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Dopo l'Unità

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by

Veronica Di Raimondo

on 10 November 2013

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Transcript of Dopo l'Unità

L'età giolittiana
indica il periodo che va dal superamento della crisi di fine secolo alla vigilia della prima guerra mondiale
Dall'Unità alla prima guerra mondiale
Politica estera
Sinistra storica: Politica interna
1876 Rivoluzione parlamentare - Depretis
Politica estera
1882 Triplice Alleanza
1887 Rinnovo della Triplice (due clausole):
eventuali modifiche nei Balcani sarebbero avvenute di comune accordo
ogni vantaggio a favore di una potenza sarebbe stato bilanciato da compensi per le altre
1887 Muore Depretis, Gli succedono Crispi e Giolitti (entrambi implicati nello scandalo della Banca romana)
1896 Disfatta presso Adua - Crispi esce di scena
Crisi di fine secolo
1896 caduta di Crispi - governo Di Rudinì
1898 aumento del prezzo del pane - fatti di Milano
1900 regicidio di Umberto I
Destra Storica: Politica interna
paese reale/paese legale: vota meno del 2% della popolazione
salvaguardare l'unità appena raggiunta
Stato accentrato
ordinamenti uniformi per tutto il Regno
unificazione legislativa e amministrativa
unificazione economica (barriere doganali, sistemi monetari, strade e ferrovie)
gerarchia di funzionari dipendenti dal centro
problema del brigantaggio
durissima politica fisclae
tassa sul macinato (1868)
pareggio del bilancio (1875 Q. Sella)
Terza guerra d'indipendenza
1866 guerra austro-prussiana
la partecipazione dell'Italia al conflitto rende possibile la sconfitta dell'Austria presso Sadowa
l'Italia conquista il Veneto
Questione Romana
1870 guerra franco-prussiana
la Francia viene sconfitta presso Sedan
breccia di Porta Pia
l'Italia annette Roma e il Lazio
1874 papa Pio IX lancia il non expedit
la Destra cade in occasione della discussione di un progetto per la gestione statale delle ferrovie
democratizzazione della vita politica (legge elettorale del 1882)
riforma dell'istruzione elementare (legge Coppino)
sgravi fiscali (abolizione tassa sul macinato)
trasformismo: convergenza con le forze moderate di destra
svolta protezionistica e guerra doganale con la Francia
dittatura parlamentare
pieno controllo delle Camere ottenuto attr. metodi trasformistici
leggi speciali per il Mezzogiorno
suffragio universale maschile (1911)
conquista della Libia (1912)
elezioni (1913)
patto Gentiloni tra cattolici e liberali
La caduta di Crispi e il governo Di Rudinì non posero fine alla tendenza di riolvere le questioni sociali attraverso una restrizione delle libertà
L'Italia liberale
La questione meridionale
indica il problema dell'arretratezza socio-economica del Sud rispetto al Nord nel contesto dello Stato unitario fondato nel 1861
prima dell'unificazione, il Regno delle due Sicilie, sotto la dinastia dei Borbone, era caratterizzato da malgoverno, arretratezza economica e sociale, analfabetismo
l'economia era basata sul latifondo, in mano a una ristretta fascia sociale di proprietari poco propensi alla modernizzazione
i baroni meridionali risiedevano nelle città, lontano dalle proprie terre che davano agli affittuari
le condizioni di vita e di lavoro delle masse contadine erano durissime
poche industrie e tecnicamente arretrate
commerci scarsi e ostecolati dalla carenza di vie di comunicazione
assenza di un robusto ceto medio, indispendabile per uno sviluppo sociale ed economico
1861-1876
La Sinistra
L'età giolittiana
non portò grandi cambiamenti nelle condizioni del meridione
furono pochissime le aree che parteciarono parzialmente al decollo industriale grazie alla politica di interventi speciali per il Mezzogiorno
l'agricoltura continuò ad essere fondata sul latifondo
Giolitti - "il ministro della malavita" come lo definì Salvemini - sfruttò sistematicamente gli equilibri sociali del meridione e il predominio della grande proprietà per ricavarne vantaggi in termini politici, elettorali, parlamentari
La prima guerra mondiale
Vedremo che la prima guerra mondiale verrà pagata a caro prezzo dai giovani del Sud, e che la promessa della distribuzione delle terre ai contadini alla fine del conflitto come premio per il sacrificio e lo sforzo sostenuti non sarà mantenuta
Sotto i Borbone
L'Unità d'Italia - la Destra
quando l'unificazione creò il mercato nazionale, la debole industria meridionale fu travolta dalla concorrenza di quella, più moderna, del Nord
conseguente divario economico tra Nord e Sud
la vendiata delle terre demaniali e del clero non migliorò le condizioni dei contadini poveri che non furono in grado di comprarle ma favorì ulteriormente la grande proprietà terriera
il nuovo Stato rese peggiori le condizioni del Sud sia attraverso il sistema fiscale - ben più gravoso di quello borbonico - sia a causa della leva obbligatoria, che sottrasse le braccia dei giovani al lavoro nei campi
il malcontento si manifestò nelle forme del brigantaggio e delle rivolte contadine, mezzi attr. cui si cercò vanamente di ottenere la redistribuzione delle terre
al governo dal 1876, adottò una politica protezionistica che favorì ulteriormente l'economia industriale del Nord e la proprietà terriera del Sud
nel 1892 si sviluppò per reazione il movimento dei Fasci siciliani, che si oppose al fiscalismo regio e alla tirannia dei latifondisti locali
esso venne duramente represso nel sangue dal governo Crispi
Giolitti
Tratti caratteristici dell'azione di Giolitti furono
il sostegno alle forze moderate (borghesia e proletariato)
il tentativo di condurre nell'orbita liberale i "nemici delle istituzioni"
Il controllo delle camere costituì l'elemento fondamentale del suo sistema ma esso fu ottenuto a prezzo della perpetuazione dei sistemi trasformistici e, soprattutto nel Sud, attravreso un intervento spregiudicato all'interno delle lotte elettorali.
Il patto Gentiloni
Gentiloni invitò i militanti cattolici ad appoggiare i candidati liberali che si fossero impegnati a ripettare un programma che prevedeva, tra l'altro, la tutela dell'insegnamento privato e l'opposizione al divorzio
i cattolici acquisirono così una capacità di pressione sul governo mai vista prima
la presenza di circa 200 deputati "gentilonizzati" rischiò di incrinare la la fisionomia laica del Paese
e la maggiornaza che uscì dalle elezioni risultò essere più eterogenea e divisa che in passato
Giolitti rassegna le dimissioni in favore di Salandra, di orientamento conservatore
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