Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Anni affollati

No description
by

Paola Garagnani

on 16 May 2017

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Anni affollati

Anni settanta:
difficili da definire,
affollarsi di eventi
Giorgio Gaber: Anni affollati
Tentiamo una cronologia
1968 1969
energie collettive
movimenti studenteschi
operai
problema dei bisogni
1970
1971 1972
governo reazionario
Andreotti
1973 1974 1975
governo Rumor
proposta compromesso storico
referendum divorzio
1976
1977 1978
movimento
problema dei desideri
antipolitica
terrorismo
1979 1980
licenziamenti
Fiat
marcia dei 40mila
Anni di piombo
STRAGI E TERRORISMO NERO
PIAZZA FONTANA
PIAZZA DELLA LOGGIA
ITALICUS
BOLOGNA
cosa sanno gli studenti?
cosa è successo?
1969
1974
1980
Brescia, 28 maggio 1974
ad una manifestazione
sindacale, tra operai e insegnanti
la notte del 4 agosto 1974,
12 occupanti di un vagone del treno Italicus ardono vivi,
44 rimangono feriti
la ferita
2 agosto 1980
stazione di Bologna
oggi
DOCUMENTO

«Fra tutte le azioni delittuose che gli uomini possono compiere contro altri uomini, la strage è una di quelle che più si avvicina al male radicale: è il massimo delitto, l’omicidio, diretto consapevolmente contro gli innocenti. Colui che colloca una bomba micidiale su un treno o nella sala d’aspetto di una stazione, sa con certezza che le vittime che il suo gesto produce non hanno, rispetto al fine o ai fini che egli si propone, nessuna colpa.Non colpisce il nemico, vero o presunto, ma a capriccio coloro che si trovano per puro caso su quel treno, in quella sala d’aspetto, su una piazza. Non voglio dire che lo stragista non abbia un nemico da colpire o di cui vendicarsi. Ma il suo nemico è altrove: l’eccidio degli innocenti è soltanto un mezzo per colpire indirettamente un nemico che solo lui sa o deve sapere chi sia e dove sia. Non c’è forse modo più perverso di ridurre l’uomo a mezzo che quello di considerare puro mezzo di un disegno ignoto la sua morte violenta. …Le regole fondamentali della democrazia, quelle che permettono di prendere decisioni vincolanti per tutta la collettività prevedono due modi essenzialmente pacifici di risolvere i conflitti: la contrattazione e il principio di maggioranza. Non sono affatto regole neutrali rispetto ai valori, come spesso si dice e si crede. Valgono come regole democratiche solo se rispettano alcuni valori fondamentali: quello della libertà (se il voto non è libero non è democratico), dell’uguaglianza (la democrazia compiuta esige il suffragio universale, vale a dire l’uguaglianza dei cittadini rispetto all’esercizio dei diritti politici), in fine quello della non violenza. Il metodo democratico è in tutti i suoi aspetti un metodo non violento» (N. BOBBIO, La democrazia violentata, in “Nuova Antologia”, 129 *1994+, pp. 253-254).
le BR?
•1970-1974: “La propaganda armata”

1975-1981: “Attacco al cuore dello Stato
•1986: Fine della lotta armata: “abbiamo perso”
Terrorismo stragista neofascista (On, An, Nar)
Terrorismo brigatista di estrema sinistra
(Brigate rosse, Prima linea, Gap…)
8 vittime e 102 feriti
85 morti
200 feriti
Vittime del terrorismo: i morti
(1969-1982)
  Sinistra Destra
1969   17
1970   6
1971    
1972 1 4
1973   4
1974 6 24
1975 8 2
1976 10 2
1977 12 3
1978 31 5
1979 28 3
1980 38 92
1981 13 11
1982 17 13
totale 164  186
29 gennaio 1979, Milano: Prima Linea, altra organizzazione di terroristi rossi, ammazza il giudice di Piazza Fontana Emilio Alessandrini. L’agguato desta grande impressione in tutto il paese. Viene infatti colpito un uomo di sinistra, il giudice che per primo era riuscito a svelare le trame nere
dietro
l’organizzazione
della strage
del 12 dicembre
1969
gli studenti e i lavoratori
le donne
le riforme
1969
Autunno caldo
gli operai fanno richieste che vanno oltre il miglioramento salariale:
democrazia in fabbrica
un ambiente di lavoro salubre
uno statuto dei lavoratori
diritti civili
obiezione di coscienza
sistema carcerario (26/07/1975nr354)
welfare
sanità
psichiatria (Basaglia)
equo canone
assetto dello stato
istituzione delle regioni
creazione del ministero dei beni culturali
riforma dei servizi segreti
riforma radio-televisione
diritti politici
referendum abrogativi
voto ai diciottenni

divorzio
diritto di famiglia (potestà genitoriale
parità tra coniugi
regime patrimoniale)
tutela lavoratrici madri
parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro
interruzione di gravidanza
istituzione dei consultori familiari
si otterranno:
statuto dei lavoratori (l.20/05/70, n. 300)
regole per la contrattazione collettiva
corsi delle 150 ore
dal 1966 al 1968:
si otterranno:
organi collegiali
libero accesso corsi universitari
assegno di studio
parole chiave
PARTECIPAZIONE

dei cittadini alla vita pubblica
grande affluenza al voto (90% ca)
partecipazione ai referendum
movimenti di azione collettiva dei giovani, dei lavoratori, delle donne
comitati di quartiere
esperienze comunitarie




i o

Obiettivo delle stragi, complici apparati deviati dello Stato, era seminare il terrore per preparare il terreno per una svolta autoritaria o colpo di stato.
Tentativi in forma diversa avviati già negli anni '60 ("strategia della tensione" Observer)
il terrorismo nero non è solo stragi, ma anche omicidio politico
Vittorio
Occorsio
1976
ter|ro|rì|smo
s.m. 1AD metodo di lotta politica utilizzato da gruppi rivoluzionari o sovversivi che, considerando impossibile conseguire con mezzi legali i propri fini, tentano di destabilizzare o rovesciare l’assetto politico–sociale esistente con atti di violenza organizzata: t. di destra, di sinistra, t. islamico, t. basco, sconfiggere il t. internazionale
Dizionario De Mauro
Milano, quartiere del Lorenteggio. Nella primavera del 1970 appaiono dei volantini firmati Brigate rosse. Vi è disegnata una asimmetrica stella a cinque punte. E' nato un progetto di guerra civile, ma l'opinione pubblica non se ne accorge. Lo Stato stesso lo sottovaluta. Non ci si allarma neppure nell'ultima settimana di agosto quando, all'interno dello stabilimento Sit-Siemens di piazza Zavattari, a Milano, viene rinvenuto un pacco di ciclostilati. Il testo, in cui ci si riferisce soprattutto a situazioni aziendali, contiene pesanti insulti a "dirigenti bastardi" e a "capi reparto aguzzini" da mettere - cosi' è scritto - fuori gioco. Ma quella sigla, Br, è pressoché sconosciuta alla direzione di fabbrica e molto di più non ne sa neppure la questura di Milano.
17 settembre 1970, via Moretto da Brescia, una tranquilla strada residenziale del quartiere Città Studi. Ore 20,30. Due bidoni di benzina esplodono contro il box di Giuseppe Leoni, direttore centrale del personale della Sit-Siemens. Sulla porta del garage la scritta: Brigate Rosse.
E' la prima azione cosiddetta punitiva delle Brigate rosse in ottemperanza allo slogan: "colpiscine uno per educarne cento". Ma gli inquirenti ritengono che si tratti di un atto teppistico, e che la rivendicazione sia soltanto una copertura.
S. Zavoli, La notte della Repubblica
Nel 1976 le BR decidono di "attaccare il cuore
dello stato". Si intensificano gli attentati, gli omicidi,
i ferimenti volontari, in un crescendo che culminerà
nel 1978 con il rapimento Moro.
Dal 1980 con la legge sui collaboratori di giustizia
contribuisce a creare divisioni. Gradualmente i vari gruppi vengono arrestati.
Conosciamo meglio il terrorismo rosso perchè gli arrestati raccontano, a differenza di quelli di destra)
Berlinguer (PCI) alla DC: proposta di alleanza programmatica per affrontare i problemi economico sociali dell'Italia e contrastare le spinte eversive che minacciavano la democrazia
contro università
inadeguate
contro autoritarismo
e gerarchia
Dal documento "linea politica" sequestrato qualche giorno dopo la strage:
Bisogna arrivare al punto che...i treni e le strade siano insicuri, bisogna ripristinare il terrore e la paralisi...E' necessario provocare la disintegrazione del sistema.
Occorre una esplosione da cui non escano che fantasmi.
MARIO SOSSI
1974
TERRORISMO ROSSO
Vittorio Bachelet, 1980
Guido Rossa, 1979
Aldo
Moro,
1978
Francesco Coco,
1976
Carlo Lucarelli ci aiuta a ricostruirlo
Alina Marazzi nel suo documentario del 2007 "Vogliamo anche le rose" ci mostra com'erano le donne italiane tra gli anni ‘60 e ‘70, in quell'Italia in cui malgrado il benessere economico esistevano ancora leggi che sancivano la patria potestà, l'illegalità dell'aborto e il delitto d'onore, ma che sarebbero scomparse di lì a poco.

I cambiamenti avvenuti in quel ventennio hanno un'importanza epocale e Alina Marazzi preferisce affrontarli attraverso il linguaggio intimo e femminile delle memorie private che appartengono ai diari di tre donne comuni, che sono state ragazze in questo periodo. Si tratta di donne molto diverse tra loro, che neanche si conoscevano, ma che la regista ha scelto come testimoni di un'epoca, dopo aver letto i loro diari alla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano: la prima è stata un'adolescente fragile e introversa negli anni 60, una ragazza oppressa dalla morale borghese della sua famiglia, che raccontava al diario segreto quanto si sentisse a disagio con il proprio corpo, con la vita e con le persone; la seconda a vent'anni rimase incinta e, pur essendo innamorata, si sentì costretta ad abortire per non disonorare la famiglia meridionale e tradizionalista, affrontando una terribile esperienza clandestina lontano da casa, nel 1976; la terza, una trentenne di città, viveva sia l'amore che il femminismo militante degli anni 70 in modo così intenso da rendere le due cose quasi inconciliabili.

Mentre le voci off di Anita Caprioli, Teresa Saponangelo e Valentina Carnelutti leggono i diari, una fusione caleidoscopica di animazioni grafiche e immagini d'epoca a soggetto femminile crea una connessione artificiale tra voci e volti, facendo quasi dimenticare che i materiali utilizzati sono tutti preesistenti e che non sono stati concepiti per essere montati insieme in un unico racconto.
Grazie a un notevole lavoro di ricerca in giro per archivi e cineteche di tutta Italia, la regista costruisce il suo film montando esclusivamente preziose immagini di repertorio, una mole considerevole e molto eterogenea di materiali che vanno dal pubblico al privato, dall'impegnato al frivolo, dall'indipendente al commerciale. Si tratta di dibattiti televisivi, interviste, reportage, filmini di famiglia, pellicole underground, pubblicità, illustrazioni e fotoromanzi amalgamati insieme in un turbine quasi frastornante di testimonianze e suggestioni visive, tutto è così rigorosamente d'epoca da far sembrare questo pezzo di storia lontano anni luce, a tratti folcloristico per l'ingenuità patriarcale di alcuni spaccati di vita familiare.
Milano, Banca dell'Agricoltura,
12 dicembre 1969
16 morti e 90 feriti
aveva partecipato
a processo
per Piazza Fontana
e altri a Ordine Nuovo
procuratore generale a Genova,
durante il sequestro Sossi
aveva rifiutato trattativa con BR
partecipava al processo a membri di gruppi eversivi di sinistra
aveva denunciato un collega dell'Italsider di Genova come brigatista rosso
Full transcript