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La Francia di Richelieu e Mazzarino

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by

jacopo lanza

on 28 September 2015

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Transcript of La Francia di Richelieu e Mazzarino

La Francia di Richelieu e Mazzarino
Richelieu
Nato a Parigi nel 1585, Richelieu scelse da giovane la carriera ecclesiastica allo scopo di salvare il patrimonio della famiglia. Consacrato vescovo di Luçon nel 1607, resse per sei anni la carica ecclesiastica prima di trasferirsi a Parigi. Nella capitale le sue doti gli guadagnarono presto i favori della reggente Maria de’ Medici, che appoggiò presso il papa la sua nomina a cardinale ottenuta nel 1622. Sotto il regno di Luigi XIII Richelieu conseguì rilevanti posizioni di potere che mantenne fino alla morte, nel 1642, divenendo l’arbitro della politica francese
Benchè nobile di nascita e convinto della funzione insostituibile dell'aristocrazia, dedicò ogni sforzo a piegare la nobiltà feudale al
rispetto dello stato
, punendo con inflessibile severità gli atti d'insubordinazione nobiliare.

Politica estera
Perseguendo il rafforzamento internazionale della Francia, Richelieu divenne
un aperto nemico degli Asburgo d'Austria e di Spagna.
Nella guerra dei Trent'anni la Francia si schierò
al fianco delle potenze protestanti: Svezia, Danimarca, Province unite e principi tedeschi,
forti di una grande disponibilità economica, recando un contributo determinante alla vittoria finale.
Intervenne due volte in Italia nelle guerre di successione del Monferrato per imporre in funzione antispagnola il duca di Navarra ottenendo così l'importante
piazzaforte di Pinerolo
, vicino Torino.
Promosse inoltre la creazione di una
flotta
competitiva

e

di

compagnie commerciali
capaci di assicurare al paese numerosi traffici e ricchezze mondiali a partire dalla prima colonia americana: la
Nuova Francia.
In campo amministrativo eseguì il principio dell'
accentramento
secondo cui in nome del re alcuni ministri decidono le sorti di milioni di individui,
fu cioè il creatore di un sistema che se usato da un capo di qualità superiori può dare grandi risultati ma che uccise ogni iniziativa personale, spegnendo l'interesse del popolo per la vita pubblica.
Il sistema centralizzatore portò anche all'annulamento delle autonomie provinciali grazie al quale ogni importanza politica si concentrò a Parigi la cui irrequieta popolazione acquistò un'influenza decisiva sulle sorti della Francia.
In questo modo si può dire che Richelieu preparò la strada alla futura rivoluzione.
Richelieu si rese promotore di una riorganizzazione del sistema fiscale facendo leva sugli
intendenti
, funzionari tratti dalla borghesia,
alle dirette dipendenze del sovrano col compito di amministrare le province riscuotendone le imposte e immuni da tribunali e parlamenti dei quali fu ridotta l'autorità.
L'accresciuta pressione fiscale e l'invadenza dei
funzionari regi ebbero tuttavia l'effetto di sucitare un forte malcontento che si trasformò in violente rivolte popolari e contadine che furono represse con violenza.
Era ostile agli
ugonotti
, calvinisti, non tanto per un motivo religioso ma perchè formavano stati interni impedendo l'effettiva unificazione della Francia sotto il potere regio.
Ottenne la loro capitolazione con la presa della loro piazzaforte

la Rochelle
nel 1629 dopo un lungo assedio.

Mantenne in vigore
l'editto di Nantes

che garantiva il culto protestante francese impedendo però la riorganizzazione politica degli ugonotti
L'esercito, il principale sostegno dell'autorità regia, fu considerevolmente accresciuto passando dai 12.000 uomini sotto Enrico IV a 150.000 rovinando però le finanze dello Stato.
In campo intellettuale promosse la fondazione dell'Accademia di Francia, organo dello stato destinato a fissare la forma della lingua francese.
Questo conferì alla prosa francese un'eleganza mai più raggiunta in seguito, ma ha pure soffocato ogni originalità e reso impossibile l'espressione di profondi sentimenti portando a un convenzionalismo schematico.
In campo religioso Richelieu tenne rigorosamente soggetta alla sua autorità la chiesa francese che finì per
raffigurarsi come uno degli organismi attraverso i quali si esercitava il potere regio.
Politica interna
Mazzarino
Di famiglia palermitana, Mazzarino studiò nel collegio romano dei Gesuiti. Continuò gli studi in Spagna nelle università di Alcalà e Madrid. Entrò a far parte della diplomazia vaticana.
Ottenne la cittadinanza francese nel 1639 e divenne segretario di Richelieu dal 1640 a Parigi. Richelieu morendo lo raccomandò al Re. Infatti Luigi XIII lo nominò primo ministro e quando salì al trono Luigi XIV Mazzarino continuò a deternere il potere fino alla sua morte nel 1661.
Politica interna
Mazzarino si propose di dare seguito alla politica del predecessore ma, in una situazione complicata dalla tenerissima età di Luigi XIV, dovette fronteggiare una robusta opposizione proveniente da diversi settori della società francese
I° Fronda
La politca fiscale e quella amministrativa di Mazzarino vennero dapprima contrastate della
nobità di toga che lamentava mancate corresponsioni di pagamenti dovuti e il ruolo preponderante assunto dagli intendenti
.
Causa
Fu il parlamento di Parigi a guidare la protesta della nobiltà di toga, perciò la fronda venne denominata "
fronda parlamentare
".
Nel 1648 insorsero i parigini ma dopo un anno

la protesta rientrò per il timore di una possibile rivoluzione

in modo che la corte e i nobili togati si potessero riavvicinare.
Esito
II° Fronda
La "
fronda dei principi
"

venne messa in atto dalla
grande aristocrazia di spada
per riaffermare il proprio ruolo politico. Alla testa di questa rivolta si pose il principe di Condè forte dell'appoggio degli spagnoli e del clero
sulla base di un programma mirante a ripristinare la centralità politica degli ordini tradizionali.
Causa
La fronda si concluse con la sconfitta militare di Condè a opera di Mazzarino nel 1653.
Esito
III° Fronda
Una terza fronda, di minor importanza, esplose nella città di Bordeaux e prese il nome di "
fronda urbana
" con

l'intento di ottenere la partecipazione degli artigiani al consiglio municipale.
Causa
La città si arrese dopo poco tempo all'autorità monarchica.
Esito
Politica estera
Mazzarino perseguì la politica aggressiva contro gli Asburgo nella guerra dei Trent'anni.
Terminò nel 1659 la guerra tra spagnoli e francesi con la
Pace dei Pirenei
che sancì:
l'acquisizione da parte della Francia dell'
Artois
, delle
Fiandre
e della
Catalogna del Nord
;
il matrimonio tra Luigi XIV e la principessa di Spagna Maria Teresa.
La crezione del nuovo confine delineato dalla catena dei Pirenei
Nel 1648 terminò la Guerra dei Trent'anni con la
pace di Westfalia
con cui:
venne confermata la libertà di culto per i protestanti e calvinisti
fu riconosciuta ai principi tedeschi la piena sovranità territoriale

La Francia si rafforzò ricevendo i territori della Lorena, Alsazia, Metz, Toul e Verdun.
Richelieu
Mazzarino
Fonti:
Libro di testo "Parlare di storia 1"
"Storia universale: lo sviluppo dell'umanità" di P.Harttung
Encicolpedia Italiana: cat. storia
Enciclopedia Treccani online
Professore:
Domenica Mollica
Alunno:
Pierfrancesco Lanza
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