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Il metodo delle scienze umane

Scienze morbide per problemi duri
by

Paolo Vidali

on 24 October 2012

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Transcript of Il metodo delle scienze umane

LE SCIENZE UMANE


Dalla Scienza alle Scienze.
La peculiarità delle Scienze umane:
scienze "morbide" di oggetti "duri"

PAOLO VIDALI
Bassano, Liceo Brocchi, 9 ottobre 2012 Il paradosso del metodo:

La scienza si caratterizza per il suo metodo, ma una caratterizzazione precisa del metodo
distrugge la scienza”

M. Pera, Scienza e retorica,
Laterza, 1991, p. 39 Il metodo ipotetico-deduttivo GALILEO
Trattato della sfera (1597)
1) l’osservazione dei fenomeni, da cui prendere le mosse;
2) la formulazione di un’ipotesi, cioè di una supposizione generale sulla struttura dei fenomeni;
3) la dimostrazione geometrica, cioè la trasformazione dell’ipotesi in un modello matematico in grado di descrivere il processo indagato;
4) infine la deduzione di ulteriori proprietà osservabili dal modello costruito sull’ipotesi.

Ma è questo "il metodo della scienza?" Le scienze formali
Una scienza formale come la matematica, la geometria, la logica, procede utilizzando ragionamenti dimostrativi.

Ad esempio è sempre vero che sommando uguali ad uguali si ottengono uguali.
Con questa struttura formale ((A=B)  (A+C) = (B+C)) e otteniamo un’inferenza necessaria e un risultato certo.

In una dimostrazione (o deduzione formale) se la deduzione è corretta e se le premesse sono vere, la conclusione è vera: questa è una necessità logica.

Un sistema formale diventa una griglia logica di rapporti necessari tra enunciati, il cui valore di verità è definito e il cui significato è solo formale. L'EPISTEMOLOGIA DELLE SCIENZE NATURALI
Le scienze naturali (fisica, chimica, biologia, medicina, astronomia, cosmologia, antropologia fisica, paleontologia…) comprendono un mondo già dato, cercando regolarità e producendo previsioni. Ciò avviene mediante il procedimento induttivo

L'induzione è un'inferenza ampliativa (c'è nella conclusione più di quanto ci sia nelle premesse) ma solo probabile.

Se l’induzione è uno (non l’unico) dei procedimenti dominanti nella ricerca scientifica in ambito di scienze naturali, il carattere non necessario e solo probabile delle sue conclusioni mostra l’impossibilità di affermare che esiste una “dimostrazione scientifica” in queste discipline. L'EPISTEMOLOGIA DELLE SCIENZE UMANE

Per scienze umane (o anche scienze sociali) antropologia, archeologia, geografia, linguistica, economia, psicologia, sociologia, storia, diritto, scienze della comunicazione, scienze politiche e scienze dell’educazione… si intendono i campi del sapere riferiti all’uomo in generale, alle società in cui vive e agli strumenti di cui egli si dota per vivere in comunità.

Obiettivo delle scienze umane è quello di raggiungere un adeguato livello di scientificità anche in presenza di processi e sistemi non totalmente matematizzabili, né sempre riproducibili artificialmente. indirizzo del prezi:
https://prezi.com/f2mypyvhjas4/il-metodo-delle-scienze-umane/
www.paolovidali.it FINE Le scienze formali Per Cartesio (Regole per la guida dell’intelligenza, non pubblicato da Cartesio e redatto intorno al 1628, e il Discorso sul metodo, del 1637.) aritmetica e geometria sono le più certe tra le discipline, ma ciò avviene perché esse “trattano di un oggetto abbastanza puro e semplice da non accettare nulla che l'esperienza abbia reso incerto ed esse sole, in generale, consistono in una serie di conseguenze razionalmente deducibili” ( Regulae II, p. 51) “Le verità di ragione non riguardano la realtà” (Leibniz, Nuovi saggi sull’intelletto umano, IV, 2, 1765)

“La matematica ha a che fare solo con le relazioni tra idee e non è in grado di stabilire nulla attorno alle questioni di fatto.” Hume, Trattato sulla natura umana, I, III, 8, 1739) “Finché le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non sono certe, e finché sono certe, non si riferiscono alla realtà.” Einstein, Geometria ed esperienza, p. 217, 1921.

Se l’enunciato è vincolato a una rigorosa certezza, allora non dice nulla della realtà” (Reichenbach, Causalità e probabilità, 1930/1969, p. 439.
La ricerca della certezza costituisce una delle fonti d’errore più pericolose. Il carattere necessario delle dimostrazioni logiche viene elevato a criterio e finisce per pretendere che tutto il sapere risulti stabilito con metodi sicuri come quello della logica” Reichenbach, La nascita della filosofia scientifica, (1951)il Mulino, Bologna 1961, p. 45) Le scienze formali non ci dicono nulla rispetto alla realtà, ma solo sul nostro modo di descriverla, in particolare sul modo di ordinare il reale in rapporto alle relazioni tra simboli ( la cui semantica è indifferente).
Le scienze formali servono a capire la copertura linguistica del mondo, in questo caso la struttura logica del nostro pensiero sul mondo. Le scienze naturali a. per il carattere olistico delle nostre proposizioni
(“le nostre proposizioni sul mondo esterno si sottopongono al tribunale dell’esperienza sensibile non individualmente, ma solo come un insieme solidale” Quine, I due dogmi dell’empirismo (1951), in Il problema del significato, Ubaldini, Roma, 1966, p. 36.

b. per la sottodeterminazione delle teorie rispetto ai dati: i dati osservativi non determinano in maniera decisiva la teoria che corrisponde ad essi; c’è più di una teoria che può essere compatibile con gli stessi dati osservativi. Le teorie quindi sono sotto determinate: “Non ci sono limiti al numero delle teorie dalle quali un’ipotesi confermata può essere dedotta” Galtung, Theory and Methods of Social Research, Allen & Unwin, London 1967, p. 455. SCIENZE NATURALI E PROBABILITA’

Cresce la probabilità e l’incertezza, perché si sta toccando la realtà, non artificiale (di cui conosciamo il processo costitutivo) ma naturale.
Ma i dati selle scienze naturali sono caratterizzati
Dalla fungibilità, cioè dalla possibilità di non variare se sottoposti a diversi controlli
Della semantica operativa (il peso, l’energia, la massa… indicano procedure concordate di misura)
Dell’isolamento analitico (gli oggetti sottoposti ad analisi sono separati e distinti, per lo più) Si impone, nelle scienze naturali, un grado di probabilità, di incertezza, di variabilità molto alto rispetto alle scienze formali. “- Ai vostri posti! - gridò la Regina con voce tonante. E gl'invitati si sparpagliarono in tutte le direzioni, l'uno rovesciando l'altro: finalmente, dopo un po', poterono disporsi in un certo ordine, e il giuoco cominciò. Alice pensava che in vita sua non aveva mai veduto un terreno più curioso per giocare il croquet; era tutto a solchi e zolle; le palle erano ricci, i mazzapicchi erano fenicotteri vivi, e gli archi erano soldati vivi, che si dovevano curvare e reggere sulle mani e sui piedi.
La principale difficoltà consisteva in ciò, che Alice non sapeva come maneggiare il suo fenicottero; ma poi riuscì a tenerselo bene avviluppato sotto il braccio, con le gambe penzoloni; ma quando gli allungava il collo e si preparava a picchiare il riccio con la testa, il fenicottero girava il capo e poi si metteva a guardarla in faccia con una espressione di tanto stupore che ella non poteva tenersi dallo scoppiare dalle risa: e dopo che gli aveva fatto abbassare la testa, e si preparava a ricominciare, ecco che il riccio si era svolto, e se n'andava via. Oltre a ciò c'era sempre una zolla o un solco là dove voleva scagliare il riccio, e siccome i soldati incurvati si alzavano e andavan vagando qua e là, Alice si persuase che quel giuoco era veramente difficile. ” Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, 1865, cap. VIII. L’OGGETTO DELLE SCIENZE UMANE
William Thomas (1863 –1947) definì quello che oggi si chiama Teorema di Thomas, con l’enunciato, coniato nel 1928: «Se gli uomini definiscono reali le situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze».
La realtà rappresentata, non un reale indipendente da chi lo enuncia, è l’oggetto delle scienze umane. SCIENZE UMANE La conferma (o la falsificazione) di una teoria propria di una scienza naturale non è un processo conclusivo... Il dato nelle scienze umane è..
un costrutto linguistico
culturalmente determinato
sistemico
interattivo COSTRUZIONE LINGUISTICA
Il dato è sempre una costruzione linguistica, produttrice di informazione sull’universo.
Solo i dati sono fatti – erroneamente considerati inerti rispetto agli atti teorici del ricercatore.
Il dato dipende dalla cultura sociale dello scienziato, dal suo sistema teorico e dagli strumenti di rilevazione impiegati. Non si parte mai dai dati, ma si arriva ad essi attraverso specifici percorsi teorici. “Il dato esiste in quanto vi è un sistema di concettualizzazione atto a rilevarlo” Bruschi, Metodologia delle scienze sociali, 1999, p. 225 SENSIBILE AL CONTESTO
La natura linguistica del dato nelle scienze umane deriva anche dalla sua specifica “culturalità”. I significati, il quadro dei problemi, i contesti di riferimento, le teorie generali sono in costante mutamento, costantemente rinegoziati.
Le teorie delle scienze umane sono sensibili al contesto.
La “negoziazione dei significati” interagisce costantemente con il quadro di riferimento a cui appartiene.
Ciò avviene perché l’oggetto delle scienze umane è sistemico. IL SISTEMA
Un sistema è una relazione tra elementi. In un sistema lo stato di un elemento determina ed è determinato dallo stato di tutti gli altri elementi.
Non serve a molto conoscere il componente senza conoscere:
le sue relazioni
il livello di integrazione delle relazioni
la storia delle sue relazioni passate e possibili.
Il tutto, in un sistema, non si riduce mai alla somma delle parti.
L'approccio sistemico inizia ad assumere contorni definiti quando - subito dopo la seconda guerra mondiale - appaiono più evidenti i limiti di una scienza orientata quasi esclusivamente alla ricerca di sequenze causali lineari da isolare mediante procedimenti analitici. Paolo Vidali - Scienza e scienze - 2012 Due le trasformazioni sostanziali:
a - il passaggio da una concezione di "elemento" o "componente“ del sistema, centrata sulle qualità materiali e discrete che contraddistinguono entità fisicamente determinate, ad una concezione continuistica, più legata all'idea di processo e a quella di relazione/interazione;

b - lo spostamento dell'osservatore e dell'azione di osservazione dall'esterno all'interno del sistema osservato e da un ruolo passivo (= l'oggetto osservato è dato) a uno di partecipazione attiva nella determinazione di ciò che viene osservato
(= l'oggetto osservato viene costruito).
  
"l'osservatore seleziona da un numero infinito di unità e relazioni un particolare insieme rispetto agli scopi che si propone e alle caratteristiche che gli sono proprie" (Miller 1971, p.51). IL RISCHIO SISTEMICO
In un contesto di analisi la possibilità di trovare correlazione tra elementi è altissimo
“Non è quasi mai seriamente pensabile l’idea di isolare una coppia di proprietà di esseri umani manipolandone una per vedere i suoi effetti sull’altra tenendo effettivamente costanti tutte le altre che possono esercitare influenza nella situazione. (Marradi, Metodologia delle scienze sociali, il Mulino, Bologna 2007, p. 89) L'INTERAZIONE
L’oggetto, nelle scienze umane, reagisce, interagisce e si trasforma, in relazione alla teoria.
Da qui il (falso) paradosso delle scienze umane: Ogni buona teoria nelle scienze umane è una cattiva teoria.
Ciò avviene perché l’oggetto della teoria è “cognitivo” cioè coglie il senso di ciò che diviene teorizzato.
Non solo la subisce, ma se ne appropria, se ne nutre, richiede la teoria per comprendere la realtà che lo circonda e in cui esso vive. Egli si serve delle teorie provenienti dalle scienze umane per vivere, agire, comportarsi, progettare, cambiare. Le teorie prodotte dalle scienze umane vengono assorbite dal “sistema sociale, nei suoi versanti culturali e strutturali. In tal modo, da un lato si modificano i sistemi interpretativi della “realtà”; dall’altro, si trasforma la struttura materiale e sociale dell’ambiente in cui l’uomo vive. La nuova situazione socioculturale influenzerà a sua volta la produzione scientifica, mutando il quadro entro cui si svolge la ricerca pura e applicata”
Bruschi, Metodologia delle scienze sociali, Bruno Mondadori, Milano 1999, p. 12. SCIENZE MORBIDE PER PROBLEMI DURI L’ORIENTAMENTO NON STANDARD DELLE SCIENZE UMANE
Il carattere non standard (qualitativo) delle scienze umane, vissuto a lungo come un limite, si mostra una risorsa, perché…
Allarga lo spazio degli oggetti osservabili
Riduce la distanza tra scienza e vita quotidiana
Spinge alla comprensione globale di situazioni specifiche più che alla generalizzazione di relazioni lineari
Porta alla luce i presupposti della ricerca
Rimane duttile rispetto alla realtà indagata
Privilegia la “narrazione” sulla statistica PROBLEMI DURI
1 IL CAMPIONAMENTO
Come si confrontano le proprietà della popolazione con quelle del campione per giudicare se quest’ultimo è rappresentativo?
La rappresentatività è garantita solo se la proprietà sotto analisi ha una distribuzione conosciuta nella popolazione. Ma allora a che servirebbe lo studio di un campione? PROBLEMI DURI
2. ASSIOMI
“Ogni istituzione sociale esiste in quanto svolge una funzione utile alla preservazione della società”
“Ogni uomo persegue razionalmente il soddisfacimento dei propri bisogni”
“Il comportamento umano è razionale”
Anche gli assiomi mostrano, nelle scienze umane, la loro natura utile ma convenzionale. PROBLEMI DURI
Un esempio di problema duro
Una sorte del genere è toccata alle teorie che attribuivano razionalità agli elettori, in seguito ai risultati concordemente contrari delle prime ricerche sul comportamento elettorale svolte negli Stati Uniti. Dall’assioma di razionalità del comportamento umano si faceva derivare la teoria secondo cui l'elettore votava dopo aver attentamente valutato la corrispondenza fra i propri interessi e i programmi dei candidati. In occasione delle elezioni presidenziali del 1940, un gruppo di ricercatori studiò gli effetti della campagna elettorale intervistando sette volte un panel [gruppo di individui intervistati ripetutamente nel quadro della stessa ricerca e con lo stesso questionario] di 600 elettori di una contea dell'Ohio. Oltre tre quarti degli intervistati dichiararono invariabilmente che avrebbero votato "come abbiamo sempre votato in famiglia", senza porsi ulteriori problemi. Anche fra gli incerti, pochissimi risultarono valutare razionalmente gli argomenti presen¬tati dalle due parti nella campagna elettorale; i più erano semplicemente privi di interessi politici [Lazarsfeld, Berelson e Gaudet 1944, IX-XXVIII]. I risultati erano talmente lontani dalle aspettative dei ricercatori che essi li accantonarono per un anno per smaltire la sorpresa.
Peraltro, tutte le ricerche condotte nei successivi vent'anni confermarono che la grande maggioranza degli elettori americani votava per il partito tradizionalmente preferito dalla sua famiglia. La teoria dell'elettore razionale fu pertanto sostituita, come ispiratrice delle ricerche empiriche, dalla teoria dell'identificazione con un partito (che però si rivelò insufficientemente articolata se trasportata fuori dal contesto americano).
L'assioma di razionalità è passato invece ad ispirare un gran numero di teorie politiche formali, cioè logico-deduttive: teoria delle decisioni politiche, dell'equilibrio, delle coalizioni, dei giochi, e cosi via. Le poche volte che sono state sottoposte a controllo empirico, le ipolesi ricavate dalla teoria dell'elettore razionale hanno continuato a ricevere clamorose smentite.
Questo non significa che in futuro o in contesti diversi da quelli in cui è stata sottoposta a controllo finora, quella teoria non possa ricevere invece delle conferme.
(Marradi 2007 pp. 229) Una teoria (non solo nelle scienze umane) è soltanto come dice il biologo Claude Bernard, "una verità parziale e provvisoria, pianerottolo su cui fermarsi per riposare" [Introduction à l’étude de la medécine expérimentale, Baillière, Paris 1865, p. 61].
Per Ernst Mach: "le teorie sono come foglie che cadono a terra dopo aver consentito all'albero della scienza di respirare per un certo tempo" [Die Geschichte und die Wurzel Satzes von der Erhaltung der Arbeit, Calve, Praga, 1872, p. 45]. IL RUOLO DELLE TEORIE Paolo Vidali - Scienza e scienze - 2012 I parametri da lei scelti, sebbene a suo stesso avviso non esaustivi, sono:
 
stabilità: ogni legge richiede che alcune condizioni iniziali vengano soddisfatte. In base a quanto spesso ciò avvenga nell'universo si ha un’idea di quanto una generalizzazione sia stabile. Per esempio, le leggi fisiche sui rapporti tra massa ed energia trovano applicazione ovunque nell'universo, mentre le leggi di Mendel si situano più in basso nella scala di stabilità poiché riguardano un campo ontologico più ristretto;
forza: la connessione realizzata da una generalizzazione tra un insieme di eventi e un altro può essere più o meno rigida a seconda che il legame sia di tipo deterministico, come è il caso di alcune leggi fisiche, o che sia probabilistico, come è il caso di tutte le generalizzazioni biologiche;
astrazione: le generalizzazioni trascurano aspetti della realtà che non vengono ritenuti rilevanti. Per esempio, esistono numerosi isotopi di ciascuno degli atomi che formano la molecola di emoglobina, ciò comporta che è estremamente improbabile che nel corpo umano ci siano due molecole di emoglobina atomicamente identiche, ma questo è del tutto irrilevante per le generalizzazioni che riguardano le funzioni fisiologiche di questa molecola.
 
   
Con un diagramma è possibile cogliere in un unico sguardo la collocazione delle diverse generalizzazioní rispetto ai parametri indicati (Netchell, 2000, p. 263 con modifiche).
Così facendo, implicitamente, Mitchell si schiera tra coloro che ritengono che la biologia possegga delle leggi, seppur "epistemologicamente inferiori” rispetto a quelle della fisica ma "superiori", sulla base dei parametri adottati, a generalizzazioni banali del parlare quotidiano del tipo 'Le monete nella tasca di Nelson Goodman sono tutte di rame“. Paolo Vidali - Scienza e scienze - 2012 Paolo Vidali - Scienza e scienze - 2012 presuppone una comprensibilità del mondo…
indaga per problemi…
cerca spiegazioni e, laddove è possibile, forme di regolarità…
usa modellizzazioni, anche matematiche…
utilizza concetti definiti operativamente…
immagina mondi e li descrive…
si riferisce a realtà pubblicamente accessibili…
agisce entro sistemi di pensiero, che a certe condizioni possono venir messi in discussione…
agisce ricorsivamente sui propri presupposti per modificarli, se questo è utile per comprendere meglio…
richiede creatività e intelligenza nella soluzione di problemi…
si alimenta dell’errore non meno che di una provvisoria verità…
come nella filosofia, sa di non possedere la verità.
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