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LA TETTONICA A PLACCHE

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by

Matteo Coccetti

on 8 December 2014

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Transcript of LA TETTONICA A PLACCHE

LA TETTONICA A PLACCHE


Una delle teorie più accreditate sulla nascita dell’universo è quella del Big
Bang (grande esplosione).
1) Secondo questa teoria, circa 15 miliardi di anni fa tutta la materia era
concentrata in una sfera relativamente piccola (un unico ammasso
densissimo di gas e caldissimo).
2) Questa sfera di fuoco esplose, scaraventando nello
spazio materia ed energia sotto forma di particelle
elementari.
3) Dopo lo scoppio le particelle elementari iniziarono ad
urtarsi e unirsi, formando i primi elementi.
4) Le attrazioni gravitazionali produssero le prime
condensazioni di materia e da queste ebbero origine le galassie, le stelle e
tutti gli altri corpi celesti.
5) Secondo questa teoria, l’universo è oggi ancora in espansione.
Sulla Terra erano presenti moltissimi
vulcani dai quali uscivano lava, vapori e
gas.
Il pianeta iniziò a raffreddarsi, il vapore
diventò acqua ed ebbero origine gli
oceani.
La crosta terrestre si solidificò e cominciò
a subire una serie di trasformazioni.





Lo studio dei fondali oceanici ha messo in evidenza che essi non sono affatto piatti e uniformi, ma presentano catene montuose, valli e pianure. Una dorsale oceanica è una fascia della crosta oceanica che è sopraelevata rispetto al fondale oceanico e raggiunge circa 2-3000 metri di altezza. Le dorsali oceaniche si estendono lungo il fondo degli oceani di tutto il mondo e sono sede di intensa attività vulcanica e di terremoti. Ad esempio, la Dorsale Medio Atlantica è una catena montuosa sottomarina, situata nell'Oceano Atlantico, che va dal Polo Nord fino all'Antartide ed è la più lunga catena montuosa della Terra. Le dorsali sono ampie un migliaio di kilometri e quasi sempre presentano al centro un solco longitudinale largo alcune decine di km e chiamato rift valley. Trasversalmente esistono delle fratture, dette faglie trasformi, che suddividono la dorsale in numerosi segmenti.
Nel 1961, gli scienziati iniziarono a ipotizzare che la dorsale rappresentasse un punto in cui il fondale oceanico si espandeva attraverso la fuoriuscita di magma, che si raffredda, si solidifica e spinge letteralmente le vecchie rocce. Si ritenne che una conseguenza dell’espansione dei fondali oceanici potesse essere la continua formazione di crosta ai margini della dorsale oceanica. Questa idea indusse alcuni scienziati a ritenere che l’allontanamento dei continenti potesse essere semplicemente dovuto a un aumento delle dimensioni della Terra. In realtà questa ipotesi era sbagliata, poiché la Terra aveva modificato molto poco le proprie dimensioni dal momento della sua formazione, 4.6 miliardi di anni fa. Come poteva essere comparsa nuova crosta oceanica senza che la Terra avesse modificato le sue dimensioni? Questo problema interessò particolarmente Harry Hess.
L’ipotesi formulata da Hess era la seguente: se la crosta terrestre si stava espandendo, in corrispondenza della dorsale medio oceanica, in qualche altro punto doveva essere riassorbita. Egli suggerì che la nuova crosta, originatasi a livello della dorsale, si allontanasse dal punto in cui si era formata e, dopo milioni di anni, raggiungesse le cosiddette fosse oceaniche (dei canyon molto profondi e stretti posti ai margini dell’Oceano Pacifico). Secondo Hess l’Oceano Atlantico si stava espandendo e il Pacifico restringendo. Mentre la vecchia crosta veniva riassorbita a livello delle fosse oceaniche, nuovo magma veniva eruttato lungo la cresta della dorsale oceanica per formare nuova crosta. Il fondale oceanico in questo modo veniva continuamente riciclato. Queste particolari zone dei fondali, dove la crosta terrestre viene riassorbita, sono dette zone di subduzione.
Dorsali e zone di subduzione dividono la litosfera (formata dalla crosta e dalla parte più superficiale del mantello) in circa 20 zolle o placche, di cui le più importanti sono sei: africana, euroasiatica, pacifica, nordamericana, sudamericana e antartica.
Le più grandi ricerche sui fondali oceanici sono state effettuate a partire dal 1968 dalla nave oceanografica Glomar Challenger, il cui programma prevedeva la perforazione e il campionamento di sedimenti costituenti, per studiarne la composizione e l'età. Le carote prelevate in tutti gli oceani del mondo fornivano un risultato importante: i sedimenti più antichi non avevano mai un'età superiore ai 190 milioni di anni. Nell'Oceano Atlantico questa età dovrebbe corrispondere più o meno al momento della fratturazione della Pangea, e quindi il mancato ritrovamento di sedimenti più vecchi era giustificato dal fatto che l'Oceano Atlantico non esisteva ancora. I sedimenti più antichi dell'Oceano Atlantico sono stati ritrovati al largo delle isole di Capo Verde e delle Bahamas; carote prelevate dai fondali dell'Oceano Pacifico hanno indicato che i sedimenti più antichi sono concentrati lungo le fosse oceaniche della zona nord-occidentale, in aree quindi lontane dalle dorsali. Dagli studi effettuati risulta inoltre che non solo l'età ma anche lo spessore dei sedimenti aumenta man mano che ci si allontana dalla dorsale. Altra cosa importante, in prossimità della dorsale la quantità di sedimenti presenti è assai ridotta poiché la crosta si è appena formata.

Secondo la moderna teoria della tettonica a placche, formulata nel 1967 dagli scienziati Morgan e McKenzie, le zolle della litosfera galleggiano sulla sottostante astenosfera piu' fluida e si muovono in modo lento e continuo.
La causa del moto delle zolle è da ricercarsi nel mantello terrestre di cui fa parte l'astenosfera. La zona piu' profonda del mantello è a contatto co il nucleo che ha una temperatura di circa 4000°C e la parte piu' esterna è a contatto con la crosta terrestre che è fredda; si creano percio' nel mantello dei movimenti convettivi simili a quelli che si hanno liquidi quando si riscaldano. Il magma piu' profondo, piu' caldo e meno denso, tende a salire, prendendo il posto del magma piu' superficiale, e piu' freddo e più denso che scende verso il basso. Durante questi movimenti la litosfera si spacca nelle zone di risalita del magma, formando le dorsali e viene trascinata lateralmente fino alle zone di subduzione dove sprofonda seguendo il moto verso il basso del magma.
Che cosa mette in moto le zolle?
Quando due zollle confinanti...
Gli effetti del movimento delle zolle
Se le zollle si allontanano
Se le zolle si avvicinano
Si distinguono tre casi.

Le due zolle sono continentali:
- si forma una catena montuosa: il fenomeno è detto orogenesi.
E' ciò che è accaduto nel caso della formazione delle Alpi, per lo scontro tra la zolla africana e quella euroasiatica, e nel caso dell'Himalaya, per lo scontro tra la zolla indoaustraliana e quella euroasiatica
.

Una zolla è oceanica e l'altra è continenetale:
- si forma una fossa oceanica nella zona di subduzione;
- si forma una catena montuosa costieradi tipo vulcanico: le rocce che sprofondano si riscaldano, si fondono e il magma cosìformato, non appena incontra una fenditura tende a risalire;
si consuma crosta oceanica.

Le due zollle sono oceaniche:
- si forma una fossa oceanica;
- si formano dei vulcani, che possono emergere dall'oceano e dare origine a un arco insulare;
si consuma crosta oceanica.
E' ciò che è accaduto per la Fossa delle Marianne, formata dallo scontro tra la zolla pacifica e quella filippina
Se le zolle scorrono l'una a fianco dell'altra
La nascita dell'universo
La deriva dei continenti
Lo scienziato ALFRED WEGENER propose nel 1912 la teoria della DERIVA DEI CONTINENTI secondo la quale una volta i continenti erano uniti in unico blocco: la PANGEA e solo in seguito si erano allontanati. A quei tempi esisteva un unico oceano detto Panthalassa.
180 milioni di anni fa il movimento ha prodotto una frattura, e il grande continente si è separato in un continente a nord, detto Laurasia, e uno a sud chiamato Gondwana, con in mezzo un mare detto mare di Teti (Tetide).

130 milioni di anni fa America del nord ed Eurasia iniziavano a differenziarsi mentre America del sud, Africa e Antartide erano già separati.


40 milioni di anni fa il movimento delle masse continentali ha portato alla forma e alla disposizione dei continenti attuali.

I continenti che vediamo oggi sono il risultato di un processo iniziato molti milioni di anni fa, che inizialmente venne chiamato deriva dei continenti e poi tettonica delle zolle o placche.

Le placche tra loro possono essere convergenti se si avvicinano fino a scontrarsi.
Nelle cosidette "zone di subduzione" si creano delle catene montuose provocate dal sollevamento della crosta terrestre.
Le zolle possono essere divergenti o passivi se si allontanano e creano profonde faglie,
tra cui quella di sant' Andrea.Le zolle divergenti si trovano quasi tutti nei fondi oceanici, in corrispondenza delle dorsali medio-oceaniche.
Le zolle passive possono formarsi anche in una crosta di tipo continentale. In questo caso, vaste aree continentali sono spezzate in due dalla formazione di lunghe fratture. Le fratture sono provocate da un alto flusso di calore dal mantello terrestre e sono interessate da diverse fasi di attività vulcanica.
Nell'arco di centinaia di milioni di anni, i due pezzi di continente si allontanano uno dall'altro e i bordi dei due nuovi continenti formano i margini continentali passivi.
Lo stadio avanzato di un margine continentale passivo prevede la formazione di un oceano tra i due continenti che si allontanano. Quando l'oceano diventa ampio e profondo, al suo interno può formarsi una dorsale oceanica, cioé un margine passivo di tipo oceanico.
Zolle divergenti e convergenti by
Matthew Romano
Ivan Taddia
Antonio Castrovinci
Massimiliano Martinelli

Matteo Coccetti
Prezi by
Caratteristiche dei fondali oceanici
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