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L’ARTE DEL RINASCIMENTO

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by

susanne lenz

on 15 August 2015

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Transcript of L’ARTE DEL RINASCIMENTO

L'arte del RINASCIMENTO
si sviluppò a Firenze a partire dai primi anni del Quattrocento, e da qui si diffuse nel resto d'Italia e poi in Europa, convenzionalmente fino ai primi decenni del XVI secolo.
BEATO ANGELICO 1390-1455

Giovanni da Fiesole, tramandato con il nome di Beato Angelico, già conosciuto come pittore, prese i voti e decise di unirsi all'ordine dei Frati Osservanti.
Si formò a Firenze come miniaturista sotto la guida di Lorenzo Monaco.
Angelico attribuisce all'opera d'arte un
valore dottrinale
: la PITTURA aveva il compito di diffondere la dottrina dell'Ordine, e facilitare lo studio e la meditazione sulle Sacre Scritture.
La sua arte univa ELEMENTI MEDIEVALI

con

ELEMENTI RINASCIMENTALI
Ruolo didattico dell'arte
Valore simbolico della luce (uno dei temi fondamentali della sua pittura: la “poetica della luce”)
Naturalismo (rappresentare con fedeltà la natura)
Prospettiva
''POETICA DELLA LUCE''

L'Annunciazione del Prado
Pala della Deposizione
Il convento medievale di San Marco venne assegnato ai frati domenicani nel 1436. A partire dall’anno successivo vennero realizzati i lavori di ristrutturazione del complesso, ad opera di Michelozzo di Bartolomeo, lavori che si protrassero fino al 1452. A questi si affiancò l’intervento pittorico di Beato Angelico.

IL CONVENTO DI SAN MARCO A FIRENZE

Gli interventi di Beato Angelico:

Un ciclo di 50 affreschi realizzati a partire dal 1438, disposti
Nella Sala Capitolare,
nel Chiostro,
e nel Refettorio.
Al ciclo di affreschi si aggiunge la pala dell'altare maggiore della chiesa .
La Pala di San Marco
COMPOSIZIONE DELL’OPERA In una cella dell’ala Est è rappresentata un’Annunciazione. Dentro un porticato sono posti l’arcangelo Gabriele e la Vergine, raccolta in un gesto di umiltà e devozione. L’architettura è spoglia, configura uno spazio scandito e silenzioso, asseconda i ritmi e gli andamenti delle figure, ad esempio attraverso la morbida curvatura delle volte.

COLORE E LUCE Gli oggetti prendono forma attraverso un chiaroscuro che si trasforma in trasparenze, mentre i colori, dai toni preziosi e chiarissimi, rendono i volumi incorporei e quasi si sbiancano nelle zone più illuminate.

Nell’affresco con Cristo deriso, la Vergine e San Domenico volgono le spalle alla scena principale, che assume il valore di apparizione simbolica. La composizione ha una struttura semplicissima, ascendente; l’ambientazione è scandita in profondità, la gamma cromatica ridotta. Tutto concorre a creare un’atmosfera di silenzio, di astrazione spirituale. Il corpo di Cristo, volumetrico e solenne, si smaterializza nel bianco purissimo e abbagliante della veste, simbolo di trascendenza. La scena è un’immagine evocata, come testimonia il ricorso ai simboli dello scherno e dell’umiliazione.

CRISTO DERISO


E' stato il maggior teorico dell’architettura del Rinascimento. Ha dato una sistemazione normativa alle elaborazioni di Donatello, Brunelleschi, Masaccio e degli artisti della prima generazione rinascimentale.
La committenza di Alberti si identificava in quella alto-borghese e aristocratica delle corti.
La formazione artistica di Alberti avviene attraverso lo studio dei monumenti romani:
la sua
Descriptio urbis Romae
, del 1434, rappresenta il primo tentativo di ricostruire la forma della città antica attraverso lo studio delle testimonianze archeologiche.
La sua opera teorica spazia dai temi filosofici a quelli morali, politici, letterari e artistici (idea dell’integrazione tra la cultura letteraria e quella figurativa attraverso la produzione teorica).

Leon Battista Alberti 1404-1472

Paolo Uccello 1397-1475,
artista geniale fiorentino, affascinato dalla
geometria
, studioso della
prospettiva
e dotato di grande
liberta' immaginativa,
si inserisce tra due culture: quella fiabesca del mondo figurativo cortese e quella dell'umanesimo fiorentino.
Nei suoi dipinti il mondo reale viene trasposto in un universo matematico, egli sembra ricercarne la struttura interna, sottoponendo ogni cosa entro l'orizzonte della logica.
rigoroso schema spaziale
carattere surreale
"perspectiva naturalis": trasgredisce le regole della prospettiva geometrica per ottenere effetti di disordine e di terrore
la scienza prospettica
diventa un puro esercizio
intellettuale
La teoria della citta'
Nel
De re aedificatoria
(1452) Leon Battista Alberti
fissa le regole della progettazione architettonica.


Citta' intesa come "grande casa".

Necessita' di coordinare tra loro i diversi spazi
che compongono la citta',
mantenere il rapporto con la tradizione: gli edifici
medievali non devono essere sostituiti ma affiancati da nuovi armoniosamente.
Sottolinea il rapporto tra architettura, citta' e organizzazione sociale.
ristrutturazione Chiesa di Sant'Andrea


San Giorgio e il drago
Diluvio e Recessione delle acque
Piero della Francesa 1415-1492
Come Alberti ha unito la sua opera pittorica a quella di trattatista e allo studio di discipline come la matematica, geometria e astronomia.
Si inserisce tra la cultura prospettica del
Rinascimento
italiano e la rinascita artistica
fiamminga,
attenta all'indagine analitica della realta'.
Schema basilicale a croce latina;
cappelle introdotte da ampi archi a tutta altezza, inquadrati da paraste o da portali architraviati,
ritmo tra superfici piane e zone d'ombra,
volte a botte cassettonate.
Alberti si ispira al modello del
tempio etrusco vitruviano
confronta poi lo schema del tempio con quello dell'
arco di trionfo
. (in facciata ci sono riferimenti all'Arco di Tito -Roma- e all'Arco di Traiano -Ancona-).
Piero della Francesca, Veduta di Borgo San Sepolcro,
partic. San Gerolamo,
1460 ca., Venezia, Galleria dell’Accademia.

Piero della Francesca nasce a Borgo San Sepolcro (vicino ad Arezzo) da una famiglia di mercanti.
La sua iniziale educazione è affidata ad un maestro di abaco, che gli dà i primi insegnamenti di aritmetica, algebra e geometria, indispensabili per apprendere la contabilità mercantile.
Dopo un breve apprendistato a Borgo Sansepolcro si reca nella vicina Firenze.

La formazione a Borgo San Sepolcro

A Firenze della Francesca conosce l’opera di Masaccio, le sue figure solide a austere; osserva le opere del Beato Angelico,con le loro forme nitide e la solenne spazialità e, ancora, le stilizzazioni prospettiche di Paolo Uccello. Piero acquisisce una particolare attenzione per la
luce chiara
e i
colori tersi
, capaci di costruire una
spazialità ariosa e nitida.

Nel 1454 compie il primo viaggio a Roma, dove conobbe
artisti fiamminghi
e spagnoli, acquisendo una
nuova consapevolezza
per la rappresentazione dei fenomeni atmosferici realistici, che saranno alla base degli affreschi più sperimentali, come la scena notturna del Sogno di Costantino.
E' considerato il principale esponente della privilegiata corte umanistica di Federico da Montefeltro.


Negli ultimi anni, secondo Vasari, venne colpito da una grave malattia agli occhi che gli impedì di lavorare. Morì a Sansepolcro il 12 ottobre 1492, proprio il giorno della scoperta dell'America, e fu sepolto nella Badia di Sansepolcro.

sguardi dei personaggi
fissi e proiettati in
una lontananza che
rifugge qualsiasi indagine
psicologica

figure immobili
perfettamente
calibrate entro impianti
costruiti attraverso la
logica della geometria

creano

Chiaroscuri
e ombre
nette

Accordi di
misure
e rapporti
cromatici

Forme
naturali
trattate
come corpi
geometrici

La pittura di
della Francesca
è composta da:

LA PITTURA COME ORDINE MATEMATICO

PIERO DELLA FRANCESCA

E' stato realizzato per i monaci camaldolesi di Borgo San Sepolcro in memoria di Ambrogio Traversari, priore dell’Ordine e umanista di spicco nel convento fiorentino di Santa Maria degli Angeli.



SIGNIFICATO DELL’OPERA

Tutto è chiaro e rivelato,come il dogma.
Il fiume che dovrebbe essere il Giordano è il Tevere,la cittadina sullo sfondo è S. Sepolcro. La figura del Cristo è ripetuta nell’albero,la chioma di questo determina la cupola. Non c’è differenza tra persone,DIVINO e NATURA: tutto è manifesto.
Sul Cristo scende lo Spirito Santo per sostenere la dottrina della chiesa e affermare il concetto di Trinità,che procede dal padre allo Spirito Santo,al figlio. La
trinità
è e rappresentata nei 3 angeli nei 3 colori delle vesti dell’angelo(simbolo di eternità). I due angeli che si tengono per mano indicano concordia tra le due chiese (romana e di Costantinopoli)
Il Battesimo di Cristo

COMPOSIZIONE DELL’OPERA

L’opera è composta da una forma pressochè quadrata sormontata da una semicircolare.

Sull’asse verticale si trova la figura di Cristo.

L’albero a sinistra possiede un peso visivo maggiore rispetto alla parte centrale e svolge un ruolo dominante.

Il dipinto è composto secondo una rigorosa costruzione geometrica tramite l'uso di corpi platonici:

Dal lato superiore del quadrato si costruisce un triangolo equilatero, il vertice inferiore coincide con il piede di Cristo, mentre nell'incontro delle diagonali del quadrato si trova il suo ombelico.

Una semicirconferenza simmetrica al margine superiore è riconoscibile nel braccio di Giovanni, prosegue verso l’inguine di Cristo e nelle braccia degli angeli.


COLORE
Colori disposti per corrispondenze e distribuiti in modo calcolato.

Le vesti dei dignitari e degli angeli sono delicatamente accordate, con un alternarsi ritmico tra colori caldi e colori tenuemente freddi.



LUCE


Luce annulla le ombre rendendo omogenea tutta la composizione.

Assenza di contrasti di luci e ombre.

Luce che scende dal cielo riflettendosi nell’acqua e fissandosi dà forma alle figure,creando lo spazio e identificandosi in esso.

Jan van Eyck 1390-1441
RINASCIMENTO FIAMMINGO
Primo esponente del Rinascimento fiammingo.
Ha operato probabilmente all'Aja per Giovanni di Baviera.
Dal 1425 per tutta la sua vita ricopre il ruolo prestigioso di pittore di corte di Filippo il Buono
Nelle sue opere:

LUCE come elemento unificante
applicazione prospettica
cura per il dettaglio (ANALISI MINUTA)
Uso brillante del colore.
POLITTICO DELL'AGNELLO MISTICO
Iniziato dal fratello Hubert.
Sono attribuite a Jan le parti con piu' realismo
(le figure dei progenitori a grandezza naturale)-

Composto da:
12 parti---> 8 Laterali (esterne): Redenzione

collegamento: figure di Adamo ed Eva

---> 4 Interne: Paradisio (Padre Eterno,
Maria e S.Giovanni Battista)
e adorazione dell'agnello
mistico

TENSIONE CENTRIPETA
LUCE ESTERNA effetto tridimensionale
PROSPETTIVA (dava l'impressione che la pittura estendesse virtualmente lo spazio reale).
Rogier Van Der Weyden 1400 1464
Allievo del padre del realismo fiammingo Robert Campier. Ha fama presso la sua bottega a Bruxelles dove dipinge per commissione della nobilta' borghesia.
Tra il 1449 e il 1450 viaggia in Italia (apprende dalla cultura italiana ad attenuare la tensione drammatica e diventa piu' abile nella rappresentazione dello spazio.
Nelle sue opere:


Senso di VOLUME
LUMINOSITA'
REALISMO ANALITICO
COMPONENTE UMANA (predilige l'uomo ai paesaggi)
SENTIMENTO RELIGIOSO.
Deposizione della croce 1435-1440
linea incisiva
colori intensi
fondo oro
luce fredda e tagliente
ritmo spezzato (corrispondenza nella disposizione dei corpi)
ampie curve segnate dal corpo di Gesu' e di Maria
semplice architettura
accentuato plasticismo
Il RITRATTO FIAMMINGO
Dal XV sec. il ritratto diviene genere
autonomo.
Viene realizzato per motivi di prestigio
sociale.
I pittori fiamminghi diffondono in Europa
un nuovo tipo di ritratto:
elevata verosimiglianza con il soggetto
atteggiamento naturale
attenzione per i particolari fisionomici
tavole di piccola dimensione
committenza laica
Jan van Eyck: ritratto di un uomo con il turbante
(ipotizzato autritratto)







Introdusse la posizione di
tre quarti
(indagava l'aspetto psicologico del personaggio),
volto in primissimo piano,
fondo buio,
luce incidente.
Rogier van der Weyden:
ritratto di giovane donna
solidita' monumentale
rigore geometrico delle forme
Viene privilegiata
la pittura

Cambiamento di interessi in ambito artistico

Potenziamento economico e commerciale dei territori delle Fiandre

Nel 1384 le Fiandre vengono annesse al Ducato di Borgogna, che diviene uno Stato di primaria importanza nella scena politica europea.
I territori del Ducato saranno ulteriormente ampliati da Filippo il Bruno.

Il Duca sposta la corte da Digione a Bruxelles, questo spostamento della capitale del Ducato ha come conseguenza:

Diffusione di soggetti e modelli di antichità acquisiti dagli artisti,ulteriormente sottoposti a libere interpretazioni nelle composizioni pittoriche.

Arrivo di numerosi oggetti greci e romani dalle rotte adriatiche.

Ha favorito

In Italia settentrionale, Padova accoglie per prima la Cultura umanistica.
Fu un centro culturale vivacissimo, dal 1222 la città era sede di una delle maggiori università europee e punto di riferimento per letterati e artisti.
Fin dal Trecento ha rappresentato un anello fondamentale per la diffusione dell’arte figurativa toscana nell’Italia settentrionale.
La decifrazione delle iscrizioni epigrafiche stimolarono una specializzazione tra i dotti e i collezionisti:

Il Rinascimento a Padova

COLLEZIONISMO DI ANTICHITA'
Di umile estrazione, viene adottato dal maestro Francesco Squarcione nel 1441 e presso la sua bottega rimane fino al 1448. Appena diciassettenne, Andrea realizzava la sua prima opera indipendente, la perduta pala d’altare per la Chiesa di Santa Sofia a Padova, e pochi mesi dopo, si impegnava nelle decorazioni della Cappella Ovetari, l’opera che rappresenta il mutamento d’indirizzo in senso moderno dell’arte in Italia settentrionale.
Dal 1460 Mantegna è a Mantova come pittore di corte. Vi trascorrerà tutta la sua vita, con l’eccezione di due brevi viaggi a Firenze, negli anni Sessanta nel Quattrocento, e di un soggiorno a Roma fra il 1488 e il 1490, chiamato da Innocenzo VIII per affrescare la cappella papale al Belvedere, oggi scomparsa.
Mantegna intrattenne per tutta la vita rapporti con gli umanisti incontrati nelle città in cui visse, anche per brevi periodi, ma la sua opera rivela un legame particolare con quella di Leon Battista Alberti.

Andrea Mantegna 1431-1506

COMPOSIZIONE
DELL’OPERA

Impianto prospettico fortemente scorciato dal basso

Spazio fittamente popolato di edifici e figure

Linea spigolosa e tagliente: rileva le forme producendo effetti di tensione drammatica


Luce laterale irrompe nella scena creando bagliori improvvisi

San Giacomo condotto al martirio

Antonello da Messina 1430-1479
E' stato il protagonista del nuovo orientamento culturale del sud della penisola.
Assimilo' la lezione fiamminga fondendola con l'esperienza prospettica e con la sintesi formale del Rinascimento italiano.
A lui va il merito di aver diffuso la tecnica della pittura a olio che entro la fine del XV sec. che sostituira' quasi del tutto quella a tempera.
Nasce in Sicilia e si sposta anche in Campania negli anni in cui il Regno di Napoli si affacciava alla cultura catalana e franco-fiamminga

Indagine naturalistica,
approccio geometrico alla rappresentazione,
componente emotiva,
sintesi tra il mondo matematico prospettico e la tematica del colore e della luce.
nelle sue opere
San Sebastiano
Giovanni Bellini 1433-1516
Rappresenta la svolta rinascimentale dell'arte figurativa veneziana.
Riesce a cogliere i nuovi orientamenti che giungevano a Venezia con i mercanti e gli artisti provenienti da luoghi diversi, e assimilarli alla specificita' della tradizione locale.
Viene influenzato dall'opera di Mantegna il quale sposo' sua sorella. Bellini ne riprende le costruzioni plastiche e la tensione emotiva delle figure, la linea incisiva, i panneggi aderenti ai corpi, gli scorci dal basso, l'asprezza del paesaggio.
Si confronta anche con l'opera di Piero della Francesca, Antonello da Messina e con le novita' introdotte dalla pittura fiamminga.
Pieta'
La seconda metà del Quattrocento corrisponde ad una Firenze in una fase di stabilità politica e culturale.
Gli artisti sono interessati soprattutto all’elaborazione di prodotti preziosi ed esclusivi.
Le botteghe sono impegnate nella produzione di dipinti e sculture, ma anche di bronzetti, tessuti, ceramiche ecc.

Firenze assume caratteri elitari.
Questo è un periodo fertilissimo, perché si preparano le premesse per la grande stagione del Cinquecento: sono gli anni in cui dominano a Firenze le botteghe di Antonio del Pollaiolo e di Andrea del Verrocchio, cui segnerà la generazione di Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Michelangelo ed altri autori.

La seconda metà del Quattrocento

Sandro Botticelli 1445-1510
E' certamente una delle figure piu' rappresentative della cultura fiorentina della seconda meta' del Quattrocento.
Ha saputo interpretare con sensibilita' il pensiero di matrice neoplatonica e il raffinato clima della corte dei Medici, realizzando, oltre ad opere di soggetto sacro, numerosi dipinti a tema mitologico, intesi come allegorie da interpretare in chiave morale.
Il suo strumento privilegiato e' il DISEGNO, il suo stile si distingue infatti per l'estrema finezza della linea unita a colori preziosi e splendidi effetti di trasparenza.
Si ricercano stabilità dell’ordine e grandiosità

Le opere acquisiscono forme idealizzate e solenni

Si rinnova la figura dell’artista

Si raggiunge un livello più alto dell’espressione artistica

Si sviluppa la Terza Maniera o Maniera Moderna

Gli anni tra i secoli XV e XVI sono segnati da un profondo cambiamento tra equilibri internazionali. Lorenzo il Magnifico muore a Firenze ne 1492, anno in cui inizia la crisi della Signoria medicea.
Ma il XVI secolo corrisponde anche alla perdita della libertà da parte degli Stati regionali italiani, le cui sorti dipenderanno, d’ora in poi, dai disegni espansionistici e dagli accordi di spartizione dell’Europa tra Francia e Spagna.
All’instabilità politica si sovrappone la crisi religiosa seguita dalla Riforma di Lutero seguita dalla Controriforma, che avevano avuto ripercussioni profondissime nei rapporti tra gli Stati europei.

Nei primi venti anni del Cinquecento confluiscono a Roma alcuni tra i principali artisti italiani: Donato Bramante, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio.


Sul piano artistico




Il 500:l’età della Maniera Moderna

Leonardo da Vinci (Vinci,1452- Amboise,1519) era il figlio di Ser Piero da Vinci, notaio appartenente a una famiglia di proprietari terrieri, e di Caterina, fanciulla di umili origini.
La sua educazione si è svolta sopratutto attraverso l’esperienza pratica, ovvero attraverso il contatto diretto con il mondo contadino.
Probabilmente la personalità di Leonardo, e la specificità nel suo operare, ha le proprie origini in questa libertà di apprendimento.
Egli prese le distanze dall’approccio speculativo degli intellettuali della cerchia medicea, orientandosi allo Studio “scientifico ella realtà”, ovvero a un procedimento conoscitivo basato sulla pratica concreta e sulla verifica dei dati.
Leonardo attribuiva alla pittura un ruolo privilegiato considerandola “prima tra le arti”.
Creo una quarantina di dipinti e numerosissimi disegni.

Leonardo da Vinci

Si trova oggi al Czartoryski Muzeum di Cracovia una delle opere più famose, e allo stesso tempo misteriose, che Leonardo da Vinci aveva dipinto presso la corte di Ludovico Sforza.
L'opera è uno dei dipinti simbolo dello straordinario livello artistico raggiunto da Leonardo durante il suo primo soggiorno milanese, tra il 1482 e il 1499. L'opera, della quale si ignorano le circostanze della commissione, viene di solito datata a poco dopo il 1488, quando Ludovico il Moro ricevette il prestigioso titolo onorifico di cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino dal re di Napoli.
La dama è Cecilia Gallerani (La dama con l’ermellino) che aveva circa quindici anni all’epoca del ritratto. Entrò giovanissima nelle grazie di Ludovico il Moro (di cui fu amante) e venne ricordata, oltre che per la sua bellezza, per le sue doti dell’animo, per l’intelligenza e la cultura, che le valsero un ruolo di primo piano alla corte milanese, fino al matrimonio del Duca con Beatrice d’Este, nel 1491.

La dama con l’ermellino

SIGNIFICATO DELL’OPERA
Ermellino: sottintende una serie di simbologie legate all’intelligenza e nei bestiari medievali rappresentava alcune virtù, tra cui l'equilibrio e la pacatezza.


Nelle intenzioni di Leonardo tali virtù sarebbero, quindi, state trasferite di riflesso a Cecilia Gallerani, grazie anche l'atteggiamento identico della dama e dell'animale.
L'analogia tra la giovane donna e l'animale sta anche nel fatto che tra il nome della donna e quello dell'animale si instaura un gioco di parole: "Ermellino", infatti, corrisponde al greco "γαλή“ (pron. galè), possibile richiamo al cognome di Cecilia.

Leonardo compose il suo capolavoro usando proporzioni geometriche e
 principi matematici, scoperti già nell’antica Grecia: una piramide è infatti  l’invisibile base su cui ha collocato il soggetto, disegnato quasi interamente da curve, senza linee rette.



Dama: sembra volgersi come se stesse osservando qualcuno sopraggiungente nella stanza, e al tempo stesso ha l'imperturbabilità solenne di un'antica statua. Sulle sue labbra è presente un impercettibile sorisso.

Ermellino:dipinto con precisione e vivacità, appare più simile ad un furetto.

La spontaneità  data dallo sfondo scuro e il risalto che viene dato dalla luce che è presente dalla destra e cattura l’attenzione mettendo in primo piano la dolcezza del viso e lineamenti della dama.

Mano investita dalla luce.

Abbigliamento della dama curato ma non sfarzoso.

Uno dei temi fondamentali della sua pittura è la ''poetica della luce''.
La luce che accompagna l'annuncio dell'angelo è divina, un raggion dorato emanato da Dio.
La LUCE:
modella ogni cosa
dà volume alle superfici
esalta i colori
scandisce la geometria dello spazio
genera un'atmosfera pacata.
La pala con la Deposizione fu commissionata per essere collocata nella cappella di famiglia della Chiesa di Santa Trinita.

Grande rigore compositivo che sembra attenuare il dramma dell'evento,
impianto piramidale che concorre alla costruzione prospettica,
luce da sinistra,
colori lucenti e contrastati,
precisione nei dettagli,
legame tra cultura umanistica e arti figurative (il gruppo di uomini a destra rappresenta personaggi del tempo).
Il Tondo Doni, meglio conosciuto come Sacra Famiglia con San Giovannino, è considerato uno dei capolavori di maggiore rilievo della produzione pittorica di Michelangelo. L’opera, realizzata tra il 1505 e il 1506, era destinata ad un ricco mercante, nonché amico d’infanzia dello sculture, chiamato, per l’appunto, Doni.


COMPOSIZIONE DELL’OPERA
Il paesaggio sullo sfondo è occupato da figure di Ignudi.
Nel livello intermedio è presente San Giovannino che osserva la scena dall’esterno.
Nella scena principale è presente San Giuseppe che porge Cristo (il bambino), alla Madre.

Tondo Doni

Il quadro è distribuito su tre diversi livelli:
nel primo, a partire del fondo, vi sono le figure nude riconducibili all’età del paganesimo.
Nel secondo livello, quasi intermedio, domina la figura del San Giovannino che osserva la scena ma ne rimane estraniato.
Nel terzo è rappresentata la Sacra Famiglia.


La Sacra Famiglia presenta una disposizione piramidale dove le figure sono concatenate tra loro.
Particolare è la spirale che si costruisce all’interno della piramide stessa a partire dal volto del Cristo.
All’intero gruppo è impresso un moto rotatorio, che appare fluido grazie al sapiente concatenarsi dei gesti. Un moto rotatorio che appare come una “serpentina”.

LUCE
Le figure sono state elaborate come sculture: il chiaroscuro è netto, determinando un forte risalto plastico, accentuato dalla linea di contorno rilevata.

COLORE
I colori sono contrastanti e virati su toni metallici, e ciò elimina qualsiasi percezione naturalistica.
Michelangelo crea dei contrasti di colore con i colori primari, utilizzandone di simili. Troviamo contrasti anche fra colori complementari e quelli caldi e freddi.
Il paesaggio di sfondo, invece, è interamente realizzato con l'ocra e i verdi, usati con bassi toni per far risaltare quelli alti della parte centrale.

Michelangelo Buonarroti
David
La Gioconda (o Monna Lisa)
Elementi medievali:
Elementi rinascimentali:
(vedi a parte)
(vedi a parte)
pittore

scultore
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