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le dipendenze

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angela amico

on 20 September 2012

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Transcript of le dipendenze

LE DIPENDENZE I TABAGISMO ALCOOL DROGA In farmacologia, per droga si intende un prodotto di origine naturale (vegetale o animale) che contiene delle sostanze farmacologicamente attive (principi attivi), insieme ad altre inerti.
Le sostanze stupefacenti, sostanze che, in virtù dei loro effetti farmacologici sul sistema nervoso centrale, e in particolare sullo stato di coscienza, sono fatte oggetto di uso non terapeutico, principalmente voluttuario. L'uso di alcune di queste sostanze può determinare l'insorgenza di fenomeni di dipendenza fisica e/o psichica ( tossicodipendenza), oltre che di effetti collaterali, ed è in genere regolato dalla legge. L'EROINA L'eroina è un derivato dell'Oppio nota sotto vari nomi farmacologici come Diamorfina. È una sostanza semisintetica ottenuta dall'alcaloide morfina per reazione con l'anidride acetica. La sostanza pura si può trovare di colore bianco cristallino, che sarebbe poi il sale cloridrato diamorfina, oppure marrone scuro e molto appiccicosa (brown sugar). Per le sue proprietà sedative e antinfiammatorie è stata molto usata in medicina prima di essere proibita a causa della sua dannosità. Sotto il nome commerciale di Diamorfina è commercializzata sotto stretto controllo in Inghilterra come soluzione iniettabile o in compresse, e ha un uso ricreativo in vari paesi Europei.
La dipendenza da eroina è identica a quella della morfina, ma si instaura più in fretta e con quantitativi di sostanza più bassi. Anche le dosi letali sono più basse, per cui il rischio di overdose è maggiore. Il termine overdose descrive l'assunzione di una droga, ma anche di sostanze medicinali o bevande alcoliche, in quantità eccessive. Tale circostanza può portare alla morte.
L'overdose è una condizione più propriamente tipica di persone assuefatte a un tale tipo di sostanza della quale necessitano con l'evolversi del tempo e della dipendenza di quantità più e più sostanziali, il che porta a un'escalation spesso non controllata dalla persona, che la porta al punto di non ritorno o di rottura e dunque al decesso.
L'overdose più frequente è quella ottenuta con l'assunzione di dosi eccessive di eroina; essendo l'eroina un sedativo del sistema nervoso centrale, essa agisce sui centri respiratori e può comportare il coma, con decesso per asfissia.
L'overdose è un fenomeno che riguarda anche le altre droghe e in particolare l'assunzione di stimolanti e di cocaina.
Overdose da eroina
Sintomi principali dell'overdose da eroina sono: la perdita di coscienza, le pupille a spillo, un colorito bluastro, la respirazione molto rallentata.
Overdose da cocaina
Sintomi principali dell'overdose da cocaina sono: il tremore muscolare con possibile paralisi e la depressione delle attività respiratorie
Overdose da amfetamine
Sintomi principali dell'overdose da amfetamine sono: i tremori muscolari, la marcata confusione mentale, il delirio e le convulsioni, il collasso cardiocircolatorio OVERDOSE GLI EFFETTI DELLA DROGA : Gli effetti dell'eroina sono divisi in gradi e se la droga è assunta la prima volta per endovena l'effetto dura circa due ore. Nella fase di massimo effetto, essa deprime il centro respiratorio nel sistema nervoso centrale e il soggetto sotto effetto della droga prova una potentissima sensazione di orgasmo in ogni parte del corpo.
I gradi dal momento di assunzione della sostanza sono i seguenti:
1° (immediatamente): si raggiunge un'estasi che si diffonde a tutta la muscolatura del corpo, si ha confusione mentale e generale, senso di calore frequente anche dopo l'effetto, sudorazione fredda, mancamenti, vomito e nausea.
2° (dopo circa 20 min): i legami associativi sono più lenti, il pensiero rallenta, ma acquisisce un senso logico; l'umore è o euforico, o disforico; e le percezioni temporali sono largamente alterate: le ore sembrano minuti, i minuti secondi.
3° (dopo circa un'ora): compare il picco massimo dell'effetto: la mente raggiunge una sensazione di pace, il corpo anestetizzato un incondizionato senso di piacere, misto ad un'esaltazione interiore, si hanno allucinazioni, visioni e sogni in stato di semi-incoscienza, si tende ad isolarsi per "vivere" l'esperienza e ogni tipo di problema tende ad essere dimenticato.
I più importanti effetti collaterali a lungo termine riguardano principalmente l'instaurarsi di una dipendenza fisica e psichica a seguito di un determinato periodo di tempo - che varia da persona a persona - di uso costante della sostanza. Una volta instaurata la dipendenza, il tossicodipendente è "costretto" a continuare ad assumere la sostanza per evitare le fortissime crisi d'astinenza. La crisi di astinenza dura in media da 48-72 ore fino a una settimana e si presenta poche ore dopo l'ultima dose. La prima fase della crisi di astinenza si presenta sotto forma di sbadigli e lacrimazione, sudorazione, scarichi nasali abbondanti, senso di fastidio e irritabilità; poi, dopo circa 16 ore, i sintomi aumentano di intensità e possono comparire sudori freddi, dolori agli arti, brividi e, nei casi dove si usa la sostanza in grande quantità e per lunghi periodi di tempo, si sviluppano tremori. Di solito, dopo 24 ore, i sintomi cominciano ad attenuarsi con depressione respiratoria, mal di stomaco e vomito, ma solo temporaneamente: nel giro di una settimana i sintomi includono il massimo: febbre, tosse con attacchi di vomito infetto da sangue e succhi gastrici, crampi e scosse muscolari con scalci, tremori con brividi, dolori alle ossa e perenne senso di freddo, senso di abbandono ed emarginazione.
Il corpo umano produce già da sé delle sostanze (chiamate endorfine) che hanno lo stesso effetto dell'eroina, ma a dosi assai minori; esse servono per contrastare il dolore. A tal proposito, l'uso prolungato dell'eroina inibisce anche le sinapsi che mandano il segnale di produzione delle endorfine.
Nella classifica di pericolosità delle varie droghe, l'eroina occupa il primo posto. METODI D'USO L'eroina può essere assunta per via orale (metodo poco diffuso a causa dei blandi effetti), iniettata (metodo particolarmente potente per effetti e velocità d'azione, ma anche molto rischioso), sniffata (solitamente mischiata con cocaina) o bruciata per inalarne i vapori Il tabagismo è l'abitudine o dipendenza dal fumo di tabacco. inalare il fumo è derivato per piacere, a cui consegue un'intossicazione di tipo cronico e una dipendenza.
Il fumo di tabacco, contiene nicotina, un alcaloide stimolante che può illudere il fumatore di ottenere un miglioramento temporaneo ,ma genera una forte dipendenza chimica, sia fisica sia psicologica. Quest'ultima è responsabile di una particolare sindrome astinenziale caratterizzata da un aumento dei livelli di ansia, stress, depressione e da peggioramento dell'umore e della memoria.
La nicotina, come tutti gli stimolanti, può anche aumentare l'ansia, la difficoltà nel riposo e i disturbi al sistema metabolico. Il fumo è uno dei maggiori fattori che contribuiscono a provocare problemi di salute, specialmente il carcinoma del polmone, l'enfisema e le malattie cardiovascolari. Molti Paesi regolano o limitano la vendita di tabacco e la pubblicità dello stesso, quando permessa, e nelle confezioni è richiesto l'inserimento di avvisi riguardo ai rischi connessi al consumo. In molti Stati è vietato il fumo nella maggior parte o nella totalità dei luoghi pubblici. SIGARETTA La sigaretta è un prodotto confezionato, ricavato da foglie secche di tabacco trinciate e compresse in un cilindro di carta leggera . . Il fumo di sigaretta contiene sino a circa 4000 distinte sostanze chimiche; più di 60 di queste aumentano in modo statisticamente rilevante il rischio di contrarre malattie negli esseri umani e negli animali. FUMO ATTIVO L'inalazione volontaria del fumo di tabacco ha un forte impatto negativo sulla salute . A causa dell'azione vasocostrittrice indotta dalla nicotina e delle proprietà cancerogene di diversi prodotti pirolitici . Tra le quasi 4.000 sostanze isolate nel fumo di sigaretta sono state classificate, sostanze cancerogene .Il benzopirene è stato il primo identificato e la tossicità di queste sostanze è dovuta al fatto che la loro ossidazione produce epossidi mutageni . Sostanze irritanti presenti nel fumo di sigaretta danneggiano la funzione delle mucose dell'apparato respiratorio e svolgono anche un ruolo significativo come agente mutageno nello sviluppo del cancro ai polmoni. FUMO PASSIVO l fumo passivo è il fumo che viene involontariamente respirato in ambienti in cui sono presenti persone che fumano. è stato raggiunto un vasto consenso scientifico sulla pericolosità dell'esposizione al fumo passivo in quanto causa di malattie, disabilità e morte. vi sono sufficienti evidenze che il fumo passivo sia una delle cause del cancro ai polmoni negli esseri umani. PERCHE' SI COMINCIA
A FUMARE? Nel periodo adolescenziale il giovane viene spinto a ricercare un ruolo del gruppo in cui desidera far parte. Diventa facile, per una mente ingenua , pensare che la sigaretta possa mandare un messaggio alla società, al gruppo dei coetanei ed anche a se stessi per confermare il proprio ingresso nel mondo degli adulti.L'illusione dei ragazzini è che sia possibile soddisfare due necessità importanti ma contraddittorie quali: la necessità di autonomia e di ribellione nei confronti dei grandi ed il bisogno di identificarsi con gli adulti e di sentirsi già tali Col termine ALCOL vengono identificate tutte le sostanze che contengono alcol etilico: vino, birra, superalcolici. In altre parole qualunque liquore, ottenuto per distillazione o fermentazione o qualsiasi bevanda o i suoi vapori, contenenti una qualche percentuale di alcol.
L’alcol è farmacologicamente una droga che, secondo le dosi, ha effetti euforizzanti, disinibitori, stimolanti o calmanti. La dipendenza da alcol (o alcolismo) è senz'altro uno degli effetti più drammatici derivanti dall'abuso di alcool. DANNI L'alcol causa notevoli danni all'organismo. L'alcool è una droga a tutti gli effetti eppure spesso il problema alcol viene sottovalutato. Gli effetti dell'alcol etilico (o etanolo) si producono con estrema rapidità in quanto l'alcool viene assorbito nel sangue molto velocemente. Gran parte dell'alcool ingerito (circa Il 90%) subisce una trasformazione per mezzo dell'attività del fegato, dando vita a composti dannosi per l'organismo. La quantità di alcol non metabolizzata (indicativamente fra il 2 ed il 10%) viene eliminata principalmente grazie all'attività di reni e polmoni.
Gli effetti dell'alcool sono quelli di qualsiasi altra droga, infatti l'alcol altera il funzionamento del sistema nervoso centrale, crea dipendenza fisica e psichica, assuefazione e disturbi comportamentali (riscontrabili sul piano individuale e sociale). L'assorbimento dell'alcool etilico avviene molto rapidamente. Il processo di assorbimento dell'alcol inizia immediatamente dopo l'ingestione e giunge a termine in un tempo variabile dai 15 ai 40 minuti. Le prime tracce di alcol nel sangue sono visibili dopo appena 5 minuti dall'ingestione.
Gli organi danneggiati dall'abuso di alcool sono numerosi. Citiamo solo alcuni dei principali organi danneggiati dall'abuso di alcol, e alcune delle malattie riscontrate: cuore e vasi, fegato (epatite, cirrosi epatica), apparato riproduttivo (ridotta fertilità), esofago (tumore), stomaco (tumore), intestino, pancreas, sistema nervoso centrale (Delirium tremens, epilessia, allucinosi, atrofia cerebrale). ORGANI DANNEGGITI Non bisogna infine dimenticare gli effetti che potremmo definire "indiretti", derivanti dell'abuso di sostanze alcoliche, quali i numerosi incidenti causati da chi guida o svolge altre attività pericolose in stato di ebbrezza.
L'alcol è un veleno, come tutte le droghe provoca dipendenza, e può condurre l'individuo verso l'alcolismo (o etilismo). Gli effetti prodotti dall'alcol sull'organismo derivano anche dalla quantità assunta: una piccola quantità di alcol funziona come stimolante, una maggiore quantità di alcool agisce come un sedativo ed una quantità ancora più grande agisce esattamente come un veleno e può causare la morte della persona. EFFETTI SULLA GUIDA Il forte utilizzo di sostanze alcoliche ha conseguenze anche sul comportamento dell'alcolizzato. Un individuo che comincia a fare uso di alcol in grandi quantità non assume un comportamento sospetto per i primi tempi.
Il comportamento cambia quando l'individuo comincia a diventare alcolizzato, ossia quando comincia ad insorgere la dipendenza da alcol.
A questo punto l'alcolista inizia ad avere sbalzi di umore e/o di comunicazione molto accentuati: non da importanza al suo aspetto, è distratto, incurante e comincia ad ignorare o trattare male gli amici ed i familiari.
L'alcolizzato fa questo per non far conoscere agli altri il suo problema di dipendenza da alcol.
Il suo mondo comincia a riempirsi di bugie
Chi ha il problema di alcoldipendenza spesso inizia ad abbandonare gli amici, tralasciare le proprie attività ed abitudini, diventare meno impegnato nello studio e nel lavoro.
L'alcolizzato tende a chiudersi in se stesso e ad isolarsi. IL COMPORTAMENTO DELL' ALCOLIZZATO
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