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filosofia

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by

Maria De Rosa

on 7 May 2015

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Transcript of filosofia

Cartesio
Maria De Rosa
Made by
4°N
.
René Descartes, italianizzato in Renato Cartesio (La Haye en Touraine, 31 marzo 1596 – Stoccolma, 11 febbraio 1650) è stato un filosofo e matematico francese. È ritenuto fondatore della matematica e della filosofia moderna.
Nel 1637 Cartesio pubblica la sua prima opera in francese,
"Discorso sul metodo".
Se vogliamo seguire la strada della verità, dobbiamo adottare un metodo e accettare solo ciò che ci appare evidente e chiaro.
Noi basiamo la nostra conoscenza sui nostri cinque sensi che, pur permettendoci di conoscere ciò che ci circonda, non sempre ci danno delle indicazioni valide.
Nasce la teoria dell' evidenza:
Se i sensi ci ingannano, non ci dobbiamo fidare.
Risoluzione del dubbio
Il dubbio iperbolico è però evidente.

Se
dubito
che sto dubitando, esiste indubbiamente qualcuno che dubita;
quel qualcuno sono io e sto pensando;
se
penso esisto
e dunque,
sono
.
Siccome i sensi ci ingannano, dobbiamo dubitare di tutto. Questo dubbio è definito
metodico
.
Si introduce un nuovo dubbio, il
dubbio iperbolico
, che mette alla prova l'evidenza, l'infinito ed è il massimo dubbio che possiamo avere.
"Non prendere mai niente per vero, se non ciò che io avessi chiaramente riconosciuto come tale; ovvero, evitare accuratamente la fretta e il pregiudizio, e di non comprendere nel mio giudizio niente di più di quello che fosse presentato alla mia mente così chiaramente e distintamente da escludere ogni possibilità di dubbio."
Colui che dubita esiste però come pensiero, non come corpo. Nella nostra mente abbiamo diverse idee, tra cui quella della perfezione; Quest' idea non dipende da me, ma da un ente perfetto che ha generato in noi quest' idea che, recuperando la teoria di Sant' Anselmo, è Dio;
Dio
Dio è buono o cattivo?
Essendo perfetto non può essere cattivo e deve essere per forza buono; di conseguenza, l' idea della perfezione non ci inganna ed è vera. Quest' idea inoltre è evidente grazie a Dio.
Si passa dal dubbio assoluto all' idea della verità.
Il mondo esiste e possiamo fondare una scienza.
Verità
Determinata l' esistenza dell' essere, Cartesio distingue due tipi di verità, quelle
matematiche
e quelle
storiche
.
Verità matematiche
Non appartengono alle cose ma alla mente. Queste sono verità accettabili, sulle quali si basa la scienza.
Verità storiche
Basate sulla storia; vere perchè accadute nel tempo.
Un rettangolo non sa la sua area, ma noi sappiamo che è data dalla formula
base per altezza
.
b x h
b
h
Cesare è morto alle idi di marzo del 44 a.C.
L' errore.
Errore in Cartesio.
Errore
in filosofia si riferisce a qualcosa di falso che appare vero nel campo a cui si riferisce il giudizio o la valutazione e che quindi genera un'intrinseca contraddizione.











L'errore quindi riguarda tutta la nostra esistenza nel sapere e nell'agire incrociando concetti fondamentali come "opinione", "colpa", "dolore" e "felicità" »
Errore pratico.
L'errore può essere di natura pratica, quando si violano norme morali o principi che rendano efficace l'azione.
Errore teoretico.
Può essere anche di natura teoretica quando si giudica vero ciò che è falso o falso ciò che è vero. In questo caso cioè viene volontariamente dato assenso ad un giudizio realizzando un collegamento tra volontà e intelletto.
« La filosofia non consiste che nell'eliminare a poco a poco gli errori; forse solo al termine di questa serrata critica noi potremo attingere la verità.»
Il criterio della verità garantito dal cogito ergo sum e dalla esistenza di un Dio perfetto, buono, quindi veridico dovrebbe rendere, secondo Cartesio, impossibile l'errore.
Questo infatti, afferma Cartesio, non può mai derivare dal pensiero, ma dalla intrusione della volontà nel pensiero.




Quando il pensiero è evidente, chiaro e distinto ci si può sbagliare se c'è un errore dipendente dalla volontà, un elemento estraneo al pensiero.
L'errore è involontario. Nessuno sbaglia volontariamente ma la volontà ci spinge ad affermare per vero ciò che l'intelletto non concepisce ancora come evidente, come chiaro e distinto.
Si riafferma il principio del libero arbitrio: L'uomo ha la libertà di sbagliare così come quella di non sbagliare.

« L'errore per Cartesio dipende da due cause tra loro convergenti, dalla facultas cognoscendi e dalla facultas eligendi, cioè dall'intelletto e dalla volontà; più precisamente dal giudizio che asseconda l'esigenza della volontà di trascendere i limiti dell'intelletto.»
Errore in Kant.
Errore in religione.
In religione l' errore è un peccato e diventa però la base dello sviluppo dell' umanità, con l' errore di Adamo ed Eva, il conseguente peccato originale e la loro cacciata dal Paradiso.
Leibniz
Gottfried Wilhelm von Leibniz (Lipsia, 1º luglio 1646 – Hannover, 14 novembre 1716) è stato un matematico, filosofo, scienziato, logico, glottoteta, diplomatico, giurista, storico, magistrato tedesco di origine serba.
Secondo Leibniz tutte le cose sono costituite da
monadi
..
Nel 1714 Leibniz scrisse in francese due brevi “sommari” nei quali sintetizzava i punti essenziali della propria filosofia: Princípi della Natura e della Grazia fondati sulla ragione e I princípi della filosofia o Monadologia (il titolo Monadologia non è di Leibniz, ma fu aggiunto dal traduttore tedesco). Entrambi gli scritti, furono pubblicati postumi, nel 1718 e nel 1720, si aprono con la definizione della “monade”, cioè della sostanza semplice costitutiva di tutte le cose.

Il termine, nel senso di "ultima unità indivisibile", comparve molto presto nella storia della filosofia greca. Nella dottrina di Pitagora, si ricorreva a questo termine per indicare il principio (arché) da cui derivavano tutti i numeri, la molteplicità di entità monodimensionali e tridimensionali ed i quattro elementi (Aria, Terra, Fuoco e Acqua) costituenti il mondo.

Nei "Dialoghi" platonici veniva usato al plurale (monadi) come sinonimo di Idee.


Il termine "monade", comunque, è generalmente legato alla filosofia di
Leibniz
, nella quale la dottrina del
monadismo
occupa una posizione di
primaria importanza
.
Monade
La parola monade veniva usata anche dai neoplatonici per indicare l'Uno.
Nella "Metafisica" di Aristotele si ripresentava come il principio (arché) del numero, esso stesso privo di quantità, indivisibile ed immutabile.
Nelle lettere del neoplatonico cristiano Sinesio di Cirene, Dio veniva descritto come la "Monade delle Monadi".
Il termine veniva usato sia nella filosofia classica che in quella medioevale come sinonimo di
atomo
, ed era usato da scrittori quali Giordano Bruno, che parlava in maniera piuttosto indefinita dei
minimi
, le sostanze piccolissime che costituiscono la realtà. Il termine atomo implica soltanto un aspetto materiale, la monade, di regola, implica sempre qualcosa di incorporeo, spirituale, o, al limite, vitale.
Dio
“Le monadi non hanno nè porte nè finestre”
Per capire la sua dottrina relativa alle
monadi
, è necessario ricordare che Leibniz, nel tentativo di definire la materia, era stato spinto da un
duplice
motivo.
Secondo Cartesio la mente (
res cogitans
) controllava il corpo (
res extensa
) attraverso la ghiandola pineale...

Ma secondo quale rapporto ciò avveniva?
Liebniz ipotizzò che il mondo fosse costituito da
MONADI
Io sono una monade costituita da tante altre monadi che coesistono, che hanno influenza le une sulle altre.
Per primo, Liebniz voleva riconciliare la dottrina degli atomisti con la teoria scolastica della materia e della forma evitando il meccanicismo di Cartesio, che pensava che tutta la materia fosse inerte..
.. e voleva superare il monismo di Spinoza che insegnava che esisteva una sola sostanza:
Dio
.

Egli sperava di raggiungere questi obiettivi attraverso la dottrina delle monadi, definendo la sostanza in termini di azione indipendente.
Blaise Pascal
Blaise Pascal (Clermont-Ferrand, 19 giugno 1623 – Parigi, 19 agosto 1662) è stato un matematico, fisico, filosofo e teologo francese.
Nel 1669, viene pubblicata l'opera
Pensées
dove Pascal appuntava i suoi pensieri.
Perchè scrive quest' opera?
Per 'superare' lo squilibro causato nell' uomo dalla rivoluzione copernicana..
Con la rivoluzione copernicana, infatti, l' uomo non era più il centro dell' universo, anzi, l' universo non aveva più neppure un centro, data l' infinità dei mondi scoperta da Giordano Bruno.
Non avendo più un centro, una giusta misura, l' uomo poteva aspirare quindi all' infinitamente grande che non avrebbe mai potuto raggiungere o all' infinitamente piccolo che però lo avrebbe annullato.
L' uomo quindi può essere una bestia, o un angelo.
Quindi se l' uomo non ha una giusta misura, come fa a scegliere?
Ci sono dei sentimenti, dati dal cuore, che la ragione non conosce.
CUORE
VS
RAGIONE
La ragione è la facoltà di conoscere scientificamente, cioè matematicamente, e si esprime sia nell’intuizione (anche, in molti casi, sensibile) sia nella deduzione, e corrisponde a quello che Pascal definisce
esprit

de

geometrie
.
Il cuore a volte è inteso da Pascal in senso ampio, e allora s'identifica con la facoltà intuitiva in generale, a volte invece inteso in senso più proprio, e allora è la facoltà di intuire la verità della religione e della morale: s'identifica così con
l’esprit de finesse
.
Per poter superare la lotta fra cuore e ragione ci sono
due soluzioni
:
la
presa di coscienza
il
divertissement
DIO in Pascal.
Pascal, essendo un appassionato di roulette, decide di dimostrare l' esistenza di Dio con una scommessa.
Se punto sull' inestistenza di Dio:
se
vinco
, non cambierà nulla;
se
perdo
, perderò tutto, anche la possibilità di un posto divino.
Se punto sull' estistenza di Dio:
se
perdo
, non cambierà nulla;
se
vinco
, mi sarò guadagnato un posto nel Paradiso.
Se si vuole superare l' immoralità della scommessa bisogna scegliere.. di puntare sull'
esistenza di Dio
.
Thomas Hobbes
Thomas Hobbes (Westport, 5 aprile 1588 – Hardwick Hall, 4 dicembre 1679) è stato un filosofo e matematico britannico, autore nel 1651 dell'opera di filosofia politica Leviatano.

Pascal era un razionalista;


Ma cos'è il razionalismo?

Il razionalismo indica tutte quelle filosofie per le quali la realtà è interpretabile dalla
ragione
e non dai sensi.
Il razionalismo si fondo nel 1600 con Cartesio e prevedeva alla sua base le
idee innate
che ci permettevano di conoscere il sapere.
Hobbes era, al contrario di Pascal, un'empirista.

Cos'è l'empirismo?

L'empirismo (dal greco
empeiria
,"esperienza", designa l' orientamento di quelle dottrine filosofiche che individuano nell'
esperienza
la fonte e l' origine della conoscenza, negando la presenza delle idee innate.
Queste dottrine filosofiche inoltre ritengono che la conoscenza proceda dalla sensazione al concetto:
Nihil est in intellectu, quod prius non fuit in sensu.
Bellum omnium contra omnes
Homo homini lupus
Ogni uomo è nemico dell' altro, ogni uomo è
lupo
,portato alla diffidenza e all’ostilità nei confronti dei suoi simili .
Pactum societatis e subiectionis.
Lo Stato nasce da due diverse convenzioni: il
pactum societatis
, o patto di associazione, che dà origine alla società (cioè trasforma una moltitudine di individui in un popolo) ed è stipulato singuli cum singulis, e il
pactum subiectionis
, o patto di sottomissione, che dà origine alla sovranità ed è stipulato tra popolo e sovrano.Tramite questi due patti gli individui cedono una parte considerevole dell’illimitata libertà di cui godevano nello stato di natura, ma ottengono in cambio difesa dell’ordine interno e protezione dai nemici esterni.
Leviatano
Lo Stato assoluto è governato quindi dal Leviatano che ingloba in sé la volontà di tutti e colui che lo rappresenta è il sovrano, di cui ogni altro cittadino è suddito. Tuttavia, il patto è bilaterale: se il sovrano non si dimostra tale, è ben accetto il tirannicidio.
Secondo Hobbes l' essere umano aspira alla libertà di azione e al raggiungimento della
felicità massima
. La natura umana è fondamentalmente egoistica, e a determinare le azioni dell'uomo sono soltanto l'istinto di sopravvivenza e quello di sopraffazione. Ciascun individuo, mosso dal suo più intimo istinto, cerca di danneggiare gli altri e di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei suoi desideri.
Galileo Galilei
Galileo Galilei (Pisa, 15 febbraio 1564 – Arcetri, 8 gennaio 1642) è stato un fisico, filosofo, astronomo e matematico italiano, considerato il padre della scienza moderna.
Ricerca di un metodo per il raggiungimento della verità
Partendo dalla critica all'
ipse dixit
aristotelico..
« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
(Galileo Galilei, Il Saggiatore)
Galilei, parte dal presupposto pitagorico e suppone che la natura è un libro scritto da Dio in numeri, e Dio ci da la capacità di capirlo attraverso i rapporti matematici.
La
matematica
ci fa quindi capire le illusioni scientifiche, tipiche di Aristotele.
Le scoperte aristoteliche erano dunque sbagliate, perchè non coglievano le proprietà intrinseche del corpo o i rapporti matematici del fenomeno.
Attraverso l' uso del cannocchiale..
Galilei scopre:
Fasi di Venere
Satelliti di Giove
Irregolarità della Luna
utilizza un nuovo metodo, il
metodo sperimentale
..
Metodo sperimentale
Con questa rivoluzione scientifica nacque un nuovo metodo sperimentale, basato su sette punti fondamentali:
OSSERVAZIONE
: L'osservazione serve a inquadrare il fenomeno che si vuole studiare e a raccogliere informazioni al suo riguardo.
DETERMINAZIONE DEL PROBLEMA
; realizzazione di variabili significative e esperimenti;
FORMULAZIONE DELLE IPOTES
I: Dall'elaborazione dei dati si formulano delle ipotesi;
VERIFICA SPERIMENTALE DELLE IPOTESI FORMULATE
: Successivamente il modello deve essere confermato da un'ulteriore indagine;
RACCOLTA DATI
;
ELABORAZIONE DEI RISULTATI
: Se l'ipotesi formulata viene confermata si può formalizzare un modello;.

PUBBLICAZIONE DEI RISULTATI
: Alla fine i risultati dell' esperimento vanno pubblicati su una rivista scientifica.
Giambattista Vico
Giambattista Vico (Napoli, 23 giugno 1668 – Napoli, 23 gennaio 1744) è stato un filosofo, storico e giurista italiano.
Partendo dalla critica delle idee innate Cartesiane..
Verum ipsum factum
Secondo Vico è vero solo ciò che è stato fatto;
dato che il mondo è stato creato da Dio, lui è onnisciente, mentre noi possiamo solo cercare, attraverso l' esperienza, di aumentare la nostra conoscenza, ma non al pari di Dio
Critica così anche Bacone perchè il sapere tecnico che lui cerca ci da la sensazione di un sapere infinito, che noi però non potremmo mai raggiungere perchè finiti.
Nel 1723 Vico inizia la stesura di
Scienze nuova,
un'interpretazione generale della storia delle attività umane, dei principi fondatori della società e dell' evoluzione delle origini fino agli esiti moderni.
L' uomo attraverso la storia, la filologia e la filosofia può avere nuove conoscenze.
La storia divide in tre età
Età degli dei
Segnata dal prevalere dei sensi e della fantasia;
A quest' età corrisponde la
fanciullezza
dell' uomo, basata sull'immaginazione.
Età degli eroi
Animata dalla fantasia e dalle passioni, presenta personaggi mitologici, le cui azioni segnano l' uomo.
A quest' età corrisponde e la
giovinezza
dell' uomo.
Età degli uomini.
Età in cui emerge la maturità dell' uomo; età temperata dall' intelligenza che da origine al governo.
Anticipatrice dell' Illuminismo.
La monade non è nè res cogitans nè res extensa, è un
centro di energia
autonomo.
Le monadi sono come case senza porte nè finestre
; tutto ciòe vi accade resta nel suo interno e non si deve collegare all' esterno perchè presenta già in se ragioni della sua esistenza.
Tutte le monadi sono controllate da
Dio
, la
monade

delle

monadi
.
Dio è il
grande orologiaio
che ha costruito tutte le monadi, assegnando a ciascuna una funzione specifica, in modo tale che
tutte le monadi sono coordinate in un perfetto sincronismo
.
Essendo Dio perfetto, ha creato il mondo migliore. Ma se questo è il mondo migliore, perchè avvengono le catastrofi?
L'orologiaio di Liebniz prevede che ci siano sia prede che predatori, che permettono così il cilclo della vita.
Baruch Spinoza
Baruch Spinoza (Amsterdam, 24 novembre 1632 – L'Aia, 21 febbraio 1677) è stato un filosofo olandese , ritenuto uno dei maggiori esponenti del razionalismo del XVII secolo.
Spinoza, come Leibniz, tentò di superare il dualismo cartesiano;

Nel 1677 S. scrisse l' opera
Ethica more geometrico demonstrata
(Etica dimostrata con metodo geometrico).

Spinoza parte dal termine
sostanza
.
Sostanza è ciò che non ha bisogno di nient altro per esistere, se non di se stesso.
Un corpo che non può esistere da solo è
attributo
.
L' unica sostanza esistente è quindi
Dio
perchè è l' unico che pò esistere da solo, tutti i restanti attributi vivono in relazione a lui.

Dio è esistente in tutto ciò che esiste;
Nasce una concezione
panteistica
(
pan:tutto
e
Theos:Dio
)


Dio allora non ha creato l' universo, perchè altrimenti ne avrebbe avuto bisogno e sarebbe stato un suo attributo; il mondo già esisteva ed era
coevo
a Dio.
Deus sive natura
Dio conosce tutto ciò che accade e nulla è lasciato al caso; quelle che a noi sembrano imperfezioni sono in realtà parti integranti del programma divino, che noi non conosiamo perchè non cogliamo l' accordo fra res cogitans e res extensa.
Spinoza trasmetteva dunque un messaggio rivoluzionario: Dio non è il creatore del mondo.
Proprio per queste idee fu espulso dalla comunità ebraica ma, nonostante ciò, continuò alla volare alla sua opera (pubblicata infatti proprio nell' anno in cui morì).
Proprio per questo viene considerato come modello si libertà di espressione, come

spirito

libero
.

John Locke
John Locke (Wrington, 29 agosto 1632 – Oates, 28 ottobre 1704) fu un filosofo e medico britannico, considerato padre dell'empirismo moderno.
Nella sua opera
"Saggio sull' intelletto umano"
, Locke parte critica principio cartesiano dell' evidenza.

Le cose che non sono chiare e evidenti non esistono?

Si
.. bisogna analizzare meglio l'
intelletto umano
.
Locke critica quindi le idee innate; Tutto quello che ritroviamo nella nostra mente deriva dall'
esperienza
e non esistono idee che si riscontrino nella conoscenza senza un'origine empirica di esse. Inoltre, se esistessero le idee innate, sarebbero presenti anche negli stolti o nei bambini, cose che invece non avviene.
Secondo la tradizione classica Immanuel Kant attribuisce l'errore alla sensibilità che fa scambiare per vera l'apparenza della realtà trasmessa dai sensi mentre l'errore formale deriva dalla ragione quando questa non si limita a dominare il terreno dell'esperienza ma, generando errori ed illusioni, tende ad agire nell'orizzonte della metafisica.
Si formano così quelle idee della ragione che pretendono di avere come contenuto la totalità dell'esperienza mentre in effetti non sono che esigenze di universalità che possono essere soddisfatte solo nel campo della ragion pratica.

Ghiandola pienale.
Dopo aver dimostrato la nostra esistenza e quindi l' esistenza del mio corpo e del mio pensiero, Cartesio si chiede:
come fanno questi a comunicare?
Cartesio suppone che il corpo è costituito da
res cogitans
e
res extensa.

Res cogitans:
i nostri pensieri, qualcosa di astratto;
Res extensa:
il nostro corpo, concreto.
Poiché queste due realtà sono molto eterogenee e fondamentalmente non possono interagire, si crea un problema nella spiegazione della capacità umana di agire secondo libera volontà. Come possono
interagire
i due domini di res extensa e res cogitans nell'uomo? Cartesio cerca di risolvere la questione del dualismo ammettendo comunicazione tra i due domini per mezzo della "
ghiandola pineale
" (l'odierna
epifisi
).
Secondo Locke, anche se l' idea di Dio la ritroviamo in tutti gli uomini, è facile dimostrare che se si chiedessero le caratteristiche della divinità, questa verrebbe descritta in base alla esperienze particolari dei singoli uomini: dunque, ciò che veramente hanno in comune le diverse genti, non è l'idea di Dio ma il semplice nome...
Nel secondo libro del Saggio Locke classifica i vari tipi di idee derivate dall'esperienza:
Idee di
sensazione
Idee di
riflessione
Idee di sensazione.
Le idee di
sensazione
sono quelle che provengono dall'esperienza esterna. Esse sono tuttavia
semplici
, in quanto non possono essere scomposte in altre idee...
Idee di riflessione.
Idee di
riflessione
riguardano l'
esperienza interna
o la riflessione sugli atti interni della nostra mente come le idee di dubitare, volere...
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