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valutare compiti autentici

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cinzia cortesi

on 4 December 2014

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Transcript of valutare compiti autentici

Definizione di compito autentico
Cosa dovrebbero davvero conoscere, comprendere ed essere in grado di fare gli alunni? Cosa merita di essere compreso in profondità, quali comprensioni “durevoli”, trasferibili in situazioni nuove, si desiderano?



Definizione di valutazione autentica
Definizione di abilità
Tutto il saper fare, l’agire concreto dentro un contesto determinato. Può essere frutto di addestramento. Non presuppone teorie specifiche, né la padronanza di concetti. È una condotta pratica, specifica, compiuta in sè. Si possono definire diversi livelli di abilità: ‘Sa fare ad un livello……’. Risponde sostanzialmente alla domanda: “Che cosa l’alunno sa fare, come sa operare in quel preciso contesto, relativamente a quella disciplina o a quella situazione sociale?”

Definizione di competenza
Definizione di conoscenza
Attiene all’ambito del sapere, ai contenuti delle discipline o della riflessione (la capacità introspettiva è una competenza, ma cosa so di me è una conoscenza). Risponde alla domanda: “Che cosa l’alunno sa di sé, della disciplina, della vita relazionale, ecc?”.

valutare compiti autentici
Da dove si è partiti?
Si è partiti
dal bisogno di capire cosa significa valutare alla scuola primaria, come si valuta nel nostro Circolo e condurre una riflessione comune sulla valutazione alla luce dell’introduzione dei voti
dalla percezione di disomogenità presente nel Circolo nell’attribuzione del significato ai voti numerici e nel modo di compilazione dei registri personali
dalla difficoltà ancora presenta di porsi nell’ottica delle competenze come richiedeva la normativa.

1° ANNO DI LAVORO (Commissione+ lavoro nei plessi)

4) dare una forma organica e condivisa anche alle forme di continuità significative (attività, consuetudini, incontri), già in uso nei plessi (la risposta è stata trovata nei PROTOCOLLI*)
5) coinvolgere maggiormente le famiglie nella condivisione della responsabilità per la costruzione di un’alleanza educativa tra scuola e famiglia (diventato poi PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ)

e dal bisogno di …

Cosa si è fatto e ottenuto in questo senso?

Si è chiesto aiuto al dott. Sacchella che ha fornito un imput al collegio docenti e ha condotto con la Commissione Continuità un percorso di riflessione e di confronto sugli strumenti di valutazione (es. rubriche), in raccordo con i plessi.
Si è stesa una bozza di RUBRICA PER LA COMPILAZIONE DELLA PARTE DESCRITTIVA della scheda di valutazione che qualcuno ha utilizzato e sulla quale ha fatto pervenire alcune osservazioni che la Commissione deve riprendere nel corso di questo ultimo anno. Si è inoltre cominciato a familiarizzare con i termini relativi alle rubriche di valutazione (indicatori, descrittori, prove, ancoraggi, ecc.)
Si è ottenuto soprattutto di condividere alcuni principi fondamentali che orientano il nostro modo di considerare la valutazione e dunque anche la didattica

Per quanto riguarda i primi tre aspetti…

caratteristiche:
è realistica, cioè è fondata su una prestazione reale e adeguata dell'apprendimento ed è connessa al mondo reale
richiede giudizio valido, attendibile e imparziale e innovazione
è centrata sullo studente e richiede lavoro concettuale attivo, ma anche di costruire la disciplina e di dare giudizi estesi
.......
è educativa
è autovalutativa
è predditiva,deve tendere a migliorare le prestazioni

Nasce dagli studi di Grant Wiggins in alternativa alle valutazioni attraverso test a scelta multipla
La RUBRICA
E' unaforma di misurazione e controllo della qualità della prestazione
elenca i criteri per analizzare il lavoro nei suoi aspetti più significativi
esprime i livelli di qualità per ogni criterio
Pellerey: "E' la capacità di far fronte ad un compito o ad un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto e ad orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e profondo.
Strumenti di valutazione
Per la valutazione tradizionale:
quiz a risposta multipla e chiusa
corrispondenze
vero-falso
ecc.
Per la valutazione autentica
:
domande aperte,
richiesta di soluzione a problem posing
check- list
RUBRICHE DI VALUTAZIONE

attraverso la richiesta di prestazioni autentiche
DA DOVE VIENE IL TERMINE RUBRICA?

Nei libri liturgici il termine rubrica si riferisce all’insieme delle norme che regolano lo svolgimento dei riti e che sono scritte in rosso (latino ruber, da cui rubrica) per distinguerle dal testo delle preghiere.
In analogia si usa il termine rubriche come un insieme di norme per valutare una
prestazione
.
Le Rubriche, infatti, sono strumenti per valutare
prestazioni compless
e: quelle richieste, ad esempio, nello sviluppo di un prodotto, nella soluzione di un problema, nella conduzione di una esposizione orale etc. Le rubriche prevedono la
scomposizione della prestazione in elementi importanti
ed in più, per ciascuno di questi,è prevista una rigorosa
definizione dei livelli di prestazione attesi
.
contiene, del sistema alunno che effettua una prestazione, sia tutti e soli gli elementi importanti che servono per valutare la prestazione stessa e sia i criteri per misurarli. In letteratura oltre ad “elementi importanti” si trovano anche i termini “tratti”, “dimensioni”, “caratteristiche” etc., noi in questo lavoro useremo sempre, per chiarezza, la dicitura “elemento importante”.
L’unica indicazione, veramente significativa, è quella di esprimere i livelli di prestazione attesi in termini comportamentali: non concetti generici, ma comportamenti osservabili, quasi misurabili.
(Enzo Zecchi,docente di sistemica)
E' uno strumento semplice che serve per misurare prestazioni complesse e per fornire all’alunno quei dati (feedback) che gli permettano di migliorare le proprie performance.
PASSI PER LA REALIZZAZIONE DI UNA SEMPLICE RUBRICA DI VALUTAZIONE:
1. Elencare gli obiettivi didattici previsti
2. Individuare un compito autentico che potrebbe favorire l'acquisizione della conoscenza/abilità/competenza
3. individuare gli indicatori di conoscenza/abilità/competenza che si pensa di poter accertare (VALUTARE)
4. per ogni indicatore si definiscano i possibili livelli di prestazione in termini di comportamenti osservabili, ricavabili dalla prestazione



IN PARTICOLARE...

E' un compito la cui consegna deve proporre
un problema aperto in cui l'alunno debba impiegare ciò che sa e ciò che sa fare, mettere in relazione più fattori (conoscenze, strategie, contesto e problema) per cercare una soluzione originale e scegliere fra multiple possibibilità
UN COMPITO AUTENTICO...
comporta interpretazioni plurime e da qui “soluzioni plurime”;
richiede una progettazione;
implica il coinvolgimento di vari aspetti (cognitivo, relazionale, organizzativo, autovalutativo);
mette in rilievo il lavoro collaborativo tra pari e il ruolo di tutor dell’insegnante.

Cosa dovrebbero davvero
conoscere, comprendere ed essere in grado di fare gli alunni? Cosa merita di essere compreso in profondità, quali comprensioni “durevoli”, trasferibili in situazioni nuove, si desiderano?



E ALLORA BISOGNA CHIEDERSI:
QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI UN COMPITO AUTENTICO?
STABILIRE QUESTO SPETTA A VOI ...
ANALIZZATE I COMPITI AUTENTICI
CON L'OBIETTIVO DI TROVARE GLI ASPETTI COMUNI CHE LI CARATTERIZZANO
FINE PRIMA PARTE
CARATTERISTICHE DI UN COMPITO AUTENTICO
deve essere ampiamente corredato da informazioni riguardanti il contesto di riferimento, che sarà complesso;
deve stimolare la riflessione e l’interesse di chi vi è impegnato;
deve stimolare il pensiero di alto livello perché il percorso da svolgere non è completamente predeterminato,
può generare molteplici soluzioni (ciascuna con vantaggi e svantaggi),
mette in campo giudizi sfumati e interpretazioni soggettive,
mette in gioco processi di autoregolazione;
deve essere poco strutturato, ma deve essere definito con chiarezza l’obiettivo (ossia, so esattamente quali sono gli obiettivi, le istruzioni, gli effetti desiderati, anche se non so come sono organizzati: non devo avere dubbi come “ho finito?”, “è questo ciò che si vuole?”);
non impedisce di utilizzare libri di testo o altri materiali né di rivedere quanto realizzato (Wiggins, 1992).
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