa logica non hanno riscosso successo soprattutto quando sono adottati dalle organizzazioni per riprodurre modelli eterogestiti.
Gli sviluppi sociali della Rete portano ad un cambiamento paradigmatico per cui chi apprende
è portato ad assumere sempre più su sé stesso la gestione del processo di apprendimento.
da una architettura costruita attorno alla trasmissione dei contenuti …
… ad una dove al centro del processo educativo si trova la persona con le proprie esigenze di apprendimento. Ciò comporta la necessità di acquisire nuove competenze. Gestire il proprio apprendimento significa imparare a riconoscere nuove forme, nuovi contesti, nuove modalità di apprendimento e nuovi strumenti per attuarlo.
Apprendere ad apprendere con le nuove tecnologie. Non ci sono “buone pratiche” da seguire, gli strumenti, le strategie cambiano continuamente. La capacità riflessiva, lo sviluppo di pensiero critico sono le competenze decisive.
Il miglior apprendimento avviene nella vita reale, con problemi reali e persone reali, non nelle classi. (Charles Handy). L’apprendimento formale è vissuto come artificiale, centrato su chi insegna, orientato a selezionare.
L’apprendimento informale è guidato dai propri interessi, condotto intenzionalmente
Internet fornisce enormi opportunità in questo.
Assumere il controllo del proprio apprendimento vuol dire anche capire che l’apprendimento diventa uno status continuo nel corso di tutta la vita, per il quale dovremmo attivare strategie, risorse, servizi e tecnologie appropriate.
Un altro agente trasformativo dell’apprendimento è costituito dagli ambienti di realtà virtuale o aumentata. Videogiochi immersivi, ambienti 3D, simulatori interattivi consentono di passare da un apprendimento simbolico-ricostruttivo (lettura/scrittura) a quello percettivo-motorio (esperienza diretta). Conoscere e apprendere attraverso l’esperienza diretta piuttosto che attraverso la mediazione della lettura apre nuovi scenari alla conoscenza.
Open Educational Resources rappresenta una tendenza globale e una realtà sempre più rilevante nel futuro.
Da questa impostazione deriva lo sviluppo di ambienti che implicano il coinvolgimento attivo di chi apprende. Le tecnologie non sono più sostitutive del docente o del tutor, ma sono strumenti che assistono lo studente nella sua attività cognitiva. Un esempio di questa concezione e il Logo di Papert, un ambiente di programmazione didattico che consente di apprendere la logica della programmazione del computer e di pervenire all’apprendimento della geometria attraverso la costruzione di figure geometriche in modo originale.
ma anche l’adozione nella pratica didattica dei programmi applicativi dei PC per la produttività personale, ambienti per sostenere le capacità cognitive nella videoscrittura, nel calcolo, nel disegno
e anche l’applicazione degli ipertesti, programmi che consentono di strutturare la conoscenza in modo reticolare e di accedervi in modalità non preordinata, ma seguendo interessi di conoscenza personali.
Questo paradigma ha dato origine per quanto riguarda l’e-learning ai Learning Management System, prodotti gestiti da istituzioni educative con i quali creare un ambiente di interazione nel quale coinvolgere direttamente gli studenti. Ambienti, come Moodle, che consentono di attivare la collaborazione e il confronto fra pari attorno ai contenuti di studio attraverso forum, wiki e altri strumenti di interazione.
In questo approccio la conoscenza avviene attraverso la formazione di collegamenti tra nodi di informazione: apprendere significa acquisire la capacità di costruire e percorrere queste reti, di riconoscere modelli dal caos informativo. L’apprendimento è considerato un processo di creazione di conoscenza, non semplicemente un suo consumo, partecipando anche in modo non intenzionale alle pratiche di interconnessione globale. La capacità di stabilire connessioni tra idee e ambiti distinti è considerata una competenza centrale.
social
http://zaidlearn.blogspot.com/2008/06/university-learning-ocw-oer-free.html
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