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Il Piccolo Principe

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by

Martina Vitale

on 15 October 2014

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Transcript of Il Piccolo Principe

Il Piccolo Principe
Un messaggio simbolico - antropologico attuale

Il Piccolo Principe
di
Antoine de Saint - Exupéry,
è stato pubblicato per la prima volta in America il
6 aprile 1943
dalla casa editrice Reynal & Hitchcock

É il secondo libro più tradotto al mondo dopo il Nuovo Testamento

Opera illustrata da una decina di acquerelli disegnati dallo stesso autore

Antoine de Saint - Exupéry
Valore simbolico ed antropologico del messaggio de
Il Piccolo Principe

Il racconto de
Il Piccolo Principe
: un viaggio per lo
homo symbolicus

Attualità de
Il Piccolo Principe
per l'essere umano di oggi

«La letteratura? É un'esplorazione
dell'abisso: quello dell'autore, e
anche il nostro».
Andrè Blanchet
«Si badi bene a non scambiarlo per un divertissement
letterario: è una meditazione, in chiave di parabola,
sul senso della vita, sui pericoli che la minacciano, sui valori che devono animarla.
L'autore vi trasferisce il fondo del suo pensiero e dei
suoi sentimenti, trasformando la fiaba in un
messaggio di vita».
Ferdinando Castelli
L'infanzia: primo amore per la scrittura
L'adolescenza: tra dolore e formazione letteraria
La giovinezza: carriera di aviatore e prime pubblicazioni letterari
L'età adulta: l'amore, la scrittura, il giornalismo, le grandi pubblicazioni
La morte: tra storia e mistero
Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint - Exupéry nasce a Lione il 29 giugno 1900.
Il visconte Jean de Saint Exupéry e sua moglie Marie Boyer de Fonsocolombe mettono al mondo Marie-Madeline, Simone,
Antoine
, François e Gabrielle.
Antoine è prepotente ma fantasioso: disegna e scrive piccole commedie, inventa storie, compone poesie.
Nasce la sua
passione per
gli aerei.
Marie-Madleine, Gabrielle, François, Antoine, Simone
1915 Antoine e François frequentano un collegio in Svizzera
Periodo importante per la formazione culturale di Antoine: legge Balzac, Pascal, Baudelaire, Cartesio e Dostoevskij.
1917 François muore a causa di una grave malattia
Antoine soffre molto per la perdita del fratello.


1921 servizio militare
prime lezioni di pilotaggio e primo incidente
1926 pubblica la sua prima novella intitolata
L'Aviatore
sulla rivista parigina "
le Navire d'Argent
"

1928 pubblica
Corriere del Sud
in cui riporta le avventure vissute in Africa
1931 pubblica
Volo di Notte
1931 sposa
Consuelo Suncin
, scrittrice e pittrice salvadoregna
Il matrimonio subisce
momenti burrascosi ma Antoine e
Consuelo rimangono insieme.
1935 inizia a lavorare come giornalista per il giornale
Paris Soir

il 29 dicembre 1935, mentre tenta di battere il record di volo Parigi-Saigon, l'aereo ha dei problemi e lo scrittore è costretto
ad un atterraggio di fortuna
nel deserto libico.
1937 ha l'incidente più grave in Guatemala: riporta numerose fratture craniche, una commozione celebrale e la fuoriuscita dell'omero dalla clavicola.
1939 pubblica
Terra degli Uomini
, scritto durante la difficile convalescenza.
4 settembre 1939 torna in patria essendo scoppiata la Seconda Guerra Mondiale
La visita medica lo giudica "inabile" per le missioni di guerra ma Antoine si fa arruolare lo stesso.
1942 pubblica
Pilota di Guerra
1941 si rifugia a New York durante la guerra
1943 pubblica
Il Piccolo Principe
1944 l'entrata in guerra degli USA permette a Saint-Exupéry di raggiungere il suo Gruppo di Ricognizione in Algeria
31 luglio 1944 Antoine de Saint-Exupéry muore disperso in mare.
Ipotesi sulla morte:

1) Hermann Korth, pastore tedesco protestante, afferma che il pilota sarebbe stato abbattuto dalla contraerea tedesca al largo della Corsica.
2) L'aereo è precipitato in mare a causa di un guasto al motore mentre Saint-Exupéry fuggiva dalla contraerea tedesca.
3) Dopo il ritrovamento nel Meditteraneo dei rottami di un aereo P38 lo storico dell'aviazione francese Bernard Mark ha ipotizzato che Saint-Exupéry si sia suicidato lasciando cadere il suo aereo in avaria nel mare di Marsiglia, luogo legato all'infanzia.
Genesi dell'opera:
3) Dopo l'armistizio francese del 1940 l'autore viene ricoverato in ospedale negli USA a causa degli incidenti subiti, durante la convalescenza un'amica gli legge La Sirenetta di Andersen per intrattenerlo; Saint-Exupéry decide allora di scrivere una fiaba.
2) Nel 1942 l'editore americano Eugene Reynal commissiona a Saint-Exupéry un racconto per bambini da pubblicare a Natale. Durante una cena lo scrittore disegnò sulla tovaglia dei personaggi di sua invenzione tra i quali il biondo principino. La moglie di Reynal suggerì proprio questo come protagonista della storia.
Nel 1942 l'autore si trasferisce a Long Island, dove lavora a
Il Piccolo Principe
per tutta l'estate e gran parte dell'autunno.

Contemporaneamente disegna le illustrazioni
ad acquerello.


A dicembre del 1942 il manoscritto viene consegnato a Eugene Reynal che lo pubblicherà il 6 aprile 1943.
1) L'ispirazione di scrivere una favola avente come protagonista un bambino di sette anni sarebbe dovuta alla morte prematura dell'amato fratello François.
Il Piccolo Principe
è un'opera di difficile collocazione in un genere letterario.

Composto da ventisette capitoli, una dedica iniziale ed una conclusione
A LEONE WERTH

Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande.
Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior amico che abbia al mondo.
Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini;
e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata.
E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa persona grande è stata.
Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano). Perciò correggo la mia dedica:

A LEONE WERTH
QUANDO ERA UN BAMBINO
Dedica iniziale:
La chiave di lettura da adottare per affrontare il romanzo: conservare la capacità di osservare la realtà con gli occhi innocenti dei più piccoli.
Il Piccolo Principe, un bambino venuto dallo spazio, incontra sulla Terra un pilota, precipitato nel deserto a causa di un'avaria del suo aereo. Il bambino poco alla volta comincia a raccontargli la sua storia: viene dall'asteroide B612, dove vive da solo e si occupa della pulizia di tre vulcani, dell'estirpazione di semi di baobab, che essendo troppo grandi distruggerebbero il suo piccolo pianeta; e soprattutto si prende cura di una rosa spuntata all'improvviso. Un giorno però,stanco dell'atteggiamento indisponente del fiore, decide di partire alla ricerca di nuovi amici.
Durante il suo viaggio attraverso l'universo conosce strani personaggi: un re, un uomo d'affari, un geografo, un matematico, un lampionaio e un ubriacone. Arrivato sulla terra, il principino vaga senza incontrare nemmeno un uomo, scopre invece che la sua rosa non è l'unico esemplare esistente: sulla terra ce ne sono moltissime.
Amareggiato, il Piccolo Principe continua a vagare finchè non incontra una volpe che chiede di essere "addomesticata", solo così si creano legami e ciò che sembra uguale a mille altri esemplari diventa unico. Il bambino capisce che anche la sua rosa è unica e ha bisogno di lui, proprio perchè la ama. Tornato nel deserto il principino decide di andare incontro al proprio destino, si lascia mordere da un serpente e muore cadendo dolcemente sulla sabbia; lasciando al pilota il ricordo di un amico speciale.
Il primo capitolo è legato ad un ricordo d'infanzia di Saint-Exupéry: all'età di sei anni aveva disegnato un boa che aveva appena inghiottito un elefante, ma ogni volta che mostrava il disegno ad una persona adulta questa lo definiva un cappello.
Deluso dall'interpretazione che gli adulti fornivano ed incoraggiato a dedicarsi a discipline più serie, come la matematica e la geografia, il piccolo scrittore abbandonò la pittura.
Nei capitoli successivi Il Piccolo Principe racconta all'aviatore il viaggio e le peripezie che lo hanno condotto sulla Terra. Prima di arrivare il bambino aveva visitato altri sei pianeti...
Il re
Il vanitoso
L'ubriacone
L'uomo d'affari
Il lampionaio
Il geografo
Solo al ventiseiesimo capitolo la narrazione torna alla situazione iniziale: l'aereo è stato finalmente riparato così da permettere al pilota di tornare a casa, mentre il Piccolo Principe si lascia morire per tornare dalla sua rosa.
Nell'ultimo capitolo Saint-Exupéry afferma di avere sempre nostalgia del principino nonostante siano passati anni, perciò nella conclusione rivolge un appello ai lettori:
«E se vi capita di passare di là, vi supplico, non vi affrettate, fermatevi un momento sotto le stelle! E se allora un bambino vi viene incontro, se ride, se ha i capelli d'oro, se non risponde quando lo si interroga, voi indovinerete certo chi è. Ebbene, siate gentili! Non lasciatemi così triste: scrivetemi subito che è ritornato...»
Se ci soffermassimo al livello segnico de
Il Piccolo Principe
, il tutto si ridurrebbe ad una storiella graziosa ma impossibile a viversi realmente. Mentre invece tentando il percorso ermeneutico-simbolico del testo, possiamo fare un'esperienza di comprensione e riflessione di alto valore antropologico e pedagogico.
Il simbolo è una delle funzioni conoscitive più importanti dell'essere umano poichè ha la capacità di attivare l'esplorazione del suo mistero e l'autointerrogazione sul proprio significato, non esauribile secondo un approccio logico-razionale
Il termine
simbolo
viene dal greco
syn-ballo
che significa "mettere insieme".


Il segno rimanda ad altro (
aliquid quod stat pro aliquo
), è univoco, convenzionale ed oggettivo; il simbolo invece aggiunge un valore soggettuale e particolare di senso al mero segno.
Il pensiero contemporaneo ha posto una rinnovata attenzione al simbolo in riferimento a diversi ambiti culturali: - teoria psicanalitica,
- antropologia culturale e interpretativa,
- corrente ermeneutica.



L'ermeneutica è per eccellenza la scienza dell'interpretazione simbolica, secondo cui significati oggettivi e primari rimandano a sensi plurimi e molteplici secondo le varie coscienze storiche e culturali di chi li interpreta.
Paul Ricoeur, filosofo francese, approfondisce molto la questione del simbolo e delle sue implicazioni nei vari livelli della comprensione e della conoscenza umana.
Afferma «il simbolo dà a pensare» nel senso che il segno non è sufficente per la comprensione di un messaggio.


Per questi motivi analizziamo
Il Piccolo Principe
basandoci su una premura ermeneutica.

Ricoeur afferma che «il bisogno di raccontarsi è inesauribile nell'uomo e che l'identità della persona si manifesta e si costruisce attraverso il racconto».

Il Piccolo Principe è un testo autobiografico: l'aviatore che precipita nel deserto è
Saint-Exupéry, ma anche il principino biondo molto probabilmente rappresenta l'autore
da bambino.
Il filo conduttore del racconto è la continua contrapposizione tra
mondo dei bambini
e
mondo degli adulti
che si intrecciano tra loro ma non si comprendono reciprocamente.


Umanità divisa in due: da una parte i bambini e quanti (molto pochi secondo l'autore) riescono a ricordarsi e a mantenere viva la loro parte legata all'infanzia; dall'altra gli adulti incapaci di vedere la vera bellezza, conoscono solo i valori materiali, dell'utile e dell'immediato.


Non appena appare sulla scena il Piccolo Principe si distingue immediatamente, riconoscendo senza difficoltà che il disegno che il pilota gli mostra è proprio un boa che ha ingoiato un elefante.
La rosa


I sei pianeti visitati


La volpe
La
rosa
rappresenta il centro del racconto: da lei e per lei il Piccolo Principe parte e a lei ritorna.

L'amore e il rispetto che lo legano al fiore suscitano nel Piccolo Principe una situazione di conflitto e ambivalenza tipica di una relazione umana centrale.
Le spine del fiore sono l'altra faccia della medaglia, della bellezza e dell'armonia, il principino non osa mettere in dubbio la bontà e l'irreprensibilità della rosa. Se lo facesse dovrebbe annoverare anche l'amata tra le "persone grandi" cattive.
Ma capisce anche che non può costringere in una campana di vetro il suo amore, lui ama fedelmente la sua rosa nella sua imperfezione e debolezza di cui le spine sono immagine.
La fedeltà, la bellezza, passano anche nell'accettazione dei lati oscuri delle cose belle e nella loro possibilità di redenzione e di amore.
Possiamo considerare ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe una metafora della natura umana: gli abitanti non hanno nè nome, nè volto, ma soltanto un titolo professionale che si fonde indissolubilmente con la loro esistenza, viziando la consistenza del loro rapporto con gli altri.


Emergono simboli profetici di una umanità attuale:
- il narcisismo solipsistico del re solitario,
- il fallimento inconcludente "dell'adulto vanitoso",
- la narcosi coscienziale dell'ubriacone che "beve per dimenticarsi di bere" divorato dalla mancanza di senso e dalla tristezza,
- l'avidità dell'affarista che trascorre le giornate a contare le stelle pretendendo di possederle tutte,
- la confisca della coscienza di chi adempie a una norma priva completamente di significato sino ad arrivare all'alienazione morbida (tipica dell'uomo del terzo millenio),
- il geografo, erudito da tavolino, per il quale il piano della logica e quello dell'esistenza sono profondamente distinti.
Alla fine di tutti questi incontri inconcludenti il Piccolo Principe si convince dell'assurdità delle persone grandi e le considera come ormai perdute nella loro dimensione solitaria e disumana.

Nel momento di sconforto e scoraggiamento appare la volpe.


Tradizionalmente simboleggia furbizia e inganno.
In questo testo invece è una maestra di vita, rianima il protagonista e gli indica la giusta direzione.
Chiede di essere "addomesticata", ovvero di creare un legame autentico.
Il Piccolo Principe scopre che le cose di valore non si possono misurare con i calcoli delle "persone grandi".
L'amore eleva gli uomini ad una condizione di vita piena, permette di attribuire un senso alla propria esistenza,e fiorisce sui legami che si stabiliscono/si devono stabilire tra gli esseri umani.
La volpe insegna al Piccolo Principe l'importanza dei piccoli gesti, dello stare insieme, del prendersi cura dell'altro. Così le cose che prima sembravano indifferenti per lei, come il grano, adesso si caricano di un nuovo significato simbolico:
«Tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te.»
Così anche la rosa era arrivata all'improvviso nella vita del Piccolo Principe e lui giorno dopo giorno l'aveva curata e protetta, si era creato tra loro un legame profondo di fiducia ed affetto recipropco.
la necessità dell'infanzia permanente
la cura delle relazioni
la minaccia dell'alienazione dell'identità
la morte e l'amore come misteri supremi


La letteratura è uno dei più straordinari linguaggi per dire l'essere umano.




Obiettivo:

- sottolineare quanto la letteratura può ancora
offrire sul piano delle questioni profonde dell'uomo,

Conclusioni
I moniti indicati da Il Piccolo Principe, sono tutti volti ad impedire la perdita della bellezza, la banalizzazione delle meraviglie quotidiane.
L'uomo di Saint-Exupéry risponde alla visione tridimensionale della persona secondo Mounier:
- tensione al trascendente
- tensione verso l'altro,
- tensione in profondità
La sfida per l'essere umano di oggi è di riuscire a riappropriarsi delle tre dimensioni per superare ostacoli e sfide dell'esistenza.
La volpe richiama al Piccolo Principe l'importanza del cerimoniale dell'amore, del rito dell'affettività inteso come fedeltà di doveri.
«Non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi.»
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