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Dieci comandamenti

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by

Mario Ortega Moya

on 19 April 2016

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Transcript of Dieci comandamenti

I DIECI COMANDAMENTI
Non nominare
il nome di Dio invano
Ricordati di santificare le feste
La domenica è il giorno della Risurrezione di Cristo, il giorno del Signore. I cristiani santificano la domenica e le altre feste di precetto partecipando all'Eucaristia del Signore, e astenendosi anche da quelle attività che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o la necessaria distensione della mente e del corpo. Sono consentite le attività legate a necessità familiari o a servizi di grande utilità sociale, purché non creino abitudini pregiudizievoli alla santificazione della domenica, alla vita di famiglia e alla salute.
(Compendio nn. 452 - 453)
Non uccidere
Non rubare
Il settimo comandamento enuncia la destinazione e la distribuzione universale e la proprietà privata dei beni e il rispetto delle persone, dei loro beni e dell'integrità della creazione.
(Compendio n. 503)

Il settimo Comandamento prescrive il
rispetto dei beni altrui
, attraverso la pratica della
giustizia
e della
carità
, della temperanza e della solidarietà. In particolare, esige il rispetto delle promesse fatte e dei contratti stipulati; la riparazione dell'ingiustizia commessa e la restituzione del maltolto; il rispetto dell'integrità della creazione mediante l'uso prudente e moderato delle risorse minerali, vegetali e animali che sono nell'universo.
(n. 506)
Non desiderare
la roba d'altri
Cosa vuol dire?
Non avrai altro Dio fuori di me
Cosa comporta il primo comandamento?

1. Comporta "
credere in Dio
e
respingere ciò che le è contrario
, come ad esempio, il dubbio volontario, l'incredulità, l'eresia, l'apostasia, lo scisma."
(Compendio n. 442)
2. Comporta "
adorare Dio
come Signore di tutto ciò che esiste;
rendergli il culto dovuto
individualmente e comunitariamente;
pregarlo
con espressioni di lode, di ringraziamento e di supplica;
offrirgli sacrifici
, soprattutto quello spirituale della propria vita, in unione con il sacrificio perfetto di Cristo;
mantenere le promesse
e i voti a Lui fatti."
(n. 443)
Onora
tuo padre e tua madre
Il quarto precetto comanda di onorare e rispettare i nostri genitori e coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito della sua autorità.
(Compendio n. 455)

La famiglia è la cellula originaria della società umana e precede qualsiasi riconoscimento da parte della pubblica autorità. I principi e i valori familiari costituiscono il fondamento della vita sociale. La vita di famiglia è un'iniziazione alla vita della società.
(n. 457)

La società ha il dovere di sostenere e consolidare il matrimonio e la famiglia, nel rispetto anche del principio di sussidiarietà. I pubblici poteri devono rispettare, proteggere e favorire la vera natura del matrimonio e della famiglia, la morale pubblica, i diritti dei genitori e la prosperità domestica.
(n. 458)
Non desiderare
la donna d'altri
Cosa vuol dire?
Non commettere
atti impuri
IL RISPETTO PER
LE PERSONE
Non dire falsa testimonianza
Ogni persona è chiamata alla sincerità e alla veracità nell'agire e nel parlare. Ognuno ha il dovere di cercare la verità e di aderirvi, ordinando tutta la propria vita secondo le esigenze della verità. In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente: egli è la Verità. Chi segue lui vive nello Spirito di verità, e rifugge la doppiezza, la simulazione e l'ipocrisia.
(Compendio n. 521)

Il cristiano deve testimoniare la verità evangelica in tutti i campi della sua attività pubblica e privata, anche, se necessario, col sacrificio della propria vita. Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede.
(n. 522)
Cosa vuol dire?

Il Nome santo di Dio
si rispetta
invocandolo, benedicendolo, lodandolo e glorificandolo.
(Compendio n. 447)
Peccati contro il secondo comandamento sono:

1.
L'abuso di appellarsi al Nome di Dio
per giustificare un crimine e ogni uso sconveniente del suo Nome, come la
bestemmia
, che per sua natura è un peccato grave; le
imprecazioni
e l'infedeltà alle promesse fatte nel Nome di Dio.
(n. 447)
2. Il
falso giuramento
, cioè, "chiamare in causa Dio, che è la stessa verità, come testimone di una menzogna."
(n. 448)
3. Lo
spergiuro
, cioè "fare, sotto giuramento, una promessa con l'intenzione di non mantenerla, oppure violare la promessa fatta sotto giuramento."
(n. 449)

Pecca contro il terzo comandamento

1. Il cristiano che senza causa giusta (malattia, rimanere con una persona ammalata, essere in viaggio e non trovare una Chiesa, ecc),
non partecipa a la Messa della Domenica
e dei giorni di precetto.
2. Il cristiano che
non rispetta il riposo
nel modo che è stato detto prima.
Il settimo Comandamento proibisce anzitutto il
furto
, che è l'usurpazione del bene altrui contro la ragionevole volontà del proprietario. Ciò si verifica anche nel pagare salari ingiusti; nello speculare sul valore dei beni per trarre vantaggio a danno di altri; nel contraffare assegni o fatture. Proibisce inoltre di commettere frodi fiscali o commerciali, di arrecare volontariamente un danno alle proprietà private o pubbliche, Proibisce anche l'usura, la corruzione, l'abuso privato di beni sociali, i lavori colpevolmente male eseguiti, lo sperpero.
(Compendio n. 508)
L'ottavo Comandamento proibisce:

- la falsa testimonianza, lo spergiuro, la menzogna, la cui gravità si commisura alla verità che essa deforma, alle circostanze, alle intenzioni del mentitore e ai danni subiti dalle vittime;

- il giudizio temerario, la maldicenza, la diffamazione, la calunnia che diminuiscono o distruggono la buona reputazione e l'onore, a cui ha diritto ogni persona;

- la lusinga, l'adulazione o compiacenza, soprattutto se finalizzate a peccati gravi o al conseguimento di vantaggi illeciti.

Una colpa commessa contro la verità comporta la riparazione, se ha procurato un danno ad altri.
Peccati contro il nonno comandamento
Peccati contro il decimo comandamento
«Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?» (Mt 19,16).

Al giovane che gli rivolge questa domanda Gesù risponde:
«Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti»
, e poi aggiunge: «Vieni e seguimi» (Mt 19,16.21). Seguire Gesù implica l'osservanza dei Comandamenti. La Legge non è abolita, ma l'uomo è invitato a ritrovarla nella persona del divino Maestro, che la realizza perfettamente in se stesso, ne rivela il pieno significato e ne attesta la perennità.
(Compendio Catechismo n. 434)

Gesù la interpreta alla luce del duplice e unico Comandamento della carità, pienezza della Legge:
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei Comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due Comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti»
(Mt 22,37-40).
(n. 435)
Peccati contro il primo comandamento:

Il
politeismo
e l'
idolatria
che divinizza una creatura, il potere, il denaro, perfino il demonio.

La
superstizione
, che è una deviazione del culto dovuto al vero Dio e che si esprime anche nelle varie forme di divinazione, magia, stregoneria e spiritismo.

L'
irreligione
, che si esprime nel
tentare Dio
con parole o atti; nel
sacrilegio
, che profana persone o cose sacre soprattutto l'Eucaristia; nella
simonia
, che è la volontà di acquistare o vendere le realtà spirituali.

L'
ateismo
, che respinge l'esistenza di Dio, fondandosi spesso su una falsa concezione dell'autonomia umana.

L'
agnosticismo
, per cui nulla si può sapere su Dio, e che comprende l'indifferentismo e l'ateismo pratico.
La vita umana va rispettata perché è sacra
Fin dal suo inizio essa comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. A nessuno è lecito distruggere direttamente un essere umano innocente, essendo ciò gravemente contrario alla dignità della persona e alla santità del Creatore.
(Compendio n. 466)
IL RISPETTO
PER LA VITA
IL RISPETTO PER L'AUTORITA'
IL RISPETTO PER
LA PROPRIETA'
IL RISPETTO
PER LA VERITA'
IL RISPETTO
PER L'0NESTA'
IL RISPETTO
PER L'0NESTA'
La fede messa in pratica
La morale cristiana
Verso i genitori, i figli devono
rispetto
(pietà filiale),
riconoscenza
,
docilità
e
obbedienza
, contribuendo così, anche con le buone relazioni tra fratelli e sorelle, alla crescita dell'armonia e della santità di tutta la vita familiare. Qualora i genitori si trovassero in situazioni di indigenza, di malattia, di solitudine o di vecchiaia, i figli adulti debbono loro aiuto morale e materiale.
(n. 459)

Coloro che sono
sottomessi all'autorità
devono considerare i loro superiori come rappresentanti di Dio, offrendo loro leale collaborazione per il
buon funzionamento della vita pubblica e sociale
. Ciò comporta l'amore e il servizio della patria, il diritto e il dovere di voto, il versamento delle imposte, la difesa del paese e il diritto a una critica costruttiva.
(n. 464)
Il quinto Comandamento proibisce come gravemente contrari alla legge morale:

-
l'omicidio diretto e volontario
, e la cooperazione ad esso;

-
l'aborto diretto
, voluto come fine o come mezzo, nonché la cooperazione ad esso, pena la scomunica, perché l'essere umano, fin dal suo concepimento, va rispettato e protetto in modo assoluto nella sua integrità;

-
l'eutanasia diretta
, che consiste nel mettere fine, con un atto o l'omissione di un'azione dovuta, alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte;

-
il suicidio
e la cooperazione volontaria ad esso, in quanto è un'offesa grave al giusto amore di Dio, di sé e del prossimo: quanto alla responsabilità, essa può essere aggravata in ragione dello scandalo o attenuata da particolari disturbi psichici o da gravi timori. (n. 470)
Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto:
l'adulterio
, la
masturbazione
, la
fornicazione
, la
pornografia
, la
prostituzione
, lo
stupro
,
gli
atti omosessuali
.
Questi peccati sono espressione del
vizio della lussuria
. Commessi su minori, tali atti sono un attentato ancora più grave contro la loro integrità fisica e morale.
(Compendio n. 492)

Le offese alla dignità del matrimonio sono: l'
adulterio
, il
divorzio
, la
poligamia
, l'
incesto
, la
libera unione
(convivenza, concubinato), l'
atto sessuale prima o al di fuori del matrimonio
.
(Compendio n. 502)
Dio ha creato l'uomo
maschio e femmina
, con uguale dignità personale, e ha iscritto in lui la
vocazione dell'amore e della comunione
. Spetta a ciascuno accettare la propria identità sessuale, riconoscendone l'importanza per tutta la persona, la specificità e la complementarità.

La
castità
è la positiva integrazione della sessualità nella persona. La sessualità diventa veramente umana quando è integrata in modo giusto nella relazione da persona a persona. La castità è una virtù morale, un dono di Dio, una grazia, un frutto dello Spirito.

Essa comporta l'acquisizione del
dominio di sé
, come
espressione di libertà
umana finalizzata al dono di sé. È necessaria, a tal fine, un'integrale e permanente educazione, che si attua in tappe di crescita graduale.
Compendio nn. 487 - 489
Il nono Comandamento richiede
di vincere la concupiscenza carnale
nei pensieri e nei desideri.
La lotta contro tale concupiscenza
passa attraverso la purificazione del cuore
e la pratica della virtù della temperanza.
Il nono Comandamento proibisce di coltivare pensieri e desideri relativi alle azioni proibite
dal sesto Comandamento.
Questo Comandamento,
che completa il precedente,
richiede un atteggiamento interiore
di rispetto nei confronti della proprietà altrui
Proibisce l'avidità,
la cupidigia sregolata dei beni degli altri
e l'invidia, che consiste nella tristezza
provata davanti ai beni altrui e
nel desiderio smodato
di appropriarsene.
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