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Copy of Copy of IL MIO PAPà è COME UN GRANDE ALBERO

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Maria Rita Sigismondi

on 18 March 2014

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Transcript of Copy of Copy of IL MIO PAPà è COME UN GRANDE ALBERO

Una passeggiata in bicicletta
IL MIO PAPà è COME UN GRANDE ALBERO
Il mio papà è come un grande albero. Quando mi siedo alla sua ombra mi sento felice e sereno;le sue profonde radici mi donano stabilità; la sua imponente chioma mi protegge; i fiori odorosi colorano e rendono profumata la mia esistenza. Ogni giorno mi dona frutti preziosi : tranquillità , affetto, dedizione, sicurezza........e tanti, meravigliosi momenti trascorsi insieme.
A fare l’olio con papà

A Novembre con mio padre Fabio,
insieme a mia madre e a mio fratello, sono andata a raccogliere l’ulivo.
Quando abbiamo finito di raccoglierlo, lo abbiamo messo in dei sacchi e ci siamo recati al frantoio per fare l’olio .
Appena siamo arrivati, abbiamo scaricato l’ulivo e le persone che lavorano lì lo hanno svuotato in una pulitrice , poi l’ulivo pulito è andato a finire in un grande recipiente .
Io ero molto curiosa e ho chiesto a papà: “Papà mi fai vedere quello che c’è lì dentro ?” Papà mi ha preso in braccio e mi ha spiegato come si fa l’olio. Abbiamo dovuto attendere molto e io in quel tempo mi sono annoiata .
Finalmente è uscito l’olio e aveva un colore sul verdastro e il giallastro .
Quando sono tornata a casa ho assaggiato l’olio: era delizioso .
Avevamo fatto davvero un buon lavoro e quindi io e mio padre ci siamo dati il cinque.










Una domenica d'estate sono andata al mare con mio padre.
Abbiamo sistemato occhiali da sole,creme e asciugamani in una borsa e poi siamo partiti.Lungo il tragitto ho visto molte cose: gli alberi,i tetti delle case e delle montagne altissime.Ho chiesto a mio padre se eravamo arrivati, ma lui mi ha risposto di no e allora abbiamo fatto un gioco.Abbiamo giocato a io vedo.Ha cominciato lui ma, come per incanto, siamo arrivati al mare.Abbiamo preso la roba e subito siamo andati in spiaggia.Ho messo la crema solare e subito ho cominciato a fare tantissimi castelli di sabbia. Ho chiesto a mio padre se potevo andare in acqua e lui ha risposto di sì.Siamo andati in acqua insieme e abbiamo cominciato a buttarci l'acqua addosso e ci siamo divertiti tantissimo.Poi lui ha detto di andare a prendere un gelato.Arrivata l'una siamo tornati a casa stanchissimi ma felici.

Chiara



Al mare con papà
Sabato tre Gennaio , mio padre svegliò,
di mattina presto, me e mio fratello per andare a pescare . Ci preparammo e ci avviammo alle 6:56 . Arrivati , prendemmo le canne da pesca , mettemmo il mais o il bigattino all'amo e iniziammo a pescare .Il primo pesce che pescai fu lo storione che era grande 40 centimetri , il secondo una carpa , il terzo una tinca e due pescegatti . Mio padre invece pescò solo una carpa e due tinche , mentre mio fratello solo un pescegatto . Arrivammo a casa ed esclamai:

A pesca
Andrea
E' stata la più bella uscita con il mio babbo!!!
La prima volta con papà in bici

La prima volta che sono andato con papà
in bicicletta non sapevo pedalare. Mio padre mi ha levato le rotelle e sono subito caduto, facendomi male. Prova e prova alla fine ho imparato, ma non molto bene. Ci siamo fatti il giretto per la piazza e tutti mi guardavano perché andavo di qua e di là. Alla fine io e il mio papà siamo dovuti andare a casa perché era troppo tardi, ma è stata una giornata bellissima.

Anthony


Io, mio fratello e mio padre siamo molto appassionati di calcio
infatti papà mi porta tutte le domeniche a vedere
L'ATLETICO TRIVENTO, che è la squadra del mio paese.
Quando andiamo allo stadio partiamo circa alle 14:30 ed esclamiamo a mamma:<<Mamma sbrigati che dobbiamo andare allo stadio a vedere la partita.>>
Papà lavora per un giornale locale e quindi sale in tribuna stampa
e io lo seguo e da lì vedo la partita.
Lo aiuto ad annotare i giocatori che entrano ed escono, oppure gli dico il numero della maglia del giocatore che ha segnato.
Quando segna L'ATLETICO TRIVENTO si sentono le urla dei tifosi che, come sempre, sostengono la squadra con i cori.
Quando finisce la partita la commento in macchina e,ritornati a casa, papà si mette al computer e scrive l'articolo per il giornale,
mentre io sono contento di aver visto la partita.
Mi sono divertito molto in tribuna stampa e spero di ritornarci al più presto.




Allo stadio con papà
L’ estate scorsa sono andata al mare con la mia famiglia.
Arrivati a San Salvo mamma mi ha messo la crema e io l’ ho fatta asciugare.
Ho chiesto a papà :<< Vieni in acqua con me?>>
Papà con molto piacere mi ha risposto :<<Si ,Irene ,va bene andiamo.>>
Entrati, l’ acqua del mare era fredda e il mare era calmo.
Restando in acqua sembrava sempre più calda .
Io e papà ci lanciavamo l’acqua , ma lui ne lanciava molta più di me.
Papà è tornato sotto l’ ombrellone per mangiare il suo panino e io gli ho fatto compagnia.
Volevo tornare in acqua , ma abbiamo dovuto aspettare due ore.
Dopo siamo tornati in acqua e ci siamo rimasti tutto il pomeriggio fino a quando non è calato il sole e l’acqua è tornata ad essere fredda.
Papa’ mi ha promesso che quest’estate andremo alle isole TREMITI e ci resteremo un giorno intero. Che bello!!!!!!

Una giornata fantastica
Sul camion

Un bel giorno d’autunno il mio papà
mi ha proposto di andare con lui a scaricare a Termoli.
Io ho esclamato al mio papà: - Ma certo che ci voglio venire! -
Il mio papà ha risposto: “ Bene, metti il cappotto e partiamo.”
Di corsa ho preso il cappotto e sono andata a salutare la mamma e mia sorella.
Prima di andare via la mamma ha detto: - Se non vuoi annoiarti portati una borsa e dentro metti quello che ti piace per giocarci.-
Io ho preso l’Ipad, un libro da leggere e anche due pacchi di salatini, un panino imbottito, una bottiglietta d’acqua e il tè.
Pronta sono andata da mio padre e siamo partiti con il camion, diretti a Termoli.
Per la strada abbiamo ascoltato la musica e dopo un lungo viaggio siamo arrivati.
Ho visto tanti semini neri e ho chiesto al mio papà : “ Ma quelli sono semini di girasole?”
“ Brava hai indovinato!”
Dopo un po’ di tempo mi faceva male la pancia e il papà ha detto:”Sicuramente hai fame mangia il panino !”
Allora ho preso la borsa e ho dato il panino a mio padre e poi l’ho preso per me.
Finito il panino il mio papà mi ha fatto assaggiare un seme di girasole e ho esclamato: “ Mmm…è molto buono!”
Vedendo che mi piacevano, me ne ha presi altri e io li ho mangiati.
Dopo un po’ è tornato nel camion perché doveva prendere i fazzoletti e io nel frattempo ho raccolto un fiore rosa. Dopo un po’ è tornato e mi ha detto che potevamo ripartire.
Così ho preso la borsa e sono salita nel camion e siamo ripartiti.
Lungo il tragito ho letto una decina di pagine del libro, però poi mi sono annoiata e ho chiesto al mio papà:”Cantiamo una canzone?
Il papà mi ha risposto : “Sì”
Cantando siamo arrivati a casa e ho esclamato al mio papà:” Mi sono divertita tantissimo, voglio venire ancora con te! “
Lui ha risposto : “Va bene”
Poi mi sono tolta il giubbino e l’ho abbracciato.


L’estate scorsa sono stato in vacanza a Rivello,
dove vivono i miei nonni paterni.
Un giorno il mio papà mi ha proposto di andare al Parco Avventura ed io ho accettato volentieri.
Appena sono arrivato ho visto tanti percorsi, di diverse difficoltà, montati sugli alberi e molti bambini che li eseguivano.
Dopo averli visti, papà mi ha portato sotto un gazebo dove, dei gentilissimi istruttori, mi hanno sistemato un’imbracatura di sicurezza ed un casco.
Successivamente, uno degli istruttori ha riunito tutti i partecipanti e, dopo aver fatto un briefing sulle regole del percorso, ci ha aiutati a salire su un albero e abbiamo iniziato il percorso.
Il momento più bello, che anche mio padre mi aveva descritto, è stato il volo dell’angelo che ho eseguito con l’aiuto di un’istruttrice.
Al termine del percorso ero molto soddisfatto, così mio padre mi ha consigliato di farlo di nuovo.
La seconda volta è stata più emozionante, perché mi muovevo con più agilità e sicurezza.

Come Tarzan
Giuseppe
Irene
Gaia
Giovanni
Un po’ di tempo fa sono andata con papà al suo lavoro .
La mattina mi sono dovuta svegliare presto, mi sono vestita in fretta e ho fatto colazione al bar con lui,verso le 8:20 ci siamo avviati .In macchina mi sono divertita molto, ci siamo fatti bellissime battute ,abbiamo sentito la radio e io imitavo papà a guidare.
Arrivati al negozio ho aiutato papà a montare un mobile da bagno, mi ha portato insieme alle scatole sul carretto a fare un giro per il negozio, l’ho aiutato a sistemare delle viti e molti bulloni e anche a sistemare una libreria.
Quando arrivava la gente a chiedere a lui delle informazioni sulla merce che vendeva, mi prendeva per mano e andavamo insieme a cercare quello che chiedevano, sembravo una vera commessa, anche se qualcuno per scherzo a papà ha detto:” Che bella assistente che hai…!”.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata quando siamo andati al magazzino con il muletto a prendere una pedana di merce, mi sono seduta davanti con lui e abbiamo guidato insieme il muletto, è stato divertentissimo, anche se è stato un breve tratto.
Prima di pranzo è arrivata mamma a prendermi e sono tornata a casa, anche se mi dispiaceva lasciare papà al lavoro da solo, ma sono stata molto orgogliosa e contenta quando papà mi ha detto che era fiero di me per l’aiuto che gli avevo dato e che sono stata molto brava. Anche i suoi colleghi mi hanno fatto i complimenti.
Grazia
Un giorno da commessa!
L'anno scorso, durante il mese d'agosto, con mio padre ho fatto una passeggiata in bici. Prima che partissimo ci siamo preparati e io ho messo il casco per essere sicuro di non farmi male se fossi caduto. Abbiamo raggiunto il bosco e abbiamo deciso di fare una gara. Ad un certo punto. mentre stavamo facendo la gara, dato che eravamo stanchi, ci siamo fermati a riposare un po'. Lungo la strada, abbiamo avvistato un parco, allora mio padre per farmi divertire si è fermato per farmi giocare. Nel parco c'era una piccola fontana e l'acqua era potabile, così abbiamo bevuto e ci siamo riavviati con la bici. Stavamo quasi arrivando a casa, quando ho visto delle meravigliose margherite e ho chiesto a papà se potevo raccoglierne qualcuna da portare alla mamma. Infine siamo arrivati a casa. Ho regalato i fiori alla mamma che fu tanto felice. Per me questa esperienza è stata bellisima e non la dimenticherò mai.
L'estate scorsa, dopo essermi svegliata,senza fretta come ogni mattina d'estate perchè la scuola è chiusa, feci colazione con latte e biscotti,andai in bagno e poi scesi giù a giocare . Dopo un po' sentivo di anoiarmi, non sapevo cosa fare fuori. Era proprio una bella giornata di sole e così andai da mio padre e gli chiesi se voleva giocare a pallone e giocammo per un'ora o forse più. Arrivò l'ora di pranzo e mangiammo. Dopo aver guardato i cartoni sul divano, sentivo di annoiarmi un'altra voltae mi lamentavo prchè non sapevo cosa fare. Così papà prese la bicicletta, aprì il cofano della macchina e ci mise dentro la mia bici.Mi chiamò e , quando vidi la bici in macchina, mi misi a ridere e pensai tra me :" Chissà dove andiamo, dove mi porterà ?"
Partimmo e dopo una mezzoretta arrivammo in un posto molto tranquillo, poco soleggiato e dolce. Papà scese la mia bici e io e lui passammo un bel pomeriggio d'estate da soli, senza annoiarmi, anche se mio padre dovette camminare a piedi e aveva il fiatone.
Un papà scaccia noia
Simone
Miriana

Un pomeriggio io, Elena e papà non sapevamo dove andare, papà
ci ha proposto di vedere una cava dove si potevano trovare le selci. Io ero contentissimo e abbiamo decideso di portare con noi anche mio cugino Giovanni.
Ci siamo preparati e abbiamo preso: martelli, occhiali da sole e buste per metterci le selci. Entrati in macchina Giovanni mio cugino ci ha fatto vedere le cose che portava con sè, aveva una mascherina, degli occhiali enormi da saldatore e un martello ed io mi sono messo a ridere e gli ho chiesto come mai avesse portato tutte quelle cose. Lui ha risposto che c’erano le polveri tossiche ma papà lo ha tranquillizzato dicendogli che non c’era niente di pericoloso.
Arrivati alla cava, Giovanni ha indossato tutto l’occorrente e siamo andati a controllare da lontano la situazione.
Abbiamo notato che era diventata una discarica perché c’erano bottiglie, lavatrici, girelli dei bambini piccoli e molte altre cose.
Abbiamo iniziato a rompere le pietre, siccome la cava era in pendenza si rischiava di scivolare e io ho fatto rotolare una pietra che ha rotto una bottiglia di vetro. Abbiamo trovato molte tane di animali e abbiamo pensato che ci vivevano i serpenti, però non c’erano. Papà ci ha fetto capire quale era la selce e abbiamo visto che ce ne erano tantissime, così ne abbiamo riempito una busta.
Mentre stavo cercando la selce, ho trovato un calcare cristallino e ho chiesto a papà se era una pietra preziosa, ma ha risposto che era una pietra che non aveva valore.
Siccome tirava tanto vento, con il bottino di selci siamo tornati a casa e ci siamo accorti che Giovanni si era tagliato un po’ la mano e io mi ero fatto una piccolissima ferita. Quando siamo arrivati mamma è rimasta senza parolae perché erano troppe pietre ed eravamo pieni di fango, ma noi ci siamo divertiti tantissimo.
Quando vado in giro con il mio papà mi diverto tanto perché ci fa ridere e ci fa scoprire nuovi posti e gli voglio tanto bene.

In cerca di selci
UMBERTO
Circa due anni fa è stato organizzato un pullman per andare a Mirabilandia.
Sono andato con la mia famiglia ed era la prima volta che uscivamo insieme dalla nascita di Alessia.
Quando siamo arrivati abbiamo visitato Mirabilandia,mi è piaciuta molto ma ancora di più i giochi.
Infatti abbiamo deciso subito il gioco delle barchette che scivolavano sull’acqua.
Siamo andati io ,mio padre,Umberto e il suo papà.
All’inizio io avevo un po’ paura, però mio padre mi ha dato coraggio e sono andato.
A metà percorso ci siamo bagnati molto perché l’acqua ci schizzava e abbiamo bagnato anche mia madre e Annamaria che ci aspettavano all’arrivo.
È stato talmente tanto divertente che abbiamo deciso di fare un altro giro.
Quel giorno sono stato tutto il tempo con mio padre perché mia madre era molto impegnata con Alessia e non poteva venire con noi a giocare.
Quell’esperienza con il mio papà è stata bellissima e spero che possa tornare a lavorare vicino a casa per poter trascorrere più tempo con lui.

Finalmente con papà !
Nino
Maruska
Io e il mio papà abbiamo un bellissimo rapporto e facciamo sempre tante cose insieme.
L'anno scorso durante l’estate siamo andati, con tutta la famiglia, in vacanza al mare.
Ci siamo divertiti tantissimo a fare giochi in acqua e sulla spiaggia.
Un giorno, mentre mio fratello e mia madre sono rimasti in hotel, io e il mio papà abbiamo fatto un' escursione con il motoscafo.
Siamo partiti da un piccolo molo vicino alle rocce insieme ad un istruttore che ci ha portato in mare aperto.
Ad un certo punto l’istruttore si è fermato, ha spento i motori, e ci ha dato delle molliche di pane, le abbiamo gettate in acqua e i pesci sono venuti a galla a centinaia per mangiare.
Poi siamo ripartiti per visitare un' isola, là abbiamo preso un pò di sole e abbiamo giocato in acqua.
Verso sera siamo tornati in hotel ed io ero molto felice per aver trascorso un giorno bellissimo insieme a mio padre.
Ma l’esperienza che più di tutte mi piacerebbe fare insieme a papà è quella di andare a Milano a vedere la nostra squadra del cuore l’Inter, speriamo che un giorno mio padre mi ci porti.




In vacanza
Matteo
Al parco acquatico
Come ogni anno, io e tutta la mia famiglia, solo una volta in estate,andiamo ad Acqualand.
La scorsa estate mi sono divertito molto perchè, per la prima volta, potevo andare negli scivoli altissimi. Io e papà facevamo a gara per chi arrivava prima all'inizio del percorso.
Dopo un pò siamo andati a mangiare e poi di corsa nel fiume. Ci siamo recati a visitare la fattoria dove c'erano tanti animali. In seguito siamo tornati a giocare sugli scivoli.Peccato, però, che alle diciotto ce ne siamo andati.
Quei giorni per me sono sempre stati speciali poichè papà non sta molte volte con me.
Wojtek
Al lavoro con papà
Il mio papà mi disse che appena avrei avuto un giorno di vacanza mi avrebbe portato con li al lavoro. Arrivato il giorno tanto atteso, papà mi annunciò che il giorno seguente mi avrebbe portato al lavoro con lui.
La notte non dormii per niente per la gioia di trascorrere una giornata con il mio papà.La mattina papà mi svegliò alle cinque perchè lo aspettava il suo operaio Fiorino: Prendemmo Fiorino e ci recammo verso il camion, partimmo diretti a Cuoelli. Aiutai papà a impastare il cemento, a comporre i mattoni e a caricare la sabbia. Mangiammo a terra perchè non c'era il tavolo, inoltre papà mi disse che si mangia così sul cantiere. Finita la giornata, riordinai tutto e ci avviammo verso casa.
Tiziano
Il papà : un maestro speciale
Una sera papà mi disse che dovevamo andare a Pescara a prendere il furgone.
Ci avviammo e per la strada vidi tanti segnali stradali e gallerie buie. Papà mi chiedeva a ogni cartello cosa significasse. Io mi divertivo a rispondere. Finalmente arrivammo a pescarae e, visto che era ora di cena, papà mi portò al ristorante a mangiare il pesce.
Mi è piaciuto molto stare con papà e non vedo l'ora di riaccompagnarlo in uno dei suoi viaggi.
Ah, dimenticavo di dire che conosco tutti i segnali stradali !
Una volta passai una giornata con mio padre.
Mia madre e mia sorella se ne andarono al mare. Verso le undici io e mio padre uscimmo e comprammo gli gnocchi di patate. Mentre l'acqua bolliva, decidemmo di giocare alla play-station. Quando gli gnocchi furono pronti, iniziammo a mangiare. Dopo pranzo vedemmo un po' di televisione, poi andammo a vedere la partita: giocava la Juventus contro il Verona e la partita finì in pareggio.
Tornai a casa dispiaciuto, ma mio padre mi consolò. In seguito decidemmo di fare una passeggiata e quando tornammo a casa mia madre e mia sorella erano già tornate.
Mi sono divertito molto con papà e spero proprio che ricapiti di stare solo con lui.
solo con papà
Federico
Il sedici di Agosto io e la mia famiglia siamo andati
a San Salvo per vedere i fuochi.
Ci siamo alzati e uno alla volta siamo andati
in bagno per lavarci. Dopo esserci lavati siamo
andati a metterci il costume e a fare colazione.
Abbiamo preso i giochi, siamo saliti in macchina
e siamo partiti. Più tardi siamo arrivati al
mare e Giorgio ha cominciato a tirare fuori tutti i
giochi . Giorgio e io abbiamo fatto tre castelli e sopra
abbiamo messo tre bandierine di diversi colori.
All'improvviso papà ha esclamato a me, Giorgio
e Francesco:” Andiamo a fare una nuotata in acqua?"
Noi abbiamo risposto urlando: "Sì,Sì! Vogliamo fare
una nuotatina”!. Siamo entrati in acqua e papà mi
ha chiesto:”Vuoi andare per favore a prendere la palla
sotto l' ombrellone”?. Io gli ho risposto:”Sì, papà ci
vado subito”!. Sono corsa al mio ombrellone e
ho preso la palla. Rientrata in acqua abbiamo cominciato
a passarci la palla con le mani e dopo un'ora ci è venuta
fame e siamo tornati sulla spiaggia. Ci siamo asciugati con
il telo e abbiamo mangiato i panini che mamma aveva
preparato. Visto che si stava facendo notte abbiamo deciso
di ritirare la roba. La sera papà ci ha comprato il gelato e
Giorgio si era fatto come un porcellino. A mezzanotte siamo
tornati sulla spiaggia e abbiamo visto i fuochi di tutti i colori
ed erano bellissimi.
Quella giornata è stata bellissima con il mio papà.

Angelo Mastroiacovo
SI PARTE PER L'ESPOSIZIONE


Il mio papà ha una grande passione per i cani: quando ero piccolo, avevo circa quattro anni,siamo andati a Telese per una esposizione canina, dove noi avevamo portato il nostro cane Gray.
Siamo partiti verso le sei, lungo il tragitto ho notato tanti paesini, di cui non avevo mai sentito parlare, come Altilia. Arrivati a Telese ad attenderci c'era Marco Penta, un amico di papà, con lui c'era anche Carletto il suo cane. Ci siamo accomodati sul ring: era molto bello e anche decorato con dei palloncini. Abbiamo fatto giocare Gray e poi è arrivato il suo turno per esibirsi. Al giudice Gray era molto piaciuto, sia per il carattere che per il suo aspetto fisico, infatti lo ha fatto vincere. Ero così emozionato da saltare e durante il tragitto di ritorno per la gioia ha fatto tante domande che per poco papà non mi buttava fuora dal finestrino. Papà, per tranquillizzarmi, mi ha fatto andare a comprare un gelato e mi ha detto di conservare lo scontrino, per fare una scherzo a mamma. Giunti a casa, come premio a mamma le ho mostrato lo scontrino e poi improvvisamente è arrivato papà e le ha mostrato i premi: un vaso e un posacenere in ceramica. Questa è una giornata da non dimenticare
Vincenzo
Insieme al mare
Sofia
A Roma con papà
Ad aprile sono andata a Roma con papà a vedere Disney sul ghiaccio. Ci hanno invitato Grazia e Raffaella.
Abbiamo preso l'autobus vicino alle medie. Sul pullman l'ho lasciato solo per giocare a tombola e mi è dispiaciuto. Arrivati, abbiamo preso il biglietto e ci siamo seduti nel posto assegnatoci. Mio padre ha registrato tutto il tempo. Finalmente è iniziato lo spettacolo e tutti i personaggi della disney pattinavano.
Purtroppo lo spettacolo è finito e ci siamo diretti fuori ad aspettare l'autobus.
Mi sono divertita con papà perchè lungo la strada del ritorno mi abbracciava forte. Sono tornata a casa contenta.
Maria
In cerca di asparagi
Quando vado con il mio papà mi diverto tantissimo. Ho fatto molte esperienze con papà, ma una che ricordo con più piacere è quando siamo andati a raccogliere gli asparagi. Dopo tanto cammino finalmente siamo arrivati in un punto dove c'erano tantissimi asparagi. Il problema era che io non riuscivo a individuarli e papà sì. Io mi arrabbiavo con me stesso mentre papà rideva perchè ne aveva raccolto un bel mazzetto. Papà mi ha indicato la pianta, però non riuscivo a vederla, allora lui si è messo a ridere e io insieme a lui. Ci siamo abbracciati e mi ha messo sopra le sue spalle. Dopo un pò mi ha chiesto:" Ce la fai ad arrampicarti su quella montagna?" Gli ho risposto: " Non credo, con tutto questo caldo!" Siamo tornati a casa felici. Per me è stata un'esperienza bellissima e mamma , con gli asparagi raccolti, ha fatto una bella frittata.
Angelo Minicucci
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