Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

NELLA MENTE DEGLI ALTRI - tesina di Giulia Boschi IIIA

I NEURONI SPECCHIO: COME INTERAGIAMO NELLA COMPRENSIONE DI AZIONI, SENTIMENTI E PAROLE
by

Giulia Boschi

on 9 November 2014

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of NELLA MENTE DEGLI ALTRI - tesina di Giulia Boschi IIIA

LE INTERAZIONI
SOCIALI

Nel mondo animale le azioni compiute dagli altri individui rappresentano una categoria di stimoli che bisogna necessariamente capire
per
sopravvivere
dar vita ad un'organizzazione sociale
Come il nostro cervello capisce azioni, intenzioni e parole degli altri? E come gli altri ci comprendono?

Si tratta di cellule nervose che accoppiano i nostri gesti a quelli altrui, permettendoci di comprendere immediatamente il significato dei comportamenti adottati da altri, nonchè le loro intenzioni, parole ed emozioni.
La risposta sta nei NEURONI SPECCHIO.
Come sono stati scoperti?
Ma come questo è possibile?
LA SCOPERTA
PER SERENDIPITÀ

Nel laboratorio dell'Università di Parma, negli anni Novanta veniva utilizzato, come nei laboratori di neuroscienze di tutto il mondo, il macaco nemestrino (
Macaca Nemestrina
), un mammifero primate.
In una pausa tra esperimenti un macaco nemestrino si riposava, con i microelettrodi impiantati nella sua area motoria rimasti collegati all'oscilloscopio.
Lo strumento registra le variazioni del
potenziale elettrico del neurone.
Il ricercatore di turno rubò una nocciolina e quando se la mise in bocca l'oscilloscopio fece un rumore singolare anche se il macaco stava solo osservando immobile!
Così quattro scienziati del gruppo del laboratorio di Parma




iniziarono i primi esperimenti con oggetti diversi: gli stessi neuroni s'attivavano sia quando la scimmia eseguiva sia quando osservava la medesima azione eseguita da un altro animale o da uno sperimentatore.
LE FUNZIONI DEI MECCANISMI SPECCHIO
COMPRENSIONE DI UN'AZIONE
EMPATIA E COMPASSIONE
APPRENDIMENTO PER IMITAZIONE
COMUNICAZIONE VERBALE
Esperimento elaborato da Alessandra Umiltà, ricercatrice al Dipartimento di neuroscienze dell'Università di Parma, all'epoca dottoranda presso il laboratorio di Rizzolatti - studio pubblicato nel 2001:
Gruppo sperimentale A
Data la loro capacità di attivarsi "riflettendo" le azioni degli altri, a queste cellule della corteccia premotoria è stato dato il nome di NEURONI SPECCHIO.
Lo sperimentatore compie un'azione di presa, essendo presente un oggetto visibile al macaco.
Gruppo sperimentale C
Lo sperimentatore mima un'azione di presa, in assenza di un oggetto reale d'afferrare.
I neuroni specchio iniziano ad attivarsi quando lo sperimentatore porta la mano all'oggetto e aumentano la frequenza di scarica nel momento in cui lo afferra.
Il mimare non innesca quasi nessuna scarica nei neuroni.
Gruppo di controllo B
Gruppo di controllo D
Variabile: viene posto uno schermo che impedisce di vedere l'oggetto.
Variabile: viene posto uno schermo, dietro al quale il macaco sa che non c'è nulla.
Lo sperimentatore compie un'azione su un oggetto nascosto alla vista del macaco, il quale sa che c'è qualcosa dietro lo schermo.
L'attività elettrica dei neuroni specchio diminuisce drasticamente.
Lo sperimentatore finge l'azione dietro lo specchio e il macaco sa che esso non nasconde alcun oggetto.
I neuroni specchio "sparano" ( ) anche se il macaco non vede l'intera sequenza dell'azione.
fire
Vi è differenza tra movimento e azione
Movimento
Azione
nessuno
scopo
scopo
preciso
I neuroni specchio permettono di comprendere azioni.
COMPRENSIONE DEI DIVERSI SCOPI DELLE AZIONI ALTRUI
La codifica delle azioni altrui per mezzo delle cellule specchio è sofisticata, come dimostra l'esperimento di Leonardo Fogassi:
Gruppo sperimentale A
Gruppo sperimentale C
Gruppo di controllo B
Gruppo di controllo D
Il macaco afferra un frutto per mangiarlo.
I neuroni dell'area motoria rispondono intensamente.
Il macaco osserva uno sperimentatore afferrare il frutto e portarlo alla bocca.
Gli stessi neuroni specchio dell'area motoria suddetta rispondono altrettanto intensamente.
Il macaco afferra un frutto per metterlo in un contenitore.
I neuroni scaricano in modo meno intenso rispetto a quando il macaco afferra il frutto per mangiarlo, anche qualora il contenitore gli venga legato sotto la bocca (e in tal caso le azioni afferrare-per-mangiare e afferrare-per-spostare sono molto simili).
Il macaco osserva uno sperimentatore afferrare un frutto alla presenza di un contenitore.
I neuroni precedentemente presi in considerazione "sparano" con la stessa intensità, anche qualora il contenitore sia legato al collo dello sperimentatore, molto vicino alla bocca.
I neuroni specchio permettono di capire scopi diversi come
afferrare-per-mangiare
afferrare-per-prendere
quando si osservano altri
compiere azioni.
Variabile: l'azione afferrare-per-mangiare viene osservata.
Variabile: l'azione afferrare-per-spostare viene osservata.
I MECCANISMI SPECCHIO NELL'UOMO
Subito dopo la scoperta nelle scimmie, i meccanismi specchio sono stati cercati e studiati nell'uomo principalmente per mezzo di due tecniche:
La PET =
(tomografia ad emissione di positroni)
positron emission
tomography
La PET permette di misurare l'attività metabolica del cervello.
Nel soggetto viene iniettata acqua con l'isotopo radioattivo O. Quando i positroni si staccano s'annichilano con gli elttroni, generando due fotoni che si muovono in direzione opposta e vengono rilevati da uno scanner. Un elabora la mappa della regione cerebrale più attiva, dove è stato richiesto più ossigeno.
15
software
La fMRI =
functional magnetic resonance imaging
(risonanza magnetica funzionale)
L'emoglobina può presentarsi ossigenata o deossigenata: assume due forme diverse e se posta in un campo magnetico nel primo caso i suoi nuclei si allineano parallelamente, nel secondo caso in modo antiparallelo rispetto all'orientamento del campo. Peturbando l'allineamento, quando i nuclei tornano all'equilibrio, emettono onde che permettono di individuare le zone a maggior concentrazione di ossiemoglobina: quelle sono le zone neurali più attive.
Nel cervello umano sono risultate interessate dai meccanismi specchio principalmente le seguenti aree:
Vittorio Gallese
Luciano Fadiga
Leonardo Fogassi
Rizzolatti Giacomo
solco temporale superiore
lubulo parietale inferiore
giro frontale inferiore (area di Broca nell'emisfero sinistro).
Esistono corrispondenze anatomiche con le aree del cervello dei macachi.
L'uomo è un animale sociale anche perchè comprende le emozioni altrui attraverso
spiegazioni razionali
empatia
non si provano i medesimi sentimenti
grazie ai meccanismi specchio dell'insula osservare un'emozione di un'altra persona può determinare l'attivazione della stessa regione corticale di chi la prova per primo.
Parte superiore del lobo temporale,
all'interno della scissura di Silvio
Esperimento di Bruno Wicker e colleghi (2003):
I volontari annusano prima sostanze
A) dall'odore stomachevole
B) dal profumo piacevole
C) inodori.
Osservano poi filmati i quali mostrano facce di persone che annusano le stesse sostanze.
Le mappe della fMRI confermano che sia l'esperienza diretta sia quella inversa causano l'attivazione dell'insula
anteriore.
A
B
C
Esistono due tipi d'imitazione
capacità di replicare atti già presenti nel proprio patrimonio motorio.
capacità di apprendere nuove azioni e riprodurle
nei
dettagli.
solo questa è considerata dagli etologi vera imitazione, propria solo dell'uomo. Anche in quest'attività intervengono i meccanismi specchio.
Esperimento eseguito dal gruppo di Parma in collaborazione con Stefan Vogt e i ricercatori del centro di ricerca tedesco Juelich:
alcuni volontari che non hanno mai suonato la chitarra osservano un maestro eseguire accordi e, dopo una breve pausa, li riproducono.
Il sistema dei neuroni specchio si attiva in tutte le fasi dell'esperimento.
Gli studi sui meccanismi specchio sono alla base delle nuove frontiere sull'apprendimento.
Il linguista americano Alvin Liberman ha notato che siamo sempre in grado di riconoscere fonemi, malgrado le varianti acustiche.
I suoni del linguaggio hanno qualcosa che li rende distinguibili da tutti gli altri suoni.


Si tratta della capacità di evocare nell'ascoltatore la stessa sequenza motoria usata da colui che parla per emettere quegli specifici fonemi.
Si attivano i neuroni specchio-eco.
Pertando i meccanismi specchio ci permettono di immedesimarci in una pubblicità, in un film, in un romanzo o in un'opera d'arte.
Un'immedesimazione di base comune a tutti avviene anche quando l'opera d'arte è astratta, come dimostrato dall'esperimento effettuato nel dicembre 2012 da un gruppo di ricercatori dell'Università di Parma e della Columbia University, guidato da Maria Alessandra Umiltà, Vittorio Gallese e David Freedberg
Ai volontari sono state mostrate riproduzioni ad alta risoluzione delle tele di Fontana:
I loro meccanismi specchio si sono attivati come se fossero essi stessi ad effettuare il taglio nella tela.
Gruppo sperimentale
Viene inserita una variabile:
il taglio osservato è disegnato su uno schermo di compuert

Gruppo di controllo
Viene osservata un'immagine modificata in cui il taglio è sostituito da una linea.
In nessuno dei soggetti si è osservata una reazione specchio a livello cerebrale.
Grazie ai meccanismi specchio anche la fruizione di un'opera d'arte astratta attiva in chi la osserva una risposta empatica universale di base.
Full transcript