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Aristotele

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by

Andrea Crisafulli

on 6 April 2017

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Transcript of Aristotele

Aristotele
Il contesto storico di Aristotele
L'intero contesto storico e politico in cui vive Aristotele è nettamente mutato rispetto a quello che si presentava durante la vita del maestro Platone.
L'irreversibile crisi della pólis, le città indipendenti greche che, dal IV sec. a.C. con la pressione della potenza macedone, sono costrette a soccombere e prestare loro servizi.

La Vita:
età giovanile
Aristotele nacque nella città di Stagira, nella Grecia settentrionale, nel 384 a.C.
All'età di 17 anni si mosse verso Atene ed entrò nella celebre accademia Platonica.
Durante il percorso di formazione dell'accademia, durato circa un ventennio, Aristotele risentì molto dell'influenza del Maestro Platone.
Assunse, con il maestro, un atteggiamento di libertà e rispetto riscontrabile in alcuni suoi scritti.

I primi insegnamenti
All'età di circa 37 anni, dopo la morte di Platone, Aristotele lasciò l'accademia e si recò nella città di Asso.
Nella città costituì insieme ad altri due scolari di Platone, una piccola accademia platonica.

Gli scritti
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(384 a.C.- 322 a.C.)
Alla corte di Filippo di Macedonia
Nel 342 a.C. Aristotele fu chiamato alla corte di Filippo, re di Macedonia, per affidargli il compito di precettotre al figlio Alessandro; il futuro Alessandro Magno.
Con lo stretto contatto col filosofo, Alessandro si convinse della supremazia della cultura greca e della possibilità di unire il mondo (allora conosciuto) sotto di essa.
Il liceo
Tornato ad Atene dopo essersi distaccato da Alessandro, Aristotele fondò il Liceo.
Questa scuola, comprendeva oltre all'edificio e al giardino; una passeggiata dove Aristotele teneva i suoi corsi agli allievi.
Lo sviluppo del liceo è attribuibile per una maggior parte, ai numerosi e validi mezzi di studio che il filosofo ha avuto a disposizione alla corte macedone.
La Morte
Nel 323 a.C. morì il grande Alessandro Magno e scoppiarono numerore rivolte ed insurrezioni contro il dominio dello straniero macedone.
Per essere entrato in stretto contatto con la corte del re di Macedonia, il filosofo dovette rapidamente fuggire dalla città di Atene insorta e si recò a Calcide; una cittadina dell'Eubea, dove troverà la morte l'anno seguente, dopo una fulminante malattia allo stomaco.
Le opere pervenute di Aristotele sono gli scritti che il filosofo compose per i suoi insegnamenti.
Questi scritti si dividono in due parti, i primi sono chiamati esoterici, per la maggior parte appunti di cui si serviva Aristotele.
Oltre a questi, il filosofo compose altri scritti con una forma dialogica, prendono il nome di scritti essoterici e ne sono stati ritrovati solo alcuni frammenti.
Problema degli scritti
Dopo la loro diffusione, avvenuta soltanto dopo il I secolo a.C. emerse un problema rilevante: il rapporto tra gli scritti scolastici e i dialoghi.
Nei primi scritti, il penisero di Aristotele appare definito e chiaro.
Nei dialoghi invece si riscontra il contrario, si nota come la sua dottrina abbia avuto crisi ed oscillazioni; giustificate anche dal fatto dell'allontanamento dal pensiero platonico fino al suo distacco.
Scritti essoterici
Nei pochi frammenti pervenuti, si riscontra uno stretto legame con la forma del dialogo usata dal maestro Platone; oltre a questo si hanno diretti riferimenti, infatti, alcune sue opere presentano il titolo uguale a testi platonici.
I più importanti testi che denotano per la prima volta il distacco con le idee platoniche, si hanno dopo il
Protrettico
, in particolar modo nel testo:
Sulla filosofia
.
Le opere acromatiche
(scritti esoterici)
Queste opere, sono classificate
in

Scritti di logica
Metafisica
Scritti di Fisica, storia naturale, matematica e psicologia
Scritti di etica, politica, economia, poetica e retorica
Insieme di testi, talvolta anche di epoche differenti,
con svariate riprese ad alcuni testi platonici.
Etica Nicomachea
Etica Eudemia
La Grande Etica
Frattura tra Platone e Aristotele
Le due età in cui vivono Platone ed Aristotele differenziano il loro indirizzo culturale; il primo difatti è collocabile in età classica, mentre il secondo in quella ellenistica.
Platone vede nella figura del filosofo, un politico, legislatore di una città, dando così alla filosofia una finalità prettamente politica.
Aristotele invece afferma come la filosofia sia una conoscenza disinteressata dal reale e quindi, veda nel suo interprete, il filosofo, una figura di un sapiente dedito all'insegnamento in cui predominano tratti scientifici e della conoscenza.
Platone ha una concezione"verticale" e gerarchica del mondo.
Aristotele ha una visione del mondo unitaria e orizzontale, in cui tutto è in pari dignità.
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