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5 - Ds - Regole. Seconda settimana (EESS 328-336)

Medoto e tecniche tratti dagli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola
by

Sergio Ucciardo

on 10 May 2013

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Transcript of 5 - Ds - Regole. Seconda settimana (EESS 328-336)

Il discernimento spirituale Seconda serie
(EESS 328-336) Regole per gli spiriti Regole per lo stesso scopo
con maggiore discernimento di spiriti
(cfr. ES 328) Regole per sentire e riconoscere in qualche modo le varie mozioni che si producono nell'anima, per accogliere le buone e respingere le cattive.
(ES 313) Ricordiamo sempre che tutto il percorso ci vuole condurre a fare una...

"Buona elezione (scelta)"

"Secondo dei criteri buoni e santi (evangelici)"

Ignazio parla anche di una "sana e buona scelta" Dobbiamo educarci a prendere le nostre decisioni,
non perché siano felici e fortunate nel loro esito,
ma perché sono buone e prese bene davanti a Dio. La libertà è l’unico campo che ci è donato per diventare noi stessi Queste regole ci forniscono alcuni criteri per capire come il nemico tenta nel bene con maggior sottigliezza Queste regole riguardano solo
la consolazione
e in particolare la sua manifestazione sensibile:
la gioia La consolazione
può essere
vera o ingannevole Conoscere la differenza tra gioia autentica e gioia falsa, serve a due scopi:

se vedi che è ingannevole, disprezzala, per non cadere nella trappola di trattenere in te il male credendolo bene

Se vedi che è vera, accoglila e custodiscila, e vedi anche che indicazione positiva qui e ora può dare al tuo agire Un autore attento al cuore dell’uomo ha scritto...

“Il nemico vi guarda ridendo, ma non ha messo su di voi il suo artiglio. Non è nei vostri libri pieni di sciocchezze, e non è nelle vostre bestemmie e neppure nelle vostre ridicole maledizioni. Non è nei vostri sguardi avidi, nelle vostre mani perfide, nelle vostre orecchie piene di vento. E’ inutile che lo cerchiate nella carne più segreta che il vostro spregevole appetito attraversa senza saziarsi; dalla bocca che mordete stilla un sangue insipido e sbiadito. Ma nella preghiera del solitario, nel suo digiuno e nella sua penitenza, nell’estasi più profonda e nel silenzio del cuore, lì il nemico è presente. Avvelena l’acqua lustrale, arde nel cero sacro, respira nell’alito delle vergini, si nasconde nel flagello e nel cilicio, guasta tutte le vie. Mente sulle labbra che si aprono per dispensare la parola della verità, perseguita il giusto fra i tuoni e i lampi dell’estasi beatifica, lo raggiunge persino tra le braccia di Dio. Perché disputare alla terra tanti uomini che vi brulicano come vermi, aspettando che essa li inghiotta di nuovo domani? Quel gregge cieco va da solo al suo destino. L’odio del Satana è riservato ai santi”.

G. Bernanos, Sotto il sole di Satana Una mosca morta guasta l’unguento del profumiere (Qo 10,1) Sta' attento
al modo! Qualche volta il male è invisibile, perché non è altro
che la somma di tante cose buone, che però eccedono la tua capacità Evita il male che puoi;
ma non fare tutto il bene che vuoi o che puoi. È proprio di Dio e dei suoi angeli dare con le loro ispirazioni vera letizia e gioia spirituale, togliendo tutta la tristezza e l'agitazione che il demonio procura; è invece proprio di costui combattere contro questa letizia e consolazione spirituale, presentando false ragioni, cavilli e continue menzogne.

ES 329 L’ultimo orizzonte adeguato alla verità della condizione umana è quello aperto e dialogico di Giobbe...

Giobbe prese a dire al Signore:
«Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo. Ascoltami e io parlerò, io t’interrogherò e tu mi istruirai! Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere».

(Gb 42,1-6) Quando vai di bene in meglio, che fa Dio e che fa il nemico?
Dio ti dà gioia, e il nemico cerca di togliertela È proprio di Dio e dei suoi angeli dare
con le loro ispirazioni vera letizia e gioia spirituale, togliendo tutta la tristezza e l'agitazione che il demonio procura.

(ES 329a) "Proprio":
un’azione che necessariamente promana da una cosa, segno sicuro della sua presenza. "Vera":
non è apparente...
dopo non ti rimane delusione, ma sazietà. E' invece proprio di costui combattere contro questa letizia e consolazione spirituale, presentando false ragioni, cavilli e continue menzogne.

(ES 329b) Il nemico farà di tutto per toglierti la gioia... come?

Presentandoti:

Cose che ti turbano,
Motivi buoni che ti inquietano.


Atteggiamento da assumere:

Non dare ascolto a queste cose che turbano
Scacciare le fantasie del male futuro e i fantasmi di quello passato che ti bloccano Il nemico ti porta a fissare l’attenzione su un solo punto...
negativo da togliere o positivo da perseguire

Non dimenticare MAI che il "meglio" a cui tendere non è quello assoluto (quale sarebbe?), ma quello possibile qui ed ora, che qualche volta non raggiunge neanche la sufficienza di un bene passabile, ma l'unico possibile. Solo Dio nostro Signore può dare all'anima una consolazione senza una causa precedente; infatti è proprio del Creatore entrare nell'anima, uscire, agire in essa, attirandola tutta all'amore della sua divina Maestà.
Dicendo senza una causa, si intende senza che l'anima senta o conosca in precedenza alcun oggetto, da cui possa venire quella consolazione mediante i propri atti dell'intelletto e della volontà.

ES 330 Solo Dio può parlare direttamente
al tuo cuore, senza nessuna mediazione
di alcun tipo. Sia l'angelo buono sia quello cattivo possono consolare l'anima con una causa, ma per fini opposti: l'angelo buono per il bene dell'anima, perché cresca e proceda di bene in meglio; l'angelo cattivo, al contrario, per attirarla ancor più al suo dannato disegno e alla sua malizia.

ES 331 Al di fuori delle sette ore di preghiera, impiegava il suo tempo ad aiutare nella vita spirituale alcune persone che si rivolgevano a lui. Tutto il resto della giornata lo occupava in cose di Dio e a riflettere su ciò che aveva meditato o letto quel giorno. Quando poi stava per coricarsi, spesso gli sopravvenivano grandi ispirazioni e consolazioni spirituali che gli sottraevano buona parte del tempo destinato al sonno, il quale era già poco. Riflettendo di tanto in tanto su questo fenomeno, si rese conto che a conversare con Dio aveva dedicato già molte ore, e in più aveva a disposizione il resto del giorno. Da qui gli nacque il sospetto che quelle ispirazioni non provenissero dallo spirito buono; e giunse alla conclusione che era meglio sbarazzarsene e lasciare al sonno il tempo che aveva stabilito. Così fece.

A 26 Giunto a Barcellona, manifestò il suo desiderio di applicarsi agli studi a Isabella Roser e a un certo maestro Ardévol che insegnava grammatica. A tutti e due l'idea parve molto buona: lui si offrì a dargli lezioni gratuitamente, lei a provvederlo del necessario per il sostentamento. Il pellegrino aveva conosciuto a Manresa un frate, probabilmente dell'ordine di San Bernardo, uomo di grande spiritualità. Ora avrebbe desiderato starsene presso di lui, sia per studiare che per dedicarsi con più impegno alla vita spirituale e far del bene alle anime. Rispose dunque che, se a Manresa non trovava la sistemazione desiderata, avrebbe accettato quanto gli offrivano. Andò a Manresa, ma trovò che quel frate era morto. Ritornò allora a Barcellona e iniziò gli studi con molta applicazione. Ma lo disturbava molto questo fatto: ogni volta che si metteva a imparare a memoria, esercizio necessario a chi comincia a studiare grammatica, gli sopravvenivano nuove intuizioni e più intenso gusto delle realtà spirituali. Ne era così preso che non riusciva a imparare nulla, né, per quanto vi si opponesse, riusciva a liberarsene.

Riflettendo spesso su questo fatto, diceva tra sé: "Nemmeno quando mi metto in preghiera o ascolto la messa mi vengono illuminazioni così penetranti". Ma a poco a poco prese coscienza che si trattava di tentazione. Dopo aver pregato, si recò a Santa Maria del Mare. Lì vicino c'era la casa del suo maestro ed egli lo pregò che, in quella chiesa, lo volesse ascoltare un momento. Si sedettero ed egli espose fedelmente tutto quello che accadeva nel suo spirito: questa era la ragione per cui fino allora aveva fatto così scarso profitto. Perciò si impegnava con lui in questi termini: "Io vi prometto di non mancare mai alle vostre lezioni nei prossimi due anni, solo che trovi, qui a Barcellona, un pò di pane ed acqua per sostentarmi". Dopo aver fatto questa promessa così risoluta, non provò mai più quelle tentazioni.
Il dolore di stomaco che lo aveva colto a Manresa, e a causa del quale si era indotto a portare le scarpe, lo aveva lasciato, e fin da quando era partito per Gerusalemme era sempre stato bene.
Perciò al tempo degli studi a Barcellona gli venne il desiderio di riprendere le penitenze di un tempo. Cominciò dunque col fare un buco nella suola delle scarpe, e lo allargava a poco a poco. Quando giunse il freddo dell'inverno, aveva ormai solo le tomaie.

A 54-55 Come puoi riconoscere le mozioni che provengono da Dio ? Puoi capire, dal fine a cui portano, quale è il principio che le muove.

Se ti fanno andare avanti nell’umiltà e nella fiducia verso Dio, nella misericordia e nel servizio verso il prossimo, nella gioia e nella pace in te e coi fratelli, se ti fanno capire i tuoi errori, sono da Dio.

Diversamente, qualunque cosa sia - fosse anche un angelo o un apostolo in persona... fosse anche il Signore! - è il nemico che ti inganna.
A tal proposito Gal 1,8: "Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema!" Una gioia spirituale che, quando finisce, ti lascia triste perché non c’è più, è falsa: non è da Dio, ma dal nemico. A Manresa ogni giorno andava a chiedere l'elemosina. Non mangiava carne e non beveva vino anche se gliene davano. Ma di domenica non digiunava e se gli offrivano un pò di vino lo beveva. Secondo la moda del tempo, egli aveva sempre curato con molta ricercatezza la sua capigliatura, che era molto bella. Perciò decise di lasciar crescere i capelli incolti, senza pettinarli o tagliarli, e senza proteggerli in alcun modo né la notte né il giorno. Per la stessa ragione si lasciò crescere le unghie dei piedi e delle mani: anche in questo era stato ricercato. Durante la permanenza nell'ospizio gli accadde spesso, in pieno giorno, di vedere nell'aria, vicino a sé, una cosa che lo riempiva di consolazione, perché era bellissima, piena di fascino. Non riusciva a comprendere che genere di cosa fosse: in qualche modo gli sembrava che avesse forma di serpente, con molti punti che splendevano come occhi, anche se non lo erano. Nel contemplarla provava molta gioia e consolazione, e quanto più spesso la vedeva tanto più cresceva la consolazione; quando invece essa scompariva ne provava dispiacere.

A 19 Rimase un certo tempo in quello stato; poi andò a inginocchiarsi davanti a una croce, lì vicino, per ringraziare Dio. E proprio lì gli apparve quella figura che già molte altre volte aveva contemplato e che non era mai riuscito a comprendere: cioè quella cosa già descritta sopra, che gli pareva bellissima e con molti occhi. Ma ora, stando davanti alla croce, vide molto bene che quella cosa tanto affascinante non aveva la luminosità consueta. Ed ebbe una chiarissima conoscenza, a cui la volontà aderiva totalmente, che quello era il demonio. E anche in seguito, per molto tempo, continuò ad apparirgli spesso. Ma egli, in segno di scherno, la scacciava con il bastone che aveva sempre con sé.

A 31 È proprio dell'angelo cattivo, che si trasforma in angelo di luce, entrare con il punto di vista dell'anima fedele e uscire con il suo: suggerisce, cioè, pensieri buoni e santi, conformi a quell'anima retta, poi a poco a poco cerca di uscirne attirando l'anima ai suoi inganni occulti e ai suoi perversi disegni.

ES 332 "Questi tali sono falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo.
Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce."

(2Cor 11,13-14) La tua intenzione può essere buona; la cosa che vuoi fare, ottima.

Se ti accorgi, però,

che entrano in gioco altri sentimenti meno buoni - orgoglio, ira, potere, ecc...
o che il risultato è la mancanza di gioia e pace, l’irrequietezza,

allora sta’ sicuro che ciò non viene da Dio. Viene direttamente dal nemico; oppure (lo vediamo dopo!), il nemico si è infiltrato, ed è necessario individuare dove e come. "Spirituale":
non è epidermica... prende le profondità del tuo cuore, e non è semplice sensazione superficiale. Dobbiamo fare molta attenzione al corso dei nostri pensieri. Se nei pensieri tutto è buono il principio, il mezzo e la fine e se tutto è orientato verso il bene, questo è un segno dell'angelo buono.
Può darsi invece che nel corso dei pensieri si presenti qualche cosa cattiva o distrattiva o meno buona di quella che l'anima prima si era proposta di fare, oppure qualche cosa che indebolisce l'anima, la rende inquieta, la mette in agitazione e le toglie la pace, la tranquillità e la calma che aveva prima: questo allora è un chiaro segno che quei pensieri provengono dallo spirito cattivo, nemico del nostro bene e della nostra salvezza eterna.

ES 333 PRINCIPIO E FONDAMENTO

L'uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e così raggiungere la salvezza; le altre realtà di questo mondo sono create per l'uomo e per aiutarlo a conseguire il fine per cui è creato. Da questo segue che l'uomo deve servirsene tanto quanto lo aiutano per il suo fine, e deve allontanarsene tanto quanto gli sono di ostacolo. Perciò è necessario renderci indifferenti verso tutte le realtà create (in tutto quello che è lasciato alla scelta del nostro libero arbitrio e non gli è proibito), in modo che non desideriamo da parte nostra la salute piuttosto che la malattia, la ricchezza piuttosto che la povertà, l'onore piuttosto che il disonore, una vita lunga piuttosto che una vita breve, e così per tutto il resto, desiderando e scegliendo soltanto quello che ci può condurre meglio al fine per cui siamo creati.

ES 23 Quelli che vorranno impegnarsi di più e distinguersi in ogni servizio del loro re eterno e signore universale, non soltanto si offriranno alla fatica, ma, andando anche contro le inclinazioni dei sensi, le affezioni disordinate e le vanità mondane, faranno una offerta di maggior valore e di maggiore importanza dicendo...

ES 97 Questa regola ci dice almeno tre cose,
di cui le ultime due complementari:

Il pensiero ha tre fasi: inizio - mezzo - fine

L’azione di Dio è tutta buona, dal principio alla fine

Se c’è qualcosa di "meno bene", allora è in azione il nemico Quando il nemico della natura umana viene scoperto e riconosciuto per la sua coda serpentina e per il fine cattivo a cui spinge, colui che è stato tentato farà bene a esaminare subito il corso dei pensieri buoni all'inizio da lui suggeriti, e a considerare come il demonio a poco a poco abbia cercato di farlo discendere dalla soavità e dalla gioia spirituale in cui si trovava, fino ad attirarlo al suo disegno perverso; così, tenendo conto di questa esperienza, potrà guardarsi dai suoi soliti inganni.

ES 334 Da notare con cura...

Dove il nemico si è infiltrato?

Quale punto del tuo ragionamento
o della tua sensibilità ha sfruttato?

Che punto debole o forte (vizio o idea buona fissa) ha utilizzato per rovinare il percorso della tua buona intenzione?

Dove, nello svolgersi dei tuoi pensieri, sei passato dalla semplicità serena di Dio all’ambiguità e inquietudine del nemico.

In altre parole:
Dove si è abbassata la tua "qualità di vita"? A coloro che procedono di bene in meglio, l'angelo buono si insinua nell'anima in modo dolce, delicato e soave, come una goccia d'acqua che entra in una spugna; al contrario, l'angelo cattivo si insinua in modo pungente, con strepito e agitazione, come quando la goccia d'acqua cade sulla pietra. Invece, in coloro che procedono di male in peggio, questi due spiriti si insinuano in modo opposto.

La causa di questo è la disposizione dell' anima, contraria o simile a quegli angeli: infatti, quando è contraria, entrano con strepito e facendosi sentire; quando invece la disposizione è simile, l'angelo entra in silenzio, come in casa propria che gli è aperta.

ES 335 Solo una nota...

Dio si può manifestare con intensità diversa a seconda se è in... casa o fuori di essa... Il Signore gli disse: «Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elia?».

(1Re 19,11-13) Quando la consolazione è senza una causa, in essa non c'è inganno, perché, come si è detto [ES 330], proviene da Dio nostro Signore; tuttavia la persona spirituale, a cui Dio dà questa consolazione, deve considerare e distinguere con molta cura e attenzione il tempo proprio di questa consolazione da quello successivo, nel quale l'anima rimane fervorosa e favorita dal dono e dalle risonanze della consolazione passata.
Spesso infatti, in questo secondo tempo, sia con un proprio ragionamento, cioè con associazioni e deduzioni di concetti e di giudizi, sia per l'azione dello spirito buono o di quello cattivo, la persona formula propositi o pensieri che non sono ispirati direttamente da Dio nostro Signore; perciò bisogna esaminarli molto accuratamente, prima di dar loro pieno credito e di metterli in atto.

ES 336 E' necessario discernere con molta vigilanza e attenzione il tempo della consolazione da quello successivo, il tempo in cui Dio fa da solo qualche cosa nella mia storia e il tempo in cui io ci metto le mani.
Nella mia collaborazione può entrare tutto il mio inquinamento. Alcune note...

Per distinguere tra l’ispirazione di Dio e i suoi rivestimenti osserva quali sentimenti producono in te: se hanno le caratteristiche del frutto dello Spirito (cfr. Gal 5,22), oppure no.

***

Se Dio ti dà l’ispirazione di un oggetto o progetto, guarda bene se lo vivi con serenità e distacco, come se non fosse tuo, sapendo che, se è suo, sarà lui a realizzarlo.

E ciò che tu eventualmente farai per compiere quel progetto, guarda sempre se è fatto con la pace dello Spirito... Se è così viene da Dio! Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce.

(Es 19,16-19) Sguardo d'insieme

Dio dà la vera gioia. Il nemico porta ragioni apparenti, sottigliezze e continui inganni per combattere tale gioia.

Solo Dio dà consolazione all'anima senza causa precedente: solo Dio può parlare direttamente al cuore.

Con causa può consolare l'anima sia lo spirito buono sia lo spirito cattivo, ovviamente con scopi diametralmente diversi.

L'angelo cattivo entra in sintonia con l'anima, attraverso pensieri buoni e santi, per trascinare l'anima nei suoi obiettivi.

Dopo aver scoperto la traccia del nemico, è necessario considerare come è riuscito ad abbassare la mia "qualità di vita".

Il singolo spirito agisce "dolcemente" o con "strepito" in funzione della nostra opzione fondamentale.

Distinguere il tempo proprio della consolazione senza causa precedente (Dio) da quello successivo (io). Per sentirci tranquilli, spesso abbiamo bisogno di sapere che stiamo
facendo qualche cosa, purché non sia l’unica cosa che si dovrebbe fare. Bisogna stare attenti, però, che l’aver molto parlato di certe cose non crei in noi l’impressione di averle fatte, mentre tutto rimane in realtà fermo al punto di partenza. Non tralasciare il bene che stai facendo
perché ti vengono sentimenti cattivi.
Purifica invece le tue intenzioni. Non c’è nulla di automatico nel campo dello Spirito e della santità. E' necessario fare solo quel bene di cui...

...si sente il desiderio
...si avverte la necessità (o maggior utilità)

con atteggiamenti di pace, gioia
con intenzione buona e pura

Nonostante le resistenze del proprio egoismo "Non fare niente di male" "Fare ciò che è meglio" ≠ Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.

Gal 5,22
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