Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Lo straniero-il criminale-il nemico. La rappresentazione soc

No description
by

Valeria Verdolini

on 25 April 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Lo straniero-il criminale-il nemico. La rappresentazione soc

Lo straniero-il criminale-il nemico. La rappresentazione sociale dell'alterità e della paura
LO STRANIERO
IL CRIMINALE
IL NEMICO
IL CLANDESTINO
Definizioni #3 Sayad
"L'immigrato, soprattutto di bassa condizione sociale, è tenuto all'iper-correttezza più che alla semplice correttezza comune a tutti. Tutte le forme di infrazione, anche quelle che non sono sanzionate penalmente e giudicate dai tribunali, sono vietate agli immigrati e sono dunque punite di conseguenza da una sanzione spesso aggravatata dalla qualità dell'autore- uno straniero stigmatizzato per via delle origini." Sayad, La doppia pena del migrante. Riflessioni sul pensiero dello Stato, in <aut aut>, 275/1996, pp. 15-16
Definizioni #Schutz 1944
-"per i nostri attuali fini il termine 'straniero' indicherà un individuo adulto del nostro tempo e della nostra civiltà che cerca di essere accettato permanentemente o per lo meno tollerato dal gruppo in cui entra"
-Lo straniero, tuttavia, in seguito alla sua crisi personale, non condivide i presupposti di base di cui si è detto qui sopra. Egli diventa essenzialmente colui che deve mettere in questione quasi tutto ciò che ai membri del gruppo in cui egli è entrato a far parte sembra essere fuori questione. Per lui il modello culturale del gruppo in cui è entrato a far parte non ha l'autorità di un sistema di ricette sperimentato e ciò, se non altro, perché egli non partecipa alla vivida tradizione storica attraverso cui tale sistema si è formato. Certamente anche dal punto di vista dello straniero la cultura del gruppo in cui egli è entrato ha la sua particolare storia, e questa storia è accessibile anche a lui. Ma questa non è mai diventata parte integrante della sua biografia come invece è stato per la storia del suo gruppo originario. Solamente i modi in cui vissero i propri padri e i propri nonni diventano per ognuno elementi del proprio modo di vita. Tombe e reminescenze non si possono né trasferire né conquistare. Lo straniero entra pertanto nel gruppo come un nuovo arrivato nel vero senso del termine. Al massimo egli può essere disposto a condividere presente e futuro con il gruppo in cui è entrato in un'esperienza vivida e immediata e può essere capace di farlo; in tutte le circostanze, tuttavia, egli rimane escluso da tali esperienze del passato del gruppo. Visto dall'angolo visuale del gruppo in cui è entrato, egli è un uomo senza storia. '
Definizioni #1 Durkheim
"Non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma è criminale perché urta la coscienza comune. Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo."
Definizioni #2 Melossi
Il criminale, ponendosi come “nemico pubblico” consente al sistema del controllo sociale di disegnare i confini dell’orizzonte comune di senso all’interno dei quali il dibattito sulla criminalità si può “democraticamente” svolgere (Melossi, 2002)
Chicago area project (Burgess & Park, 1925)
NOMINAZIONE
AUTORITARIA
"Nominare
allo scopo di sorvegliare, selezionare, disciplinare e punire chi non si adegua alle
norme” e ricondurre così le mobilità umane nelle categorie delle norme
(Palidda, 2008)
Labelling Theory (Teoria dell'etichettamento)
I gruppi sociali creano la devianza stabilendo delle regole la violazione costituisce un atto deviante applicandole a persone particolari etichettate come outsiders. Da questo punto di vista, la devianza non consiste nella qualità dell’atto che una persona commette, ma è una conseguenza dell’applicazione delle regole e delle sanzioni di un “reo”
(H. Becker)

Razzismo istituzionale/Razzismo democratico/everyday racism
<<L’incapacità complessiva di
un’organizzazione di offrire un servizio professionale ed appropriato alle persone a causa
del loro colore, cultura o origine etnica. Esso può essere riscontrato nei processi, nelle
attitudini e nei comportamenti che producono in ultima analisi forme di discriminazione
attraverso inconsapevole pregiudizio, ignoranza, noncuranza, e il ricorso a stereotipi
razziali che danneggiano le persone appartenenti a minoranze etniche»
Panico Morale
Definizioni #1 Cohen Folk devils & Moral Panic (1972)
a moral panic occurs when "[a] condition, episode, person or group of persons emerges to become defined as a threat to societal values and interests"
Teoria delle finestre rotte
(1982)

Fear of crime
la ricerca sulla vittime produsse e sostenne il concetto criminologico di paura della criminalità quantitativamente e discorsivamente; questa produzione scientifica, veicolata anche attraverso i mass-media, identificò la paura come un oggetto specifico di intervento da parte della politica governativa; le tecniche di regolazione governativa, sostenute dalle indagini statistiche, si rivolsero a particolari tipi di cittadini, la "popolazione che teme"; questi tentativi di governo della paura resero la cittadinanza consapevole del suo stato di allarme per il fenomeno criminale, sensibilizzandola alla paura della criminalità; i gruppi di interesse e il sistema politico presero a riferimento la categoria della popolazione che teme per giustificare politiche criminali più repressive, contribuendo ad aumentare l'allarme dei cittadini; queste dinamiche stimolarono ulteriormente l'interesse scientifico e la ricerca sulla paura della criminalità e così via. (Cornelli, 2008, p.23)
RAZZISMO
"il razzismo è dunque legato al funzionamento di uno stato che è obbligato a servirsi della razza, dell'eliminazione delle razze e della purificazione della razza, per esercitare il suo potere sovrano" (Foucault, 1998, p.223)
Insicurezza sociale e razzismo
Rispetto all'irrazionale paura collettiva, nulla ha maggiore capacità di aggregazione (a buon mercato; e con il rischio di un populismo a sua volta aggregante) della minaccia di repressione penale: una risposta esemplare (tolleranza zero e risposte forti); simbolica (le leggi manifesto anche prescindendo dalla verifica dell'esistente normativo, magari mai attuato); emotiva (la repressione proclamata al di là e indipendentemente da ogni effettività di tutela). Fino ad arrivare ad elaborare un «diritto penale del nemico» che sostituisce il suo oggetto; quest'ultimo, in realtà, non è più il nemico, ma è l'emarginato sociale, l'escluso, lo straniero, il non cittadino in quanto tale, secondo categorie antropologiche che - eccentriche rispetto alla finalità (il "nemico", appunto) - risultano assai utili per esportare il conflitto sociale, individuando un soggetto esterno e così sublimando paura ed insicurezza sociale. (G.M. Flick, 2008, p.263)
SICUREZZA
SOVRANITA'
COMUNITA'
IDENTITA'
Definizioni #1 Simmel 1908
Entità relazionale: lo straniero, secondo Simmel, è una categoria cognitiva attraverso la quale si definisce la nozione di inclusione/esclusione, attraverso la quale si delineano i confini e di conseguenza si delinea l’essenza della società
Definizioni #2 Jakobs 1989
"Nella contemporaneità, è nemico colui che con il proprio agire mette a rischio la stabilità dell'ordinamento giuridico poiché sfida il principio di una società che deve garantire libertà e diritti a tutti"
Definizioni #Schmitt 1932
La specifica distinzione politica alla quale è possibile ricondurre le azioni e i motivi politici, è la distinzione amico (Freund) e nemico (Feind). [...] Il significato della distinzione di amico e nemico è di indicare l'estremo grado di intensità di un'unione o di una separazione, di un'associazione o di una dissociazione; essa può sussistere teoricamente e praticamente senza che, nello stesso tempo, debbano venir impiegate tutte le altre distinzioni morali, estetiche, economiche o di altro tipo. Non v'è bisogno che il nemico politico sia moralmente cattivo, o esteticamente brutto; egli non deve necessariamente presentarsi come concorrente economico e forse può anche apparire vantaggioso concludere affari con lui”
[Schmitt C. (1972), Le categorie del 'politico', il Mulino, Bologna, pag. 108-109]
Tolleranza Zero
Disorganizzazione Sociale
Secondo la teoria della disorganizzazione sociale la forte urbanizzazione, i grossi mutamenti sociali derivati dalla vecchia società agricola e patriarcale, le migrazioni e i notevoli rimescolamenti di culture ed etnie diverse hanno portato alla difficoltà, da parte delle istituzioni, nel mantenere la stabilità sociale, causa anche la perdita di un forte sistema di riferimento di leggi e norme comuni. In questo contesto si spiegherebbe quindi il forte aumento della criminalità, in particolare della criminalità di strada organizzata, oltre al profondo mutamento sociale. I criminali sono, in questi ambienti, di solito persone che hanno attraversato notevoli disagi economici e sociali per le quali era impossibile ottenere un miglioramento dello stile di vita attraverso metodi convenzionali o legali.
In questa teoria il quartiere, inteso in particolare come comunità chiusa di individui, diviene un elemento centrale, in quanto esso è il campo dell'apprendimento sociale, determina le influenze culturali dei singoli ed è l'accesso all'esperienza criminale e alla formazione naturale dei gruppi. Anche la mancanza di fiducia nelle autorità tradizionali può essere un fattore chiave per la disorganizzazione sociale; la criminalità organizzata replica infatti le autorità tradizionali e le sostituisce garantendo il controllo totale delle contro-cultura. Questa teoria tende a vedere i comportamenti violenti o antisociali delle bande di strada come riflesso della loro disorganizzazione sociale piuttosto che come prodotto o strumento della loro organizzazione.
Full transcript