Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Le città invisibili

tratto da da Le città invisibili di Italo Calvino. Autori gli alunni della Cl@sse 2.0 3A e della classe 3C A. S. 2014-15 - I. C. "Via Dal Verme" Roma a cura di Maria Rosa Mazzola
by

Maria Rosa Mazzola

on 23 September 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Le città invisibili

le città e il desiderio
Le città e i segni
Le città sottili
Le città e gli occhi
Le città e il cielo
Le città continue
da
Le città invisibili
di Italo Calvino

Cl@sse 2.0 3A e classe 3C 2014-15
I. C. "Via Dal Verme" Roma
a cura di Maria Rosa Mazzola
Le città e la memoria
Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l'imperatore dei tartari continua ad ascoltare il giovane veneziano con più curiosità e attenzione che ogni altro suo messo e esploratore. Nella vita degli imperatori c'è un momento, che segue all'orgoglio per l'ampiezza sterminata dei territori che abbiamo conquistato, alla malinconia e al sollievo di sapere ce presto rinunceremo a conoscerli e a comprenderli; un senso come di vuoto che ci prende una sera con l'odore degli elefanti dopo la pioggia e della cenere di sandalo che si raffredda nei bracieri; ...
(Italo Calvino)
Zaira
Le città e gli scambi
Le città e il nome
Clarice
Le città e i morti
Le città nascoste
Le tue città non esistono. Forse non sono mai esistite. Per certo non esisteranno più.
Perché ti trastulli con favole consolanti? So bene che il mio impero marcisce come un cadavere nella palude, il cui contagio appesta tanto i corvi che lo beccano quanto i bambù che crescono concimati dal suo liquame. Perché non mi parli di questo?
Perché menti all’imperatore dei Tartari, straniero?
Polo sapeva secondare l’umor nero del sovrano.
- Sì, l’impero è malato e, quel che è peggio, cerca d’assuefarsi alle sue piaghe. Il fine delle mie esplorazioni è questo: scrutando le tracce di felicità che ancora s’intravvedono, ne misuro la penuria.
Kublai domanda a Marco: - Quando ritornerai al Ponente, ripeterai alla tua gente gli stessi racconti che fai a me?.
- Io parlo parlo, - dice Marco, ma chi mi ascolta ritiene solo le parole che aspetta. Altra è la descrizione del mondo cui tu presti benigno orecchio, altra quella che farà il giro dei capannelli di scaricatori e gondolieri sulle fondamenta di casa mia il giorno del mio ritorno, altra ancora quella che potrei dettare in tarda età, se venissi fatto prigioniero da pirati genovesi e messo in ceppi nella stessa cella con uno scrivano di romanzi d’avventura.
Chi comanda il racconto non è la voce: è l’orecchio.
Le città invisibili
Grazie per l'attenzione
Progetto e regia di Maria Rosa Mazzola
Gran Kan s’era accorto che le città di Marco Polo s’assomigliavano, come se il passaggio dall’una all’altra non implicasse un viaggio ma un passaggio d’elementi.
Adesso, da ogni città che Marco gli descriveva, la mente del Gran Kan partiva per suo conto, e smontava la città pezzo per pezzo, la ricostruiva in un altro modo, sostituendo ingredienti, spostandoli, invertendoli.
"- Viaggi per rivivere il tuo passato?-
era a questo punto la domanda del Kan, che poteva anche essere formulata così:
-Viaggi per ritrovare il tuo futuro?
E la risposta di Marco:
-L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è stato, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà."


Il Gran kan dice:- Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.

E Polo:- L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino
Inutilmente, magnanimo Kublai, tenterò di descriverti la città di Zaira dagli alti bastioni. Potrei dirti di quanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sesto gli archi dei porticati,… ma so già che sarebbe come non dirti nulla.



Al di là di sei fiumi e tre catene montuose sorge Zora, città che chi l’ha vista una volta non può più dimenticare.
Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d'arte cannocchiali e violini, dove il forestiero è incerto tra due donne ne incontra sempre una terza, dove i lotte dei galli degenerano in risse sanguinose tra gli scommettitori.

È vano chiedersi se essi sono migliori o peggiori degli antichi; dato che non esiste tra loro nessun rapporto, così come le vecchie cartoline non rappresentano Maurilia com'era, ma un'altra città che per caso si chiamava come questa.

Da una terrazza una voce di donna grida "U!!", gli viene da invidiare quelli che ora pensano d'aver già vissuto, una sera uguale a questa e d'essere stati quella volta felici.

Le ragazze da marito di ciascun quartiere si sposano con i giovani di altri quartieri e le loro famiglie si scambiano le mercanzie che ognuna ha in privativa.

Le ragazze da marito di ciascun quartiere si sposano con i giovani di altri quartieri e le loro famiglie si scambiano le mercanzie che ognuna ha in privativa.

La tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e tu credi di godere per tutta Anastasia mentre non ne sei che lo schiavo.

In due modi si raggiune Despina: per nave o per cammello. La città si presenta differente a chi viene da terra e chi dal mare.

Al centro di Fedora, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città azzurra che è il modello d’un’altra Fedora.

Di là, dopo sei giorni e sette notti, l’uomo arriva a Zobeide, città bianca, ben esposta alla luna…

L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.

La città è ridondante: si ripete perché qualcosa arrivi a fissarsi nella mente… La memoria è ridondante: ripete i segni perché la città cominci a esistere.

Si domanda come sarà la reggia, la caserma, il mulino, il teatro, il bazar.

Per partire so che non dovrò scendere al porto, ma salire sul pinnacolo più alto della rocca ed aspettare che una nave passi lassù, ma ci passerà mai? Non c’è linguaggio senza inganno.

Se ti descrivo Olivia, città ricca di prodotti e guadagni, per significare la sua prosperità non ho altro mezzo che parlare di palazzi di filigrana con i cuscini frangiati ai davanzali delle finestre, oltre la grata di un patio una girandola di zampilli dove un pavone bianco fa la ruota.

Isaura, la città dai mille pozzi, si presume sorga sopra un lago sotterraneo.

Ora dirò della città di Zenobia che ha questo di mirabile:
benché posta su terreno asciutto essa sorge su altissime palafitte…

Armilla non può dirsi deserta, alzando gli occhi tra le tubature, non è raro scorgere una o molte giovani donne… che si inarcano sotto docce sospese sul vuoto
.

La città di Sofronia si compone di due mezze città. In una c’è il grande ottovolante dalle ripide gobbe… l’altra mezza città è di pietra e marmo e cemento, con la banca, gli opifici, i palazzi, il mattatoio , la scuola e tutto il resto.

Sospesa sull'abisso, la vita degli abitanti d'Ottavia è meno incerta che in altre città. Sanno che più di tanto la rete non regge.

La barca che vi approda con un carico di zenzero e bambagia tornerà a salpare con la stiva colma di pistacchi e semi di papavero…

A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono.
Al vedersi immaginano mille cose uno dell’altro…

Eutropia non è una ma tutte queste città insieme, una sola è abitata, le altre vuote; e questo si fa a turno… Così la città ripete la sua vita uguale spostandosi in su e in giù sulla sua scacchiera vuota.

Dalla costa di un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l'intrigo di fili tesi e pali che si innalzano nella pianura.

A Smeraldina, città acquatica, un reticolo di canali e un reticolo di strade si sovrappongono e s’intersecano.

Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive di un lago… Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell’una Valdrada che l’altra Valdrada non ripeta…

È l'umore di chi la guarda che dà alla città di Zemrude la sua forma. Se ci passi fischiettando, a naso librato verso il fischio, la conoscerai da sotto in su: davanzali, tende che sventolano, zampilli.

I sottili trampoli che s’alzano dal suolo a gran distanza l’uno dall’altro e si perdono sopra le nubi sostengono la città. Ci si sale con le scalette.

“Felice chi ha ogni giorno Fillide sotto gli occhi e non finisce mai di vedere le cose che contiene”.

Guadato il fiume, l’uomo si trova di fronte tutt’a un tratto la città di Moriana, con le porte d’alabastro trasparenti alla luce del sole…

Se dunque volessi descriverti Aglaura tenendomi a quanto ho visto e provato di persona, dovrei dirti che è una città sbiadita, senza carattere, messa lì come viene viene.

Dèi di due specie proteggono la città di Leandra... Gli uni (Penati) stanno sulle porte delle case, all’interno, vicino all’attacapanni e al portaombrelli… Gli altri (Lari) stanno in cucina…

Pirra è una città con finestre alte e torri, chiusa come una coppa, con al centro una piazza profonda come un pozzo e con un pozzo al centro.

Quale sia la città che quelli dell’altipiano chiamano Irene non è riuscito a saperlo; d’altronde poco importa; a vederla standoci in mezzo sarebbe un’altra città; Irene è un nome di città da lontano, e se ci si avvicina cambia.

Forse Clarice è sempre stata solo un tramestio di carabattole sbrecciate, male assortite, fuori uso.

La popolazione di Melania si rinnova: i dialoganti muoiono uno a uno e intanto nascono quelli che prenderanno posto a loro volta nel dialogo, chi in una parte chi in un’altra.

Pensai: “Forse Adelma è la città in cui si arriva morendo e in cui ognuno ritrova le persone che ha conosciuto. È segno che sono morto anch’io”.
Pensai anche: “È segno che l’aldilà non è felice”.

E perchè il salto dalla vita alla morte sia meno brusco, gli abitanti hanno costruito una copia identica alla loro città sottoterra.

Di notte, accostando l’orecchio al suolo, alle volte si sente una porta che sbatte.

Ogni città, come Laudomia, ha al suo fianco un’altra città i cui abitanti si chiamano con gli stessi nomi: è la Laudomia dei morti, il cimitero.

A Eudossia si conserva un tappeto in cui puoi contemplare la vera forma della città.

La città celeste è questa e nel suo cielo scorrono comete dalla lunga coda, emesse a roteare nello spazio dal solo atto libero e felice di cui sono capaci, gli abitanti di Bersabea…

Alla domanda: - Perché la costruzione di Tecla continua così a lungo? – Gli abitanti senza smettere d’issare secchi, calare fili a piombo, di muovere in su e in giù lunghi pennelli, - perché non cominci la distruzione – rispondono.

Perinzia – assicurarono gli astronomi – avrebbe rispecchiato l’armonia del firmamento; la ragione della natura e la grazia degli dei avrebbe dato forma ai destini degli abitanti.

Con tale arte fu costruita Andria, che ogni sua via corre seguendo l'orbita di un pianeta e gli edifici e i luoghi della vita comune ripetono l'ordine della costellazioni e la posizione degli astri più luminosi…

Più Leonia espelle roba più ne accumula.

Puoi riprendere il volo quando vuoi ma arriverai a un’altra Trude, uguale punto per punto, il mondo è coperto da un’unica Trude che non comincia e non finisce, cambia solo il nome dell’aereoporto.

Fin dalla prima volta mi sono soffermato a contemplare il paesaggio che si vede spostando le tendine della finestra: un fosso, un ponte, un muretto, un albero di sorbo, un campo di pannocchie, un pollaio, un dosso di collina, una nuvola bianca…

Per le vie di Cecilia, città illustre, incontrai una volta un capraio che spingeva rasente i muri un armamento scampanante.

Fuori da Pentesilea c'è un fuori?

A Olinda, chi ci va con una lente e cerca con attenzione può trovare da qualche parte un punto non più grande d'una capocchia di spillo.

Non è felice la vita a Raissa.
Per le strade la gente cammina torcendosi le mani, impreca ai bambini che piangono…

Marozia consiste di due città: quella del topo e quella della rondine; entrambe cambiano nel tempo; ma non cambia il loro rapporto: la seconda è quella che sta per sprigionarsi dalla prima.

A ogni nemico sgominato un altro prendeva forza e minacciava la sopravvivenza degli abitanti.

Dovrei parlarti della Berenice nascosta, la città dei giusti... allacciando una rete di fili e tubi e carricole e stantuffi e contrappesi che s'infiltra come una pianta rampicante tra le grandi ruote dentate (quando queste si incepperanno, un ticchettio sommesso avvertirà che un nuovo meccanismo governa la città);…

Musica

Call to Adventure
di Kevin MacLeod



Kevin MacLeod (incompetech.com)
Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0
http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/

Sito web Le città invisibili https://invisibilidalverme.wordpress.com/

Blog didattico Musica@scuola https://musicaescuola.wordpress.com/

Piattaforma e-learning Musica@scuola e –learning http://musicascuola.mdl2.com/

Sito didattico O Patria mia! La musica e il sentimento patriottico http://www.piranesi150.altervista.org/

Sito di documentazione didattica Cl@sse 2.0 I.C. Via Dal Verme ex G.B. Piranesi 2009-15
http://www.classe20piranesi.altervista.org/

Blog didattico Les villes d’Europe: Rome-Athènes http://blog.eun.org/rome-athenes

mariarosa.mazzola@gmail.com



Istituto Comprensivo “Via Dal Verme”
http://www.icviadalverme.gov.it/
Via Luchino Dal Verme 109, Roma  –  Tel/Fax 0621701558
Dirigente Scolastico Prof.ssa Noemi Fiorini
Full transcript