Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

GIOVANNI PASCOLI

No description
by

Gabriella Nocita

on 27 February 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of GIOVANNI PASCOLI

LA VITA
Nacque a San Mauro di Romagna nel 1855
L'uccisione del padre
Intorno alla morte del padre si alzò un muro di omertà e il responsabile dell'omicidio non fu mai scoperto: si pensa a un rivale che avrebbe voluto togliergli il ruolo di amministratore della tenuta, oppure a una vendetta, perché Ruggero sarebbe stato testimone di un traffico illecito di sale, il cui commercio era molto attivo grazie alle vicine saline di Cervia.
A questo doloroso episodio seguirono altri lutti.
LE OPERE
Il poeta e le due sorelle riformarono, così un piccolo nucleo familiare, il "
nido
" distrutto dell'infanzia.

Gli studi, l'insegnamento, la ricostruzione del nido
Nel 1873 vinse una
borsa di studio di 600 lire
che gli permise di iscriversi alla facoltà di Lettere dell'Università di
Bologna
, dove fu allievo di Giosuè Carducci.
GIOVANNI PASCOLI
Quarto di dieci figli ; il padre Ruggero era amministratore della tenuta La Torre dei principi di Torlonia
Dall'età di sette anni frequentò il collegio dei Padri Scolopi di
Urbino
.

La sua fanciullezza, però, fu turbata da un tragico evento che segnò tutta la sua vita: il
10

agosto 1867
, di ritorno dalla fiera di Cesena, suo
padre fu ucciso
con un colpo di fucile.
Nel 1868 morirono la sorella Margherita e la madre
Nel 1871 il fratello Luigi.
Nel 1876 il fratello maggiore Giacomo.
I fratelli si stabilirono, allora, a
Rimini
, e Giovanni, abbandonato il collegio di Urbino per ristrettezze economiche, terminò gli studi a
Firenze
.
La borsa di studio gli fu presto tolta a causa della sua partecipazione a manifestazioni studentesche a fianco di gruppi socialisti e anarchici, motivo per cui subì anche un arresto e la condanna a tre mesi di
carcere
.
Dopo l' esperienza del carcere abbandonò l'impegno politico e si dedicò agli studi. Si laureò e cominciò a insegnare nei licei, prima a Matera e poi a Massa.
Qui si stabilì con le due sorelle Ida e Maria.
Verso le sorelle il poeta dimostrò un attaccamento morboso, tanto che visse il matrimonio di Ida come un vero e proprio tradimento.
Nonostante le simpatie verso il movimento anarco-socialista in età giovanile, nel 1900, quando Umberto I venne ucciso dall' anarchico, Gaetano Bresci, Pascoli rimase amareggiato dall'accaduto e compose la poesia Al Re Umberto.
"Dopo le nozze di Ida, il Pascoli non seppe trattenersi a Livorno più di quindici giorni. Resistette nella casa di via Micali, che ancora risuonava dei passi e delle risa di Ida, solo il tempo di fare i bagagli. Durante l’estate, in previsione del ’tradimento’, aveva affittato il rustico di Castelvecchio di Barga; e là si diresse, con Maria, il 15 ottobre"
Nel 1887 si era trasferito a insegnare a Livorno e, in seguito al matrimonio di Ida, si trasferì con Maria a Castelvecchio di Barga.
Nel 1897 fu nominato professore di Letteratura presso l'Università di
Messina
dove rimase fino al 1903 quando passò all'Università di
Pisa
.
Nel 1905 successe a Carducci nella cattedra di Letteratura dell'Università di
Bologna
.
Sempre più vicino all'ideologia nazionalistica, appoggiò l'espansione coloniale dell'Italia in
Libia
.
Era convinto che fosse l'unico modo per arginare la piaga della disoccupazione e dell'emigrazione.
Pronunciò molti
discorsi ufficiali
in favore della guerra in Libia, tra cui "
La

grande

proletaria

si è mossa"
(1911)
Il 31 dicembre 1911 compie 56 anni; sarà il suo ultimo compleanno: poco tempo dopo le sue condizioni di salute peggiorano. Il medico gli consiglia di lasciare Castelvecchio e trasferirsi a Bologna, dove gli viene diagnosticata la cirrosi epatica
Nelle memorie della sorella viene invece affermato che fosse malato di epatite e tumore al fegato, forse per nascondere l'abuso di alcool.
Il certificato di morte riporta come causa un tumore allo stomaco, ma è probabile fosse stato redatto dal medico su richiesta di Mariù, che intendeva eliminare tutti gli aspetti che lei giudicava sconvenienti all'immagine del fratello.
La malattia lo porta alla morte il 6 aprile 1912 nella sua casa di Bologna
Pascoli venne sepolto nella cappella annessa alla sua dimora di Castelvecchio di Barga, dove sarà tumulata anche l'amata sorella Maria, sua biografa, nominata erede universale nel testamento, nonché curatrice delle opere postume.
Le raccolte poetiche
Myricae

Primi poemetti e Nuovi poemetti

Canti di Castelvecchio
Poemi conviviali

Odi e Inni
Le poesie latine e i saggi
Carmina

Il fanciullino
La poetica del fanciullino
Nel saggio
Il

fanciullino
, Pascoli espone le linee principali della sua poetica.
Secondo il poeta, in ciascuno di noi è nascosto un fanciullino, ma solo il poeta riesce a dargli voce, a vedere il mondo con i suoi occhi ingenui che scoprono le cose per la prima volta.
E' così che nasce la
poesia della meraviglia e dello stupore.
Pascoli paragona il poeta ad Adamo nel regno dell'Eden, immaginando lo stupore del primo uomo di fronte agli elementi del creato.
Questa propensione alla meraviglia, spontanea nell'infanzia, si perde nell'età adulta, ma può essere recuperata penetrando nelle zone più profonde della coscienza.
E' questa la realtà vera a cui può attingere la poesia
E' una poesia intuitiva, spontanea, priva di intenti etici o civili, espressione del fanciullino che non conosce la violenza.
Pascoli maturò una
sfiducia nei confronti della scienza
, perché incapace di spiegare il mistero e l'ignoto che si celano nel cosmo.
Solo la poesia, per i suoi tratti alogici fondati sull'intuizione, diventa
strumento di conoscenza del mondo.
L'influsso del decadentismo
La poetica del fanciullino può essere interpretata alla luce della cultura decadente: il ritorno all'infanzia e lo sguardo stupito del poeta di fronte al mondo sono una forma di
evasione
da una realtà sociale che non riconosce e alla quale si sente estraneo.
Aderisce, quindi, alla sensibilità decadente del
Simbolismo
francese: incessante sforzo di esprimere il mistero della vita con un linguaggio capace di suscitare emozioni e sensazioni attraverso
significati allusivi e simbolici.
Il simbolismo pascoliano trova la sua affermazione in Myricae: ricerca di significati nascosti delle cose, analogie.
PASCOLI E IL DECADENTISMO
RIFIUTO DELLA FIDUCIA POSITIVISTA NELLA SCIENZA
LA POESIA COME MEZZO DI CONOSCENZA
DESIDERIO DI EVASIONE
LINGUAGGIO SUGGESTIVO ED EVOCATIVO
TEMI DELLA POESIA PASCOLIANA
IL RICORDO DEI CARI DEFUNTI E DELL'ASSASSINIO DEL PADRE
(X Agosto, La cavalla storna, La voce)

Emergono nostalgia e struggimento per la dimensione perduta dell'infanzia pur con i suoi dolori.
L'ESALTAZIONE DEL "NIDO" E DEGLI AFFETTI FAMILIARI
(X Agosto)
Il nido diventa
simbolo
di un mondo chiuso, protettivo e accogliente, espressione di affetti familiari e legami con i vivi e i morti.
LA CELEBRAZIONE DELLA NATURA
(Novembre, Lavandare, Arano)
Il poeta sa cogliere ogni piccola voce della natura; su questo sfondo sono spesso rappresentate scene di vita quotidiana, malinconiche e sentite con un'adesione sofferta.
GLI ELEMENTI DEL PAESAGGIO CARICHI DI SIGNIFICATI MISTERIOSI E SIMBOLICI
(L'assiuolo, Nella nebbia)
Attraverso i fonosimbolismi dà voce alle ossessioni, all'angoscia della morte, al desiderio di protezione dal mondo esterno, violento e minaccioso.
MYRICAE (1891 - 1903)
156 POESIE
Continuo lavoro di correzione.
Rappresenta la realtà caricandola di significati misteriosi per coglierne gli aspetti più nascosti e inafferrabili, ricorrendo alle onomatopee, al fonosimbolismo, linguaggio analogico, sintassi frantumata.
Il mondo della campagna diventa lo specchio dell'interiorità del poeta, un ambiente naturale in cui egli trasfonde in forma simbolica e allusiva i suoi sentimenti.
I temi ricorrenti sono l'infanzia, le figure dei morti, il motivo del "nido" familiare distrutto.
Canti di Castelvecchio (1903)
Sono chiamati così dal nome della località di Castelvecchio di Barga dove Pascoli si trasferì con la sorella Maria nel 1895.
I Canti di Castelvecchio sono considerati una continuazione di Myricae.
Il titolo
Myricae
deriva da un verso tratto dalla IV ecloga delle Bucoliche di Virgilio.
"Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici".
Lo stesso Pascoli illustra il significato di questo titolo: « Myricae [tamerici, piccoli arbusti comuni sulle spiagge] è la parola che Virgilio usa per indicare i suoi carmi bucolici: poesia che si eleva poca da terra – humilis».
Ne riprendono alcuni temi, come quelli della
natura
, della
vita
in
campagna
, dell'amore per le
cose

umili
e quotidiane, delle
memorie
, del
mistero
e dell'
ignoto
, del
nido
familiare, unica salvezza e protezione per l'uomo.
Nei Canti si amplia la dimensione simbolica del reale.
La natura e il paesaggio non sono mai descritti oggettivamente, ma diventano sempre il corrispettivo analogico degli stati d'animo del poeta.
L'autore propende per il linguaggio dei Simbolisti francesi, immettendovi l’analogia, la sinestesia, e le onomatopee. Il linguaggio preciso dei fiori e degli uccelli, in molte poesie Simboliste si intreccia con un linguaggio allusivo, evocativo, simbolico, fonosimbolico, così da creare un
linguaggio nuovo
e più moderno rispetto al linguaggio poetico tradizionale
Full transcript