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LEONARDO DA VINCI

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by

benedetta salvatori benni

on 7 March 2014

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Transcript of LEONARDO DA VINCI

Leonardo da Vinci
L'ultima cena
Tecnica: dipinto parietale a tempera grassa
Data: 1494-1498
Misura: 460x880
Tecnica:olio
Supporto: intonaco
Paese: Italia Milano refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie
LE OPERE
La Gioconda
Titolo: Gioconda
Data: 1503-1514
Misura: 77x53
Tecnica:olio
Supporto: tavola
Paese: Francia Parigi Museo del Louvre

LA PSICOLOGIA SU LEONARDO DA VINCI
LA VITA DI LEONARDO DA VINCI
LEONARDO DA VINCI
Leonardo Da Vinci è nato il 15 aprile 1452 ed è morto il 2 maggio 1519.
Leonardo fu il figlio del notaio Piero Fruosino di Antonio da Vinci, di famiglia facoltosa, e di Caterina, una donna di estrazione sociale inferiore.

Diventando ormai sempre più evidente l'interesse del giovane Leonardo nel disegnare ed il fare di rilievo,
ser Piero mandò il figlio, dal 1469 o 1470 nella bottega di Andrea del Verrocchio, che in quegli anni era una delle più importanti di Firenze, nonché una vera e propria fucina di nuovi talenti. Solo in una terza fase, quella finale,venne chiesto a Leonardo da Vinci, allievo del Verrocchio, di ultimare il dipinto cercando di uniformare le parti già dipinte. A lui spetta il dolce volto dell'angelo di profilo ma anche le velature trasparenti a olio che unificarono.Si riporta anche l'aneddoto secondo cui Verrocchio non avrebbe più toccato il pennello dopo aver visto l'allievo superarlo.


LEONARDO E IL VERROCCHIO
LEONARDO E LA MUSICA
Leonardo teneva in grande stima la disciplina musicale. Non si trovano solo considerazioni di carattere matematico o i semplici rebus noti , ma articolati progetti di strumenti musicali del tutto inediti. I più semplici riguardano strumenti per lo più con impiego militare: tamburi meccanici di vario tipo, trainati da animali o azionati da leve mosse da suonatori. In questi progetti semplici Leonardo cerca di automatizzare, come spesso accade, il funzionamento dello strumento rendendone elementare l'utilizzo.
La Lira a forma di teschio è un altro celebre strumento disegnato da Leonardo. Si racconta che l'avesse realizzata utilizzando un teschio e, dotatala di corde, l'abbia utilizzata presentandosi al Duca di Milano
Gli studi di anatomia
Gli scritti di anatomia precedenti l'opera leonardesca,
come quelli di Mondino de' Luzzi o di Guy de Chauliac, riproponevano la tradizione di Galeno ed erano pertanto privi di ogni verifica sperimentale.
L'insaziabile desiderio di conoscere, di capire tutto ciò che vedeva, portava Leonardo ad esplorare ogni cosa. Anche il corpo umano l'affascinava.Leonardo voleva capire cosa c'era dentro, come funziona e cosa succede quando si ferma definitivamente con la morte. Per questo, prima a Milano,poi a Firenze era solito recarsi in segreto negli obitori e utilizzando forbici e bisturi sezionava cadaveri.

Trattare di Leonardo Da Vinci è, oltre che difficile, anche riduttivo e scontato. Sul genio vinciano sono state spese milioni di parole, idee e supposizioni, così come per il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud.
Freud si dedicò a Leonardo dal 1909 al 1910; nei suoi scritti cercò di delineare la figura del pittore partendo da un sogno cui Leonardo accenna nei suoi manoscritti: “ne la mia prima ricordazione della mia infanzia è mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me e mi aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra” ; da qui Freud trae un’analisi psicologica, anche aiutandosi con una ricca bibliografia.
Freud intuisce nel carattere di Leonardo placidità e indulgenza, benevolenza e passione per tutto ciò che gli interessa. Questo lato positivo, però, presenta un lato opposto, ambivalente: Leonardo condannava la guerra e gli spargimenti di sangue, chiamando l’uomo “la prima bestia infralli animali”, ma progettava le più atroci armi offensive; e, come se non bastasse, non disdegnava ritrarre i condannati a morte sulla forca . Sembra quindi indifferente al bene e al male.
Freud giunge, per affrontare un altro aspetto indagato, la sessualità del Da Vinci. Quello che appare nelle opere leonardesche, sempre secondo Freud, è un rifiuto della sessualità; nei suoi scritti si evitano quindi accenni a questo argomento.

La psicologia
Teoria sulla Gioconda
Teoria su Sant'Anna, la Vergine e il Bambino
In Sant'Anna, la Vergine e il Bambino Freud ricorda come per il critico Walter Pater sin dalla nascita in Leonardo si sia delineata l'immagine della donna nei sui sogni. Questa affermazione è anticipatamente confermata dallo stesso Vasari che nell'opera delle Vite afferma dei primi tentativi del pittore nello scolpire "teste di femine che ridono". Queste frasi possono confermare l’ipotesi che Da Vinci abbia riprodotto donne sorridenti replicando il volto di sua madre.
Per Freud in questo quadro è tracciata la sintesi storica dell'infanzia di Leonardo: in casa di suo padre trovò, oltre alla sua matrigna, che morì comunque giovane, anche sua nonna, Monna Lucia. Nel quadro è infatti minima la differenza di età tra le due figure femminili, Sant’Anna e Maria, che hanno entrambe lineamenti giovanili. Freud deduce quindi che in realtà Leonardo ha voluto dare due madri al bambino, così come per lui le madri sono state due. Andando oltre l’interpretazione freudiana e guardando ancora indietro al passato di Leonardo, la scena ritratta rappresenta verosimilmente il vissuto del giovane; se sua madre Caterina si è occupata di lui per i primi anni, nel dipinto del Louvre è assimilabile non alla Vergine, bensì a Sant’Anna, mentre la Vergine, di conseguenza è la rappresentazione di sua nonna Lucia. La mamma-Sant’Anna non si occupa quindi direttamente del Bambino, ma osserva con tenerezza la scena.
L'UOMO VITRUVIANO
Teoria su San Giovanni Battista
Tecnica:matita e inchiostro
Artista: Leonardo da Vinci
Dimensioni: 34 cm x 26 cm
Data creazione: 1490
Luogo:Gabinetto dei disegni
gallerie accademia di Venezia
Diventato adulto Leonardo lavora in bottega come maestro e si circonda di tanti giovani ,noti più per la loro prestanza che per doti, a cui tiene un sacco. Questo fenomeno avviene poiché da Vinci sente di dover riversare il suo affetto sui discepoli come sua madre avrebbe dovuto fare con lui.

Dama con l'ermellino
Tecnica:olio su tavola
Artista: Leonardo da Vinci
Dimensioni: 54 cm x 39 cm
Data creazione: 1489–1490
Luoghi: Museo Czartoryski,
Castello di Wawel
Realizzato da Benedetta Salvatori , Angela Crispino e Enrico Pongiluppi
Sitografia e immagini :http://www.foglidarte.it/index.php/il-rinascimento-oggi/251-leonardo-da-vinci-letto-da-sigmund-freud



a.s. 2013/14

L'Uomo vitruviano è un disegno a matita e inchiostro su carta di Leonardo da Vinci, databile al 1490 circa e conservato nel Gabinetto
dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è un dipinto a olio su tavola di pioppo di Leonardo da Vinci, databile al 1503-1514 circa, e conservata nel Museo del Louvre di Parigi.
L'Ultima Cena è un dipinto parietale a tempera grassa su intonaco di Leonardo da Vinci, databile al 1494-1498 e conservato nell'ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano.
La Dama con l'ermellino è un dipinto a olio su tavola di Leonardo da Vinci, databile al 1488-1490 e conservato per anni nel Czartoryski Muzeum di Cracovia. Dal maggio del 2012 il quadro è esposto al castello del Wawel, sempre a Cracovia.
La gioconda, dipinta da Leonardo, non è altro che la rappresentazione di sua madre, che gli fu strappata fin da quando era bambino.
Dopo questo successo nella raffigurazione del volto il celebre artista lo riutilizza anche in altre opere.
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