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Il vedutismo e il capriccio

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by

Francesco Paolini

on 24 February 2016

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Transcript of Il vedutismo e il capriccio

Differenze
Camera oscura
Il vedutismo e il capriccio
Capriccio: composizione mista di realtà e fantasia Veduta: panorama reale.
Soggetto A riflette la luce verso il foro C ottenendo l'immagine focale a
Pregio di avere tutto a fuoco
difetto di non poter riprendere oggetti in movimento (nemmeno mossi)
Canaletto
Giovanni Antonio Canal, meglio noto con il soprannome di Canaletto, nasce a Venezia il 17 ottobre 1697 da una famiglia della borghesia veneziana. Il padre era uno scenografo teatrale e con lui il giovane impara assieme al fratello Cristoforo i primi elementi della pittura e la tecnica della prospettiva. Con il fratello si specializza nella creazione di decorazioni teatrali.
Nel 1719 si reca a Roma con il padre e vi soggiorna per circa tre anni. Qui Giovanni
entra in contatto con gli esponenti romani del vedutismo. Conosce
Viviano Codazzi
,
Giovanni Ghisolfi
,
Gaspar van Wittel
e di
Giovanni Paolo Panini
. In questo viaggio,
acquista molte conoscenze e comincia a dipingere
vedute di paesaggi urbani
. Continua ad affinare la sua tecnica pittorica e tornato a Venezia, continua a dipingere vedute della sua città ed ha scambi culturali con i vedutisti veneti. La pittura del Canaletto, comincia ad acquisire caratteristiche individuali molto precise: egli fonde in modo armonico la rappresentazione topografica con la parte architettonica e
la natura, creando un insieme dettagliato dell'immagine. Le sue opere, vengono dipinte con metodo e rispettano precise condizioni di
luce
. Il rispetto della prospettiva è rigoroso e per questo l'artista si aiuta con l'uso della camera ottica. La
"camera ottica"
è uno strumento molto usato dagli artisti del 1700 e permette di proiettare l'immagine della realtà su uno schermo di carta oleata, per poter poi procedere al ricalco.
Le nozioni acquisite in scenografia con il padre consentono al pittore di usare perfettamente la prospettiva; aggiunse alcuni espedienti nelle sue vedute come quello di collocare il
punto di vista in posizione rialzata rispetto all'occhio
o in
luoghi poco accessibili alle persone
(il tetto di un palazzo, una barca in mezzo al canale ecc...) oppure disegnare delle
viste ampie
, che includevano alcune parti al di fuori del quadro prospettico. Usava anche
particolari sistemi di ripresa
: mantenere fermo il punto di vista e disegnare due o più prospettive ruotando il quadro prospettico gradualmente. Il quadro era il risultato della composizione delle
diverse prospettive
. Un utilizzo quindi particolarmente sofisticato e intelligente che gli permetteva di rappresentare le sue particolari vedute. Con questa tecnica compositiva l'osservatore non percepisce il corretto punto di vista e viene ingannato dalla rappresentazione prospettica.
La nuova pittura del Canaletto riscontra molto successo, tanto che nel 1722 l'artista è già considerato un genio che supera i metodi della pittura tradizionale. La fama acquisita, gli consente di assicurarsi varie collaborazioni e le sue opere vengono acquistate sopratutto da italiani e inglesi. Nel 1923 lavora per il futuro console e mecenate inglese
Joseph Smith
. Esegue una
serie di disegni di
San Marco
, che successivamente diventeranno
sei tele
, che saranno collocate nella sua casa.
Nel 1725 l'impresario irlandese
Owen McSwiney
lo incarica di eseguire una serie di opere destinata alla sala da pranzo del
Duca di Richmond
. Canaletto dunque è venuto in contatto con il mondo inglese ed anche un successo crescente con questi suoi nuovi clienti. Sempre più spesso i collezionisti inglesi richiedono all'artista
immagini dettagliate di Venezia.
Smith diventa il suo agente e lo aiuta a vendere i suoi quadri nel mondo anglosassone. Gli organizza anche la pubblicazione di
una serie di Acqueforti e di Capricci
.
Il guadagno, non è però per l'artista abbastanza alto e nel 1746 và a Londra per avvicinarsi al suo mercato. Qui l’artista ricrea le atmosfere locali e interpreta un ambiente ed un'atmosfera che ovviamente è diversa da quella veneziana. La sua abilità e le sue capacità compositive, gli permettono di creare vedute con grandi orizzonti, scene urbane articolate e complesse e castelli, con un' abile minuziosità. Rimane a Londra per nove anni, fino al 1755, quando torna a Venezia. Qui viene eletto all'Accademia Veneziana, grazie a un quadro di Capriccio, che era stato molto apprezzato.
All'inizio della sua carriera, il Canaletto aveva realizzato i suoi lavori dal vivo
all'aperto
invece di essere completati in studio e nell'ultimo periodo l'artista ritorna a questa abitudine. Le figure distanti venivano infatti realizzate come macchie di colore, un effetto
prodotto usando la camera oscura che sfoca gli oggetti distanti. I suoi quadri sono noti e
riconosciuti per l'accuratezza con la quale venivano eseguiti, al punto che sono stati utilizzati in tempi moderni, per studiare e calcolare l'innalzamento delle acque della laguna, da allora ad oggi (confrontandoli con una fotografia). Negli anni successivi, Canaletto continuerà a dipingere (soprattutto Capricci) fino alla sua morte (18 ottobre del 1768).

Egli fu un grande pittore e un grande incisore, ma la sua fama deriva sopratutto dalla bellezza delle
vedute
, che ci ha lasciato. In esse, riusciva a rendere in modo eccelso l'atmosfera dei luoghi che raffigurava e la luce, che diversificava in base ai vari momenti della giornata. Con lo studio maniacale della prospettiva, dava la sensazione allo spettatore di trovarsi immerso nel quadro, come se fosse quasi presente nella scena.
Il vedutismo è un genere pittorico diffuso nella pittura italiana del Settecento, in particolare a Venezia, basato sulla rappresentazione di vedute nelle quali elementi paesistici reali e inventati vengono accostati con apparente esattezza topografica in sapienti effetti di scenografia.
È possibile distinguere due filoni del vedutismo:
-
Capriccio
dove vengono rappresentati paesaggi o totalmente di fantasia oppure costituiti da elementi reali ma tratti da luoghi differenti (Marco Ricci, Giuseppe Zais, Francesco Zuccarelli, Bernardo Bellotto) risultando così molto più pittoresco e teatrale;
-

Veduta
, cioè Riproduzione oggettiva della realtà e quindi più direttamente influenzato dalle teorie illuministe. (Canaletto, Bernardo Bellotto ecc.)
Verso il 1742 Canaletto riprende la produzione di capricci, già tipica della sua attività giovanile.
A questo genere appartiene
"Capriccio con edifici palladiani"
.
In questo caso il pittore si è divertito a collocare nel prediletto ambiente lagunare tre edifici progettati da
Andrea Palladio
, il più grande architetto veneto del Cinquecento: si tratta, in particolare, di due ben noti edifici vicentini, il
Palazzo Chiericati
(che compare in tralice sulla sinistra) e
la Basilica (o Palazzo della Ragione)
a destra, mentre al centro è riprodotto un primo
progetto per il
Ponte di Rialto
che, tuttavia, non venne mai realizzato. Questo genere di veduta furoreggiava presso la ricca e variegata clientela straniera, in particolare britannica, che durante il canonico grand tour italiano non mancava in Laguna di acquistare come lussuoso souvenir una delle celebri vedute del pittore veneziano. Canaletto insistendo sul
valore matematico della prospettiva
, proprio della cultura illuministica del Settecento, crea il quadro cercando di raggiungere una maggior
e precisione possibile tra forme e colori offrendo allo spettatore una fotografia illusoria del sito lagunare. I luoghi ripresi dal vero grazie all’uso della camera ottica sono disegnati dall’artista con schizzi preparatori detti
scaraboti
,che vengono in seguito modificati e ricomposti nello studio fino ad ottenere il risultato definitivo della veduta. Il dipinto appartenente alla famiglia veneziana degli Aglietti venne acquistato dalla duchessa Maria Luigia e da lei personalmente offerto alla Galleria Nazionale nel 1825.
Bellotto
nasce
Bellotto
Bernardo Bellotto (classe 1721), nipote di Canaletto (la madre era infatti sua sorella) inizia la sua carriera di pittore abbastanza presto, appoggiandosi al nome dello zio, tanto che nei paesi tedeschi e del centro europa è spesso chiamato "genannt Canaletto" cioè "cosiddetto Canaletto".
La sua fortuna inizia nel 1747, dopo un apprendistato in Italia, trasferendosi alla corte di Augusto III a Dresda.
Muore nel 1780, dove era stato attratto dal neoclassicismo.

Seppure Bernardo si sia formato nella bottega del Canaletto, i due stili sono molto diversi:
Se infatti la luce del Canaletto è meridiana e la pennellata è pastosa, quella di Bellotto è quasi fotografia ed esatta.
La pittura del Canaletto può definirsi realistica perchè riproduce le cose come le vedrebbe un umano nella realtà, quella di Bellotto è una visione quasi fotografica e nitida.
Piazza San Marco a Venezia

Canaletto
Vista sul Molo di Venezia
da Palazzo Ducale

Bellotto
Palazzo Chiericati
Palazzo della Ragione
Francesco Guardi
Francesco Lazzaro Guardi
nasce a Venezia il 5 ottobre 1712 da genitori appartenti alla piccola nobiltà trentina di Mastellina in Val di Sole. La sorella Maria Cecilia nel 1719 sposa il grande pittore
Battista Tiepolo
. Il fratello Gianantonio eredita la bottega paterna. E' qui che Guardi apprende la pittura illusionistica, che non consisteva nello studio del disegno accademico e affidava tutto il peso agli effetti luministici in un'atmosfera estremamente variata. nel 1735 passa nella bottegha di
Michele Marieschi
, pittore di vedute e di capricci, architetto e quadraturista.
Guardi alterna la produzione di figure e quella di vedute e capricci, mantenendo un
tono teso e introspettivo
. In lui sono certamente presenti influenze di
Canaletto
, come per esempio "feste doganali"; dodici tele che ricordano le cerimonie svoltesi nel 1763 in occasione dell'elezione a doge di Alvise il Mocenigo.
nelle vedute mature questo rapporto si attenua: l'impianto canalettiano si dilata divenendo un pretesto per inserire piccole figure, "macchiette" definite e vitali, esaltando la forma ed il colore di segno nuovo.
Il molo con la libreria verso la chiesa della salute
(Guardi)
Il molo verso la Zecca con la colonna di San Teodoro (Canaletto)
Guardi si dedicò esclusivamente alla veduta urbana.
Questa opera può essere divisa in due parti: a destra sono raffiguati il molo, la libreria Marciana, la Zecca e altri edifici veneziani. a sinistra il mare con le gondole. il punto di vista è ribassato: oltre metà della tela è occupata dal cielo, la pittura risulta quindi corposa e sfrangiata e sembra unificare mare e terra. L'interpretazione è lirica e fortemente soggettiva. la pennellata è rapida. i contorni sono sfumati. l'altmosfera è rarefatta e vibrante. Le figure che percorrono il molo attratte dalle bancarelle e i gondolieri sono ridotti a macchiette tratteggiate con pennellate guizzanti.
Il soggetto è il molo verso ovest in una prospettiva molto ampia: sono rappresentate la punta della dogana, il canale della Giudecca e la cupola della chiesa del Redentore. E' la manifestazione della transizione che sta avvenendo in Canaletto verso quella che viene definita "conquista della luce": i toni bruni sono meno evidenti e i contrasti cromatici sono meno esasperati. l'atmosfera è rarefatta, tendente all'azzurro e inondata di luce solare. rappresenta un momento qualsiasi della vita a Venezia. L'esatezza prospettica del disegno è accentuata dalla chiarezza dei colori, come se osservassimo la scena attraverso le lenti di una camera ottica. nella globalità percepiamo un'atmosfera gioiosa e nel particolare la freschezza e il naturalismo. le pennellate sono piccole per ottenere effetti di luce maggiori. la visione è lucida e la pennellata filamentosa. può apparire più accademico. si va verso l'era dell'impressionismo.
capriccio con arco rovinato e una villa sullo sfondo
Francesco Paolini e Irene Giotti
Campo di Rialto
Capriccio con rovine classiche
Camera oscura
Importante per i vedutisti e inseguita per anni e anni, viene realizzata nel 1292 da Guglielmo di San Claud.
Essa è costituita da:
Scatola o stanza totalmente schermata
foro su uno dei lati illuminati
Schermo traslucido sul lato opposto.
Riflesso capovolto.
Disegno d’epoca raffigurante una "camera obscura"
dove l'immagine viene proiettata su un vetro smerigliato (fotosensibile) posto a
45° e da qui proiettata su un piano orizzontale dove il pittore può comodamente
eseguire il disegno. Tale oggetto è facilmente trasportabile.
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