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Educazione come "Cura"

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by

Giovanni Marchioro

on 6 April 2013

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Transcript of Educazione come "Cura"

Teorie delle Relazioni Oggettuali Master
Coordinatori Psicopedagogici e Consulenti Educativi
Dei Servizi della Prima Infanzia
A.A. 2012-2013 Educazione come "Cura" Premessa Educazione come "Cura" La "Cura" Educativa Educazione come "Cura" La "Cura" Educativa Ci proponiamo di neutralizzare l’ideologia dell’azione introducendo il concetto di «cura».
Il concetto di "cura" offre:
una nuova cornice al sapere psico-pedagogico
una nuova cornice alla Cultura dell’Infanzia.
Il concetto di «cura» ha il suo fondamento nello «stare» anziché nel «fare». La “pratica educativa” deve essere considerata una “pratica di cura”.
La “cura educativa” deve promuovere nell’altro la capacità di “ avere cura di sé”:
Ciò permette che egli si costituisca
a sua volta come persona capace di pratiche di ‘cura’ da dedicare agli altri. La "cura" mira a:
pro-cura-re (pro- curare) il benessere
dell’altro e a metterlo in condizione di
di provvedere da sé al proprio benessere Educare, equivale ad
esercitare una professione
centrata sulla
“relazione di aiuto” VUOTO
GENERANTE
TRASFORMATIVO Educazione e "Cura" Giovanni Marchioro L’idea di ‘crescita’ è un’idea economica:
Es: Il mondo è diviso tra paesi cresciuti e non cresciuti: paesi sviluppati e sottosviluppati
Lo sviluppo è la misura della crescita.
Esistono filoni di studio di statura scientifica che promuovono la «psicologia dello sviluppo»:
Gran parte delle teorie evolutive promuove il paradigma degli «stadi». La “cura” educativa L’idea di ‘crescita’ è un’idea economica:
Es: Il mondo è diviso tra paesi cresciuti e non cresciuti: paesi sviluppati e sottosviluppati
Lo sviluppo è la misura della crescita.
Esistono filoni di studio di statura scientifica che promuovono la «psicologia dello sviluppo»: L'attuale visione educativa Uno dei miti più presenti in ambito educativo è il «mito della crescita»:
Crescere è un po’ come un comandamento
Crescere è sinonimo di:
migliorare
aggiungere
aumentare
Espressioni come: "non è cresciuto", "sta crescendo", "quando ti deciderai a crescere?"
sono indicative di questo paradigma. L'attuale visione educativa Una delle maggiori preoccupazioni dell’educazione è quella di ‘far crescere’, ‘far aumentare’.
Non c’è educatore che non parli di «crescita», di «sviluppo», di «risultati positivi», di «successo».
Così il mondo dell’educazione si divide in coloro che si sono sviluppati (normalmente) e coloro che non si sono sviluppati.
Così si segna il dramma del bambino dotato e la tragedia del bambino ipodotato. L'attuale visione educativa Giovanni Marchioro Il bambino è per definizione «mancante»,
quindi bisognoso di crescere con l’obiettivo di diventare «grande»: "adulto".
«Sii adulto!!!» è una spinta che tutti ci siamo sentiti addosso:

L'amabilissima Analisi Transazionale ha fatto dell’Adulto il perno di riferimento del suo modello trinitario (Genitore, Bambino, Adulto), dove il Genitore e il Bambino sono, nelle loro diverse combinazioni, portatori di disfunzioni comunicative e quindi incarnano patologie comunicazionali. (Mottola, 2001) L'attuale visione educativa L’educazione, come altre discipline
di confine, risentono dell’ideologia
dell’azione, che ha il suo fondamento
nella ragione economica.
E' l’ideologia:
del fare
dell’agire
del produrre
del conquistare Obiettivo La "cura" è una necessità universale della condizione umana:
Nel corso della vita tutti gli esseri umani sperimentano momenti in cui hanno bisogno di "cura" La “Cura” La "cura" ha bisogno di «tempo», è dare tempo all’altro.
L’educatore ha cura non di una classe di bambini, ma di ogni bambino preso nella sua unicità, nella sua originalità.
Chi "ha-cura" cerca prima di tutto di aiutare l’altro ad attualizzare le proprie originali risorse esistentive:
« autorealizzazione » La “Cura” Educativa Così si compie anche, la realizzazione di chi è portatore di "cura", dell'educatore.
La vita umana è un tempo che si sviluppa in una "rete" di relazioni di cura, all’interno delle quali ciascuna persona è posta in condizioni di “ricevere cura” o di “offrire cura”. La “Cura” Educativa Possiamo distinguere tre tipi di cura:
La cura che preserva la vita, quando è minacciata
La cura che ripara, quando si verificano eventi di sofferenza
La cura che fa fiorire, che offre all’altro esperienze in cui poter vivere la pluralità dei differenti modi del proprio essere. La “Cura” L’aver cura è finalizzato a favorire nell’altro il suo divenire più specifico:
Essere se stesso
L’aver cura chiama l’altro a disegnare il proprio progetto unico e singolare all’interno della trama relazionale che rappresenta il contesto in cui esercita il proprio divenire. La “Cura” Educativa Quale spazio e quali condizioni consentono all’altro di divenire se stesso in una trama di relazioni che si costituisce assieme agli altri?
Quale cura educativa consente all’altro di dar forma al suo “essere fedele a se stesso” sfuggendo al condizionamento di chi cura? La “Cura” Educativa Se non può esistere «cura» fuori da una relazione di dipendenza?
L’individuo nasce in una condizione di relazione e così resterà sempre, cosa significa dare forma al proprio “essere fedeli a se stessi”? La “cura” educativa Ogni intervento educativo sottostà
ad una premessa:
Il modo di «stare» con l’altro mentre cresce è strettamente connesso al benessere dell'educatore La “Cura” Educativa L’educatore mosso da un reale interesse ad avere cura, non può limitare il proprio impegno per l’altro alle azioni :
Deve provvedere al proprio benessere
Deve tessere e coltivare quelle relazioni che contribuiscono alla costruzione di un contesto informato al principio di cura
Perché l’attività educativa sia efficace, deve collocarsi in una rete di azioni, che avendo la stessa direzionalità di senso potenziano in modo esponenziale i suoi effetti La “Cura” Educativa Chi si occupa di educazione è posseduto sia a livello cosciente che a livello inconscio dal mito del «cambiamento».
Il cambiamento è una fantasia fondamentale che struttura la vocazione educativa:
Sostenuta dall’archetipo materno
Implicitamente ha a che fare con la fantasia di fare dell’altro una creatura secondo le nostre intenzioni. La “Cura” Educativa Desiderio persistente nell’immaginario profondo di chi educa:
Inconfessabile ma presente
Il cambiamento è un altro mito dell’educazione che alimenta lo slogan:
«Non c’è sviluppo senza cambiamento»
Voler cambiare l’altro equivale sempre a dire: «Tu non vai bene». La “Cura” Educativa "Se c'è qualcosa nel bambino che desideriamo cambiare, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi."
(C.G. Jung) La “Cura” Educativa La proposta è quella di un rimedio profondamente psicologico, perfino amoroso:
Assumere l’accettazione dello stare accanto, della cura.
Assumere il compito educativo come servizio all’altro, come servizio al mondo, come riconoscimento dell’altro.
Non più il desiderio di uniformare per raggiungere mete condivise, ma per accentuare la diversità, la specificità, l’individuazione. La "Cura" Educativa Giovanni Marchioro Invito alla:
ri-conoscenza di sé
appartenenza al mondo
non omologazione
anche al cambiamento ma accondiscendente La “Cura” Educativa È necessario entrare in contatto con le nostre parti ferite, per metterci accanto a qualcuno nella posizione di:
ascolto
curiosità (sana)
servizio La “Cura” Educativa Ma cos’è l’Educazione?
L’abbiamo respirata con l’aria
L’abbiamo assunta con le parole che ci hanno insegnato o che ci hanno proibito
L’abbiamo incorporata con l’affetto che ci è stato dato o negato
L’abbiamo assorbita con i giochi che abbiamo giocato
L’abbiamo introdotta mediante le massicce dosi di esposizione a qualunque cosa potesse colpire i nostri sensi La “Cura” Educativa (Demetrio, 2009)
“Perché l’educazione ci penetra nella carne, nei gesti, nel cervello: così profondamente da non abbandonarci mai” La “Cura” Educativa Noi siamo il risultato dell’educazione che abbiamo ricevuto:
Noi siamo il risultato anche dell’educazione che non abbiamo ricevuto La “Cura” Educativa L’educazione è “rischiosa” perché è per definizione liberale:
“perché apre al possibile”
Spesso è liberante: quando libera
A volte però è libertaria La “Cura” Educativa In questo tempo della nostra storia, si avverte imperante la mancanza di significato, di valori e di bellezza.
È una fatale dimenticanza perché:
senza bellezza si muore
senza bellezza viene meno il contatto con i nostri sentimenti
La bellezza sta nella tenerezza La “Cura” Educativa Come strumento pedagogico la tenerezza è cercare di conoscere la realtà
senza interpretarla
lasciandola rispettosamente nella propria essenza:
L’interpretazione è già una violenza

Tenero è colui che non forza la realtà e le persone, ma cerca il modo più adeguato per avvicinarsi ad esse, per confermare il loro diritto di essere rispettate La “Cura” Educativa È ciò che serve per imparare l’andatura della «discesa» che coincide con il vivere:
andare ‘vicino’
abbassarsi
È il presupposto della "relazione educativa":
Parlare di “relazione” significa partire dal presupposto che l’individuo non è solo: esso si trova inserito fin dalla nascita in un ambiente che per le sue caratteristiche e peculiarità può essere definito “sociale”, “relazionale”. La “Cura” Educativa Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri

I tuoi pensieri diventano le tue parole

Le tue parole diventano le tue azioni

Le tue azioni diventano le tue abitudini

Le tue abitudini diventano i tuoi valori

I tuoi valori diventano il tuo destino Per un Cambiamento "desiderato" I bambini vengono da lontano:
I bambini vengono dalla fantasia di mamma e papà:
Quando il bambino reale viene al mondo mostra chiaramente la sua diversità rispetto al bambino immaginato Come in una staffetta Grande è meglio che Piccolo Il modello ascensionale soffre di una sorta di rimozione:
Il fatto che noi veniamo al mondo con la testa in avanti e rivolta verso il basso
La nascita è un tuffo nel mondo e nell’umanità Uscire dagli stereotipi Finché tutta la Cultura dell'Infanzia non riconoscerà che «crescere è discendere», tutti gli individui, compresi gli educatori e i genitori, faticheranno per dare un senso:
Per penetrare nello spessore della vita, l’Anima ha bisogno di "dare senso" Uscire dagli stereotipi Il simbolo più gettonato per alludere alla vita umana è l’albero
Ma è opportuno guardare l’albero capovolto
Perché le nostre radici sono in Alto.
Da lì scendiamo gradualmente verso le cose umane La Crescita fuori dagli stereotipi Dobbiamo riprenderci da uno smarrimento:
Dobbiamo recuperare il senso della "vocazione":
la ragione per cui si è vivi
non la ragione per cui vivere
non il senso della vita in generale, o la filosofia di un credo religioso.
C'è un motivo per cui ogni persona, unica e irripetibile viene al mondo.
Il mondo in qualche modo vuole che questa esistenza si compia. Riprendere i Sensi L’essenza del completamento del dono generativo iniziale :
Il bambino nel costruire la propria persona
è pensabile come “totipotente” e potrà diventare ciò che è
esprimendo il suo essere nella piena espansività e unicità Giovanni Marchioro Il bambino nel costruire la propria persona
è pensabile come “totipotente” e potrà diventare ciò che è esprimendo il suo essere nella piena espansività e unicità “I bambini costituiscono l’energia potenziale
dell’umanità;
un’energia che può tradursi nel cambiamento e
nella trasformazione del mondo
se offriamo loro ciò di cui hanno bisogno”. Giovanni Marchioro “I bambini costituiscono l’energia potenziale dell’umanità; un’energia che può tradursi nel cambiamento e nella trasformazione del mondo se offriamo loro ciò di cui hanno bisogno”. B. Golse
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