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L'Impero Coloniale Italiano

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by

Silvia Bardini

on 27 February 2014

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Transcript of L'Impero Coloniale Italiano

L'Impero Coloniale Italiano
da Crispi a Mussolini
Libia
Eritrea
Etiopia
Somalia
Crispi e Giolitti
Baia di Assab
Porto di Massaua
Asmara
Dal 1882 l'Italia inizia una campagna coloniale in Africa Orientale.

Tuttavia le sconfitte italiane subite a Dogali nel 1887 e a Adua nel 1896 fermarono ogni altro tentativo di espansione.
Sono gli anni in cui tutti gli stati europei cercano di occupare colonie in Africa.
L'Eritrea era governata da diversi sultani mentre in Etiopia regnavano due re: a nord il negus Giovanni IV e a sud il negus Menelik.
dal 1882 al 1943
L'Italia inizia la sua avventura coloniale dopo solo 20 anni di unità nazionale. Si passa quindi dalla guerra per la liberazione del proprio territorio alla guerra per occupare territori altrui. Si passa dal PATRIOTTISMO (amore per la propria patria) al NAZIONALISMO (esaltazione della forza della propria nazione sulle altre).
In questa impresa coloniale l'Italia arriva ultima dopo gli altri stati europei e deve accontentarsi di aree povere, poco popolate, prive di materie prime: Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia.
Per motivare l'aggressione di territori in Africa, l'Italia si giustifica con la "missione civilizzatrice": il dominio italiano porterebbe civiltà, igiene, ordine e democrazia a popoli giudicati inferiori e selvaggi.
L'Italia crede di poter conquistare quei popoli senza fatica. In realtà la resistenza locale è forte e gli italiani ricorrono a una dura repressione.
La propaganda descriveva i colonizzatori italiani come "brava gente", generosi e tolleranti verso la popolazione africana. In realtà oggi sappiamo che gli italiani si comportarono esattamente come tutti gli altri europei. Fucilazioni di massa, vendette sulla popolazione civile, sfruttamento dello schiavismo, violenze , espropriazioni, incendi di interi villaggi, deportazioni, campi di concentramento e persino l'uso di gas tossici vietati sono stati frequenti nelle colonie italiane.
Corno d'Africa
o Africa Orientale
Massaua si trova su un'isola e fu la capitale della Colonia Eritrea fino al trasferimento ad Asmara. Le due città furono collegate da una littorina (treno) tutt'ora in funzione.
500.000 eritrei
3.500 italiani
La baia di Assab venne acquistata dalla Società Rubattino (che agiva per conto dell'Italia) nel 1870. L'area misurava 36 kmq e fu poi ampliata con'acquisto di altre isole da sultani locali.
1889-1908
Protettorato di Migiurtinia

La Migiurtinia è un altopiano calcareo
di 78.000 kmq.
Scarsa importanza ha l'agricoltura, i cui prodotti sono insufficienti ai bisogni della popolazione. Si coltivano piantagioni di mirra, gomma arabica e incenso. La pastorizia costituisce la principale risorsa degl'indigeni, che allevano montoni e cammelli; lungo le coste si esercita la pesca del pescecane e delle ostriche perlifere.
Unica industria è l'estrazione del sale ad Hafun.
Dal 1889 al 1908 gli Italiani ottennero dal sultano Kenadid il protettorato della Migiurtinia. Dal 1908 questo territorio entrò a far parte della colonia Somalia Italiana.
1889-1908
Patriottismo

Nazionalismo
Risorgimento
Colonialismo
L'Abissinia (o Etiopia) era un regno di origine antichissima, divenne cristiano fin dal 300 d.C. e nel Medioevo si trasformò in un Impero. All'inizio del Novecento, insieme alla Liberia, è uno dei 2 territori africani indipendenti e non colonizzati da Europei. Nel 1923 è il primo e unico stato africano a far parte della Società delle Nazioni.

Nel 1930, alla morte della regina Zauditù, sale al potere il negus Hailè Selassiè I, che inizia una serie di riforme e promulga la prima Costituzione.

Il vero nome di Hailè Selassiè è Tafari.
E' conosciuto anche come Ras Tafari. Da questo nome deriva il movimento Rastafariano o "Rasta", il cui esponente più famoso è il cantante giamaicano Bob Marley.
Hailè Selassiè viaggia in Europa per difendere la causa dell'Etiopia contro il colonialismo.
Nel 1935 è sulla copertina del Time come uomo dell'anno.
La canzone "War" ad esempio è tratta da un discorso pronunciato da Hailè Selassiè alle Nazioni Unite.
Nel 1935 l'Italia invade l'Etiopia nonostante
il trattato di amicizia che legava i 2 paesi.
La Società delle Nazioni è contraria ma non aiuta il negus e si limita a penalizzare l'Italia
dal punto di vista economico.
Dopo diversi scontri militari, nei quali gli italiani utilizzano anche il gas iprite, il 5 maggio del 1936 l'esercito guidato dal generale Badoglio entra
ad Addis Abeba.
L'Etiopia entra a far parte dell'Africa Orientale Italiana (AOI).
Pochi giorni dopo viene proclamato
l'Impero Italiano.
Nel 1936 Hailè Selassiè in un discorso alla Società delle Nazioni accusa l'Italia di usare armi chimiche vietate come fosgene e iprite, anche sulla popolazione civile inerme.
Gli storici Giorgio Rochat e Angelo Del Boca hanno sempre sostenuto che gli Italiani utilizzarono i gas, mentre altri, come Indro Montanelli, negavano l'evidenza.
Nel 1996 il Ministro della Difesa gen. Corcione ha riconosciuto ufficialmente che l'Italia utilizzò in Etiopia 85 tonnellate di iprite, più altri gas vescicanti, tramite bombe aeree.
Dagli stessi documenti sappiamo che Mussolini chiese a Badoglio di usare anche armi batteriologiche ma il generale rifiutò giudicandolo troppo pericoloso per i soldati italiani.
L'Africa Orientale Italiana venne organizzata secondo i principi dell'accentramento, della militarizzazione, della fascistizzazione e della segregazione razziale. Nelle città vennero creati quartieri divisi per bianchi e neri. I matrimoni tra italiani e donne locali erano vietati per evitare la nascita di figli considerati "meticci".
La propaganda prometteva di creare 1 milione di posti di lavoro per coloni italiani che avrebbero potuto trovare terre da coltivare in Africa Orientale. Tuttavia l'agricoltura rimase sempre molto povera e le materie prime erano scarsissime, così in Etiopia trovarono lavoro solo 50.000 coloni, quasi tutti impiegati nell'amministrazione.
L'Italia spese cifre enormi sia per la guerra che per la colonizzazione, costruendo anche strade e ferrovie, ma il guadagno fu insoddisfacente.
Nel 1929 l'Italia espropria tutte le terre non coltivate e le assegna a coloni italiani. I somali vengono quindi privati delle terre migliori, dove verrano impiantate coltivazioni di banane e cotone.
Dal 1935 in Italia si possono vendere solo banane coltivate nelle piantagioni somale.
Nel 1911 il Primo Ministro Giolitti dichiarò guerra all'Impero Ottomano, che controllava una parte della Libia.
Dopo un anno di guerra i Turchi, con il Trattato di Losanna, cedettero agli Italiani la Tripolitania e la Cirenaica .
La guerra italo-turca 1911-1912
Omar al-Mukhtar
Gli italiani dovettero vincere la resistenza guidata da Omar al Mukhtar, religioso e guerrigliero - a capo di un'organizzazione musulmana che si proponeva il rinnovamento dell'Islam e la liberazione dei paesi arabi da qualsiasi influenza europea. Dopo durissime lotte e azioni di guerriglia Omar al-Mukhtar venne catturato dal generale Graziani e impiccato nel campo di concentramento di Soluk.
Il generale Rodolfo Graziani
è stato Vicerè d'Etiopia, Governatore
della Libia e della Somalia.
Dopo la conquista della Libia venne incaricato di sconfiggere la resistenza della popolazione locale, orgogliosa della propria autonomia.
La sua repressione fu durissima e utilizzò sia armi chimiche che deportazioni di massa.
Vennero creati 19 campi di concentramento per rinchiudere 100.000 persone.
Il generale Graziani
La colonizzazione negli anni '30
La situazione migliorò con il governatore Italo Balbo, che fu più tollerante con la popolazione locale.
In questo periodo gli Italiani in Libia diventarono 120.000, cioè il 13% del totale.
Balbo diede impulso all'economia e ai trasporti.
Nel 1939 tutti gli abitanti della Libia ebbero la cittadinanza italiana.
Il bilancio della colonizzazione
Le altre aree dell'Impero
Dal 1912 l'Italia possiede le isole del Dodecaneso.
Durante gli anni Trenta occupa anche l'Albania e il Kosovo.
Per tre anni governa nelle Baleari, dal 1936 al 1939.
Durante la 2^guerra mondiale occupa territori in Dalmazia, Croazia, Montenegro, Grecia, Egitto occidentale, Francia meridionale...


Dal 1901 al 1943 inoltre l'Italia possiede uno scalo commerciale di
46 ettari a Tientsin, in Cina!
La fine dell'Impero
L'Italia inizia a perdere i propri domini coloniali nel 1941, con le prime sconfitte militari della 2^guerra mondiale. L'impero termina nel 1943 con la caduta del Fascismo e la firma dell'armistizio con gli Alleati.
Nel 1947 l'Italia firma il Trattato di Parigi, col quale rinuncia a tutte le sue colonie. Mantiene l'amministrazione della Somalia fino al 1960.
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