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Napoleone a Lodi: sussurro di gloria

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by

francesca Scotti

on 12 November 2013

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Transcript of Napoleone a Lodi: sussurro di gloria

Marciando da Fombio e Codogno le truppe napoleoniche giungono a Lodi nei pressi di
PORTA CREMONESE
. E' circa mezzogiorno.
Da poco edificata essa interrompre le mura medioevali che ancora resistono, Napoleone decide di aggirare il primetro della città e dirigersi verso il fiume. Scende dunque per la comoda ed alberata discesa oggi percorsa da via Secondo Cremonesi.
La notizia dell'arivo dei Francesi si è ormai sparsa ed ognuno cerca di correre ai ripari, cittadini compresi.
La città per il momento è salva ed assiste alle manovre preparative.
L'arrivo in città
Aggirate le mura, i Francesi giungono nei pressi della città bassa. A cavallo raggiunge
PIAZZA OPSITALE
, dove sorge il convento dei Barnabiti con annessa chiesa.
Napoleone ha pianificato dal giorno precedente la parte essenziale della sua manovra.
Dopo una rapida occhiata conviene che il ponte sia il luogo decisivo, anche a prezzo di una carneficina, poichè il nemico è appostato e dotato di cannoni. Incitatate le truppe sale sul campanile per assistere alla battaglia lasciando sul campo Massena ed Augerau: saranno loro a guidare le truppe.
Piazza Ospitale
Ancora oggi presso il ponte della battaglia una
LAPIDE
ricorda l'evento e lo fa con duplice intenzione: essa infatti rimanda alle due volte in cui, nello stesso luogo, gli Austriaci furono battuti. Una prima volta da Napoleone (1796) ed una seconda volta - per sempre - durante il Risorgimento (1859).
La lapide commemorativa
Verso il tardo pomeriggio, si pensa fra le 17.00 e le 18.00 viene sferrato finalmente l'attacco.
Sostenuti dal magnetismo del loro condottiero i Francesi si lanciano.
<< ...
PONTE
di legnolungo 200 metri con una larghezza sufficiente ad una colonna che marciasse con una fonte di otto uomini. Vi fu un assordante scoppio, un lacerante crepitio e i giovani caddero uno sopra l'altro ... >>
Gli Austriaci cedono solo quando Beaumont riesce a guadare il fiume in località Barbina ed a raggiungere il Rivellino, sulla riva sinistra, con il 25° Cacciaotri di Domenico Rusca.
Il ponte: la battaglia
Antefatto
Alla testa dell'armata francese d'Italia il giovane Bonaparte, promosso generale sul campo a soli 24 anni durante l'assedio di Tolone, giunge a Lodi la mattina del 10 Maggio 1796. Deve e vuole affrontare parte della retroguardia austriaca per consegnare Milano e la Lombardia alla Francia. Una serie di vittorie lo accompagna fin dal Piemonte ed anche la giornata di oggi si presenta senza particolari timori. Si esporta la Rivoluzione!
I Lodigiani sono chiusi nelle loro case, ma i gabellieri hanno lasciate
aperte le porte della città per evitare inutili stragi.
Gli Austriaci sono già concentrati nei pressi della via di fuga, cioè l'oltrefiume, dal quale il grosso delle truppe è già passato per tornare verso la parte di territorio da essi saldamente controllato.
Improvvisamente tutto tace e si contano i danni. i cannoni avevano colpito più di un edificio in città, Ma nell'immediato si pone il problema dei morti e dei feriti. I primi vengono sepolti in fretta e furia in fosse comuni. I secondi vengono portati per un primo soccorso nella chiesa di San Rocco, presso il ponte, e quelli meno gravi in quella di San Cristoforo nel centro della città.
I prigionieri austriaci vengono rinchiusi nel fortedel Castello.
Le chiese: i ricoveri
<<Nell'antico
PALAZZO
dei conti
MERLINI
, oggi palazzo Fontana, Napoleone chiude la sua giornata: in poche ore aveva sbaragliato le forze nemiche, e la battaglia di Lodi gli apriva la via di Milano, della Lombardia, di un futuro dominio sull'Italia che già nasceva dai suoi sogni. Per la prima volta non si sentiva semplice condottiero ma uomo chiamato dal destino ad influire sulla sorte dei popoli, entrando per sempre nella storia.>>
Palazzo Merlini (Fontana)
Ce n'est que le soir de Lodi ...
Con queste parole Napoleone riconobbe a posteriori di essersi sentito come chiamato ad un destino trionfale dopo la vittoria al ponte di Lodi.
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