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Tecnologia e macchine romane

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Luca Incerti Vecchi

on 24 March 2015

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Transcript of Tecnologia e macchine romane

La tecnologia non è scienza
La tecnologia nell'antica Roma è diversa da quella che noi intendiamo, infatti le varie tecnologie non presentano un'applicazione pratica dei princìpi scientifici. I due ambiti infatti restavano divisi in quanto la scienza spettava alle classi dirigenti e le tecniche spettavano a operai e schiavi. E' possibile notare questa scissione anche a causa della presenza di due opere distinte: "Naturalis historia" di Plinio il Vecchio e "Naturales quaestiones" di Seneca; la prima tratta di argomenti scientifici mentre la seconda di ambiti tecnici.
Solo una minoranza di persone poteva permettersi l'utilizzo di grandi invenzioni tecnologiche, quali automi, giochi meccanici, organi ed orologi o calendari, tra i quali la macchina di Anticitera. Inoltre anche i templi avevano subito una modernizzazione, poiché presentavano complicati meccanismi di apertura di porte automatiche ideate da Erone di Alessandria.
L'alta tecnologia per oggetti di lusso

Le maggiori conoscenze in ambito medico dell'antica Roma sono giunte a noi tramite l'opera di Cornelio Celso, il "De medicina" dal quale veniamo a sapere le tecniche di operazione chirurgica, oculistica e ginecologa della Roma antica. Come riferito da Catone nel "De medicina domestica", inizialmente le persone erano curate dal proprio pater familia, solo dopo l' assistenza dei malati spettò ai valetudinari, alle medicatrine e ai templi.
La scienza medica
La tecnologia a Roma veniva sfruttata anche per l'approvvigionamento d'acqua, infatti grazie a questa sono state costruite diverse strutture atte a questo fine. Tra queste vi sono: acquedotti, dighe e mulini.
L' acqua: fonte di sviluppo
Tra le più importanti tecnologie vi sono quelle utilizzate a fini bellici. Di queste le più utilizzate erano: balista, catapulta, torre con ponte levatoio, testuggine e muscolo. Molte di queste tecnologie furono usate per prime dai greci e i romani le ripresero e modificarono. I romani per rendere più veloce il loro movimento durante la battaglia utilizzavano armature più leggere che coprivano solamente le parti principali del corpo ed erano meno protettive rispetto alle precedenti cotte di maglia
La tecnologia uccide
Tecnologia e macchine romane
La macchina di Anticitera
Questo sofisticato marchingegno, datato intorno al 150-100 a.C. e rinvenuto nell'antica isola greca di Anticitera, consisteva nel calcolare le varie date dei principali periodi dell'anno (fasi lunari, sorgere del sole) e i movimenti dei 5 pianeti allora noti. Il suo funzionamento sfruttava una lunga serie di ruote dentate, ricoperte di iscrizioni.
(Frammento principale del congegno)
(Ricostruzone della macchina)
L'invenzione di Erone di Alessandria
Erone di Alessandria, nato attorno al I secolo d.C. in Grecia, descrive molte sue invenzioni, in particolare il meccanismo di apertura automatica delle porte dei templi, una creazione molto innovativa per quell'epoca. L'apertura delle porte era determinata dall'espansione dell' aria provocata dal calore. Il fuoco acceso sull'altare aumentava la pressione in una sfera parzialmente riempita d'acqua. L'aumento della pressione nella sfera fa fuoriuscire l'acqua che tramite un sifone va in un secchio appeso ad una corda, che si abbassava o alzava a seconda del peso, provocando la rotazione degli assi su cui erano impernate le porte. Spento il fuoco avveniva la procedura inversa grazie ad un contrappeso.
Ctesibio di Alessandria e l'organo idraulico
L'organo idraulico, invenzione di Ctesibio di Alessandria, sfruttava la forza dell'acqua combinata con quella dell'aria compressa: i mantici immagazzinavano aria che usciva dalle canne con una pressione uniforme determinata da un serbatoio. La descrizione di un organo simile si trova in Vitruvio.
Le meridiane: ormai strumenti troppo antichi
"Ut illum di perdant, primus qui horas reperit, quique adeo primus sustituir hic solarium, qui mibi comminuit misero articulatim diem."
-Plauto

"Maledetto chi ha inventato l'orologio e più maledetto chi ha messo la meridiana! Mi ha fatto a pezzi la giornata, povero me."
Questo frammento, tratto da una commedia di Plauto andata persa, riferisce il lamento del personaggio davanti ad un orologio. Il popolo romano dovette compiere un lungo cammino prima di riuscire esattamente a misurare l'ora. Vi si avvicinò Ctesibio con l'invenzione degli orologi ad acqua, della cui costruzione si sa solo che provvedeva l'utilizzo di tre serbatoi d'acqua,il cui livello stabiliva l'orario.
Erone e altre strane invenzioni
Erone non fu famoso solo per l'invenzione delle porte automatiche, ma anche per aver inventato il primo distributore automatico, la doccia a gettoni, vari automi meccanici, la prima macchina a vapore (eolipila) ed infine uno strumento che si avvicinava leggermente all'odierno contachilometri.
Fu un grande inventore grazie alle sue ampie conoscenze in matematica, ingegneria, ottica e meccanica.
(L'eolipila
di Erone)
Strumenti e tecniche mediche
Nell'antichità gli strumenti medici che venivano utilizzati erano in bronzo.In ambito chirurgico venivano utillizzati il bisturi (scalpellum), la tenaglia, la pinza, la sonda auricolare, la spatola e la sonda a cucchiaio. Con questi venivano condotti anche operazioni di chirurgia estetica per il naso, le labbra, le palpebre e anche e il labbro leporino.
Le cure
La maggior parte delle cure derivavano dagli animali e dalle piante. Spesso venivano utilizzate: la bile di serpente che veniva usata come collirio contro il bruciore degli occhi; lo sterco di cavallo, misto ad aceto, era usato come antiemostatico. Non conoscendo la pennicillina molte persone morivano a causa delle infezioni postoperatorie che portavano alla cancrena e infine al decesso.
Citazioni mediche
L' opera più importante legata alla medicina è il "De medicina" di Celso il quale è un vero e proprio trattato sulla medicina. Questo approfondisce ogni ambito medico dell'antica Roma. Per ciò che riguarda la chirurgia dice " Il chirurgo bisogna sia giovine, o almeno non tanto in là con gli anni; di mano forte, ferma, che non gli tremi mai e che si serva bene non men della sinistra che della destra; di vista acuta e netta; coraggioso, pietoso si, ma in modo da non pensare ad altro che a guarire il suo malato."
Acquedotti
L'acqua veniva trasportata negli acquedotti grazie alla sola forza di gravità. Lungo i canali di pietra sopraelevati l'acqua era trasportata con una leggera pendenza dalla fonte sorgiva montana fino in pianura. Dopo essere passata attraverso l'acquedotto, l'acqua era raccolta in cisterne e inviata, attraverso tubature, a fontane e terme.
Le dighe
Vennero costruite ben 72 dighe in una sola regione, la Spagna, e molte altre furono realizzate in tutto l'Impero, alcune delle quali sono ancora oggi in funzione. Diverse dighe sono state anche trovate in Britannia, tra cui la ben conservata diga romana di Lanchester.
Sollevamento e drenaggio dell'acqua
Gli strumenti atti a questi scopi erano rispettivamente la pompa a stantuffo e la turbina di Archimede. Il funzionamento della prima avviene tramite il sollevamento alternativo di due pistoni di bronzo, i quali azionano la pompa dell' acqua. Invece la turbina a vite di Archimede, nota anche come coclea, è un dispositivo meccanico atto a trasformare l'energia potenziale di un liquido in energia meccanica.
(Pont du Gard, acquedotto romano costruito nel 19 a.C)
(Pompa a stantuffo, ideata da Ctesibio)
(La vite di Archimede)
Testuggine e muscolo
La testuggine, che deriva dal latino testudo, era una macchina che permetteva agli assedianti di avvicinarsi alle mura nemiche e poi lavorare alla demolizione delle stesse, protetti da questa struttura mobile. Alcune volte veniva utilizzata una testuggine a rostro detto embolon, la cui parte anteriore era a forma di prua di nave, e serviva per avere un maggior riparo durante gli assedi delle città sui pendii. macchiario di simile scopo era il muscolo.
Balista e catapulta
La ballista è una grande macchina d'assedio che lanciava grandi dardi o pietre sferiche singolarmente o per piccoli gruppi, secondo il tipo di modello. In generale la balista si costruiva in legno, con qualche parte costruita o almeno rivestita di metallo e venivano utilizzate corde o tendini di animali come tensori. La parola catapulta è un termine generico per indicare una macchina da assedio che sfrutta un braccio per scagliare con tiro curvo grosse pietre di cento, duecento e più libbre, proiettili di metallo o dardi e frecce. Le catapulte venivano solitamente assemblate sul luogo dell'assedio, e gli eserciti portavano con loro pochi o nessun pezzo di tale macchina, in quanto il legno era solitamente disponibile sul posto.
Torre d'assedio
La torre d'assedio o torre mobile è una macchina da guerra usata per raggiungere le mura difensive di una città o fortezza durante un assedio.La torre d'assedio colpiva per la sua imponenza e la sua altezza, che per forza di cose doveva essere superiore a quella delle mura della città assediata. Di importanza fondamentale, per i costruttori delle torri mobili, era conoscere l'altezza delle fortificazioni avversarie nella maniera più accurata possibile.Le torri d'assedio erano in legno, trainate da buoi e con alcune pareti rivestite con pelli per proteggersi dai dardi nemici. All'interno vi erano diversi piani collegati tra loro con delle scale. In cima vi era un "ponte levatoio" che permetteva l'accesso sulle mura
Historiae III
Tacito
« Nella battaglia spinsero indietro il nemico, e a loro volta vennero respinti, poiché i Vitelliani avevano concentrato la loro artiglieria lungo la strada rialzata, per avere campo libero e disponibile da cui aprire il fuoco; i loro tiri precedenti erano stati dispersi e avevano colpito gli alberi senza danneggiare il nemico. Una ballista di enormi dimensioni, appartenente alla legio XV, iniziò a causare gravi danni lungo il fronte dei Flaviani scagliando grandi pietre; e avrebbe causato un'ampia distruzione se non fosse stato per lo splendido coraggio di due soldati, i quali, prendendo alcuni scudi dai soldati morti e quindi mascherandosi loro stessi, tagliarono le corde e le molle della macchina. »
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