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Copy of Scuola siciliana

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Lucylenia De Bonis

on 21 February 2013

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Transcript of Copy of Scuola siciliana

La scuola siciliana Riuniti intorno alla personalità di Federico II, re di Sicilia e imperatore del sacro romano impero, a corte troviamo tra il 1220 e il 1266 un gruppo di poeti; essi, quasi tutti funzionari e dignitari, riprendono moduli e temi dell’amore cortese elaborati dai poeti provenzali nel ventennio precedente. I poeti stilizzarono e standardizzarono il volgare della Sicilia orientale intrecciandolo con le figure retoriche di derivazione latina per creare un dialetto letterario elegante benchè ampolloso. L'idioma letterario dei poeti siciliani venne arricchito dalla presenza alla corte sveva di elementi non isolani. I poeti siciliani vengono definiti come “gemme preziose", fiori fragranti di vera poesia. Ad essi si riconosce il primato storico di essere stati, bene o male, gli iniziatori della nostra tradizione poetica. Contrariamente a quanto si crede, i primi trovatori non esaltavano l'amore "platonico". Lo scopo del loro prodigarsi era il soddisfacimento carnale e ci volle tempo perchè la donna fosse innalzata su un piedistallo. Si diffonde quindi il tema dell'adulterio, in quanto la donna amata dal protagonista di rado si identifica con la moglie; questo porta a reazioni da parte dell'ambiente ecclesiastico: si ha dunque la distruzione del culto dell'amore.

Principi e cavalieri sono i principali protagonisti della produzione poetica, quando non erano essi stessi autori o esecutori. Aspetti metrici La struttura metrica della poesia siciliana si rifà a quella trobadorica eliminando però alcuni punti ben delineati;
ad esempio ogni elemento politico o riguardante la cronaca. Il sonetto (quattordici versi endecasillabi, divisi in fronte[8 versi] e sirma[sei versi]), deriva dalla stanza della canzone, e da questa riprende la divisione al suo interno.

Il sonetto tratta di argomenti discorsivi, teorici, filosofici e morale e fu introdotto da Giacomo Da Lentini. Sonetto La canzonetta (settenari, doppi settenari, ottonari, novenari) ha una struttura narrativa e dialogica e tratta quindi di argomenti meno elevati. Esempio canzone (Meravigliosamente - Giacomo da Lentini). Canzonetta Canzone Tuttavia, la regione che raccolse con maggiori risultati l’eredità dei poeti provenzali fu proprio la Sicilia, grazie alla corte di Federico II. La scuola siciliana risentì dell'influsso della poesia araba e greca, ebbe stimoli provenzali, tedeschi e latini; modelli ovidiani e tardo-antichi. Uno dei difetti è la mancanza di continuità, ma il loro fine primario è la ricercatezza e l'uso adeguato di un linguaggio desueto La canzone (endecasillabi alternati a settenari) deriva dalla “Canso” provenzale, e diventa la forma più elevata di far poesia a causa della struttura metrica e dei temi trattati. Grazie a questa caratteristica, che ben si adeguava alle caratteristiche basi della scuola poetica siciliana (tensione intellettuale, chiusura), questa forma divenne la più importante. Nascita
scuola siciliana Nel 1209, con la costituzione di una crociata in linguadoca (regione meridionale della Francia) da parte del papa Innocenzo III, i poeti provenzali (poesia trobadorica in lingua d’oc) furono costretti a spostarsi principalmente nelle zone della marca trevigiana (zona di frontiera). http://www.tellusfolio.it/index.php?cmd=v&id=1508
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