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Leopardi: l'immaginazione e la speranza della felicità

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by

Kaboom

on 1 June 2015

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Transcript of Leopardi: l'immaginazione e la speranza della felicità

Leopardi: l'immaginazione e la speranza della felicità
Dibattito classico-romantico in Italia
avviato da M. De Stael nel 1816, con la pubblicazione del saggio
Sulla maniera e sulla utilità delle traduzioni
G. Berchet
appoggia
Romanticismo
A. Manzoni
ricerca il vero, dato dalla fede in Dio (dà quelle certezze che non dà la ragione)
G. Leopardi
per lui la poesia è espressione spontanea e originale; i moderni non possono farla poiché contaminati dall'
uso della ragione
e dalla
civiltà
esorta gli italiani a rinnovare il proprio "corredo letterario" (affondato nella mitologia) per metterlo al passo coi tempi; polemica da parte dei classicisti italiani
chi partecipò a tale polemica?
evidenzia carattere didascalico
della poesia romantica
per questo, bisogna rivolgersi
alla più ampia fascia di lettori possibile (la classe media)
v.
Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo
appoggia
Romanticismo
invece oggetto del Classicismo sono il Bello ideale, che non esiste in Natura, e le opere degli antichi, vissuti al tempo in cui si credeva in dèi non esistenti, e quindi non veri
è

Classicista
Romantico
per certi versi si allontana dal Romanticismo, per altri si avvicina
L. è materialista,
il Romanticismo è
spiritualista
tensione verso infinito;
esaltazione dell'io;
titanismo;
scontro sogno/realtà;
culto primitivo e fanciullesco
gli antichi facevano <<poesia d'immaginazione>> (cit. Schiller) poiché ricorrevano a figure
vaghe e indefinite
(es. di Leopardi: similitudine notturno lunare di Omero e canto lontano di Circe)
Il "vago" e l' "indefinito"
ciò che non è ben definito, distinto, e che è parzialmente o totalmente ignoto
IMMAGINAZIONE
unico modo, secondo Leopardi,
di sperare di raggiungere
IL PIACERE
(quello
infinito, impossibile da raggiungere in Natura e, per questo, precluso all'uomo)
causa infelicità
uomo
la tematica circa l'infelicità è al centro del suo
pensiero pessimistico
analizza il rapporto
uomo / Natura
si divide in 3 fasi:
Pessimismo storico
la civilità (che crea la Storia)
ha messo uomo in condizioni
di conoscere propria infelicità
Gli antichi non comprendevano loro situazione perché:
avevano spiccata capacità d'illusione e d'immaginazione;
conducevano una vita intensa, e ciò contribuiva a far dimenticare tale situazione
erano
ignoranti
La ragione e il progresso hanno fatto conoscere all'uomo il "vero", dandogli la possibilità di verificare
la sua infelicità
Pessimismo cosmico
l'uomo è sempre stato infelice, e l'ha sempre saputo
infatti, nonostante gli antichi non avessero coscienza della loro infelicità,
comunque erano sottoposti ai mali creati dalla Natura
Natura benigna,
ragione maligna
Natura maligna
vista come somma di leggi
fisiche oggettive, che non bada
agli esseri viventi, bensì alla
propria conservazione
Pessimismo eroico
nonostante l'uomo conosca
la sua condizione d'infelicità, è chiamato ad affrontare la realtà e non a fuggirne (ad esempio con il suicidio)
1) perché non
cambierebbe
la realtà
2) perché non
sarebbe
dignitoso
...ma perché l'uomo è infelice?
La risposta si trova nella
Teoria del Piacere
l'uomo ontologicamente ricerca
IL piacere, ma non lo può trovare
quello INFINITO,
per durata
ed estensione
inesistente nella realtà: tutto è
destinato ad avere un fine, secondo
leggi meccanicistiche
non riuscendo a raggiungere la
felicità, l'uomo soffre poiché
continuamente
insoddisfatto
Leopardi identifica la
felicità col piacere,
sensibile e materialistico,
aderendo alle teorie
meccanicistiche
...tuttavia, esiste per l'uomo uno strumento per sperare di trovarla, ossia l'
immaginazione
può figurarsi piaceri inesistenti e infiniti
stimolata dalle figure vaghe e indefinite
L. crea due teorie (della
visione
e del
suono
) nelle quali elenca le immagini e i suoni che creano piacere
devono essere vaghe e indefinite, così
che l'immaginazione possa funzionare
e l'uomo sperare di raggiungere la felicità
creano piacere anche perché
sono
<<rimembranze>>
della fanciullezza, età in cui ogni minima cosa si guarda con meraviglia, poiché l'idea della cosa stessa è indeterminata
[v.
Teoria della visione,
rr. 1/4-14/16;
Teoria del suono,
rr. 12/15-21-22]
[v.
Il vago, l'indefinito e le rimembranze della fanciullezza,
rr. 1/7-14/17;
La rimembranza,
rr. 4/6]
[v.
La teoria del piacere,
rr. 36/41-57/61]
G. Berchet, "Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo"
G. Leopardi, Zibaldone, "La teoria del piacere"
G. Leopardi, Zibaldone, "Il vago, l'indefinito e le rimembranze della fanciullezza"
Citazioni degli autori
<<A consolazione [...] de' poeti, in ogni terra [...] vi hanno uomini capaci di sentire poesia. [...] Le nazioni [...] d'Europa [...] sono formate da tre classi d'individui: l'una di ottentoti, l'una di parigini e l'una [...] che comprende tutti gli altri individui leggenti ed ascoltanti, non eccettuati quelli che, avendo anche studiato ed ed eperimentato quant'altri, pur tuttavia ritengono attitudine alle emozioni.>>
<<[...] esiste nell'uomo una facoltà immaginativa. [...] è naturale che la facoltà immaginativa faccia una delle sue principali occupazioni della immaginazione del piacere [...]. Questa forza immaginativa [...] può figurarsi dei piacere [...] infiniti [...]. L'immaginazione [...] è il primo fonte della felicità umana.>>
G. Leopardi, Zibaldone, "La teoria della visione"
<<Da quella parte della mia teoria del piacere dove si mostra come degli oggetti veduti per metà, o con certi impedimenti ec. ci destino idee indefinite, si spiega perché piaccia la luce del sole [...], veduta in luogo dove [...] non si scopra la sorgente della luce. [...] tutti quegli oggetti insomma che per diverse [...] menome circostanze giungono [...] in modo incerto, mal distinto>>
<<[...] né l'udito né gli altri sensi non arrivano a determinare né circoscrivere la sensazione, e le sue concomitanze. È piacevole qualunque suono [...] che largamente e vastamente si diffonda, [...] massime se non si vede l'oggetto da cui parte.>>
G. Leopardi, Zibaldone, "La teoria del suono"
<<Da fanciulli, se una veduta [...] ci piace e diletta, quel piacere [...] è sempre vago e indefinito [...] e senza limiti. [...] Anzi, osservate che forse la massima parte delle immagini e sensazioni indefinite che noi proviamo pure dopo la fanciullezza [...] non sono altro che una rimembranza della fanciullezza.>>
G. Leopardi, Zibaldone, "La rimembranza"
<<La rimebranza è essenziale e principale nel sentimento poetico [...] perché il presente [...] non può essere poetico, e il poetico [...] si trova sempre consistere nel lontano, nell'idefinito, nel vago.>>
fonte informazioni:
G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti, G. Zaccaria, "Il piacere
dei testi", Paravia
inoltre, appoggiando la borghesia imprenditoriale italiana, vuole infondere il senso di patria e nazione per favorire il processo di unificazione
Romeo Lettini, IV SA,
A.S. 2014-15, IISS G. Marconi, Bari
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