Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

MNT

2012/2013
by

Raffaella Delbello

on 16 April 2015

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of MNT

Fisiologia e
psicologia
della percezione
visiva
Cubo di Necker, 1832
L'evento percettivo
Osservatore
Osservabile
Osservato
Territorio complessivo
della percezione
Galileo, il moto naturale o aristotelico e il moto accelerato

Per capire la sorpresa, la meraviglia di Galileo,dobbiamo restare nel cerchio del qualitativo (Bozzi, 1995)
La percezione come problema cognitivo
Intermezzo
Erano i primi anni 70 e Marvin Minsky, durante le vacanze estive, affidò a Tomaso Poggio un compito che doveva essere distensivo, dato il periodo: "collega una telecamera ad un computer, e fai in modo che il computer descriva ciò che vede". Quel problema non solo non fu risolto in una estate, ma è diventato una disciplina, che prende il nome di Visione Artificiale.
La visone non è solo intelligente, ma è più difficile da capire e riprodurre del più sofisticato dei ragionamenti matematici (Hurlbert e Poggio, 1989)
Galileo e Cartesio, per citare esemp(lar)i famosi, fanno convergere l'attenzione sul fatto che i dati sensibili non sono sempre attendibili... e quindi che non sono una mera registrazione della "realtà fisica".
La prof
Raffaella Delbello
rdelbello@gmail.com
Se la percezione viene considerata un mero processo di registrazione, non è rilevante porsi il problema di come l’informazione venga elaborata.
Dal dilemma, alla verifica sperimentale.
La verifica sperimentale poggia sul fatto che siano individuabili dei legami causali fra i diversi momenti e le diverse componenti di un fenomeno, pertanto le ipotesi saranno accettabili se, e solo se, predisponendo delle cause in maniera controllata, si otterranno le conseguenze previste.
I presupposti:
assiomi, postulati, convinzioni, metaprincipi, credenze… e non è che questi siano solo i presupposti della scienza… sono, per essere precisi, i presupposti su cui si basa ogni scienziato.
D.Uttal, Seeing Forms (1988)
Realismo fisico:
il mondo non ha bisogno di essere percepito per esistere
Monismo psicobiologico:
i processi mentali, percezione compresa, sono il risultato del funzionamento del SNC
Dualismo metodologico:
nonstante quanto affermato al punto precedente è improbabile risuscire a descrivere gli eventi psicologici sulla base della (sola) neurofisiologia. Non è possibile applicare una forma di riduzionismo neurologico: anche la più semplice percezione di un invertebrato trascende ogni possibilità computazionale.
Inaccessibilità dei processi interni:
i processi che connettono input e output sono opachi per il soggetto e per un osservatore esterno.
Elaborazione a più livelli
Natura composita della mente:
insieme di processi semi indipendenti
Indeterminatezza percettiva:
un rendimento percettivo può essere indotto da condizioni di stimolazione diverse.
Il fisco e il fenomenico...Vedere di più, di meno, diverso dallo stimolo.
Le illusioni della luna
forma
grandezza
colore
movimento

Ma...
H. Matisse, 1908:
"dare una interpretazione duratura della realtà"

Jaques Rivière, 1912:
Il vero scopo della pittura è rappresentare gli oggetti come sono in realtà, non come li vediamo. Essa tende a darci la loro essenza percettibile, ed è per questo che le immagini non somigliano alla loro apparenza.

Stevens, 1975, il problema dello scaling
Bianchezze superficiali: log B = 1.2 log L
Zone luminose in riduzione: log C = 1/3 log L

Bianchezze superficiali
Luminanza in riduzione - chiarezza
Full transcript