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GIACOMO LEOPARDI

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by

Martina Montebugnoli

on 19 December 2014

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Transcript of GIACOMO LEOPARDI

LA CORRENTE LETTERARIA
FOTO
I SUOI AMORI
Giacomo Leopadi, al battesimo Giacomo Taldegrado Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi, è nato a Recanati il 29 giugno 1798. All'età di soli nove anni è stato affidato ad un precettore.
E' stato un poeta, filosofo, scrittore filologo (colui che ricostruisce testi antichi dando loro più valore) e glottologo (colui che studia l'evoluzione della lingua dell'uomo).
E' stato ritenuto il maggior poeta dell''800 italiano e una figura molto importante per la letteratura mondiale.
Il 14 giugno 1837 morì a Napoli dopo essersi sentito male ad un pranzo.
Inizialmente Leopardi fu un sostenitore della corrente letteraria del Classicismo; poi,dopo la scoperta dei poeti romantici europei (Byron,Shelley,Foscolo ecc...), approdò alla corrente letteraria del
Romanticismo
diventandone un esponente,anche se non si definì mai romantico. Leopardi apperteneva al Romanticismo (non essendocene una del "
pessimismo
").
I SUOI "SPOSTAMENTI"
Nel dicembre del 1817 un avvenimento lo colpì profondamente: l'incontro con Geltrude Cassi Lazzari, una cugina di Monaldo, che nel 1817 fu ospite presso la famiglia Leopardi per alcuni giorni e per la quale provò un amore immenso. Scrisse in questa occasione il "Diario del primo amore".
Le donne amate da Leopardi furono Maria Belardinelli e Fanny Targioni Tozzetti, conosciuta a Firenze, cui dedicò il ciclo poetico dell’Aspasia. Poi Leopardi si innamorò di Teresa Fattorini, la donna a cui è stato dedicato il sonetto "A Silvia" che era la figlia del cocchiere di casa Leopardi. L'amore per lei da parte di Giacomo era principalmente poetico, poichè le dedica anche un sonetto.
LE SUE MALATTIE
A 20 anni (1815-1816) Leopardi fu colpito da alcuni seri problemi fisici,come la scoliosi e da disagi psicologici,tutto questo dovuto dall'eccessivo studio,dall'isolamento e da l'immobilità in posizioni scomode mantenute per lungo tempo nella biblioteca del padre. Così fu colpito dalla malattia di Pott, ossia la tubercolosi (malattia alla spina dorsale).Inoltre ebbe una malattia agli occhi, che per un pò di giorni non gli permise neanche di vedere.
Sempre in questo periodo venne colpito da crisi depressive attribuite all'impatto psicologico della sua malattia fisica, altri sostengono che lui avesse il disturbo bipolare,malattia che gli procurava i fequenti sbalzi d'umore.
Tutto questo rese più grande il suo disagio sociale.
LA SUA FAMIGLIA...
I genitori di Leopardi erano cugini fra di loro. Il padre, il conte
Monaldo
, era figlio del conte Giacomo e della marchesa Virginia Mosca di Pesaro, era un uomo amante degli studi e di idee reazionali e inoltre era molto severo e pretendeva molto dai suoi figli (in particolare da Giacomo). La madre, la marchesa
Adelaide Antici
, era una donna molto religiosa, fino alla superstizione, legata alle convenzioni sociali e ad un concetto di dignità della famiglia (motivo di sofferenza per Giacomo che infatti non ricevette tutto l'affetto necessario). I fratelli di Leopardi erano
Carlo Orazio Leopardi, Paolina Leopardi, Pierfrancesco Leopardi
e altri di cui non si hanno avuto notizie. Carlo era solo un anno più piccolo di Giacomo ma fu molto legato a Leopardi. Paolina era l'unica femmina dei tanti figli, era molto timida e gracile. Pierfrancesco, l'ultimo genito, più piccolo di Giacomo di 15 anni.
PENSIERO
GIACOMO LEOPARDI
Il pensiero di Leopardi era caratterizzato dal pessimismo. a causa delle sue precarie condizioni fisiche, arriva a un pessimismo che comprende l'umanità (secondo leopardi la vita non ha senso) e l'intero universo, che tuttavia non gli fa rinunciare alla speranza, alla solidarietà, all'amore verso la vita e le illusioni dell'arte e della poesia.
Il pessimismo filosofico di Leopardi ha le sue origini nel materialismo del Settecento derivato diretto dal pessimismo. Infatti Leopardi pensa che la vita è un procedere inesorabile verso l'infelicità e il dolore e che la verità per l'uomo è irraggiungibile e l'universo è un mistero di cui non si conosce né il principio né la fine.


LA SUA VITA...
manoscritto dell'infinito
la casa natale
sul letto di morte
tomba di leopardi
primi 2 volumi di opere
libreria Leopardi
Nel 1819, spinto da una grande sofferenza per una situazione familiare, progettò una fuga ma il tentativo non gli riesce, da qui inizia il suo periodo di grande depressione e solitudine.
Nel 1822 finalmente il padre gli permette di trasferirsi a Roma, presso uno zio che voleva avviarlo alla carriera ecclesiastica.
Dopo sei mesi ritorna a Recanati.
Nel 1825 si trasferisce a Milano, soggiornando a Bologna Firenze e Pisa, però, costretto dalle difficolta di salute e economiche ritorna a casa.
Nel 1830, con l'aiuto di un gruppo di amici, si stabilisce presso Firenze, dove vive l'amore infelice per Fanny Targioni Tozzetti, stringendo amicizia con il napoletano Antonio ranieri.
Nel 1833 si trasferisce a Napoli con la speranza di migiorare le sue condizioni di salute grazie al clima mite, ma muore nel 1837 nella stessa città con il sostegno del suo amico Ranieri; venne sepolto sempre a Napoli.
LE OPERE
Le opere di Leopardi sono:
lo Zibaldone
le Operette Morali
i Canti
LO ZIBALDONE
Questa opera, della quale il titolo completo è Zibaldone di pensieri, è stata scritta negli anni tra il 1817 e il 1832 ed è un
diario personale
scritto da Leopardi (4526 pagine di scrittura fitta, compatta e serrata). L'opera raccoglie una grande quantità di appunti e sue considerazioni personali.
In esso il poeta affronta argomenti riguardanti la filosofia, la letteratura, la linguistica, giudizi storici e problemi legati alle sue esperienze. Questo libro ha un'
importanza storica
fondamentale nella filosofia dell'Ottocento.
LE OPERETTE MORALI
Quest'opera, scritta dal 1824 al 1832 pubblicata poi definitivamente a Napoli nel 1835, è una raccolta di
24 componimenti
scritti in prosa; inoltre è un opera filosofica nella quale Leopardi illustra il suo modo pessimistico con cui concepisce la vita. Questi vari componimenti sono per lo più scritti sotto forma di
dialoghi e novelle
; i dialoghi sono tra personaggi reali e/o immaginari. Le Operette Morali sono
“la descrizione concreta della vita e la dimostrazione che essa è ignobile”
. La morte,la ricerca della felicità il rapporto dell'uomo con la storia, con i suoi simili ed in particolare con la Natura,sono alcuni dei temi che ricorrono in questa opera.
I CANTI
I Canti, composti nel 1831, si dividono in
tre fasi:
la prima fase tratta di temi eroici, delle canzoni del suicidio, temi della natura ecc... La voce poetica sembra giungere dall'antico e dalla natura.
la seconda fase è nominata canti pisano-recanatesi.
la terza fase, nominata ciclo di Aspasia, dedicata a Fanny Targioni Tozzetti e il nome Aspasia si riferisce al suo soprannome.
L'insieme di tutta quest'opera raccoglie gli
Idilli
, i
Grandi Idilli
e
alcune canzoni
.
GLI IDILLI
Gli idilli (1819-1821) sono un gruppo di poesie dette anche
piccoli Idilli o primi Idilli
. Leopardi chiama Idili queste poesie perchè esse prendono spunto da un elemento del paesaggio anche se diventano poi, come dice il poeta stesso, "idilli esprimenti situazioni, affezioni, avventure storiche del mio animo".
I GRANDI IDILLI
I Grandi Idilli (1828-1830)sono delle
poesie molto note
, tra cui:
A Silvia
Il passero solitario
Il sabato del villaggio
La quiete dopo la tempesta
Canto notturno di un pastore errante dell'Asia
ALCUNE CANZONI
Le più note sono di
argomento patriottico
(es. All'Italia); in queste canzoni Leopardi si attribuisce la missione di richiamare gli italiani all'azione per cambiare le tristi condizioni della loro patria.
Questa canzone testimonia la tristezza e la depressività di Giacomo Leopardi...
Questa "canzone" invece è l'Infinito recitato da Vittorio Gassman...
IL ROMANTICISMO
Romanticismo: movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi al termine del XVIII secolo in Germania, ma che poi si espanse in tutta Europa. Fu un epoca in cui si dava valore alla creatività, all'immaginazione. Esponenti di questa corrente letteraria furono
Giacomo Leopardi
,
Alessandro Manzoni
,
Goffredo Mameli
(lo scrittore dell'inno di Mameli),
Ugo Foscolo
,
Berchet
e molti altri...Ma ci furono anche pittori che manifestarono questo movimento cultuale come
Géricault
,
Delacroix
,
Friedrich
e
Turner
. Leopardi si manifestava con la lirica poetica.
Fanny Targioni Tozzetti
Geltrude Cassi Lazzari
LAVORO SVOLTO DA.....MARTINA MONTEBUGNOLI, MATTEO CANTERGIANI E SIRIA LANZONI
LA FORMAZIONE GIOVANILE E PERSONALE

Ricevette la prima educazione da due precettori ecclesiastici, il gesuita don Giuseppe Torres fino al 1808 e l'abate don Sebastiano Sanchini fino al 1812. Questi due precettori influirono molto sulla sua prima formazione. La formazione di Leopardi era incentrata non solo sullo studio del latino, della teologia e della filosofia, ma anche su una formazione scientifica di buon livello metodologico. Il ruolo avuto dai precettori non impedì al giovane di intraprendere un suo personale percorso di studi nella biblioteca paterna molto fornita.
Dal 1809 al 1816 Leopardi si immerse totalmente in uno "studio matto e disperatissimo", della durata di sette anni, che assorbì tutte le sue energie e che gli provocò gravi danni alla sua salute. Apprese perfettamente il latino, lingue straniere (come il francese lo spagnolo e l'inglese) e, senza l'aiuto di maestri, il greco e l'ebraico. Nel 1812 cessa la formazione dell'abate Sanchini. Iniziò anche le prime pubblicazioni e lavorò alle traduzioni dal latino e dal greco dimostrando sempre di più il suo interesse per la filosofia.
LA CORRISPONDENZA CON PIETRO GIORDANI
Nel 1817 egli scrisse al classicista Pietro Giordani che aveva letto la traduzione leopardiana del II libro dell'Eneide e aveva incoraggiato il giovane Leopardi. Ebbero inizio così una fitta corrispondenza ed un rapporto di amicizia che durò a lungo. Nell'estate del 1817 fissa le prime osservazioni all'interno di un diario di pensiero (lo Zibaldone). Pietro Giordani riconosce l'abilità di scrittura di Leopardi e lo incita a dedicarsi alla scrittura; inoltre lo fa partecipare al dibattito culturale tra classici e romantici. Leopardi difende la cultura classica e ringrazia Dio di aver incontrato Giordani che reputa l'unica persona che riesce a comprenderlo.
Inoltre per un periodo di tempo Pietro Giordani soggiorna a casa Leopardi; il padre però non è affatto contento di questa cosa, ma tratta il Giordani con delizia mentre in realtà lui non lo sopporta perchè pensa abbia una cattiva influenza sul piccolo Giacomo
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