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Il Neuropsichiatra Infantile

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omar daolio

on 17 October 2013

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Transcript of Il Neuropsichiatra Infantile

una specie in via di estinzione?
un po' di storia
Non è un gioco da ragazzi...
Il Neuropsichiatra
Infantile

1862-1935
Influenzato dalla letteratura psichiatrica francese e soprattutto da Jean Martin Charcot, si appassiona allo studio dei sogni e del sonno in relazione alle malattie mentali, argomento su cui verterà la sua tesi in libera docenza in psichiatria (I sogni e il sonno nell'isterismo e nell'epilessia, 1896). De Sanctis sarà l'unico italiano non psicoanalista a dedicare molto del suo lavoro allo studio dei sogni.
È noto che un suo scritto, "I sogni: studi clinici e psicologici di un alienista" (1899a), sarà citato anche da Freud ne L'interpretazione dei sogni, e inoltre da Théodule Ribot e Carl Gustav Jung.
Nel 1899 fonda gli "asili-scuola" per l'assistenza e il recupero sociale dei fanciulli e degli adolescenti poveri e minorati psichici in ambiente extraospedaliero.
Nel 1925 la sua opera "Neuropsichiatria infantile" segna l'atto di nascita di questa nuova specializzazione e l'individuazione e precisazione di nuove forme patologiche come la "dementia praecocissima", riconosciuta anche da Kraepelin, e la "sindrome aparetico-afasica tardiva della frenastenia cerebropatica postnatale".
La prima cattedra Italiana di Neuropsichiatria Infantile a Roma, nel 1960, sarà affidata a Bollea.
Un tempo la neurologia e la psichiatria erano unite fra loro. Anche Freud era un Neurologo
In UK e USA si parla di Child Psychiatry e Child Neurology.
In Italia invece la figura di riferimento è ancora quella del Neuropsichiatra Infantile.
Il suo Habitat...
1. L'0spedale.
Neurologo Pediatra: i letti sono della Pediatria.
Emergenze psichiatriche in età evolutiva.
Riabilitazione Infantile.
Consulenza o modulo.
2. Il territorio.
Il Neuropsichiatra Infantile.
Lo psicologo.
Lo psicomotricista.
Il logopedista.
L'assistente sociale.
Il terapista occupazionale.
Ecc.
3. L'ambulatorio privato.

4. Le CTU.
Non è un gioco da ragazzi!!!
Ma di cosa si
occupa veramente?

Un campo d'indagine vasto e continuamente mutevole.
La diagnosi psichiatrica: quali strumenti a disposizione?
Diagnosi Categoriale vs Diagnosi Dimensionale
Le parole sono pietre.
Un po' di epidemiologia...
Sante de Sanctis
Un caso clinico.
Silvia P., 9 anni.
Un giorno, durante l'intervallo, Silvia durante il litigio con una compagna di classe, le sferra un pugno in pieno volto, rompendole gli occhiali e provocandole un bell'occhio nero. L'amica, in lacrime, racconta l'episodio alla maestra. Questa,
resasi conto che questo fatto è l'ultimo di una lunga serie di comportamenti "preoccupanti", a suo modo di vedere, consiglia ai genitori di rivolgersi a un Neuropsichiatra Infantile.
L'antefatto.
Il colloquio con i genitori.
La madre si mostra subito diffidente nei nostri confronti.

Ci riferisce subito che lei non sarebbe mai venuta, ma ha dovuto cedere alle insistenze della maestra e di suo marito.

Ha 37 anni, lavora come impiegata comunale part-time.

"Con una bambina così, non potevo far diversamente"
Il padre, 40 anni, lavora come libero professionista, attività che gli occupa gran tempo durante la giornata.

Spesso torna a casa tardi la sera.

Parla poco di sua iniziativa durante il colloquio, ma è evidentemente preoccupato per la figlia.
Silvia fin dalla materna è stata sempre una bambina difficile, chiusa, scontenta di sé.
Ma con l’inizio della III elementare le cose sono precipitate: è sempre triste o arrabbiata.
Ora è come spenta, ritirata, piange per un nonnulla.
Altre volte è aggressiva, ha improvvisi scoppi di collera verso i genitori e i compagni.

"Mi dispiace che abbia picchiato la sua amica".
"Certo che tu non la aiuti"

Emerge dal padre che la madre è affetta da anni da un disturbo depressivo,che la costringe spesso a delle lunghe giornate in casa sdraiata sul letto.

Anche la madre di lei era affetta da non ben specificati "esaurimenti nervosi".
Silvia non vorrebbe più andare a scuola, tutto è troppo difficile per lei, prende solo brutti voti e dice che è solo colpa sua.
Spesso sia nel leggere che nello scrivere mostra di essere molto lenta, tanto da impiegare spesso tutto il pomeriggio per terminare i compiti.
Questa sua lentezza è spesso motivo di scontro tra lei e sua madre.



Non è più attirata da niente, niente la diverte più, mangia poco e lentamente.
Il rapporto fra i due genitori mostra diversi elementi di criticità:
hanno spesso dei violenti litigi, dovuti al lavoro di lui e alla malattia di lei.

Quando litigano Silvia è spesso presente.
Negli ultimi mesi due episodi critici:

l'arrivo della nuova maestra, che sottolinea sempre le sue lentezze;

la partenza di Samantha: ora Silvia ne parla come se fosse morta.
Anamnesi fisiologica e patologica prossima.

Gravidanza regolare, parto eutocico a termine ("non avrei mai voluto rimanere incinta");

A 10 mesi ricovero ospedaliero per un episodio di Morbillo complicato;

A 12 mesi mononucleosi: per un anno ha mangiato poco, non cresceva.
Il colloquio con Silvia.
Silvia appare al primo approccio gracile, intimidita, esplorando l’ambiente con gli occhi chiusi a fessura, ma senza curiosità.
Ad un’indagine approfondita non mostra deficit attentivi o intellettivi, con un QI lievemente superiore alla norma.

Le abilità scolastiche di lettura e scrittura sono adeguate per l’età.
Appare in tutto molto più rallentata rispetto ai bambini della sua età, anche dal punto di vista ideativo.
Risponde alle domande a monosillabi, solo con dei sì o dei no.
Il colloquio è contraddistinto dal un'atmosfera di tristezza di fondo.
Ipotesi diagnostiche
Disturbo della condotta.
Disturbo
Specifico dell'
Apprendimento.
Disturbo d'ansia.
Disabilità intellettiva.
Disturbo bipolare
Dist. Oppositivo Provocatorio
Disturbo depressivo
I disturbi depressivi in età evolutiva.
Ma la depressione in un bambino/adolescente è uguale a quella di un adulto?
La patogenesi.
0 anni
20 anni
Fattori predisponenti:

fattori genetico-familiari;

fattori psicologici
Fattori precipitanti:
stressor life events
Fattori protettivi:
individuali;
familiari;
sociali.
Fattori di mantenimento.
Resilienza
Quale terapia?
Psicoterapia cognitivo-comportamentale
Gli SSRI - inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
Sostenere opportunamente la famiglia (psicoeducazione).
Incentivare tutte le fonti di supporto utili nell’ambiente in cui il ragazzo vive (in primo luogo la scuola, ma anche il gruppo dei coetanei, i centri di aggregazione).
Grazie per l'attenzione.
Speriamo di salvarci dall'estinzione.......
P.S.:

Per l’esame studiate anche le patologie che il prof non spiega.

Non dire “malattie psichiatriche infantili”, ma “disturbi psichiatrici dell’età evolutiva”.
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