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Leonardo da Vinci

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by

susanne lenz

on 15 August 2015

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Transcript of Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci
Leonardo di ser Piero da Vinci

(Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un pittore, ingegnere e scienziato italiano.
Egli incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, il Rinascimento, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza.
Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista e, in generale, progettista e inventore. È considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.

Gran parte dei suoi progetti sono annotati nei suoi famosi
manoscritti
, solitamente scritti a rovescio da destra a sinistra, densi di osservazioni, riflessioni e disegni, che costituiscono oggi un corpo di circa
7700 grandi fogli
.

Giovinezza 1452-1481
Leonardo fu il figlio primogenito del notaio ser Piero da Vinci e di Caterina, una donna di estrazione sociale inferiore; frutto di una relazione illegittima fra i due.

La sua educazione fu piuttosto disordinata e discontinua, senza una programmazione di fondo.
Vasari
ricordò come il ragazzo era “vario ed instabile tanto che egli emergeva come un ragazzo che incominciava tante attività ma poi le abbandonava”.

Ser Piero mandò infine il figlio, a 17 anni, nella bottega di Andrea del
Verrocchio
, una delle più importanti di Firenze, nonché una vera e propria fucina di nuovi talenti.
Il l 5 agosto 1473 Leonardo datò la sua prima opera certa, il
Paesaggio con fiume
, un disegno con una veduta della valle dell'Arno.
L'attenzione verso una
descrizione autentica del mondo naturale
fu una caratteristica costante di Leonardo, soprattutto evidente nella fase giovanile: egli stesso definiva la NATURA “
maestra dei maestri
” nella vita e nell’arte.
I vari disegni di piante, fiori e animali testimoniano questo suo interesse per la natura in ogni sua forma e manifestazione.
Al
1474
circa risale il
Ritratto di donna
di Washington, identificata con Ginevra de' Benci. Si tratta della figlia di un importante banchiere fiorentino.
L'opera è un
dipinto a tempera e olio
su tavola e mostra sempre più chiari gli influssi della pittura fiamminga, ad esempio nelle luminescenze della capigliatura.
Tra il 1472 e il 1475 dipinse l’
Annunciazione
, dipinto a olio e tempera su tavola, conservato agli Uffizi, di cui si hanno pochissime informazioni certe riguardo alle origini.
L'angelo è raffigurato in una posizione classica, come appena planato con le ali battenti, nel momento poco prima di richiudersi.

La
veste
è già completamente ricaduta al suolo e mostra il suo peso sull'erba, il panneggio è a pieghe ampie e morbide.
Ha ali di uccello autentiche, studiate attraverso l'anatomia propria dei volatili, c'è, però, un’
anomalia
perché le ali originali erano più corte: più tardi qualcuno dipinse sopra un'aggiunta.
Porge un
giglio
, emblema di purezza e castità, a Maria.
Nel 1479 circa risalì
probabilmente anche
l'avvicinamento a
Lorenzo
il Magnifico
e alla sua cerchia, della quale faceva parte il suo maestro Verrocchio.
L'
Adorazione dei Magi
, un
dipinto a olio su tavola, ora
agli

Uffizi, gli fu commis-
sionata nel marzo
1481
dai monaci di San Donato a Scopeto, come pala dell'altare maggiore.
Leonardo però non finì mai l’opera e non la consegnò mai.
Leonardo studiò approfonditamente la composizione, lasciando vari disegni preparatori, uno dei è quali è questo, che rappresenta lo sfondo ed è conservato agli Uffizi.
A Milano 1482-1500
Nel 1482 Leonardo si trasferì a Milano, alla corte di Ludovico il Moro, dove poté cimentarsi nelle prime importanti opere di meccanica.
La prima versione della

Vergine delle rocce
risale a questo periodo (1783 -1786).
E’ un dipinto a olio su tavola trasportato
su tela, commissionato dalla Confraternita milanese dell'Immacolata Concezione.
Essa però contestò il dipinto considerandolo incompiuto.
Oggi è conservato al
Musée du Louvre
di Parigi.
Esiste anche una
seconda versione
di questo dipinto, conservata alla
National Gallery
di Londra.
A soggiorno a Milano risale la
Dama con l'ermellino,
è un dipinto a olio su tavola, databile al 1488-1490 e conservato a Cracovia.
La donna ritratta va quasi sicuramente identificata con
Cecilia Gallerani
, una delle amanti di Ludovico il Moro.
Leonardo concepì una
duplice rotazione
, con il busto rivolto a sinistra e la testa a destra. Vi è corrispondenza tra il punto di vista di Cecilia e dell'ermellino; l'animale infatti sembra identificarsi con la fanciulla, per una sottile comunanza di tratti, per gli sguardi dei due, che sono intensi e allo stesso tempo candidi.
L'abbigliamento della donna è curatissimo e un impercettibile
sorriso
aleggia sulle sue labbra.
L'ermellino infatti, oltre che simbolo di
purezza
e di incorruttibilità, si chiama in greco "
galé
", che alluderebbe al cognome della fanciulla (Gallerani).
E' dipinto con precisione, esso appare però più simile a un
furetto
. Può darsi che Leonardo si ispirasse a un altro animale catturato, il furetto, dato che l’ermellino vero e proprio ha dimensioni più ridotte (sui 30 cm) ed è un animale selvatico, difficilmente ammaestrabile.
Se
mpre a questo soggiorno a Milano, risale il
Ritratto di Dama
(noto anche tradizionalmente come
Belle Ferronnière
), un dipinto a olio su tavola, databile tra il 1490 e 1495 circa e conservato nel
Musée du Louvre
di Parigi.
La deno
minazione con cui il
dipinto
è universalmente
noto è
dovuta a un errore di
catalog
azione del tardo XVIII
secolo:
"
Ferronnière
" si
riferisc
e infatti al nastro o
catenella
con gioiello che le
cinge la
fronte, ornamento
tipico d
ell'epoca che prese il
nome d
a
Madame Ferron
,
amante
di Francesco I di
Francia.
A Pavia
Nel
1490
Leonardo andò a Pavia. Risalgono allo stesso periodo anche gli studi sul corpo umano e sulle sue perfette proporzioni, che culminarono nell'esecuzione del celeberrimo disegno dell'
Uomo vitruviano
.
Esso rappresenta l'esemplificazione dell'armoniosa proporzione delle forme del corpo umano.
E’ un ideale di perfezione disegnato a inchiostro e matita.
Il disegno riprende un'idea proposta da
Vitruvio
(architetto romano del I secolo a.C.) il quale considerava le misure dell'uomo il riferimento per la progettazione di tutte le cose.
Leonardo approfondì l'intuizione di Vitruvio e raffigurò
due figure umane
,
sovrapposte e perfettamente inscrivibili
all'interno delle forme geometriche del cerchio e del quadrato.
Ritorno a Milano
Nel
1494
Leonardo ricevette una nuova commissione, legata al convento di Santa Maria delle Grazie. I lavori interessavano la decorazione del refettorio.

Si decise di affrescare le pareti minori con temi tradizionali e l'
Ultima Cena
fu affidata a Leonardo.

Egli attinse alla tradizione fiorentina dei cenacoli, reinterpretandola però in maniera estremamente originale con una maggiore enfasi sul momento drammatico in cui Cristo afferma «Qualcuno di voi mi tradirà» e sui "
moti dell'animo
" degli apostoli turbati.
Essi sono ritratti a
gruppi di tre
, come una serie di onde emotive successive, con al centro la figura isolata e dominante del Cristo.
Leonardo cambiò l'iconografia tradizionale scegliendo di non rappresentare
Giuda
da solo su un lato del tavolo, ma accanto agli altri sul medesimo lato rivolto allo spettatore.
Dopo un periodo di peregrinazioni in varie corti italiane, tra cui Mantova e Venezia (1499-1508), Leonardo tornò nell'aprile
1501
a
Firenze
dove si era restaurata la piena Repubblica. Nuove "stelle" erano salite alla ribalta, tra cui quella di Michelangelo.

Nel
1502
Leonardo venne assoldato da
Cesare Borgia
in veste di architetto e ingegnere militare. Il figlio di papa Alessandro VI, detto
"
duca del Valentino
"
, fu uno dei tiranni più feroci del momento ed occupò Leonardo in varie mansioni legate alle continue campagne militari.

Proprio a Urbino Leonardo strinse rapporti d'amicizia con
Niccolò Machiavelli
.
Nel
1508
ritornò a Milano, passata sotto il controllo del governatore francese
Charles d'Amboise
, suo grande estimatore, che lo sollecitava ad entrare al servizio di Luigi XII di Francia.
Il secondo soggiorno milanese fu un periodo molto intenso.
A Milano 1508 - 1513
Dipinse la
Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino
.
Studio per la testa della Vergine
Al 1508 risale
La Testa di fanciulla
(detta
La Scapigliata
) è un dipinto a terra ombra, ambra inverdita e biacca su tavola.
L’opera è probabilmente “
incompiuta
” e non si hanno informazioni sulla provenienza e sulla sua destinazione.
È ritratta una
testa femminile
che si staglia con vividezza dallo sfondo, i lineamenti sono dolci, le palpebre socchiuse, le labbra serrate formano un lieve sorriso.
Il volto è incorniciato dalla capigliatura, scomposta ad arte in ricci mossi.
San Giovanni Battista
è un dipinto a olio su tavola di noce, databile tra il 1508 e il 1513 e conservato nel
Museé du Louvre
a Parigi.
Il giovane San Giovanni emerge da uno
sfondo scuro
, con una rotazione a spirale del busto che lo pone sotto una
luce
proveniente da sinistra.


Con la mano destra indica la Croce che tiene in mano, e il cielo. Egli si rivolge
direttamente
con lo sguardo allo spettatore, con un'espressione lievemente sorridente.
In Francia
Alla morte del governatore francese, dopo una breve parentesi infruttuosa a Roma, si trasferí nel
1517
in Francia al servizio di
Francesco I
, sovrano colto e raffinato, amante dell'arte soprattutto italiana.
Qui vi rimase definitivamente per dedicarsi ai propri studi e dove morì nel maggio del
1519
.
Le fattezze di Leonardo
Le fattezze di Leonardo si conoscono da un presunto
Autoritratto
senile, databile al 1515.
E' possibile anche identificare Leonardo con la figura di Platone nella
Scuola di Atene
di Raffaello.
Vasari ricordò come Leonardo operò anche "nella scultura, facendo, nella sua giovanezza, di terra alcune teste di femine che ridono, che vanno, formate per l'arte di gesso, e parimente teste di putti, che parevano usciti di mano d'un maestro".
Non si conoscono alcune opere scultoree certe di Leonardo, l'unico esperimento sicuro con la scultura fu l'
incompiuto monumento a Francesco Sforza
.
Leonardo scultore
L'impresa era
colossale
, non solo per le dimensioni della statua, che doveva essere fusa in
bronzo
, ma anche per l'intento di scolpire un cavallo nell'atto di
impennarsi
ed abbattersi sul nemico.
L'artista spese mesi interi nello
studio dei cavalli
, frequentando le scuderie ducali per studiare da vicino l'anatomia di questi animali, soprattutto riguardo al rilassamento ed alla tensione dei muscoli durante l'azione.
Nel
1491
il modello di creta, alto più di
7 metri
, era stato esposto al pubblico ed era pronto per essere ricoperto di
bronzo
, ma una notizia improvvisa bloccò la disponibilità del metallo: l'imminente calata di Carlo VIII di Francia in Italia, per la guerra contro il Regno di Napoli degli Aragonesi (1494), obbligò ad impiegare il bronzo nella fabbricazione
cannoni
, vanificando il progetto di Leonardo.
Lo scienziato
Il contributo di Leonardo a quasi tutte le discipline scientifiche fu decisivo: anche in
astronomia
ebbe intuizioni fondamentali, come sul
calore
del Sole, sullo
scintillio
delle stelle, sulla Terra, sulla Luna, sulla
centralità
del Sole, che ancora per tanti anni avrebbe suscitato contrasti ed opposizioni.

Anche nella botanica Leonardo compì importanti osservazioni: per primo si accorse che le
foglie
sono disposte sui rami non casualmente ma secondo leggi matematiche (formulate solo tre secoli più tardi); è una crescita infatti, quella delle foglie, che evita la sovrapposizione per usufruire della maggiore quantità di luce.

Scoprì inoltre che gli anelli concentrici nei tronchi indicano l'età della pianta.

L'inventore
Nel
1486
Leonardo aveva espresso la sua fede nella possibilità del volo umano e per questo studiò l’anatomia degli uccelli e la loro resistenza dell'aria.
Nel
1505
compila il
Codice sul volo degli uccelli
, ovvero una raccolta inerente allo studio del volo, ed è nelle pagine di questo manoscritto che Leonardo progetta la sua macchina volante più evoluta: il
Grande Nibbio
.
Disegno di un aliante ad estremità manovrabili le ali rimangono fisse nella parte più interna e mobili in quella esterna
Si crede che Leonardo abbia fatto sperimentare il volo a un suo attendente fidato, Tommaso Masini detto "Zoroastro", dalla collina di
Fiesole
, senza però ottenere un successo: pare infatti che quest'ultimo cadde rompendosi anche una gamba.
Leonardo inventa anche il
paracadute
, che ritiene il mezzo più semplice di volo, costituito da una tenda di lino piramidale a cui sono collegate delle corde.
Alcuni studiosi individuano nella
vite aerea
progettata da Leonardo l’antenato dell’elicottero.
I suoi appunti contengono numerose invenzioni in campo militare: un
carro armato
forma di testuggine rinforzato da piastre metalliche, gli
scorpioni
, una macchina «la quale po' trarre sassi, dardi, sagitte»; i
cortaldi
, cannoncini da usare contro le navi; le
serpentine
, adatte contro le “galee sottili, per poter offendere il nimico di lontano”,
cannoni
a canna multipla.
Progettò inoltre
carri falcati
, una
balestra gigante
che doveva servire a scagliare dardi enormi contro i nemici ed era munita di 6 ruote.
Un altro progetto avrebbe compreso il
palombaro
: Leonardo infatti sognava di poter camminare sopra l’acqua e per questo ideò dei
galleggianti
, sognava anche di poter camminare sott’acqua e ideò uno
scafandro
completo per le immersioni, dotato di giacca, pantaloni e maschera con occhiali.
Una tecnologia che poteva avere risvolti
militari
, per sabotare flotte nemiche; o
civili
, per la manutenzione navale.
Leonardo da Vinci progettò anche
macchine sommergibili
, le quali però non voleva divulgare, perchè ne temeva il potenziale militare.
Negli anni trascorsi in Vaticano ideò un uso industriale dell'
energia solare
, mediante l'utilizzo di
specchi concavi
per riscaldare l'acqua: degli specchi che dovevano servire a convogliare i raggi del sole per riscaldare una cisterna d'acqua, utile alla propulsione delle macchine.
Leonardo progettò anche
macchine
per l'uso dell'energia idraulica, per il prosciugamento e per l'innalzamento delle acque draga lagunare, che doveva servire per pulire i fondali dei canali o di laghi.
Gli studi di anatomia
L'insaziabile desiderio di conoscere, di capire tutto ciò che vedeva, portava Leonardo ad esplorare ogni cosa. Anche il corpo umano l'affascinava e voleva capire come funzionava e cosa c'era dentro. Si recava quindi negli ospedali per esaminare i cadaveri. Si interessò in particolare dei
muscoli
e delle
ossa
, degli organi, del
cuore
, del cervello e della
circolazione
del sangue (arterie, vene, capillari).
Leonardo studiò anche i meccanismi dell'
occhio
,scoprendo così la
retina
e il
nervo ottico
, e riportò queste osservazioni nei suoi disegni.
Fu il primo a rappresentare l'interno del corpo umano con una serie di disegni; sono centinaia i disegni conservati oggi al
Castello di Windsor
e di proprietà della regina d'Inghilterra.
Tra i suoi disegni anatomici, i più spettacolari ed impressionanti rimangono quelli che mostrano un
feto
prima della nascita: erano immagini del tutto nuove per l'epoca e, certamente, sconvolgenti.
Leonardo fu un grande maestro della pittura che era da lui definita “
l'arte per eccellenza
”. Per rappresentare al meglio l'essenza dei personaggi ritratti, egli si basava su approfonditi studi di
anatomia
, ritenuta indispensabile per raffigurare la natura dell'uomo nella propria totalità.
Leonardo utilizzava disegni sia come mezzo di espressione artistica che come strumento esemplificativo a corredo degli scritti derivanti dai suoi studi.
I suoi disegni sono caratterizzati dalla tecnica del
chiaroscuro
, con cui conferiva ai soggetti contorni morbidi e sfumati.
Attraverso la pittura Leonardo sapeva trasmettere al meglio il suo pensiero ed i suoi concetti riguardanti un argomento.
La pittura e il disegno
Lo
sfumato leonardesco
è frutto di una tecnica di sfocatura lieve del dipinto, ottenuta attraverso le dita o una pezza di stoffa oppure, a opera ultimata, attraverso una velatura lieve ed omogenea di colore, con il fine di ammorbidire i lineamenti dei volti o – nel caso di paesaggi – di ridurre l’acutezza dei profili delle montagne o degli oggetti lontani per ricreare l’effetto di sfocatura provocato, alla distanza, dall’umidità atmosferica.

Lo sfumato applicato al paesaggio, in particolare alla resa della lontananza degli oggetti tramite lo sfocamento e schiarimento per effetto della foschia, è detto
prospettiva aerea
, applicato in alcuni capolavori come la
Gioconda
e la
Vergine delle Rocce
.
Una delle teorie pittoriche affinate da Leonardo Da Vinci è l"
inazzurrimento dei lontani
" che consiste nell'aumentare la percentuale di
Ciano
nei soggetti terzo piano (montagne) per dare una maggiore illusione di profondità nelle opere. Questo effetto è dato dalla sovrapposizione dei vari strati dell'atmosfera che dona una colorazione sempre più azzurrina man mano che l'occhio umano si allontana dai soggetti in primo piano.

Egli inoltre fu tra i pionieri dell'uso della
pittura a olio
in Italia (tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con basi inerti e oli).
La dama
invece doveva
essere le
gata alla corte di
Ludovico
il Moro, forse la sua
amante

Lucrezia Crivelli
.
Il
16 aprile 2015
a Milano a
Palazzo Reale
, è stata inaugurata la più grande e importante esposizione dedicata a Leonardo mai realizzata in Italia.

L’allestimento comprende
225 opere
, recuperate da un centinaio di musei e collezioni internazionali.
Niente
Gioconda
e niente
Vergine delle rocce
, del tutto inamovibili dal
Louvre
, che però ha concesso la
Belle Ferronniere
e il
San Giovanni Battista
.

Ben 30 disegni provengono direttamente dalla
Royal Collection
di Elisabetta II.
Cinque disegni arrivano dal
British Museum
, quattro dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli
Uffizi
, cinque dal
Metropolitan Museum
di New York e cinque dalla Biblioteca Reale di
Torino
e ancora altri disegni arrivano dalla Morgan Library di
New York
e dalla Fondazione Custodia di
Parigi
.
Il
Cartone di sant'Anna
è un disegno a gessetto nero, biacca e sfumino su carta di Leonardo da Vinci. E’ databile al
1501
-1505 circa e oggi è conservato alla
National Gallery
di Londra.
Il cartone mostra le tre generazioni della famiglia di Cristo: vediamo, infatti, sant'
Anna
che tiene sua figlia
Maria
sulle ginocchia, quest'ultima che tiene il Figlio, il quale a sua volta si rivolge verso San Giovannino.
La bellissima e giovane
Anna
guarda la figlia con volto gioioso e sembra quasi voler chiedere conferma della sua miracolosa gravidanza, mentre con la
mano sinistra
indica il cielo come se volesse richiamare il fatto al volere di Dio stesso.
Quando Leonardo tornò a
Firenze
nel 1501 ricevette l'incarico di dipingere una
pala d'altare
per l'altare maggiore della Santissima Annunziata.
Come ci tramanda lo stesso
Vasari
godette di grandissima fama presso i suoi contemporanei:
«
Finalmente fece un cartone dentrovi una Nostra Donna et una S. Anna, con un Cristo, la quale non pure fece maravigliare tutti gl'artefici, ma finita ch'ella fu, nella stanza durarono due giorni d'andare a vederla gl'uomini e le donne, i giovani et i vecchi, come si va a le feste solenni, per veder le maraviglie di Lionardo, che fecero stupire tutto quel popolo.
»

I frati, però, dovettero solo accontentarsi del cartone in quanto poco dopo tempo Leonardo lasciò nuovamente Firenze. La pala dell'altare fu completata parecchi anni dopo dal Pugino, sempre basandosi sui primi lavori di Leonardo.
Secondo altre teorie il
cartone di Sant'Anna
invece sarebbe frutto degli anni milanesi di Leonardo.
É certo, comunque, che il cartone passò dagli Arconati ai Casnedi nel 1721 e da questi ultimi alla famiglia Sagredo di Venezia, che lo cedettero a loro volta, nel 1763, a Robert Udney. L'inglese trasportò l'opera alla sua residenza di Burlington House, dove venne inventariata (per questo è chiamato spesso anche cartone di Burlington House), prima di approdare alla sede odierna nel 1962.
Leonardo si sforzò di riprodurre un senso policentrico di
movimento
, facendo in modo che i due personaggi principali, le donne, si fondessero in un unico gruppo.
La
struttura piramidale
conferisce loro monumentalità plastica e ne sottolinea l'organicità.
L'uso del
chiaroscuro
accentuato e delle velature cromatiche sembra anticipare le nuove strade all'insegna della resa atmosferica e dell'indagine psicologica, caratteristiche tipiche della sua migliore produzione della piena maturità.
Le differenze più rilevanti riguardano l'aggiunta della figura di S
an Giuseppe
, sulla destra, e l'
ambientazione
, davanti ad un ammasso roccioso con vegetazione, mentre sono tagliati i piedi della Vergine e la sua gamba, in modo da portare al centro della composizione Gesù bambino.
Leonardo è un
groviglio di credenze
, prende la forma più consona allo spirito dell'osservatore, si piega secondo fini e voleri, cambia in continuazione pensiero e qualità.
Curiosamente, il non finito è il carattere che più lo avvicina al suo storico “avversario”, Michelangelo.
Il non finito
Sono poche le opere che Leonardo ha portato a termine, così come sono scarsi i risultati delle sue infinite osservazioni scientifiche. Uno spirito sempre
insoddisfatto
, all'inseguimento di un ideale che non può raggiungere.
I documenti che attestano questa sua particolare insoddisfazione, questa inquietudine caratteriale, compaiono già pochi anni dalla sua morte, nel 1519. Il
Vasari
, nel
1550
, nelle sue
Vite
, aveva delineato l'attitudine leonardiana in questi termini:

Trovasi che Lionardo per l’intelligenzia de l’arte cominciò molte cose e nessuna mai ne finí, parendoli che la mano aggiugnere non potesse alla perfezzione de l’arte ne le cose, che egli si imaginava, con ciò sia che si formava nella idea alcune difficultà tanto maravigliose, che con le mani, ancora che elle fussero eccellentissime, non si sarebbono espresse mai.

Vasari
dà la risposta più frequentemente citata e ripresa:
la mano non riesce a seguire la mente
. È un rapporto mente – mano che non permette a Leonardo di compiere ciò che inizia: immagina cose tanto perfette, che ogni tentativo di rappresentazione, per ovvi limiti fisici, è destinato al fallimento.
Ma quali sono le ragioni profonde di questo non-finito?
La condizione dell'artista nel 1500
Nel 1500 la posizione sociale e il prestigio dell'artista cambiano radicalmente,tanto da essere definito da Leon Battista Alberti un “
alter deus
” ,un "altro Dio". La possibilità di pensare l'artista come un “alter deus” ricorda la metafora del Dio artista che nella Creazione modella le proprie creature ; nel Rinascimento è l'
artista che diviene Dio
.
In questo periodo lo studio preparatorio delle opere si concentrò sulla
figura umana
, che venne posta ancora di più al centro degli studi dell'artista,sia sotto il profilo anatomico, sia sotto quello psicologico.
Nel
1503
iniziò il capolavoro che lo rese celebre nei secoli, la
Gioconda
, il dipinto considerato il ritratto più famoso del mondo.
Identificata tradizionalmente come
Lisa Gherardini
, nata nel 1479 e moglie di Francesco Bartolomeo del Giocondo (da cui il nome "Gioconda”).
Altre identificazioni proposte, nel tempo, sono state Caterina Sforza, o la sorellastra Bianca o la madre stessa di Leonardo.
L'opera si pensa sia stata iniziata dal pittore durante gli anni Fiorentini, ma che fu conclusa solo appena prima della sua morte in Francia,
continuamente modificata durante tutto il corso della sua vita
.
Lo stesso Vasari scrisse :
"
Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie, e quattro anni penatovi lo lasciò imperfetto, la quale opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanableò.
"
Il quadro di Leonardo fu uno dei primi ritratti a rappresentare il soggetto davanti a un panorama ritenuto, dai più, immaginario, a causa anche dello
sfumato
.
Una caratteristica interessante del panorama è che non è uniforme. La parte di sinistra è posta più in basso rispetto a quella destra.
Alcuni ipotizzano che il paesaggio dietro rappresenti un punto molto preciso della
Toscana
, cioè là dove l'Arno supera le campagne di Arezzo e riceve le acque della Val di Chiana.
Altri ritengono che lo sfondo appartenga alla zona di
Bobbio
.

La Gioconda si trova in una specie di
loggia

panoramica
, come dimostrano le basi di due colonne laterali sul parapetto.
Magnifico Leonardo- universo creatore in varie discipline
Il cartone inoltre circa trent'anni dopo fu di chiara ispirazione a
Bernardino Luini
nella sua opera “Sacra Famiglia con sant'Anna e san Giovannino“; questa opera, avendo la stessa scala del cartone originario, si ritiene che sia stata ricalcato sul cartone stesso.


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