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Gli imperatori dell'antica Roma

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by

Filiberto Emanuele

on 15 May 2015

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Transcript of Gli imperatori dell'antica Roma

Gli imperatori dell'antica Roma
Giulio-Claudi (14-68 d.C.)

Flavi (69-96 d.C.)

Adottivi (98-180 d.C.)

Severi (193-235 d.C.)
Gli imperatori Flavi
Gli imperatori adottivi
Traiano (98-117 d.C.)
Adriano (117-138 d.C.)
Accrebbe i poteri del principe rispetto a quelli del Senato
Il suo regno fu caratterizzato da una generale pausa nelle operazioni militari
La sua politica fu tesa a tracciare confini controllabili a costi sostenibili
Il suo principato fu caratterizzato soprattutto dai suoi viaggi
Si occupò di esigenze amministrative, edificazioni di edifici pubblici
Cercò di migliorare lo standard di vita delle provincie
Protesse notevolmente l'arte
La città fu ulteriormente arricchita di templi
Diaspora ebraica nel mondo
Favorì la colonizzazione delle terre incolte
Si perfezionò l'opera di catalogazione, di sistematizzazione e di interpretazione delle leggi
Vespasiano (69-79 d.C.)
Represse la rivolta in Palestina
Fece approvare la lex de imperio Vespasiani
Favorì la romanizzazione delle provincie
Attuò una politica di rigore
Intraprese una notevole stagione edilizia
Consolidò ed estese i confini
Attribuì il potere ereditario a entrambi i suoi figli
Tito (79-81 d.C.)
Condusse al termine la prima guerra giudaica
Portò al termine la costruzione dell'anfiteatro Flavio
Si meritò la costruzione di un arco di trionfo
Ebbe il consenso popolare
Eruzione Vesuvio, e distruzione Pompei e Ercolano
Tiberio (14-37 d.C.)
Caligola (37- 41 d.C.)
Denominato così per il tipo di calzari preferiti da adoloscente (Caligula, "piccola caliga")
Conosciuto per stravaganza, eccentricità e depravazione
Spese il patrimonio per giochi, elargizioni di denaro, cibo al popolo e per le proprie stravaganze
Disprezzava i Senatori
Diminuì le tasse
Abolì la lesa maestà
Trasforma il principato
Fu assassinato a 28 anni da un gruppo di sue guardie
Vespasiano (69-79 d.C.)
Tito (79-81 d.C.)
Domiziano (81-96 d.C.)
Attualizzazione di Pompei
Domiziano (81-96 d.C.)
Fece costruire una serie di fortini presidiati da ausiliares
Stanziò guarnigioni nell'attuale Austria
Instaurò una monarchia assoluta
Accettò forme di servilismo e il titolo di dominus ac deus
Fu censore a vita
Operò confische ed espropri
Perseguitò cristiani ed ebrei
Ampliò i possedimenti romani in Britannia
Morì pugnalato e tutti i suoi atti furono annullati dal Senato
La sua memoria venne indicata alla pubblica esecrazione
Lex de Imperio vespasiani
E' una legge romana approvata dal Senato il 22 Dicembre dell'anno 69 d.C., riguardante la definizione del potere e delle prerogative dell'imperatore Vespasiano rispetto a quelle del Senato stesso. La parte che ci è pervenuta è solo una porzione delle 8 clausole che la tavola comprende. Nel testo si legittima che il principe indica e presieda le sedute del Senato, inoltre è "sciolto" dalla legge: la sua condotta è insindacabile.
L'interpretazione della natura della legge è stata difficoltosa negli anni. Non si sa se considerarla una normale prassi, condivisa per tutti gli imperatori, oppure un atto eccezionale considerato opportuno dopo la conclusione delle guerre civili e gli eccessi di Nerone.
I crolli a Pompei non si arrestano e l'ultimo avvenuto risale rispettivamente al 2 Marzo 2015, a crollare è stato il muro di una bottega. I crolli registrati sono stati causati ancora una volta dal maltempo e dalle forti piogge. Ciò avviene in quanto le strutture del sito sono alla luce da più di due secoli. L'area archeologica di Pompei conserva circa 2 milioni di metri cubi di strutture murarie antiche,17 mila metri quadrati di intonaci,12 mila metri quadrati di pavimenti. La gran parte dell'area archeologica è oggetto del massiccio intervento del Grande Progetto Pompei,che sta procedendo nei tempi stabiliti e interesserà la messa in sicurezza e il restauro di tutte le strutture,incluse quelle interessate da recenti cedimenti.
Gli imperatori Giulio-Claudi
Tiberio (14-37 d.C.)
Caligola (37-41 d.C.)
Claudio (41-54 d.C.)
Nerone (54-68 d.C.)
Derivazione del nome
La dinastia Giulio-Claudia viene così chiamata per il nomen (nome della famiglia) dei primi due imperatori: Caio Giulio Cesare Ottaviano appartenente alla Gens Iulia e Tiberio Claudio Nerone appartenente alla Gens Claudia.
Fu il primo imperatore Giulio-Claudio
Adottò Germanico e lo inviò a combattere contro i Germani
Succedette nel ruolo di princeps il padre adottivo Augusto
Condusse spedizioni in Illirico e Germania
Operò riforme in ambito economico e politico
Pose fine alla politica di espansione militare
Lesa maestà
Favorì l'ascesa del prefetto Seiano per poi farlo destituire e uccidere
Morì a Capo Miseno nel 37 d.C.
Claudio (41-54 d.C.)
Fu lontano dalla vita pubblica fino all'età di 47 anni quando tenne il consolato
Alla morte di Caligola divenne imperatore
Fu un abile amministratore
Fu un grande patrono dell'edilizia pubblica
Espansionista in politica estera
Opposizione da parte della nobiltà nei suoi confronti
Si sposa con Agrippina e adotta il figlio Nerone
Morì nel 54 d.C. forse avvelenato da Agrippina
Morte di Claudio
Claudio morì improvvisamente nel 54 d.C. dopo aver mangiato un piatto di funghi letali. E' molto probabile che sia stato avvelenato da Agrippina per mano di Lucusta (una delle prime avvelenatrici seriali), anche se era ormai sicura della successione di Nerone. Essa avrebbe desiderato vedere il figlio sul trono mentre era ancora molto giovane per seguire i suoi consigli e le sue volontà. Alla morte di Claudio, Agrippina e Nerone fecero sparire anche Britannico, figlio naturale di Claudio e aspirante al trono; questo evento testimonia l'implicazione di Agrippina nella morte dell'imperatore.
Nerone (54-68 d.C.)
La sua politica era favorevole al popolo e per questo motivo giudicato tiranno dall'aristocrazia
Il suo comportamento fu caratterizzato da eccessi e stravaganze
Fu accusato del grande incendio di Roma (64 d.C.)
Lasciò il governo di Roma a sua madre per poi farla giustiziare
Durante il suo regno ci furono rivolte in tutto l'impero
Nerone si suicidò
Grande incendio di Roma
L'incendio scoppiò la notte del 18 Luglio del 64 d.C. nella zona del Circo Massimo e infuriò per nove giorni complessivamente, propagandosi in quasi tutta la città. Delle quattordici regioni che componevano la città, tre furono totalmente distrutte, mentre in altre sette si registrarono danni relativamente più limitati. I morti furono migliaia e circa duecentomila i senzatetto. Numerosi edifici pubblici e monumenti andarono distrutti.
La ricostruzione della città viene descritta a partire dalla Domus Aurea, la nuova residenza che l'imperatore si sarebbe fatto edificare approfittando del disastro. Non essendoci prove della colpevolezza dell'imperatore, quest'ultimo condannò i Cristiani i quali dovettero subire crudeli supplizi. Inoltre si sa quasi per certo che Nerone decise di accusare i cristiani perchè nei giorni precedenti essi alludevano a una fine del mondo molto vicina, che si sarebbe svolta tra le fiamme.
Il cavallo di Caligola
Il nome originale dello stallone pare fosse Porcellus ma Caligola decise che il nomignolo "Porcellino" non fosse adatto e lo rinominò, in onore della sua velocità, Incitatus. Incitatus era uno stallone da corsa e si diceva che non avesse mai perso una gara. Per garantire una migliore prestazione ,la notte prima di una gara, Caligola obbligava tramite i suoi soldati al silenzio tutti gli abitanti residenti nei pressi della stalla. Sposò Cedonia, ma per lungo tempo rimase indeciso tra lo sposare la donna o Incitatus. E' un enigma, il motivo per il quale, nonostante la follia, Caligola potesse pensare che un cavallo ma soprattutto uno stallone avrebbe potuto dargli un erede. Convinto che lo stallone si sentisse rifiutato, per rimediare costruì per lui un nuovo palazzo. Incitatus aveva una camera da letto in marmo con una stuoia di paglia, una mangiatoia d'avorio con un secchio d'oro per bere e le immagini di artisti famosi sulle pareti. Era avvolto in coperte di porpora regale e sfoggiava un gioiello di pietre preziose al collo. Caligola era così eccessivamente affezionato che lo nominò anche Sindaco di Roma e successivamente Senatore. Infine, come futuro candidato per il consolato.
Caracalla (211-217 d.C)
Fu acclamato imperatore con il sostegno della madre e della nonna materna, all'età di quattordici anni
Cercò di importare il culto solare di Emesa a Roma
Consolidò il proprio controllo dell'impero
Venne assassinato dalla guardi pretoriana
Elagabalo (218-222 d.C)
Alessandro Severo (222-235 d.C)
Divenne imperatore a soli tredici anni e il suo potere fu gestito dalla madre Giulia Mamea
Condusse alcune campagne militari in Oriente e lungo il limes germanico-retico
Venne ucciso insieme alla madre
Gli imperatori Severi
Settimio Severo (193-211 d.C)
Caracalla (211-217 d.C)
Elagabalo (218-222 d.C)
Alessandro Severo (222-235 d.C)
Settimio Severo (193-211 d.C)
Con lui inizia il periodo del dominato, di stampo militare
Riorganizzò l'esercito
Concesse ai provinciali il permesso di sposarsi durante il servizio militare
Scioglimento delle pericolose coorti pretorie
Fu un abile condottiero
Condusse una fortunata serie di campagne militari nel Nord della Britannia
Si circondò dei migliori giuristi dell'epoca
Sposò Giulia Domna, figlia di un sacerdote siriaco
Morì ad Eburacum (attuale York) nel 211 d.C
Rese ancor più monumentale la città di Roma: edificazione di
immense terme
Rimosse le distinzioni legali e politiche tra italici e provinciali
Estese la cittadinanza romana a tutto l'impero romano: Constitutio Antoniniana (212 d.C)
Accrebbe il suo potere in una forma di dispotismo assoluto
Condusse numerose campagne militari
Continuò la politica di deprezzamento della moneta d'argento
Constitutio Antoniniana
La Constitutio Antoniniana stabiliva la concessione della cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'impero, ad eccezione dei dediticii (componenti di comunità autonome assoggettate a Roma) . Il testo greco della costituzione ci è giunto tramite un papiro lacunoso conservato nel Museo di Giessen in Germania. Elimina ogni differenza giuridica tra i cittadini, si annullavano di fatto i privilegi di cui ancora godevano i cittadini italici, e tutti erano chiamati a pagare le tasse. Con l'estensione della cittadinanza , però, si completava anche la definitiva trasformazione dell'impero, che raggiungeva una nuova unità civile.
Culto solare del sol invictus
Il culto del "sol invictus"o,per esteso,Deus Sol Invictus era un appellativo religioso usato per diverse divinità nel tardo romano impero.Molto prima che Eliogabalo e i suoi successori diffondessero a Roma il culto siriaco del Sol invictus, molti romani ritenevano che i cristiani adorassero il sole. Questo era senz'altro favorito dal fatto che Gesù era risorto nel primo giorno della settimana, quello dedicato al Sole, e perciò i cristiani avevano l'abitudine di festeggiare proprio i quel giorno (oggi chiamato Domenica). Il sol invictus, inoltre compare come divinità subordinata associata al culto di Mitra.
Limes germanico-retico
E' un insieme di fortificazioni di confine, forti e fortini ausiliari, torri o postazioni di guardia, eretti dai Romani a protezione dei confini delle province della Germania superiore e della Rezia e che racchiudeva tra i fiumi Reno e Danubio, i cosiddetti territori degli Agri decumates, lungo il suo percorso, divenuto patrimonio dell'umanità sotto il patrocinio dell'Unesco, si trovano importanti siti archeologici.
Created by:

Alessia Carbone
Enrico Castorina
Ludovica Migliorino
Nancy Occhipinti
Traiano (98-117 d.C.)
Adriano (117-138 d.C.)
Antonino Pio (138-161 d.C.)
Marco Aurelio (161-180 d.C.)
Nerva (96-98 d.c.)
Marco Coccieio Nerva fu un aristocratico romano, nonchè l'ultimo imperatore italiano sia di nascita che di famiglia. Era molto stimato come imperatore e alla morte di Domiziano, acconsentì a divenirne il successore e fu acclamato imperatore in Senato da tutte le classi concordi sul suo nome. Durante il suo regno, breve ma significativo, apportò un grande cambiamento: il "principato adottivo". Questa riforma prevedeva che l'imperatore in carica in quel momento dovesse decidere, prima della sua morte, il suo successore all'interno del Senato. Questo faceva si che i senatori si responsabilizzassero.
Raggiunse la massima estensione territoriale
Campagne di conquista in Oriente e Occidente contro i Parti e contro i Daci
Per celebrare la vittoria contro i Daci venne innalzata la colonna Traiana
Si dedicò alla costruzione di numerose opere pubbliche: Porto di Traiano e Foro Imperiale
Gli venne conferito il titolo di Optimus ("il migliore")
Mantenne ottimi rapporti con il Senato
Colonna Traiana
La colonna traiana venne eretta tra il 110 e il 113 d.C. nel Foro Traiano, per celebrare le due campagne vittoriose ell'imperatore in Dacia. L'autore viene unanimamente riconosciuto in Apollodoro di Damasco, che aveva accompagnato l'imperatore nelle due campagne militari. La grandiosa colonna di ordine tuscanico è composta da un toro ornato di foglie d'alloro, da un fusto formato da 17 rocchi di marmo e dal capitello che formano complessivamente 29,78 metri d'altezza, cioè 100 piedi romani. Il piedistallo ha una base liscia terminante a gola e sul lato sud-orientale vi si apre la porta d'ingresso. Essa conduce ad una rampa di scale, introduttiva alla scala a chiocciola che percorre il fusto cavo della colonna, nonchè a tre piccole stanze. Di esse la più interna custodiva due urne d'oro con le ceneri di Traiano e della consorte Plotina. Il monumento è quindi allo stesso tempo storico-celebrativo e funerario.
Antonino Pio (138-161 d.C.)
Uomo di esemplare saggezza e moderazione
Fu proclamato Pio per il suo ossequio alla religione
Consolidò le frontiere
Consolidò l'azione mediatrice diplomatica
Il suo regno fu un periodo di pace e prosperità
Stimolò l'istruzione pubblica
Alla sua morte riversò tutti i suoi averi nelle casse dell'impero
Marco Aurelio (161-180 d.C.)
Il suo impero fu caratterizzato da lotte continue con i popoli confinanti
Continuò l'attività di riqualificazione del tessuto urbano della capitale
Morì stroncato dalla peste a Vindobona (attuale Vienna)
Suo successore fu Aurelio Commodo
Commodo
Commodo aveva soltanto 19 anni ed era già molto popolare tra le plebe di Roma e i soldati. Le fonti dell'epoca lo descrivono come totalemente privo di cultura, amante dei giochi circensi e pronto a battersi nell'arena contro i gladiatori. Il suo primo atto di governo fu di concludere frettolosamente una pace disonorevole con i Quadi e i Marcomanni. Pretese il trionfo e, di fronte all'opposizione del Senato, si diede ad una politica di terrore e dispotismo. Nel 192 d.C. l'ennesima congiura ebbe buon esito: l'amante di turno gli propinò una bevanda avvelenata e un sicario, per sicurezza lo strangolò.
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