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AL LAVORO PER L'UMBRIA

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by

Fabrizio Ricci

on 24 October 2016

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Transcript of AL LAVORO PER L'UMBRIA

L'UMBRIA
AL LAVORO
!
PERICOLO
Futuro a rischio
GLI STRUMENTI
IL CONTESTO: l'Umbria e la crisi
PER
INDUSTRIA
PIL - 14%. SIAMO ULTIMI IN ITALIA

Secondo Bankitalia l'Umbria ha perso nel periodo della crisi circa 14 punti percentuali di Pil.

Mentre Eurostat afferma che tra il 2008 e il 2014 Pil pro capite regionale è sceso dell'8,37%, comunque il peggior dato tra tutte le regioni italiane
IL LAVORO E' PIÙ POVERO

Il livello dei redditi da lavoro dipendente in Umbria risulta inferiore di circa 8 punti rispetto alla media nazionale (in termini reali)
L'UMBRIA E IL LAVORO CHE MANCA



Sono 80mila gli umbri in "sofferenza occupazionale"
(disoccupati, inattivi e cassaintegrati). Erano la metà nel 2008.
La disoccupazione giovanile sfiora il 40%. Ma a Terni ha suoperato il 50%
CASSA INTEGRAZIONE: LIVELLI
ANCORA MOLTO ALTI
Nel periodo 2005 – 2008 le ore di CIG autorizzate in Umbria erano in media circa 2,6 milioni. Nel 2015, nonostante notevole calo rispetto anni precedenti sono state 12,3 milioni


Progetto "Italia di mezzo"
Turnover occupazionale
Fondazioni bancarie
Risorse europee
Area di crisi complessa
Alcune idee
"Qualsiasi ipotesi di rilancio dell'economia umbra dopo la lunga recessione non può prescindere da una ripartenza reale del manifatturiero, che negli anni della crisi ha perso oltre un terzo del valore aggiunto"
Dall'occupazione senza sviluppo, all'occupazione per lo sviluppo
L'Umbria è attualmente caratterizzata da un lavoro scarsamente qualificato, poco remunerato e spesso sottoinquadrato rispetto ai livelli di istruzione. Per questo servono politiche pubbliche volte a qualificare e allargare la produzione di ricchezza e valore aggiunto. Anche gli investimenti privati sono molto al di sotto della media: l’Umbria pesa sul Pil Italiano l’1,36%, ma gli investimenti degli imprenditori umbri sono solo lo 0,4% del totale nazionale.
Selettività risorse europee
. Serve un'accurata analisi ex post sull'efficacia delle incentivazioni e dei bandi esistenti, al fine di indirizzare al meglio le risorse europee disponibili;
Incentivare l'internazionallizzione
. Quello umbro è un sistema industriale ancora poco internazionalizzato ma è proprio l'export che sta trainando la "ripresina" in atto
Valorizzare i poli di eccellenza
, a partire dall’aerospazio e dalla filiera dell'agroalimentare in provincia di Perugia; siderurgia e chimica dei materiali in provincia di Terni.
Reindustrializzazione della fascia appenninica
e attuazione rapida dell'accordo di programma.
Occupazione femminile
. Dare priorità alle aziende manifatturiere che definiscono progetti per l’occupazione femminile

(serve una legge su conciliazione tempi vita-lavoro)
Verso l'Italia di Mezzo.
Nell'ottica di una sempre maggiore integrazione, è necessario studiare e anlizzare a fondo le politiche economiche adottate dalle altre regioni, soprattutto sul nodo delle aggregazioni di impresa
Multinazionali e diplomazia economica.
In Umbria l'incidenza delle multinazionali è molto forte, è quindi necessario costruire un'interlocuzione tecnico-istituzionale più autorevole sul territorio, anche attraverso l'apporto di uffici studi che analizzino l'andamento dei settori, etc.
Verticalizzazioni
. Le multinazionali e le medie imprese (56 in Umbria) hanno difficoltà nell'approvigionamento di beni intermedi, rivolgendosi quasi sempre a soggetti fuori regione. Per invertire la tendenza è fondamentale incentivare le verticalizzazioni. Questo vale in particolare per le produzioni ternane di inox.
Polo Chimico.
È necessaria la pianificazione reale e concreta degli interventi anche strutturali volti al rilancio del settore chimico, cogliendo le evoluzioni sulla tipologia di prodotti trattati e scenari di ulteriore reindustrializzazione del Polo Chimico ternano, che porterebbe benefici anche all’indotto.
Industria 4.0
. Una delle direzioni di marcia a cui improntare la strategia di politica industriale sta nel passaggio da tecnologie digitali già utilizzate verso quelle di nuova generazione IoT. Questo salto potrebbe già a breve realizzare risultati in termini di produzione industriale, valore aggiunto, occupazione.
Le costruzioni rappresentano un punto fondamentale dell’economia italiana e del suo apparato industriale.La crisi può ancora rappresentare l’occasione per iniziare un processo di crescita qualitativa nella gestione del settore a patto di introdurre elementi di forte discontinuità ed innovazione.
Edilizia, serve discontinuità
Messa in sicurezza degli edifici e delle strutture scolastiche.
Il recente drammatico terremoto del centro Italia ha reso ancora una volta più evidente la necessità di un vero e proprio censimento e di una verifica a tappeto degli edifici, a partire dalle scuole.
Certificazione energetica degli edifici.
E' necessario emanare i regolamenti attuativi per i sistemi di certificazione, raccordando i sistemi di valutazione regionale con quello nazionale e garantendo controlli e sanzioni.
Incentivare in maniera strutturata la
riconversione ambientale.
Qualificare l’impresa
che significa dare risposte a esigenze diverse di una edilizia meno espansiva e meno impattante e più orientata al recupero.
Costruire Protocolli sulla regolarità
in ogni comune, attraverso i quali non è possibile rilasciare l’esigibilità senza il DURC e la congruità, questi elementi danno conto della regolarità e della qualità del lavoro.
Pianificazione
. Riattualizzare la discussione sulla necessità di dare lo strumento della pianificazione di intere aree urbane che ne sono sprovviste.
Riprendere il confronto regionale attraverso il
Tavolo delle Costruzioni.
Costruire un
Protocollo sugli appalti
per superare modalità di affidamento dei lavori al massimo ribasso che non garantisce la qualità del lavoro, ma, soprattutto, la tutela dei lavoratori. Per questo è possibile operare anche una politica che definisca l’
accreditamento delle aziende regolari.
Definire, per le grandi e medie opere, una
contrattazione preventiva
rispetto all’apertura dei cantieri in grado di garantire la partecipazione dei lavoratori, le informazioni agli enti, la conoscenza delle fasi di lavorazione e l’applicazione del CCNL.
INFORTUNI SUL LAVORO
Nei primi 7 mesi del 2016 in Umbria sono stati denunciati 6.728 infortuni sul lavoro, circa 200 in più rispetto allo stesso periodo del 2015 (in controtendenza con il resto del centro Italia). Calano invece sensibilmente gli infortuni
mortali (da 15 a 9). In ogni caso il dato riferito all'Umbria
resta troppo alto
LEGALITA' E LOTTA ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE
L'Umbria è una regione a "mafizzazione in corso" come dimostrano recenti importanti operazioni delle forze dell'ordine e della magistratura. L’asse Toscana-Umbria-Marche, snodo geografico fondamentale dell’Italia, continua ad evidenziare la presenza di soggetti collegati ad organizzazioni di stampo mafioso
Rapporto con l'Università
WELFARE
E SERVIZI
Alcune idee
Il welfare non è un costo da comprimere ma una grande opportunità di sviluppo. Al contrario la sanità e le politiche sociali sono state sottoposte a pesanti tagli finanziari. Il privato non è in grado di sostituire il pubblico né in quantità, né sul piano dei costi.
Welfare come motore di sviluppo
Il welfare locale può rappresentare l’occasione per costituire un distretto di lavoro sociale qualificato. In Umbria la storia del Welfare locale è fortemente permeata, in tutti le aree, dalla presenza del terzo settore e della cooperazione sociale. Crediamo che questo modello vada difeso e non sostituito imitando esperienze di altre regioni, che hanno prodotto privatizzazioni e un'impostazione sempre più incentrata sui trasferimenti monetari alle famiglie anziché alla creazione di nuovi servizi che determinano nuova occupazione stabile.
Aprire un confronto per quanto riguarda il
“Fondo Regionale Politiche Sociali”
, su risorse e loro utilizzo.
Progetti mirati ed individualizzati di
occupazione dei disabili
e delle persone a ridotta capacità lavorativa
Riqualificare le professionalità operanti nel
lavoro di cura
delle persone, far emergere il lavoro nero ancora molto presente.
Favorire l’autonomia residua degli anziani e la permanenza nella propria abitazione, con risposte di
welfare leggero comunitario
, per amplificare e sostenere le reti esistenti (disbrigo incombenze burocratiche, consegna farmaci, spesa a domicilio, attivazione relazioni di vicinato e spazi collettivi e comuni, accompagnamento visite mediche, maggiore articolazione e diversificazione dell’ offerta dei centri sociali, ecc). La nuova legge sull’invecchiamento attivo può rappresentare la cornice in cui individuare priorità e progetti innovativi.
Assicurare un
sistema educativo integrato 0/6
che sia un reale diritto per tutti e nel quale lo 0/3 non sia più un servizio a domanda individuale.
Promuovere una campagna di
abbattimento delle barriere architettoniche
nelle abitazioni civili e negli edifici pubblici e rifinanziare la legge regionale per le ristrutturazioni delle case di anziani autosufficienti con l’obiettivo di mantenere più a lungo l’ autonomia residua.
Mantenere attenzione al ruolo del welfare e dell’offerta dei servizi alle famiglie rispetto alla
priorità dell’occupazione femminile
.
FINE INCENTIVI E BOOM DEI VOUCHER
GLI (IM)PREDATORI UMBRI



Nel primo semestre 2016 si registra un vero e proprio crollo delle assunzioni a tempo indeterminato in Umbria (-45,4%, il dato peggiore d'Italia)
Al contrario i voucher staccati in Umbria nei primi 6 mesi sono stati 1.189.716, il 42% in più
Alcune idee
Prendersi cura del territorio
Progetto di riassetto idrogeologico
. Un grande progetto che parte dalla mappatura dei rischi sul territorio per identificare le priorità d’azione. Si tratta di opere di varia natura, che possono spaziare dall’ambito agricolo forestale (rimboschimenti, gestione e pulizia boschi, rinverdimento suoli abbandonati, ecc) a quello dei lavori edili specializzati idraulici ed ambientali (pulizia degli argini e dragaggio fondali, opere di contenimento terra, ecc).
Riuso, riciclo, recupero
. Sostenere le filiere industriali capaci di creare nuovi lavori attraverso il riuso, riciclo e recupero di rifiuti urbani e speciali generati sul territorio.
Bando nazionale per le periferie delle città capoluogo.
Un'importante occasione di recupero e intervento è rappresentata dal bando nazionale per le periferie e le aree degradate per importi fino a 18 milioni di euro.
Appalti pubblici di qualità
. Utilizzare modalità di affidamento dei lavori che consentano la selezione qualificata delle imprese concorrenti, una specificazione puntuale delle prestazioni richieste dalla committenza, una verifica concretamente esigibile da parte delle stesse, e che consentano altresì modalità di finanziamento delle opere in PPP.
Burden Sharing Umbria
. La nostra si è assunta l'impegno di conseguire al 2020 una quota complessiva di energia da fonti rinnovabili, sul consumo finale lordo di energia e nei trasporti, pari al 17%. Oltre a una verifica dei risultati finora raggiunti, assume importanza fondamentale la riconversione delle centrali elettriche attualmente presenti o in dismissione.
Amianto.
Serve un censimento dell’esistente in Umbria e una bonifica complessiva a partire dalle scuole.
Terni: centrale Edison e Teleriscaldamento. La centrale di Edison collocata all’interno del Polo Chimico, quindi al centro della città, oggi permetterebbe un impatto 0 sulla colonnina delle emissione, producendo anche vapore da veicolare tramite degli scambiatori all’interno della città con possibili sinergie da realizzare con altre aziende, come ad esempio ASM (possibile distributore), dando vita al Teleriscaldamento, come fatto in altre realtà italiane, un esempio è dato da Sesto San Giovanni con A2A.
TURISMO
AMBIENTE
CULTURA
I tre motori
dello sviluppo
Sanità: il pubblico è sotto attacco
La sanità è il principale pilastro del welfare pubblico, ma è da anni oggetto di pesanti tagli di spesa e di un attacco politico da contrastare. Tagliare è più facile che cambiare. Cosa diversa è dichiarare guerra alla antieconomicità strutturale per ridurre la spesa mantenendo la natura pubblica del sistema.
Rafforzare il Servizio Sanitario Regionale Pubblico
, potenziando i servizi territoriali partendo dal H24 e dalla medicina d’iniziativa, in particolare con servizi dedicati alla cronicità.
Colpire la corruzione
, la medicina difensiva, il contenzioso legale, i comportamenti opportunisti, una prevenzione marginale, la lottizzazione degli incarichi, l’inappropriatezza della spesa, la mobilità passiva.
Programmare una corsia preferenziale nelle
liste di attesa
riservata alla popolazione anziana, per quanto riguarda la diagnostica strumentale e le analisi, al fine di eliminare il ricorso alla “sanità privata”.
Sviluppare una
sanità di prossimità
integrata con il sociale come, appunto, possono essere le “Case della Salute” (una per ogni Distretto Socio/Sanitario).
Costruire una
“medicina di genere”
che sia concreta, applicata quotidianamente.
Garantire un
servizio di consultorio
qualificato per ogni Centro Salute.
Rafforzare e qualificare
l’assistenza domiciliare integrata
agli anziani non autosufficienti.
Offrire
servizi diurni per anziani
con demenze, incrementando le strutture per la semiresidenzialità per portatori del morbo di Alzheimer.
Valutare in modo unitario e uniforme i bisogni e individuare le risposte appropriate attraverso un
maggiore coinvolgimento dei MMG
, come previsto con il protocollo del 31/3/2014.
Sperimentazione di un Fondo regionale per la sanità integrativa
. Prendendo spunto dall'Emilia Romagna, si ipotizza la creazione di un fondo alimentato dalla contrattazione e da ulteriori risorse aggiuntive, la cui titolarità sia in capo a sindacati e Imprese, per erogare prestazioni extra-Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) in convenzionamento con il Servizio Sanitario Regionale
IL DECLINO DEMOGRAFICO
Nel 2011 l'Umbria contava 908.402 abitanti. L'ultima rilevazione Istat riferita al 2015 è di 891.181. Abbiamo perso quasi 20mila abitanti in 4 anni


A Novembre
LA PIAZZA DEL LAVORO

Il nodo infrastrutture
Il sistema delle infrastrutture, materiali e immateriali, costituisce uno dei fattori cruciali dello sviluppo e della crescita del Paese e dell'Umbria. Esso incide in modo determinante sui costi della produzione di beni e servizi, sulla competitività delle imprese, sul loro accesso ai mercati, sugli scambi commerciali, ecc, e costituisce una delle sfide fondamentali che l'Umbria deve affrontare.
Verso un "turismo sostenibile"
Interpretazione creativa del territorio
. Una nuova interpretazione del mercato turistico portebbe aprire lo spazio a nuove professionalità, sia nel settore pubblico (vista la funzione strategica della pianificazione turistica), che in quello privato ed imprenditoriale, per la già deplorata carenza di servizi strutturali. Largo quindi alle nuove idee d’impresa, che sotto forma di associazione o cooperativa sappiano dare forma e soddisfazione a questo nuova idea di turismo.
No al lavoro "mordi e fuggi".
Elemento essenziale per contrastare il cosidetto "turismo mordi e fuggi" è quella di strutturare il lavoro, combattere il "nero", il "grigio" la precarietà dilagante, amplificata dal fenomeno voucher.
Facciamo conoscere l'Umbria
. C'è la necessità di promuovere e sostenere la promo-commercializzazione della filiera turistica, qualificare e innovare il sistema delle imprese che operano anche negli ambiti del commercio e dei servizi per qualificare il sistema dell’accoglienza.
Perugia città della cultura e della formazione
. Serve un progetto che valorizzi Perugia come città della Cultura e della Formazione, creando le necessarie sinergie tra Università degli Studi, Università per stranieri, Accademia di Belle Arti e Conservatorio.
Turismo come motore occupazionale
anche grazie ai Festival. L'inversione di tendenza delle presenze al festival dei 2 Mondi di Spoleto, passato da 4 mila a 70mila presenze, è ad esempio un segnale importante
Quello del turismo è un mercato dalle enormi potenzialità per l'Umbria, in gran parte ancora inesplorate. Serve però un cambio di impostazione culturale, verso un turismo sostenibile e legato allo sviluppo locale, valorizzando le risorse ambientali e culturali, creando nuove logiche strutturali ed organizzative, spostando l’accento sulla pianificazione strategica, investendo in formazione e conoscenza.

Il tema della sostenibilità ambientale dello sviluppo è uno dei tratti qualificanti e prioritari per lo sviluppo dell'economia regionale. Tutti i settori trainanti, come lo stesso obiettivo di una nuova manifattura, assumono la qualificazione ambientale delle filiere produttive e l’“economia circolare” come condizioni necessarie per la creazione di nuovo lavoro e per la competitività.
Il tema della sostenibilità ambientale è uno dei tratti qualificanti e prioritari per lo sviluppo dell'economia regionale.
Anche un turismo sostenibile è una delle leve decisive per la crescita economica ed occupazionale nella nostra regione
Ricucire l'Italia di Mezzo
. E' necessario uno stretto raccordo interregionale per poter assicurare attraverso un lavoro comune la solidità del sistema delle vie di comunicazioni e delle infrastrutture necessarie per allacciare i nodi logistici costituiti dalle infrastrutture portuali e interportuali presenti nel centro Italia.
L'importanza delle trasversali.
Occorre recuperare la mancanza di adeguati ed efficienti assi stradali e ferroviari (bene l'apertura della Foligno-Civitanova), in particolare per l’attraversamento della dorsale appenninica tra le Marche, l’alta Toscana, l'alto Lazio e l’Umbria, a partire dalla realizzazione delle opere già progettate e il completamento per le quali si registrano ancora gravi ritardi.
Aeroporto da rilanciare
. Tornare indietro sullo sviluppo dello scalo San Francesco non è pensabile. Occorre studiare sinergie con altri scali limitrofi (Ancona, Pescara e anche Roma), ricercare nuove compagnie, perché la sola Ryanair non dà le necessarie garanzie, ma anche lavorare all’integrazione con altri vettori di trasporto, dato che è assolutamente sbagliato mettere in contrapposizione il trasporto aereo con quello ferroviario.
Tre Valli e raddoppio della Orte-Falconara
. Altre infrastrutture di vitale interesse per lo sviluppo dell'Umbria. Rinviare la realizzazione e il completamento di queste opere significherebbe penalizzare ancora di più un’area già marcatamente svantaggiata.
Piattaforma logistica ternana
. Completamento della piattaforma logistica ternana, sempre più strategica nel movimento merci per l’Italia centrale, con l’inevitabile intreccio con il centro di Orte.
Banda larga e ultralarga
. Per recuperare ritardi e inefficienze occorre realizzare - in stretto raccordo con la strategia nazionale per la crescita digitale 2014-2020 - una implementazione ed estensione della banda larga e ultra larga, sfruttando le risorse regionali del Fondo Fesr e quelle previste dalla ripartizione del Fondo Sviluppo e Coesione.
Piano del Lavoro per l'Umbria
Piano del Lavoro Cgil Nazionale
Protocollo Spi-Fnp-Uilp Umbria
Documento per l'Italia di Mezzo
Documento conclusivo Congresso 2014
Documento Fillea Cgil nazionale (Piano del Lavoro - schede tecniche)
Patto per il Lavoro Emilia Romagna
Documento Cgil "Industria 4.0"
Studio Ires Cgil su SPL
Piattaforma Amianto Cgil Cisl Uil
LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Servizi a rete: una dimensione europea
Una eccessiva frammentazione dell’offerta, una situazione debitoria “piuttosto critica” e alcuni nodi specifici in particolare rispetto alla rete idrica e al costo dello smaltimento dei rifiuti: sono questi gli aspetti su cui intervenire prioritariamente per migliorare i servizi pubblici locali in Umbria. Il tutto in un'ottica di sempre maggiore integrazione con le regioni limitrofe, per puntare ad una "dimensione europea" dei servizi
Non basta dire no ai rifiuti di Roma, per essere credibili serve un vero
piano organico

di smaltimento rifiuti
che affronti tutte le criticità del sistema in Umbria, a partire dall’eccessiva frammentazione nella gestione del ciclo. Non è possibile, infatti, che in una realtà di nemmeno 900mila abitanti operino ben 16 diverse società.
Accelerare il percorso di effettiva
attivazione dell’Auri
, recuperando il tempo perso, ormai un anno e mezzo, non solo per responsabilità della giunta regionale, ma anche di molti Comuni umbri.
Occorre intervenire sulle
perdite della rete idrica
, che si attestano in Umbria intorno al 40% (il più alto tra le regioni del centro Italia).
Progetto aree interne
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