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IL '900 E UNGARETTI

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Agnese Pescuma

on 11 May 2018

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Transcript of IL '900 E UNGARETTI

IL '900 E UNGARETTI
GIUSEPPE UNGARETTI (1888-1970)
IL CARSO E LA GUERRA IN TRINCEA
Rientrato in Italia nel 1914 si abilitò all'insegnamento della lingua francese e lavorò a Milano.

Aderì al movimento interventista e si arruolò come volontario in guerra, combattendo sul fronte del Carso.

Scrisse nel 1916
Il porto sepolto
, dove espresse il dolore e la condanna per la guerra.
ERMETISMO
A partire dagli anni Venti, e per tutto il periodo fascista, si affermò in Italia una nuova poesia, l'
Ermetismo
.

Il termine deriva dal nome del dio greco Ermete. "Ermetico" significa quindi "
misterioso
", "
difficile da capire
".
Le caratteristiche sono:
la brevità del testo poetico;
l'utilizzo di analogie.

I poeti principali sono: Ungaretti e Quasimodo.
Il primo dopoguerra
IL FUTURISMO
Il 20 febbraio 1909, Filippo Tommaso Marinetti ottenne la pubblicazione, sulla prima pagina del quotidiano parigino Le Figaro, di un suo testo intitolato Le Futurisme. È il manifesto di fondazione del Futurismo. È costituito da undici punti.


Di grande importanza, e di poco successivo, è anche il Manifesto della Pittura Futurista, firmato tra gli altri da Boccioni, Carrà e Balla. Di importanza anche maggiore, è il seguente documento, anch'esso opera di F. T. Marinetti.



LA GRANDE GUERRA
L'epoca felice della Belle Epoque terminò nel 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale.

Le potenze vincitrici (Russia, Gran Bretagna, Francia e Italia), si riunirono nel 1917 a Versailles per stabilire le condizioni di pace:

la restituzione dell'Alsazia e della Lorena alla Francia;
il controllo da parte della Francia della Saar, zona in territorio tedesco ricchissima di risorse minerarie;
spartizione delle colonie tedesche tra Francia e Gran Bretagna;
distruzione della flotta tedesca;
il pagamento a costo della Germania dei danni di guerra;
l'esclusione della Germania dalla Società delle Nazioni;
la creazione del corridoio di Danzica;
il riconoscimento dell'indipendenza di Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania;
L'Italia ebbe Trento e Trieste ma non Fiume e la Dalmazia.
Questi trattati però non posero le basi per un reale equilibrio tra le potenze. Le condizioni imposte alla Germania (che era stata sconfitta) fecero nascere nella popolazione tedesca desideri di ribellione; la mancata annessione delle città di Fiume e Dalmazia, provocò un sentimento di delusione in molti italiani (vittoria mutilata).
Questi sentimenti favorirono negli anni successivi movimenti politici nazionalisti
e aggressivi: il
fascismo
e il
nazismo
.

Negli Stati Uniti ci fu una crisi di sovrapproduzione, tanto che si parlò di "
grande depressione
".

I regimi dittatoriali che si affermarono a partire dagli anni Venti sono detti totalitari:
Hitler con il nazismo in Germania;
Mussolini con il fascismo in Italia;
Stalin con lo stalinismo in Russia.

Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d'Egitto nel 1888 da genitori italiani.

Dopo aver trascorso l'infanzia e l'adolescenza in Egitto, nel 1912 si trasferì a Parigi.

Qui strinse amicizia con il poeta Guillaume Apollinaire.
Conobbe i pittori Pablo Picasso, Georges Braque, Giorgio De Chirico e Amedeo Modigliani. Incontrò anche futuristi come Ardengo Soffici, Umberto Boccioni e Carlo Carrà.
forme uniche nella continuità dello spazio-Boccioni
Casa all'Estaque-Braque
Guernica-Picasso
1. Bisogna distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono.

2. Si deve usare il verbo all'infinito, perché si adatti elasticamente al sostantivo e non lo sottoponga all'io dello scrittore che osserva o immagina. [...]

3. Si deve abolire l'aggettivo perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale. L'aggettivo avendo in sé un carattere di sfumatura, è incompatibile con la nostra visione dinamica, poiché suppone una sosta, una meditazione.

4. Si deve abolire l'avverbio, vecchia fibbia che tiene unite l'una all'altra le parole. [...]

5. Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguìto, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto, porta-rubinetto.

[…] Bisogna dunque sopprimere il come, il quale, il così, il simile a. [...]

6. Abolire anche la punteggiatura. [...] Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s'impiegheranno i segni della matematica: +--x: = < >, e i segni musicali.

7. […] La poesia deve essere un seguito ininterrotto d'immagini nuove, senza di che non è altro che anemia e clorosi. [...]

11. Distruggere nella letteratura l'«io», cioè tutta la psicologia. L'uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto a una logica e ad una saggezza spaventose, non offre assolutamente più interesse alcuno. [...]
Marinetti
LA RIVOLUZIONE POETICA DE L'ALLEGRIA
Dal 1918 al 1921 il poeta visse a Parigi, lavorando presso l'Ambasciata italiana dedicandosi all'attività giornalistica.
Mentre era in Francia, pubblicò in Italia la prima edizione di
Allegria di naufragi
(1919).
La novità di questa poesia è evidente anzitutto nell'impostazione grafica:
verso brevissimo (versicolo), costituito a volte da una sola parola;
punteggiatura assente;
sintassi spezzata dai numerosi enjambement.
IL LUTTO FAMILIARE
Nel 1936 fu chiamato in Brasile a insegnare letteratura italiana all'Università di San Paolo. Durante questa trasferta, morì il figlio Antonietto, di soli nove anni.

A questo tragico evento sono dedicati molti dei componimenti
raccolti nella prima parte de
Il Dolore
.
GLI ULTIMI ANNI
Nel 1947 gli venne assegnata la cattedra di Letteratura moderna e conteporanea all'Università di Roma; in seguito ottenne molti riconoscimenti e curò personalmente l'edizione completa dei suoi scritti intitolata
Vita di un uomo
.

Morì a Milano nel 1970.
POESIE PRINCIPALI TRATTE DA
L'ALLEGRIA
Un'intera nottata
passata vicino
ad un compagno
morto,
con la bocca
digrignata,
volta alla luna piena,
con le mani congestionate
che entrano nei miei pensieri,
ho scritto lettere piene d'amore.
L'esperienza della morte, mi spinge a desiderare la vita.
In questa poesia Ungaretti parla della solidarietà tra gli uomini che appare fragile e tremante e spiega che la parola "fratelli", pronunciata da soldati che rischiano ogni giorno di restare uccisi, è una sorta di involontaria rivolta al proprio destino di morte.
In questa poesia Ungaretti paragona una fredda pietra di San Michele al proprio dolore che non può essere mostrato. La paragona al proprio dolore perché tutti e due sono incapaci di mostrare le loro emozioni.
Finisce la poesia dicendo che la morte si paga vivendo.
In questa poesia Ungaretti racconta della città di San Martino del Carso, che è stata distrutta dai bombardamenti, ed è straziata dalla guerra.
Paragona i resti della cittadina alla strage dei suoi amici.
Finisce dicendo che nel suo cuore li ricorda tutti e che è proprio il suo cuore il "paese" più distrutto.
In questa poesia Ungaretti dice che non vuole uscire di casa perchè nel corso della guerra ha accumulato molta stanchezza morale, vuole solo essere lasciato in pace, al caldo dell'abitazione in cui si trova ora con il fumo del focolare.
Come si sa l'Autunno è per le foglie il momento di cadere e come esse anche i poveri soldati lo fanno.
Con la poesia
Soldati
, Ungaretti vuole mettere in evidenza le sue sensazioni, che sicuramente condivide con i suoi compagni. Esse sono l'angoscia per la guerra e il sentimento di precarietà che accompagna i soldati al fronte.
FATTO DA:
ISABEL LANZA
E
AGNESE PESCUMA.
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