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CENERENTOLA, LA DONNA CHE APPARE E SCOMPARE

Progetto per le pari opportunità dell'istituto d'Arte "A.Venturi" e Istituto Tecnico Commerciale "J. Barozzi" di Modena
by

Paola Macchi

on 2 March 2015

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Transcript of CENERENTOLA, LA DONNA CHE APPARE E SCOMPARE

Di questo signor splendido ogni intento sarà che il popul suo
viva contento
Borso d’Este
L. Ariosto, Orlando Furioso, III, 45
Borso d'Este è il simbolo per eccellenza del principe azzurro, uomo di cultura, amante del bello e senza moglie...
oltre il confine
della fiaba
e del mito:
TUTTE LE VITE
DI CENERENTOLA

Ideazione e progetto:
prof.ssa Antonietta Notarangelo,
prof.ssa Rita Tonelli
Classi: ITCS Barozzi, classe 4A IGEA
ISA Venturi classe 4F Grafica
Grafica: prof.ssa Paola Macchi
Quando racconto costringo a spostare la percezione dall`occhio all`orecchio, a privilegiare l`ascolto sulla visibilitá in una societá ove tutto é visibile, spiabile, registrabile visivamente la narrazione ricerca il mistero di un invisibile che si manifesta

Marco Baliani,
regista, attore e scrittore
La durezza della vita quotidiana, le liti domestiche e le ire furibonde costituiscono gli ingredienti del focolare domestico della donna del popolo.
IL MITO DI AURORA
simbolo:
il bozzolo
1A. Yen-Shen (Tuan Ch'ing-Shih, Cina 850 d.C.)

Durante il periodo delle dinastie Ch'in e Han, un capo grotta di nome Wu era sposato con due mogli e ciascuna aveva dato alla luce una bambina...
2A. La Gatta Cenerentola
(Basile, Napoli 1634)

C'era una volta un principe vedovo che aveva una figliola molto cara; per lei teneva una maestra di prim'ordine che le insegnava le catenelle, il punto Venezia, le frange e il punto a giorno e le mostrava tanto affetto. ..
3A. Cenerentola (Perrault, Francia 1697)

C’era una volta un gentiluomo che in seconde nozze si pigliò una moglie che più superba non s'era mai vista...
4A. Cenerentola
(Grimm, Germania 1822)

La moglie di un ricco si ammalò e, quando sentì avvicinarsi la fine, chiamò al capezzale la sua unica figlioletta e le disse: “Sii sempre docile e buona, così il buon Dio ti aiuterà e io ti guarderò dal cielo e ti sarò vicina.” Poi chiuse gli occhi e morì.
Il mito, secondo K. Kerényi, ha la facoltà di rendere il mondo
“molto più trasparente di quanto non faccia una spiegazione scientifica”.
2. I MITI
INTERPRETAZIONE
l’aurora fugge al cospetto del Sole e quando il Sole la raggiunge e l’inonda di raggi, l’Aurora è già morta.... Questo mito è il racconto scandaloso e tragico di un amore tra un uomo, condannato all’eternità in un corpo corruttibile, e una dea, per sua natura eternamente capricciosa e volubile;
Al termine di ogni notte, Eos sale sul cocchio tirato dai cavalli Lampo e Fetonte e corre verso l'Olimpo, dove annuncia l'approssimarsi di suo fratello Helios. Quando Helios appare, Eos diventa Emera (giorno); si trasforma in Espera (sera) quando Helios arriva sulle spiagge occidentali dell'Oceano...
EOS - AURORA
PERSEFONE
Il mito più importante di Persefone è quello che narra il rapimento della dea da parte di Ade. Ade fu costretto a restituire Persefone a patto che Persefone non mangiasse il cibo dei morti. La dea, però, aveva ormai perso la sua verginità gustando alcuni semi di melograno... Secondo la tradizione greca la dea rappresentava simbolicamente le trasformazioni e l’alternanza delle stagioni.
INTERPRETAZIONE
Prima di essere rapita, Persefone era una donna-bambina, ignara delle proprie attrattive sessuali e della propria bellezza; per crescere, doveva imparare a lottare contro l’irresolutezza, la passività, l’inerzia. Essa rappresenta un modello di figlia troppo legata alla madre e, per compiacerla, cerca di essere 'una brava ragazza'. Sentendosi impotente e dipendente dagli altri, impara a ottenere ciò che vuole in maniera indiretta....
FILOMELA
Era una fanciulla molto giovane e bella. Il cognato Tereo, su richiesta della sorella Progne, andò a prenderla per portarla con sé in Tracia, ma al ritorno dal viaggio con l'inganno la stuprò e le mutilò la lingua per evitare denuncie.
Filomela improvvisò un telaio e tessè la storia dello stupro subito. Progne, venuta a conoscenza del misfatto colpì lo sposo in ciò che aveva di più caro gli massacrò il figlio...
INTERPRETAZIONE
Il mito di Filomela racconta il silenzio delle donne, la violenza con cui questo silenzio è imposto dal codice patriarcale e le strategie femminili per esprimere il proprio pensiero. La mutilazione di Filomela, punita per aver “gridato” il sopruso subìto, si può intendere in senso metaforico come una “mutilazione culturale” della parola femminile...
DAFNE
Era una giovane ninfa che amava la caccia. Un giorno Eros si sentì ferito dall’ ironia di Apollo che lo accusava di non aver mai compiuto delle azioni gloriose e decise di vendicarsi: prese due frecce, una di piombo, destinata a respingere l'amore destinata a Dafne e l'altra dorata, destinata a far nascere la passione per Apollo.
Da quel giorno Apollo si innamorò perdutamente di Dafne, ma quando riuscì a trovarla, Dafne scappò impaurita invocando l’aiuto della Madre Terra che impietosita, trasformò il corpo della ninfa in una pianta di alloro.
INTERPRETAZIONE
Il mito di Apollo e Dafne è la storia di un amore infelice. Dafne è una donna vittima del desiderio ossessivo di Apollo, teso a soddisfare egoisticamente la sua volontà, senza tenere in considerazione la contrarietà e la sofferenza di Dafne, fino a rovinarle completamente e drasticamente la vita.
È come dire che non si sceglie di amare e non sempre si sa come amare.
ARACNE
Figlia di un tintore, per la sua grande abilità nella tessitura sarebbe stata in grado di sfidare Atena che cercò di dissuaderla, ma Aracne ribadì di essere la migliore tessitrice.
Atena dovette ammettere che il lavoro di Aracne superava il suo in bellezza. Ma presa dall’ira, deturpò il viso della ragazza e stracciò in mille pezzi la tela.
Il gesto della dea sconvolse la mente della giovane che tentò d’impiccarsi ad un albero. Atena non le permise di morire, ma condannò lei e tutta la sua progenie a penzolare dall’albero ed a tessere non più con le mani, ma con la bocca. Fu così che Aracne fu trasformata in ragno.
INTERPRETAZIONE
Aracne, narrando con la sua tela una storia scandalosa, ha rappresentato gli dei come autori di stupri, di inganni, di tradimenti a danno dei mortali. Atena, d’altro canto, distruggendo la tela, ha permesso che si perpetuasse il prevalere della volontà maschile e paterna su quella femminile e filiale. Quando la ragnatela di Aracne si è trasformata nella rete che ha imprigionato i continenti, entrambe le visioni ne sono rimaste intrappolate, come testimonianza che non era stata vana la sfida di Aracne e non si era del tutto azzerata la volontà di mantenere subordinato il destino femminile a quello maschile.
INTERPRETAZIONE
L’amore legato a Venere è inteso anche come attrazione delle varie parti dell'universo tra loro per conservare e procreare; la dea simboleggia l'istinto naturale di generazione e di fecondazione e sotto questo aspetto è simile alla dee madri Ishtar babilonese, o all' Astarte fenicia.
è la divinità greca dell'amore. Afrodite, al contrario di Eros, si innamorava spesso e volentieri. Prima fra tutte il suo matrimonio con Efesto, divinità con svariate malformazioni fisiche ma con un ingegno eccellente.
Si distingueva l'Afrodite Urania, cioè celeste, dall'Afrodite Pandemia, ovvero "volgare". La prima era il simbolo dell'amore spirituale mentre la seconda rappresentava l'amore terreno e mercenario.
AFRODITE - VENERE
ER CINTO DE CASTITA'
Ho letto spesso che la gente antica
pe' conserva' la donna casta e pura
je metteva una spece de cintura
pe' sarva' l'onestà senza fatica....
Trilussa
IL MITO DI ARACNE
simbolo:
il filo
Le ragazze borghesi vivono con la madre, sotto la sua direzione. Crescono modeste e riservate, vestite con sobria civetteria, come segno della loro vocazione avranno sempre attaccati alla gonna i tipici strumenti di lavoro femminili, le forbici e un gomitolo.
ER CINTO DE CASTITA'
Ho letto spesso che la gente antica
pe' conserva' la donna casta e pura
je metteva una spece de cintura
pe' sarva' l'onestà senza fatica....
Bella,
gli occhi non li contiene
il tuo volto,
non li contiene la terra.
Ci sono paesi, fiumi
nei tuoi occhi,
c'è la mia patria
nei tuoi occhi,
io vi cammino,
essi danno luce al mondo
dove io cammino,
bella.
P. Neruda
1B. Yen-Shen (Tuan Ch'ing-Shih, Cina 850 d.C.)

...intanto si avvicinava la festa di primavera. Quello era il momento in cui i giovani si incontravano per trovare moglie o per trovare marito...
2B. La Gatta Cenerentola
(Basile, Napoli 1634)

Avvenne che il principe, dovendo andare in Sardegna per affari, domandò alle sei figliastre che cosa volessero in dono al suo ritorno: chi chiese vestiti da sfoggiare, chi galanterie per la testa, chi belletti per la faccia, chi giocarelli per passare il tempo e chi una cosa e chi un'altra. Per ultimo, quasi per burla, disse alla figlia Zezolla: "E tu che vorresti?" E lei: "Soltanto che tu mi raccomandi alla colomba delle fate, chiedendo che mi mandino qualcosa ".
3B. Cenerentola
(Perrault, Francia 1697)

Accadde che il figlio del Re diede un ballo e invitò tutte le persone importanti. Anche le due sorellastre ebbero l'invito perché godevano di prestigio in paese.
Erano tutte contente e affaccendate per scegliere gli abiti e le acconciature e Cenerentola doveva stirar la biancheria delle sorelle e pieghettarne i manichini.
4B. Cenerentola
(Grimm, Germania 1822)

Un giorno il padre volle recarsi alla fiera e chiese alle due figliastre che cosa dovesse portare loro. “Bei vestiti,” disse la prima. “Perle e gemme,” disse la seconda. “E tu, Cenerentola, che cosa vuoi?” - “Il primo rametto che vi urta il cappello sulla via del ritorno,” rispose Cenerentola.
IL MITO DI VENERE
simbolo:
le forbici
La donna del XVIII secolo ha due occhietti a mandorla e rialzati, un nasino all'insù, un musetto capriccioso, un'aria di pittoresco disordine, persino la magrezza, in una parola «un viso che piace», ecco il tipo di bellezza che impera, e che diffonde su tutti i volti un non so che di vivacità civettuola e birichina, di giovinezza sfrontata, di malizia.

E. e J. de Gonacourt,
La donna nel XVIII secolo
1C. Yen-Shen
(Tuan Ch'ing-Shih, Cina 850 d.C.)

Improvvisamente si trovò addosso un bel vestito azzurro, un mantello drappeggiato intorno alle spalle ornato di piume di martin pescatore; ai piedi portava delle bellissime pantofole ricamate con fili d'oro, le suole erano fatte di oro massiccio. Yeh-Shen fu avvertita di non perdere le pantofole.
Arrivata alla festa, tutti si girarono a guardarla. Anche la matrigna e sua figlia si avvicinarono credendo di riconoscerla. Yeh-Shen, temendo di essere scoperta, si lanciò in una fuga precipitosa lasciando dietro di sé una delle pantofole d'oro.
2C. La Gatta Cenerentola
(Basile, Napoli 1634)

Anche Zezolla corse al vaso di coccio e, dette le parole insegnatele dalla fata, fu agghindata come una regina e posta su una cavalcatura con dodici paggi. Ma, come volle la sorte, capitò nello stesso luogo il re, il quale, vista la straordinaria bellezza di Zezolla, ne restò subito affatturato... Ma Zezolla, vedendo che questo le era sempre alle costole, si mise a correre di tutta furia, e la corsa fu così grande che le cascò una pianella.
3C. Cenerentola (Perrault, Francia 1697)

Arrivò finalmente il giorno del ballo, le due sorellastre andarono ma Cenerentola no. La madrina, che era una Fata, la vide piangere e disse: "Va in giardino e portami una zucca", poi la percosse con la sua bacchetta e la zucca fu subito mutata in una bella carrozza tutta dorata. La madrina la toccò con la bacchetta e gli abiti cenciosi  diventarono d'oro e d'argento, tempestati di pietre preziose. Le diede poi un paio di scarpine di vetro, le più belle del mondo, e le raccomandò di rientrare a mezzanotte. Quando la vide, il figlio del re le stette sempre a fianco, sussurrandole ogni sorta di galanterie; quando la fanciulla sentì suonare il primo colpo di mezzanotte si alzò e scappò via leggera come una cerva; il principe le corse dietro, ma non riuscì a raggiungerla. Nella fuga, una scarpina di vetro le cadde...
4C. Cenerentola (Grimm, Germania 1822)

Ora avvenne che il re diede una festa che doveva durare tre giorni, perché suo figlio potesse scegliersi una sposa.
Anche le due sorellastre erano invitate... Rimasta sola, Cenerentola andò alla tomba della madre sotto il nocciolo, e gridò: “Scrollati pianta, stammi a sentire,
d’oro e d’argento mi devi coprire!”
Allora l’uccello le gettò un abito d’oro e d’argento e scarpette trapunte di seta e d’argento. Il principe quando la vide le venne incontro, la prese per mano e danzò con lei.
Quando fu ora di andarsene, il principe voleva accompagnarla ma Cenerentola fuggì.Tuttavia perse la sua scarpetta sinistra...
COMUNE DI MODENA
Assessorato alle Risorse umane
e strumentali e Pari opportunità
Ass. Marcella Nordi

Bando di concorso
PARI OPPORTUNITA’ E CONTRASTO
ALLE DISCRIMINAZIONI E VIOLENZE
LEGATE AL GENERE
Rivolto alle classi 3° e 4° delle scuole secondarie di
secondo grado del Comune di Modena
anno scolastico 2011/2012,

La classe 4A IGEA ITCS Barozzi e 4F ISA Venturi hanno partecipato con il progetto:
La donna che appare e scompare: Cenerentola.
Saprai che non t'amo e che t'amo

Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.

Neruda
IL MITO DI PROSERPINA
simbolo:
la scarpa
1
LA NASCITA
C'era una volta...
...la bellissima principessa esce dal bozzolo, però con sguardo rivolto verso il basso, anche se cambiata non dimentica il passato e quello che ha subito. Perché in fondo è stato il suo passato a farla diventare bellissima.

Marco Montermini 4F
4
LA BELLEZZA
Era la più bella..
.
La ragazza si identifica nella marionetta, in ginocchio, tesa da due fili immaginari. Ciò che la differenzia dalla precedente marionetta, sono le forbici, elemento chiave che esprime un senso di libertà, "taglia il passato per tessere il futuro", questa è la frase che narra un passaggio: quello dal passato - in cui si era passivi strumenti dei condizionamenti della società - al futuro - in cui si scopre libera di esprimere la sua personalità.

Francesca Sorrentino 4F
La libertà di movimento della ballerina è limitata dai fili ad indicare che, a causa degli stereotipi di genere la volontà e libertà della donna scompare sottomessa ai pregiudizi e ai cliché
Quest'immagine è particolarmente drammatiche a causa delle chiazze che suggeriscono spruzzi di sangue e evocano una violenza fisica: il motivo è volutamente indeterminato per sollecitare la riflessione...
... troppe volte la cronaca ci presenta donne che subiscono ogni tipo di violenze, stupri, a ricatti di ogni tipo fino allo stalking, la privazione dei figli da parte del partner; le uccisioni da parte di compagni o dei padri. Morti a causa di interventi sbagliati di chirurgia estetica o storie di spaventose violenze psicologiche. Da paesi lontani si parla di linciaggi e di lapidazioni, ma le donne sfigurate dall'acido sono anche la nostra realtà.

Francesca Giacobazzi 4F
3
L'EDUCAZIONE
La piccola cresceva ubbidiente...
5
IL MATRIMONIO
E visserofelici e contenti...
la mano di Cenerentola, protagonista della favola, si è trasformata in donna “ in carne ed ossa”.
La scarpa che rappresenta il matrimonio, il ballo,
la vita sognata dalle fanciulle, diventa un oggetto poco reale che ci riporta ad un profondo ideale,
quello della vita perfetta.

Gaia Rizzitano 4F
1D. Yen-Shen (Tuan Ch'ing-Shih, Cina 850 d.C.)

Tutte le donne andarono a provare la scarpa ma nessuna aveva un piede così piccolo. Una notte al buio Yeh-Shen entrò nell’edificio, prese la piccola pantofola e quando si voltò per andarsene, gli uomini del re si avventarono su di lei e l’arrestarono. Il re non riusciva a credere che una donna ricoperta di stracci potesse possedere una pantofola d'oro ma, guardandola più da vicino, fu colpito dalla sua bellezza e notò che aveva i piedi molto piccoli.
Il re andò a casa con lei e quando Yeh-Shen infilò le due pantofole, i suoi stracci si trasformarono nel bel vestito e nel mantello che aveva indossato il giorno della festa. Il re si rese conto che quella era la donna giusta per lui, così si sposarono e vissero felici e contenti.
2D. La Gatta Cenerentola (Basile, Napoli 1634)

Arrivarono tutte: nobili e ignobili, ricche e pezzenti, vecchie e giovani, belle e brutte e il re provò la pianella a tutte le convitate ma, non trovando piede a cui la pianella andasse a capello e bene assestata.
Disse il padre di Zezolla: "Ho una figlia, ma sta sempre a guardare il focolare, perché è disgraziata e non merita di sedere dove mangiate voi" Disse il re: "Questa sia in testa alla lista, perché così mi piace." Il giorno dopo tornarono tutte. Si arrivò alla prova della pianella e questa non s'era neppure accostata a Zezolla che si lanciò da sola al piede come il ferro corre alla calamita. Il re la fece sedere sotto il baldacchino e comandò che le facessero inchini e riverenze, come alla loro regina.
3D. Cenerentola (Perrault, Francia 1697)

Il figlio del re fece bandire ch'egli avrebbe sposato colei il cui piede avesse calzato quella scarpina. Si cominciò prima a provarla alle principesse, poi alle duchesse, poi a tutta la corte, ma inutilmente.
Fu portata dalle due sorelle, che fecero tutto il possibile per farvi entrare il piede, ma non vi riuscirono. Cenerentola, che le guardava e aveva riconosciuto la sua scarpina, disse ridendo: "Vediamo se va bene a me!"
Il gentiluomo incaricato di provar la scarpina a tutte le ragazze disse che la cosa era giusta e vide che la scarpina calzava senza fatica sul piede di Cenerentola, come se fosse di cera. Tutti poi si stupirono che Cenerentola avesse in tasca l’altra scarpina.
4D. Cenerentola (Grimm, Germania 1822)

Il principe si recò il giorno seguente dal padre di Cenerentola e disse: “Colei che potrà calzare questa scarpina d’oro sarà mia sposa.” La maggiore delle sorelle si mozzò il dito grosso, l’altra si tagliò un pezzo di calcagno ma ad entrambe, passando davanti alla tomba, due colombelle posate sul nocciolo gridarono:
“Voltati e osserva la sposina:
ha del sangue nella scarpina,
per il suo piede è troppo stretta.
Ancor la sposa in casa t’aspetta.”
Allora il principe riportò a casa le false spose. “Non avete un’altra figlia?” “No,” rispose l’uomo, “c’è soltanto una piccola brutta Cenerentola figlia della moglie che mi è morta: ma non può essere la sposa.” Il principe gli disse di mandarla a prendere. Cenerentola prima si lavò ben bene, poi andò e si inchinò davanti al principe che le porse la scarpina d’oro. Allora ella infilò il piede nella scarpetta che le stava a pennello. Il principe disse: “Questa è la vera sposa!”
6
L'ANTI-CENERENTOLA
Le bambine devono andare in chiesa.
E i bambini alla guerra.
Le bambine devono fare le ciambelle.
Per i bambini che vanno alla guerra.
Le bambine devono dire -sì signor bambino-
Al bambino che va alla guerra.
Le bambine devono preparare il caffelatte
per scaldare il bambino che va alla guerra.
Le bambine devono stirare l’armatura.
Del bambino che va alla guerra.
Le bambine devono pulire per terra.
La terra che calpesta il bambino che va alla guerra.
Le bambine che sono delle vere bambine
devono
devono perché devono,
perché sono bambine
devono devono
devono devono devono devono
devono
…e il bambino va alla guerra.
E magari nemmeno muore.

B.A. Olivo
I pensieri di una bambina
Michela Barberini 4F
Miriana Albamonte 4F
Francesca Giacobazzi 4F
Eleonora Carugati 4F
Daiana Viola 4F
Maira Lenti 4F
Francesca Giacobazzi 4F
Gaia Rizzitano 4F
Olesya Rudnyk 4F
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