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Untitled Prezi

rapporto anima-corpo filosofia '600
by

Andrea Cristofori

on 4 March 2013

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Transcript of Untitled Prezi

Durante il 1600 si assiste alla graduale affermazione della ragione in ogni ambito, dall'infallibile ragione di Cartesio, a quella di Locke, limitata dall'esperienza. All'interno di questo percorso emerge il problema del rapporto tra corpo e anima e della considerazione che i vari filosofi protagonisti hanno di questi due elementi: La filosofia del '600
da Cartesio a Locke Cartesio 1596-1650 Il dualismo cartesiano Cartesio spiega il rapporto tra corpo e anima attraverso il cosiddetto dualismo cartesiano, secondo cui corpo e anima sono nettamente distinti: Rapporto corpo-anima nel '600 le basi della concezione occidentale moderna dell'interiorità umana Cartesio
Pascal
Spinoza
Leibniz
Locke Nel suo dubitare dell'intera realtà Cartesio individua come unica certezza il "cogito", ovvero l'intuizione immediata del proprio esistere come "res cogitans" (soggetto pensante), ed è proprio con questa espressione che Cartesio identifica l'anima. D'altra parte però, l'interesse suscitato nel '600 dai congegni meccanici che si mostravano per la prima volta all'umanità, spinge il filosofo francese a considerare il corpo come una macchina, la forte contrapposizione tra l'anima "res cogitans" e il corpo "macchina" dà inizio al problema del rapporto tra corpo e anima. Nato a La Haye in Francia, si arruola nell'esercito francese in Olanda, compirà una serie di viaggi per poi trasferirsi a Parigi e in seguito in Olanda, fino al suo viaggio in Svezia, dove morirà. Cartesio afferma che anima e corpo interagiscono grazie alla ghiandola pineale, posta sotto il cervello, che consente di unificare le sensazioni e di creare una connessione tra spirito e materia nell'uomo esiste un dualismo tra corpo e anima la "res extensa" cioè la materia la "res cogitans" cioè il pensiero esse sono distinte e indipendenti, l'anima può continuare a esistere anche se il corpo muore critica a Cartesio Di fronte all'evidenza del fatto che nella vita quotidiana un'idea o un pensiero possano suscitare la reazione del corpo e che una malattia che colpisce il cervello riduce le capacità di apprendimento Cartesio dovette ammettere che esiste una relazione tra mente e corpo ed elaborò pertanto la teoria della ghiandola pineale, l'unica parte del cervello non divisa in due parti simmetriche, tuttavia rimane insoluta la questione circa il modo in cui l'anima possa influenzare la res extensa. I problemi riguardo il rapporto mente-corpo rimangono dunque ancora irrisolti. Pascal Pascal non affronta il problema del rapporto tra corpo e anima, ma riprende il concetto di anima come res cogitans da Cartesio, l'anima, definita dunque come pensiero, è ciò che rende l'uomo grande di fronte all'infinità dell'universo. 1623-1662 Il pensiero secondo Pascal Si distinguono due tipi di pensiero o "spirito" Lo spirito di geometria Lo spirito di finezza In francese "esprit de geométrie", è il pensiero fondato sulla ragione e la razionalità, tipico delle dottrine scientifiche e matematiche, in grado di far progredire l'uomo nella conoscenza della natura, ma è inutile nell'analisi di se stessi. In francese "esprit de finesse", Pascal lo definisce anche "cuore" ovvero i sentimenti, esso permette all'uomo di conoscere se stesso e gli altri attraverso il sentimento. Neanche lo spirito di finezza è però in grado di comprendere fino in fondo l'uomo, ruolo destinato alla sola fede. nasce a Clermont Ferrand, ma si trasferisce presto a Parigi dove studia e si rivela molto precoce, nella cosiddetta "notte di fuoco" del 1654 Pascal ha una visione mistica e si vota alla fede cristiana, aderendo al movimento giansenista di Port Royal. Spinoza 1632-1677 Nasce ad Amsterdam, da famiglia ebraica, ma nel 1656 viene espulso dalla comunità. Frequenta circoli protestanti e intellettuali, mantenendosi grazie alla profesione di ottico. Nel 1670 si trasferisce a L'Aia, nel 1673 rifiuta la cattedra di filosofia dell università di Heidelberg per conservare la sua libertà di pensiero. Secondo Spinoza tutta la realtà è costituita dalla "sostanza", increata, eterna, infinita, unica e indivisibile, che si identifica in Dio, questo Dio, che si ritrova nell'intera natura, non è il Dio cristiano, nè l'Uno di Plotino, poichè non ha bisogno di creare qualcosa al di fuori di sè ed è immanente. E' proprio attraverso il discorso sulla sostanza che Spinoza tenta di risolvere il problema del rapporto corpo-anima. anima e corpo come "modi" Secondo Spinoza la sostanza ha infiniti attributi ma l'uomo può coglierne solo due: estensione e pensiero, nella realtà essi si manifestano nei rispettivi "modi", ovvero corpi e idee: sostanza estensione pensiero corpi idee attributi: modi: Tra mente e corpo esiste così un parallelismo psicofisico, poichè sono modi di due attributi diversi, essi agiscono sulla base di questo parallelismo, ma provenendo sempre dalla stessa sostanza. Problemi irrisolti da Spinoza nonostante la spiegazione di Spinoza possa sembrare convincente, la domanda che ci si pone a questo punto è: come avviene il passaggio da attributi a modi? Ovvero, come avviene il passaggio dall'infinito al finito? Spinoza tenta di dare una risposta a questa domanda inserendo tra attributi e modi i modi infiniti, ma la sua risposta è comunque insoddisfacente perchè ancora non spiega il passaggio da infinito a finito. Leibniz 1646-1716 Nato a Lipsia, compì i primi studi rivelandosi molto precoce, dopo la laurea aderì alla società dei Rosacroce. Fu introdotto in politica, dove conobbe i migliori intellettuali del tempo. Morì ad Hannover, solo e abbandonato da tutti. Leibniz ha una tendenza conservatrice e vuole riportare in auge i vecchi valori cristiani e filosofici, in particolare il finalismo. Secondo Leibniz l'energia è di tipo spirituale, ed è costituita dalle monadi, gli atomi spirituali, allo stesso modo anche la materia è composta da un agglomerato di monadi, unità indiscernibili, centri di attività guidati da Dio. L'armonia prestabilita Leibniz cerca di risolvere il rapporto anima-corpo teorizzando che sia Dio a muovere le monadi quando vogliamo compiere un'azione. Secondo Leibniz Dio ha creato tra le monadi un'armonia prestabilita per la quale ogni azione era già scritta all'interno delle monadi fin dalla creazione. Così, sebbene anima e corpo seguano leggi proprie e non possano influenzarsi, essi agiscono in armonia in virtù dell'accordo stabilito da Dio al tempo della creazione. Locke 1632-1704 Nato a
Wrington, visse
durante il periodo
della rivoluzione inglese,
studiò all'università di Oxford e prese parte alla vita politica, ma non essendo visto di buon occhio dai sostenitori della monarchia si rifugiò in Olanda dove prese parte alla spedizione di Guglielmo d'Orange in Inghilterra, divenendo il grande filosofo del regime liberale. Morì nel 1704 a Oates. Locke era un empirista, riteneva cioè che tutte le conoscenze venissero dall'esperienza. Il suo pensiero è caratterizzato dalla critica all'innatismo e da un atteggiamento antimetafisico e antidogmatico. Secondo Locke le idee che percepiamo sono frutto di un'esperienza e di un'elaborazione del nostro intelletto. In quanto empirista Locke non si occupò del rapporto anima-corpo, ma elaborò una teoria per l'epoca decisamente innovativa sulla natura dell'anima. Idee semplici e complesse Secondo Locke l'unico grado della conoscenza in cui essa possa essere certa è quella dell'intelletto passivo in cui il nostro cervello riceve le informazioni dai sensi, in seguito il cervello elabora le idee semplici costituendo quelle complesse, di cui non possiamo essere certi: idee semplici di
sensazione soggettive
(figura, movimento...) idee semplici di
sensazione oggettive
(colori, suoni, sapori...) idee complesse
di sostanza idee semplici di
riflessione
(sentimenti, operazioni interne) idee complesse idee complesse
di modi idee complesse
di relazione derivate dall'
aggregazione
delle idee semplici non contengono
in sè la supposizione
di esistere in modo
autonomo, ma si
riferiscono alle
sostanze risultano dalla relazione di altre due idee Secondo questa impostazione l'anima, idea complessa di sostanza risultato dell'aggregazione di idee semplici di riflessione, potrebbe non esistere davvero, ma essere solo un flusso di sensazioni e pensieri che il nostro cervello identifica come idea complessa unitaria. Nel corso della storia l'uomo si è sempre posto tali questioni e ancora oggi filosofi e intellettuali discutono circa la natura dell'anima e la relazione che essa ha col corpo e col mondo sensibile in cui viviamo.
Ogni uomo ha la naturale tendenza ad interrogarsi e a riflettere su quella forza interiore che causa emozioni che scuotono il corpo. Troveremo mai una risposta? fine presentazione Andrea Cristofori - II H
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