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La ripresa economica nel Medioevo

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Gabriele Gariboldi

on 15 February 2016

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Transcript of La ripresa economica nel Medioevo

La popolazione non aumenta
L'economia del tempo si basava sul principio dell'autoconsumo e questo non portava ad un aumento della popolazione. Ciò era determinato da diversi fattori:
- poco cibo a disposizione;
- le sanguinose invasioni;
- la mortalità infantile;
- il clima rigido.
Dall'inizio dell'XI secolo (anno 1000) la situazione inizia a cambiare, la popolazione comincia ad aumentare e questo fenomeno durerà tre secoli. Questo fenomeno fu determinato da tre fattori:
- il miglioramento del clima;
- la fine delle invasioni;
- la ripresa degli scambi commerciali.
Si verificò, così, un fenomeno conseguente: la popolazione aveva bisogno di più cibo e i contadini per produrlo avevano bisogno di nuove terre.
Le terre vennero coltivate meglio grazie ad importanti novità:
- l'aratro pesante;
- cavalli e buoi vennere legati con collari rigidi;
- fu incrementata la costruzione di mulini ad acqua e a vento
Un'altra importante novità fu la rotazione triennale: affinchè le terre fossero fertili, il terreno aveva bisogno di riposo. Il terreno venne così diviso in tre parti: il primo anno una parte era coltivata a cereali, la seconda a legumi e la terza a "maggese" (riposo). L'anno successivo si procedeva a invertire la semina e il terzo anno si compiva il ciclo triennale. La parte lasciata a maggese era destinata al pascolo.
La rivoluzione agricola fece aumentare la produzione dei campi e con una maggiore disponibilità di cibo la popolazione aumentò notevolmente. Molti contadini occuparono nuovi terreni e molti servi della gleba riuscirono a diventare coloni.
La ripresa economica nel Medioevo

La circolazione dei beni di consumo
Nei secoli precedenti al 1000 la circolazione dei prodotti era rallentata dal timore di attacchi e saccheggi. Dopo il Mille, grazie alla rivoluzione agricola, i contadini ripresero a spostarsi e riprendere gli scambi commerciali. La crescita della popolazione e il maggior benessere portarono alla richiesta di beni pregiati come stoffe, pellicce, spezie, ecc.
Per acquistare, trasportare e rivendere beni in terre lontane era necessario compiere lunghi viaggi. Il mercante era un uomo esperto di merci e strade e spesso il suo lavoro aveva degli imprevisti come gli attacchi dei banditi o la concorrenza spietata di altri mercanti.
Il mercante aveva bisogno, inoltre, di magazzini e uffici: tutto questo mise in moto l'economia del basso medioevo.
In una prima fase i mercanti praticavano il baratto ma successivamente si servirono del denaro in quanto più semplice da trasportare e da nascondere e da riutilizzare per nuovi acquisti. Riprese a circolare la moneta che, rispetto al passato, era autorizzata dalla zecca dello Stato.
La rivoluzione agricola e la ripresa del commercio
Negli scambi l'Italia ebbe un ruolo da protagonista grazie alle abbondanti produzioni di prodotti agricoli e non.
Alcune città situate sul mare diventarono importanti porti commerciali: le Repubbliche marinare (Pisa, Genova, Venezia e Amalfi). Tutte avevano governi autonomi e si erano liberate dei signori feudatali. Le repubbliche marinare commerciavano con il nord Europa, con l'impero bizantino e l'Africa settentrionale e importavano in Europa merci provenienti dall'estremo oriente.
Le repubbliche marinare non erano le sole a commerciare con il resto d'Europa. Importanti città e porti della Francia, della Germania e della Spagna occupavano un ruolo determinante nei traffici di merci da e per il resto del mondo. Alla fine del XIII secolo alcune città portuali si unirono nella Lega Anseatica per una collaborazione reciproca.
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