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ISIS

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by

chiara iezzi

on 24 October 2014

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Transcript of ISIS

ISIS
Stato Islamico (Grande Siria e Iraq)
Nascita dell'isis
Jihadisti

Califfato
In arabo è conosciuto come Daesh, in Occidente ha conquistato le prime pagine dei giornali prima con due acronimi – ISIS, Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, e ISIL, Stato Islamico dell’Iraq e del Levante – e poi semplicemente come IS, Stato Islamico.

La fondazione
Fondato da Abu Musab al Zarqawi, il movimento inizia ad operare con una serie di attentati nel 2003, dopo l’invasione americana dell’Iraq allora guidato da Saddam Hussein. Un anno dopo viene sancita l’affiliazione ad al Qaeda, tanto che il gruppo prende il nome di AQI, al Qaeda in Iraq: una mossa che permette ad al Zarqawi di rafforzarsi e a bin Laden di mantenere una posizione in Iraq. Dopo l’uccisione di al Zarqawi nel 2006 dai bombardamenti americani la leadership passa nelle mani di Abu Omar al Baghdadi e – dopo la sua morte, nel 2010 – da Abu Bakr al Baghdadi.

La fase discendente e la dottrina Petraeus
Nel 2007 il movimento vive una fase discendente, in parte dovuta alla strategia che il generale americano Petraeus applica in Iraq: collaborazione con le principali tribù sunnite locali, insofferenti nei confronti di al Qaeda. Nel 2011 AQI riprende forza e nel 2013 si ribattezza ISIL, vedendo nella guerra siriana la possibilità di espandersi appunto nel Levante e rifondare il Califfato.

Siria
Finanze
Geografia
Popolazione
Economia
Uno studio di duecento documenti appartenenti ad al-Qāʿida in Iraq e ad ISIS stessa è stato effettuato dalla RAND Corporation nel 2014. Si è scoperto che tra il 2005 e il 2010 le donazioni dall'estero arrivavano solo al 5% del budget operativo del gruppo, il resto veniva raccolto in Iraq.
Nella metà del 2014 l'intelligence irachena ha ottenuto informazioni da un membro dell'ISIS, il quale ha rivelato che le risorse del gruppo ammontano a due miliardi di dollari statunitensi. Isis è così il più ricco gruppo jihadista del mondo. Alcune voci dicono che circa tre quarti di questa somma è rappresentata da risorse di cui il gruppo si è impadronito durante la presa di Mossul nel giugno del 2014; queste includono fino a 429 milioni di dollari rubati dalla banca centrale di Mossul, assieme ad altri milioni e ad una grande quantità di lingotti d'oro rubati da altre banche di Mossul. È stato però messo in dubbio il fatto che ISIS potesse essere in grado di recuperare una somma così imponente dalla banca centrale e abbia realizzato le rapine in banca di cui è accusata.
ISIS ha regolarmente praticato l'estorsione, ad esempio domandando denaro ai camionisti e minacciando di far esplodere il loro carico. Le rapine in banca e alle gioiellerie sono state altre fonti di guadagno. Viene largamente riportato che il gruppo abbia ricevuto fondi da donatori privati dagli stati del Golfo, e sia il primo ministro iraniano che quello iracheno Nuri al-Maliki hanno accusato l'Arabia Saudita e il Qatar di finanziare l'ISIS, senza però fornire prove.
Si pensa inoltre che il gruppo riceva dei considerevoli finanziamenti dalle sue operazioni nella Siria orientale, dove ha sequestrato campi petroliferi e contrabbandato materiali grezzi e beni archeologici. ISIS guadagna denaro anche dalla produzione di petrolio greggio e vendendo energia elettrica nella Siria settentrionale e al governo siriano.

Il nome sunniti deriva dall’arabo “sunnah”, che significa “tradizione“.
I sunniti sono infatti coloro che seguono la tradizionale religione islamica. Essi seguono le scritture del Corano e utilizzano come punto di riferimento le azioni, le parole e la vita di Maometto, testimoniati appunto dalla tradizione.

SCIITI

All’interno del gruppo dei sunniti rientrano anche gli sciiti, che si distaccano però in merito alla presenza e al ruolo di una gerarchia religiosa. L’Islam infatti non si è mai strutturato gerarchicamente, con patriarchi o capi come accadde invece per la chiesa cattolica: essi riconoscono come autorità religiosa unicamente la comunità dei fedeli.Gli sciiti, staccatisi dalla maggioranza sunnita in seguito alla morte di Maometto, credono nell’importanza di identificare il patriarca della loro comunità identificandolo come successore di Maometto stesso.
me successore di Maometto stesso.
Iraq
Geografia
Popolazione
Economia
NASCITA DELL’ISIS

Rottura con Al Quaeda
Il divorzio tra al Queada e ISIS si consuma nel febbraio del 2014 e scrive la parola fine ad un matrimonio di interesse più che ad una storia di ideologia condivisa. Lo scontro tra “casa-madre” e affiliata ha come teatro la Siria: al Baghdadi disobbedisce ad al Zawahiri – leader di al Qaeda dopo l’uccisione di bin Laden ad Abbottabad il 2 maggio 2011 – che gli imponeva di lasciare il Paese ad al Nustra per focalizzarsi sull’Iraq. Il no di ISIS – che ha come progetto il Califfato dell’Iraq e del Levante e quindi vuole includere la Siria – segna la spaccatura. Nelle aree sotto il suo potere ISIS apre scuole e controlla che il cibo distribuito sia halal ( lecito; cibo accettabile per la legge islamica ). Ma soprattutto si distingue per la brutalità - amputazioni, decapitazioni, le crocifissioni di Raqqa che fanno il giro del mondo - in particolare contro i cristiani, costretti a lasciare le loro terre per sfuggire alla morte.
Jihād, parola araba, che significa "esercitare il massimo sforzo". La parola connota un ampio spettro di significati, dalla lotta interiore spirituale per attingere una perfetta fede fino alla guerra santa.
Offensivo

Lo jihād offensivo è l'intraprendere una guerra di aggressione e conquista contro i non-musulmani al fine di sottomettere questi e i loro territori al dominio islamico.
Difensivo
La maggioranza dei musulmani considera la lotta armata contro l'occupazione straniera o l'oppressione da parte di un governo interno degne di jihād difensivo. In effetti, sembra che il Corano richieda la difesa militare della comunità islamica assediata
Il califfato è una forma di governo, a capo della quale si trova il califfo. Il termine proviene dall' arabo e significa "successione", "luogotenenza" e si riferisce al sistema di governo adottato dal primissimo Islam, il giorno stesso della morte di Maometto e intende rappresentare l'unità politica dei musulmani, ovvero la Umma.
Il 29 giugno 2014 l'ISIS, nell'ambito della guerra civile siriana e dell'insurrezione irachena, annuncia di istituire nei territori in suo possesso un califfato con a capo Abu Bakr al-Baghdadi: a partire da questo momento, il gruppo terrorista adotta il nome di Stato Islamico.
Califfato dell'Isis
Membri dell'isis
Non sono dati certi, ovviamente, ma stime. Secondo gli analisti i membri di ISIS sono tra i 7 e i 10 mila: si contano ex affiliati di al Qaeda, ex baathisti e militari dell’era Saddam. Come ha sottolineato sulla CNN uno dei massimi esperti di jihadismo in Siria e Iraq, Charles Lister, il numero di combattenti è insufficiente a mantenere il controllo delle città finite nelle mani dell’ISIS e da qui è nata un’alleanza con alcune tribù sunnite e gli ex bahatisti. L’obiettivo comune, in questo caso, è rovesciare il premier sciita Nuri al Maliki, le cui rappresaglie e violenze settarie hanno esasperato il Paese. A differenza di altri movimenti, ISIS conta anche su molti giovani musulmani arrivati dall’estero.
La Repubblica Araba di Siria , o semplicemente Siria, è uno Stato del Vicino Oriente. La sua capitale è Damasco.Confina a nord con la Turchia, a est con l'Iraq, a sud con la Giordania, a ovest con Israele e Libano. Sempre a ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo.
L'Iraq è uno Stato dell'Asia occidentale.Confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest e Iran verso est. Il territorio dell'Iraq corrisponde approssimativamente al territorio dell'antica Mesopotamia, la "terra dei fiumi", mentre il nome attuale significa "terre basse" (in contrapposizione all'altopiano iranico). La capitale è Baghdad.
Nella parte occidentale si trova un lembo del tavolato arabico e una parte del deserto siriano, entrambi attraversati dal corso dell'Eufrate, con al centro la grande pianura alluvionale della Mesopotamia. Essa è formata dai depositi dei due fiumi maggiori, il Tigri e l'Eufrate, che confluiscono, prima di sfociare nel Golfo Persico, nel corso congiunto dello Shatt al-'Arab. La parte a nord-est del paese è occupata da una serie di catene montuose che appartengono al sistema degli Zagros.
Il territorio siriano si può dividere in 4 zone distinte: la fascia costiera, la catena montuosa, la Mezzaluna fertile e il deserto. La costa uniforme si affaccia sul Mar Mediterraneo è separata dal resto del Paese dai monti Ansariyya (a ovest) e dal monte Zawiya (a est). Per quanto riguarda i fiumi ritroviamo l’Eufrate e il Tigri che segna per un breve tratto confine con la Turchia.
Il 90% della popolazione è araba, comprese alcune minoranze beduine. Il restante 10% è formato da minoranze turche, circasse, curde e armene. La lingua ufficiale è l'arabo ma sono parlati anche l'aramaico, l'armeno, il circasso e il curdo.Per quanto riguarda la religione invece la quasi totalità della popolazione (86%) è di fede musulmana sunnita. I cristiani rappresentano il 10% della popolazione mentre ebrei, alauiti, drusi e ismaeliti coprono il restante 4%.
L'etnia maggioritaria (85-88%) è quella degli arabi, che include anche i discendenti arabizzati di varie antiche etnie autoctone; ma vi sono numerose persone appartenenti a gruppi etnico-religiosi minoritari, come Sunniti e Sciiti,l'etnia minoritaria (8-10%) è invece quella dei curdi. Le lingue ufficiali sono l'arabo e il curdo,mentre la religione conta una larghissima maggioranza musulmani (95-98%),di questi, il 60% sono sciiti ed il 40% sunniti, mentre per quanto riguarda la minoranza dei cristiani in seguito alla Seconda Guerra del Golfo ,più della metà sono emigrati.
L'economia dell'Iraq si basa fortemente sull'esportazione di petrolio in quanto possiede la terza riserva di petrolio al mondo e comprende i 2/3 delle esportazioni, anche se non bastano a equilibrare la bilancia commerciale. L'agricoltura invece è assai sviluppata, grazie all'abbondanza d'acqua, anche se strategicamente condizionata dalle decisioni della Turchia, che controlla l'alto corso del Tigri e dell'Eufrate. In secondo piano invece passano l’industria e il turismo, danneggiate dai conflitti bellici.
L'economia è nel complesso forte; rivestono tutt'ora, notevole importanza, le attività agricole e pastorali. Il petrolio, non particolarmente abbondante, riesce comunque a soddisfare buona parte della domanda interna. Lo sviluppo dell'economia è ostacolato da un assetto della regione ancora instabile e da una posizione politica poco chiara nella lotta al terrorismo internazionale e nel gioco delle alleanze tra gli Stati dell'area e gli Stati Uniti; un'ambiguità che condiziona gli scambi anche con i paesi occidentali.
Abu Bakr al Baghdadi
Le immagini della decapitazione di James Foley sono ancora negli occhi di tutti e corrono sul web come un monito: sappiamo quanto è feroce il nemico. Dopo la morte di Osama Bin Laden qualcuno pensava che ci fosse un vuoto tra le gerarchie del terrore. Ci ha pensato un uomo a riempire quello spazio: Abu Bakr al Baghdadi, leader dell'Isis e in questo momento l'uomo più ricercato al mondo. Lo schiaffo dato all'occidente con la decapitazione di James Foley ha acceso i riflettori su una realtà, a qualche miglia da casa nostra che fino all'inizio di questa estate era rimasta sepolta tra le cronache della striscia di Gaza. La testa di Foley ha alzato il velo su ciò che sta avvenendo in Siria, in Iraq e ora anche in Libia. Chi comanda i tagliagole? Lui, Abu Bakr al Baghadi.
Il califfo
Cosa fa
Le mosse del terrore
L'autoproclamatosi califfo dell'Isil (acronimo di Stato Islamico dell'Iraq e del Levante), non è solo un fanatico estremista: ha una precisa strategia bellica. Dopo un passato da militante in al Qaeda, il quarantatreenne nato a Samarra, ha elaborato negli ultimi due anni un piano di guerra che non si basa su clamorosi attentati all'estero. Piuttosto il suo intento è quello di tracciare i confini di un nuovo stato sunnita, attraverso un costante consolidamento della forza militare delle sue milizie.
Il suo progetto con il passare del tempo è cambiato. L'Isil è diventato Is abbracciando così un unico califfato che va dalla Libia all'Iran sciita. Al Baghdadi però non si ferma. La sua macchina del terrore è impegnata innanzitutto ad espandere l'influenza sull' Iraq e la Siria. La biografia del califfo è avvolta dal giallo. Pare che fosse un imam all'epoca della seconda guerra degli Usa in Iraq (2003).
Dopo la parentesi qaedista a fianco delle milizie di al-Zarqāwī, ha presieduto dei tribunali religiosi. Inoltre, secondo le biografie non ufficiali diffuse in rete, sembra abbia conseguito un dottorato di ricerca in scienze islamiche. A quanto pare fino al 2011 avrebbe intrattenuto legami con Ayman al-Zawāhirī, il successore di Bin Laden. E' stato coinvolto in attentati contro sciiti e cristiani, colpevoli di aver collaborato con il governo di Baghdad. Poi al Baghdadi ha cambiato rotta, inserendosi nel conflitto siriano. Qui ha reclutato le sue milizie attaccando il regime di Al-Assad.
In Siria l'Isil ha recuperato tutte le armi per combattere la propria guerra. Lì il leader del califfato ha reclutato i combattenti e ha raccolto soldi che arrivano dalla Turchia, dal Qatar e dall'Arabia Saudita . Dopo la decapitazione di Foley, questi Stati negano qualsiasi tipo di legame diretto con al Baghdadi, ma resta il fatto che le centinaia di milioni di dollari che costituiscono il patrimonio dell'esercito del califfo non possono essersi materializzati dal nulla.
Inoltre, in Siria, al Baghdadi si è impadronito anche di alcuni importanti pozzi di petrolio con cui ha esportato greggio prezioso per finanziare la Jihad. Il 29 giugno scorso Abū Bakr al-Baghdādī si autoproclama califfo dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. Il 5 luglio si mostra in pubblico per la prima volta e parla dall'interno della Grande moschea al-Nūrī di Mosul, città conquistata dall'Isil, chiamando all'obbedienza tutti i musulmani del mondo per l'affermazione della causa del califfato.
Nel luglio del 2014 la BBC ha riportato le parole dell'investigatore capo delle Nazioni Unite che dichiara: “I combattenti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) potrebbero essere aggiunti alla lista dei sospettati per crimini di guerra in Siria.”
Nell'agosto del 2014 le Nazioni Unite hanno accusato lo Stato Islamico di commettere “atrocità di massa” e crimini di guerra.
ISIS obbliga le persone che si trovano nelle aree sotto il suo controllo ad attestare la propria fede islamica, vivere secondo la sua interpretazione dell'islam sunnita e sotto la Legge coranica con la pena di morte, tortura e mutilazione genitale. La violenza è rivolta verso i musulmani sciiti, Assiri, caldei, siriani e armeni cristiani, in particolare yazidi, drusi, shabak e mandei in particolare.

Accuse di crimini di guerra e persecuzioni religiose
Teorie del complotto
Alcuni cospirazionisti nel mondo arabo hanno avanzato l'ipotesi secondo cui dietro lo Stato Islamico ci siano gli Stati Uniti, che così facendo intendono destabilizzare ulteriormente il Vicino Oriente. Le prime ipotesi in tal senso furono pubblicate nel luglio 2014 dal Gulf Daily News, una testata che ha sede nel Bahrain. Dopo che tali indiscrezioni cominciarono a guadagnare qualche consenso, l'ambasciata americana in Libano ha emesso un comunicato ufficiale in cui negava le accuse, definendole una totale invenzione. Un'altra teoria complottista afferma che Abu Bakr al-Baghdadi è in realtà un attore e agente israeliano del Mossad chiamato "Simon Elliot": chi condivide questa asserzione ribadisce che ciò si evince dai documenti scoperti da Edward Snowden, ma l'avvocato di quest'ultimo ha definito tutta la vicenda "una bufala".

SUNNITI
Al Quaida
E' un movimento islamista sunnista paramilitare terroristico nato nel 1989,fautore di ideali riconducibili al fondamentalismo islamico,impegnato in modo militante nell'organizzazione e nell'esecuzione di azioni violentemente ostili sia nei confronti dei vari regimi islamici filo-occidentali, sia del mondo occidentale definito infedele. E' stato guidato fin alla sua morte avvenuta il 2 maggio 2011 dal miliardario saudita Osama bin Laden. Furono inoltre i terroristi che si occupavano dell'attentanto alle Torri Gemelle, l'11/09/2001
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