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IMPARARE: CHE GUSTO

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by

Chiara Rossetti

on 24 March 2015

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Transcript of IMPARARE: CHE GUSTO

LE RADICI
Inoltre, grazie all’amicizia di uno dei nostri alunni con i monaci cistercensi di Chiaravalle, abbiamo avuto la possibilità di farci raccontare da uno di loro il modo con cui i monaci oggi vivono il momento del pasto. In fondo questo è lo studio della storia: accrescere la consapevolezza del portato di una tradizione che emerge attraverso dei testimoni e guardandosi in azione.
DALL' EUROPA
MANI IN PASTA
IL GUSTO del racconto
IMPARARE:
CHE GUSTO
I NONNI
Il lavoro che abbiamo proposto ai ragazzi di prima media è stato di andare a ritrovare alle radici della storia dell’Alto Medioevo gli albori della civiltà europea che oggi noi conosciamo. Avremmo potuto scegliere diversi percorsi attraverso cui far emergere i tratti distintivi della nostra cultura. Abbiamo colto l’occasione del tema di Expo per creare un percorso originale che, attraverso una riflessione sull’alimentazione, supportata dalla lettura e dall’analisi della testimonianza di Ammiano Marcellino , ha avvicinato i nostri ragazzi alle tradizioni alimentari romane e barbariche. Il nostro percorso storico-gastronomico è culminato nello studio del monachesimo.
Il popolo degli unni, poco noto agli antichi storici, abita al di là delle paludi meotiche e supera ogni limite di barbarie.
Hanno membra robuste e salde, grosso collo e sono stranamente brutti e curvi
tanto che si potrebbero ritenere animali bipedi o simili a quei tronchi grossolanamente scolpiti che si trovano sui parapetti dei ponti.

Sono così rozzi nel tenore di vita da non aver bisogno nè di fuoco, ne di cibi conditi
, ma si
nutrono di radici di erbe selvatiche e di carne semicruda di qualsiasi animale, che riscaldano per un po' di tempo tra le loro cosce ed il dorso dei cavalli.
Non sono mai protetti da alcun edificio
, ma li evitano come tombe separate dalla vita di ogni giorno. Neppure un tugurio con il tetto di paglia si può trovare presso di loro, ma
vagano attraverso montagne e selve, abituati sin dalla nascita a sopportare geli, fame e sete
.
Quando sono lontani dalle loro sedi, non entrano nelle case a meno che non siano costretti da estrema neccessità, nè ritengono di essere al sicuro trovandosi sotto un tetto.
Adoperano vesti di lino, oppure pelli di topi selvatici, né dispongono di una veste per casa e di un’altra per fuori
. Ma una volta che abbiano fermata al collo una tunica di colore sbiadito, non la depongono né la mutano finché, logorata dal lungo uso, non sia ridotta a brandelli.
Usano berretti ricurvi e coprono le gambe irsute con pelli caprine e le loro scarpe
, poiché non sono state precedentemente modellate, impediscono di camminare liberamente.

Stando a cavallo notte e giorno ognuno in mezzo a questa gente acquista e vende, mangia e beve e, appoggiato sul corto collo del cavallo, si addormenta così profondamente da vedere ogni varietà di sogni.
[...]
Nessuno fra loro ara né tocca mai la stiva di un aratro.
Infatti tutti vagano senza aver sedi fisse, senza una casa o una legge o uno stabile tenore di vita. Assomigliano a gente in continua fuga sui carri che fungono loro da abitazione.
AMMIANO MARCELLINO
Rerum gestarum libri

ASPETTO FISICO
VITA / ABITUDINI
ALIMENTAZIONE
le tribù germaniche imposero il proprio potere militare sulle popolazioni romane che avevano conquistato e insieme a questo imposero le loro usanze e abitudini. I romani cominciarono a concepire diversamente i boschi e lo spazio incolto: non più luoghi ostili, ma piuttosto spazi da usare. Poiché la carne era l’elemento preferito dai vincitori (i barbari), ben presto essa divenne simbolo di potere anche per le popolazioni che erano state sottomesse (i romani): era infatti concepita come fonte di energia fisica, forza, capacità di combattere, qualità che costituivano gli elementi principali del potere.


il grano, il vino e l’olio sarebbero scomparsi se a poco a poco le popolazioni germaniche non fossero divenute cristiane. Nel IV secolo la religione cristiana si affermò come culto ufficiale dell’impero e da allora divenne sotto molti aspetti l’erede della cultura greco-latina. Il cristianesimo aveva assunto come simboli alimentari del suo culto proprio i prodotti tipici di quella civiltà: il pane e il vino (Eucarestia), olio (Cresima). Così, con la conversione al cristianesimo dei popoli germanici, questi tre elementi conobbero una straordinaria diffusione anche nelle regioni continentali.



DA QUESTO DUPLICE SCAMBIO INIZIA UNA NUOVA ALIMENTAZIONE CHE OGGI
DEFINIAMO "EUROPEA"; DA QUESTO INCONTRO
NACQUE UN REGIME ALIMENTARE CARATTERIZZATO PRINCIPALMENTE DALLA VARIETA' DELLE RISORSE E
DEI GENERI CONSUMATI

Come abbiamo visto
una distanza abissale separava i Romani dai Germani per quanto riguarda l’alimentazione e il modo di vivere. Eppure essi progressivamente si integrarono grazie a un reciproco scambio di pratiche alimentari e non solo.
Due furono gli strumenti di integrazione che fecero sì che la carne entrasse nelle abitudini del mondo mediterraneo dei Romani e pane-olio-vino entrassero nelle abitudini del mondo continentale dei Germani creando un nuovo regime alimentare romano-germanico.
Il dialogo con i nonni paterni e materni custodi gelosi di una tradizione e di una storia personale documentano come in una situazione di crisi, ristrettezze economiche e di incertezze, l'espressione culinaria possa diventare ambito in cui riscoprire un ingegno, una creatività ed una gaia intraprendenza.
En la panadería
In lingua inglese, per affrontare lo studio della cultura britannica nelle classi seconde, siamo partiti dal considerare ciò che già sapevamo – o pensavamo di sapere – sulle loro tradizioni e costumi. Inevitabilmente sono emerse alcune idee sul loro modo di mangiare e sulle loro abitudini a tavola.
Abbiamo successivamente avuto la fortuna di intervistare direttamente un londinese, Kevin, per verificare se ciò che pensavamo corrispondesse alla realtà.

OUR STEREOTYPES
They always go to the
pub on Friday night and
drink a lot of beer
They always have
tea

at five o'clock

They always have
fish and chips
Comprando un bocadillo
- diretto e indiretto - con testimoni amanti della vita in tutti i suoi aspetti e similmente amanti della buona tavola.
Cosa permette di fare esperienza di

ISTITUTO SAN VINCENZO - SCUOLA REGINA MUNDI
IL POTERE
LA RELIGIONE
L'INCONTRO
VERO GUSTO?
GENITORI
NONNI
AMMIANO MARCELLINO
KEVIN
MERCEDES
MONACI
San Benedetto
Nel programma di Italiano i ragazzi delle classi prime si sono cimentati nella produzione di testi descrittivi,
per accorgersi che osservare non significa semplicemente guardare,
ma fare un’esperienza che ci
coinvolge pienamente.
Attraverso la descrizione attenta di un piatto - dalla osservazione dei suoi singoli ingredienti e della sua preparazione, al gustarlo in compagnia dei propri cari - passano la tradizione, la storia e l'affetto di una famiglia. Dietro a ogni esperienza di vero gusto è emersa una trama di rapporti affettivi: dal profumo degli spinaci freschi dell'orto del nonno alle voci festose dei familiari quando ci si radunava la domenica a pranzo. Ogni particolare del piatto è importante perché svela un segreto da scoprire con i cinque sensi, da comunicare con il nostro linguaggio e da custodire e tramandare come un tesoro prezioso.

DEL RESTO, QUEI VOLTI CHE CI HANNO TRASMESSO IL GUSTO PER LA CUCINA CI HANNO INEVITABILMENTE TRASMESSO ANCHE IL GUSTO PER LA VITA
Abbiamo scelto di approfondire questo tema attraverso l'esperienza di gusto dei nostri genitori : dal racconto del piatto preferito della loro infanzia o della loro terra d'origine abbiamo scoperto quali ricordi suscita in loro.
Hemos seguido en nuestro recorrido leyendo un texto sobre los orígenes de uno de los platos más típicos de España, la paella. Hemos descubierto que los españoles crearon este alimento sirviéndose de los productos que el territorio valenciano les ofrecía, y también hoy no hay una sola receta para preparar la paella sino que en cada zona se hace con los productos de los que se dispone en aquel lugar. También en este caso, nos hemos puesto a la prueba creando unos diálogos para contar esta tradición.
la paella en Masterchef

I monaci, infatti, sono stati attori e spettatori delle novità e del recupero di alcune tradizioni alimentari, e non solo, che altrimenti sarebbero andate perdute. Per far comprendere meglio agli studenti come le regole monastiche, relative al modo in cui stare a tavola e al cibo, siano state inventate per vivere al meglio e gustarsi di più la vita comunitaria, abbiamo scelto di partire dall’esperienza stessa dei ragazzi. Li abbiamo filmati durante un pasto e abbiamo fatto notare loro come certe consuetudini che loro hanno nel modo di stare a tavola, che hanno imparato grazie ai loro genitori, siano le stesse che nel VI secolo San Benedetto suggeriva attraverso la Regola, ai suoi confratelli.
Estudiando el léxico de la comida hemos notado que muchas palabras de este ámbito vienen del árabe, especialmente las que empiezan en "al" que en español corresponde al artículo árabe. Esto se explica pensando en la historia de España: árabes y españoles convivieron en la península por ocho siglos y esta convivencia favoreció una contaminación entre las dos tradiciones.
Estudiando las expresiones que se suelen utilizar en una tienda, hemos puesto en práctica nuestros conocimientos actuando unos diálogos, inventados por nosotros estudiantes.


paella en un restaurante

GRAZIE ALL'INCONTRO CON LUI ABBIAMO
COMPRESO CHE MOLTE DELLE NOSTRE
IDEE NON SONO ALTRO CHE STEREOTIPI,
LE COSE INTORNO A NOI CI PARLANO, RIDESTANDO NON SOLO LA VISTA, MA ANCHE TUTTI GLI ALTRI SENSI.
E così ampio spazio è stato dato al tema del gusto , il senso che ci permette di conoscere il sapore delle cose, che ci fa immergere in esse nell’esperienza di contatto più coinvolgente e fisica che i nostri sensi prevedono.
I RICORDI DI PROFUMI E SAPORI
CI HANNO PERMESSO DI
IMMEDESIMARCI CON LE LORO ESPERIENZE E DI COGLIERE E PERCEPIRE IL RAPPORTO CON LA TAVOLA
NEL CORSO DEL '900
“Ennio e Gianfranco hanno iniziato a lavorare da casari perché lo erano anche i loro genitori.
Si svegliano molto presto, ma lo fanno perché hanno una passione per questo lavoro e vogliono migliorare sempre di più, perciò sono pronti a fare sacrifici.” -Rebecca-




“Tutte le persone incontrate nelle aziende mi hanno fatto capire che per scegliere cosa vorrò fare più avanti devo tener conto di ciò che mi piace fare, che più mi appassiona. E di certo per fare un lavoro che richiede fatica, bisogna essere pronti a fare sacrifici. Questi consigli mi saranno utili per scegliere cosa vorrò fare alle superiori e nel mio futuro.”
-Cecilia-
I ragazzi di seconda media hanno incontrato professionisti del settore agricolo-alimentare,
CHE HANNO FATTO DELLA LORO PASSIONE UNA GUSTOSA ATTIVITÀ.

L'esperienza vissuta ha dato l'avvio in classe a uno studio approfondito intorno alle caratteristiche chimico-fisiche di alimenti comuni, come il latte o le farine. Allo stesso tempo ha offerto ai ragazzi un criterio utile per le loro scelte future: partire da una passione presente e investire in essa le proprie energie.
Attraverso i piatti tipici maturati nella storia di ciascun popolo i ragazzi sono stati guidati a leggere la cartina di un Paese, il suo clima, a intuirne le coltivazioni e i prodotti. Tutto questo, e non solo! Quali sono i pasti tipici di un popolo? Come festeggiano le loro tradizioni e con quali piatti? Come la tradizione culinaria ha influito sulla vita sociale, tanto da lasciare tracce nell'uso linguistico?
Ålesuppe (zuppa di anguille)
Grønkålsuppe (zuppa di cavolo verde)

Sild (aringa)
Torsk (merluzzo)
Ål (anguilla)
Fjordrejer (gamberetti di fiordo)

Æggekage (uova strapazzate con cipolla, patate, pancetta affumicata)
Flæsk i kål (carne di maiale con cavolo)
Bøf med Løg (manzo macinato con cipolle fritte e salsa apposita)

Brunede Kartofler (patate bollite e zuccherate)
Sennepssauce med fløde (salsina fatta con uova, senape, aceto e panna montata fredda)

Smørrebrød (tartina di pane, generalmente di segale, ricoperta di burro o paté di fegato e condita in vari modi)

Æbleskiver (frittelle fatte di una pastella simile a quella delle crêpes e cotte nella æbleskivepande, una padella speciale; tipico natalizio)
Helling Tre Konger Kage (“dolce del destino” a base di frutta candita)

Carlsberg / Ceres / Tuborg

Gløgg (vin brûlé)
KØD
L’aringa ha finanziato il periodo di maggior espansione della Danimarca, intorno al 1200, quando i re danesi estesero la propria sovranità lungo il mar Baltico fino all’Estonia. Copenaghen stessa, da paesino di pescatori quale era alla fine del 1100, diventò città commerciale e poi capitale grazie all’esportazione delle aringhe sotto sale in vari Paesi europei.
Danske køkken
FISK
SUPPER
SNACKS
DESSERT
ØL
La carne era simbolo di prestigio e di buona nutrizione; nel Medioevo la carne fresca era consumata solo da novembre a Natale, la stagione del macello; il resto dell’anno si mangiava carne conservata sotto sale o affumicata. La carne fresca, durante tutto l’anno, era un privilegio riservato ai nobili, così come la selvaggina.
Il sentiero che una volta attraversava trasversalmente la penisola dello Jutland era detto “via dei buoi” (Oksevejen): dal ‘400 e fino all’epoca industriale da lì passavano, infatti le mandrie di buoi destinati alle città della Germania settentrionale o dei Paesi Bassi.
Il merluzzo era diffuso sin dall’epoca dei Vichinghi (dal 750 al 1050 ca.); il suo consumo fu favorito dall’avvento del cristianesimo (intorno al 1000), che prescriveva il pesce invece della carne nei periodi di penitenza. Si adattava bene ad essere seccato al vento e conservato, come scorta, leggera ma sostanziosa, per le ardue spedizioni marittime degli intrepidi guerrieri commercianti.
Ricca di carboidrati, pesce e carne, quindi molto calorica per il clima rigido che imponeva una cucina ricca da un punto di vista calorico, necessaria al clima e a una buona vita. Anche la lingua sottolinea questa caratteristica: la parola
fedt
(grasso) è usata per indicare una situazione positiva, divertente, e la parola
smørhul
(buco di burro) indica un posto piacevole e pacifico, un po’ un’isola felice e tranquilla, così come talvolta i Danesi definiscono il proprio Paese.
conclusioni
credits
LUCIO
Ennio
GIANFRANCO
IL CIBO NON È SOLO UNA NECESSITÀ, MA È MOLTO DI PIÙ: RIFLETTE LA CONCEZIONE CHE UN POPOLO HA DI SÉ E DEL SUO RAPPORTO CON GLI ALTRI E CON IL TERRITORIO.
Una geografia culinaria!
Il risultato? Una
GRANDE CURIOSITÀ
: i ragazzi hanno capito come
IL CIBO SIA UN ASPETTO FONDAMENTALE DEL VIVERE E DELLA TRADIZIONE DI UN POPOLO
, e non erano mai sazi di conoscerne altri. E un grande desiderio: assaggiare di persona tutti questi piatti e visitare i Paesi che abbiamo così incontrato!

FIXED AND GENERALISED IDEAS ABOUT
A PARTICULAR GROUP OF PEOPLE.
SOME OF THEM ARE TRUE, BUT MOST OF
THEM ARE FALSE.
Lo studio del lessico e delle espressioni che si utilizzano per interagire in un negozio di alimentari

La lettura di un testo
sulle origini della paella

" El encuentro" con Mercedes Sánchez Riezu una professoressa di Madrid

Abbiamo cercato di dare risposta a queste domande strutturando le lezioni nelle seguenti tappe:
¿ES POSIBLE CONOCER ALGO SOBRE EL PUEBLO ESPAÑOL Y SU LENGUA A TRAVÉS DEL ESTUDIO DE UN TEMA TAN SENCILLO COMO EL DE LA COMIDA? Y ¿ES CIERTO QUE ESPAÑOLES E ITALIANOS SON TAN PARECIDOS?
Mercedes Sánchez Riezu - professoressa di Lingua e Letterature Spagnola - Bergamo

Lucio Iraci - ristoratore e gestore di
Bar Lucio
- Milano

Kevin Fitzgerald - direttore di vendite - Londra

Nonno Nino - nonne Marisa - Grazia - Ljubia

Fra Michelangelo - monaco di Chiaravalle

Emanuele Pisaroni - Società agricola Pisaroni - Piacenza

Ennio e Gianfranco Palormi - Caseificio Borgonovo - Piacenza

AZIENDA AGRICOLA PISARONI E CASEIFICIO BORGONOVO
IL NOSTRO PERCORSO INTERDISCIPLINARE SI È DELINEATO APPROFONDENDO IN PARTICOLARE DUE DIRETTRICI TEMATICHE PROPOSTE DAL CONCORSO: STORIA DELL’UOMO È STORIA DI CIBO E IL GUSTO È CONOSCENZA.
LA STRADA INTRAPRESA HA FATTO RIGUADAGNARE AD ALUNNI E A INSEGNANTI UNA NUOVA CONCEZIONE DI ALIMENTAZIONE, INTESA COME MEZZO PER INTRODURSI A DIVERSI CAMPI DEL SAPERE.
IN OGNI AMBITO DISCIPLINARE È EMERSO UN PUNTO DI OSSERVAZIONE COMUNE: NON È POSSIBILE FARE ESPERIENZA DI VERO GUSTO IN ASSENZA DI QUALCUNO CHE CE LO INSEGNI. ECCO CHE IL LAVORO HA ASSUNTO LA STRUTTURA DI UN RACCONTO DI INCONTRI - DIRETTI, RIPORTATI TRAMITE LE INTERVISTE E INDIRETTI, CITATI COME FONTI - CON UOMINI APPASSIONATI DELLA VITA, APPASSIONATI DEL SAPERE E QUINDI APPASSIONATI DELLA CUCINA.
L'INDAGINE STORICA

AFFRONTATA NELLE CLASSI PRIME SI È RIVOLTA ALLE ORIGINI DELLA NOSTRA ALIMENTAZIONE. L’INCONTRO CON AMMIANO MARCELLINO HA MESSO IN LUCE IL CONFRONTO TRA LE TRADIZIONI ALIMENTARI BARBARE E QUELLE ROMANE, MENTRE FRA MICHELANGELO DI CHIARAVALLE HA FATTO RISCOPRIRE COME I MONACI ABBIANO RECUPERATO LE DUE TRADIZIONI PRECEDENTI E ABBIANO SCOPERTO UN GUSTO PER UNA NUOVA VITA COMUNITARIA.
ALLE CLASSI TERZE,
NONNI FORMIDABILI HANNO ILLUSTRATO
COME, NEI MOMENTI DI PRECARIETÀ ECONOMICA, NEGLI ANNI TRA LE DUE GRANDI GUERRE, L’INGEGNO E LA CREATIVITÀ SIANO FIORITI PROPRIO NELL’ESPRESSIONE CULINARIA, AMBITO PRIVILEGIATO PER RICOSTRUIRE UNA TRAMA DI RAPPORTI DA CUI RITROVARE FIDUCIOSA SPERANZA PER RISOLLEVARSI DA UNO STATO DI PRIVAZIONE

LO STUDIO DI GEOGRAFIA
DELLE CLASSI SECONDE SI È RIVOLTO ALLE USANZE CULINARIE D’EUROPA: IN PARTICOLARE IL POPOLO DELLA DANIMARCA, DESCRIVENDO CIÒ DI CUI SI NUTRE, HA RACCONTATO DELLA SUA TERRA.
NELLE CLASSI SECONDE
LO STUDIO
DELLA LINGUA INGLESE E SPAGNOLA
, STRUMENTO PER CONOSCERE I RISPETTIVI PAESI SI È AFFIANCATO INEVITABILMENTE ALLO STUDIO DELLA CUCINA ED ECCO CHE SONO COMPARSE MERCEDES E KEVIN CHE, INTERVISTATI RIGUARDO ALLE LORO ABITUDINI ALIMENTARI, HANNO DETTO DELLA LORO STORIA E DELL’APPARTENENZA ALLA LORO TERRA D’ORIGINE.
I RAGAZZI DELLE CLASSI PRIME, IMPEGNATI IN
UN LAVORO DI SCRITTURA CREATIVA
, FINALIZZATO A UN USO ADEGUATO DELLA LINGUA ITALIANA, HANNO SCOPERTO
COME LA PADRONANZA DEL LESSICO SIA VEICOLO PER COINVOLGERE IL LETTORE IN UNA COMPLETA ESPERIENZA DI GUSTO ATTRAVERSO L’USO DEI CINQUE SENSI. INVITATI A DESCRIVERE UN PIATTO TIPICO DELLA LORO FAMIGLIA, GLI ALUNNI HANNO RISCOPERTO UNA STORIA DI TRADIZIONI E DI AFFETTI.
LE CLASSI SECONDE
NELLE ORE DI SCIENZE
, IN SEGUITO ALL’INCONTRO CON GENTE AMANTE DEL PROPRIO MESTIERE NEL CAMPO ALIMENTARE HANNO INDAGATO SULLE PROPRIETÀ DEGLI ALIMENTI, INDISPENSABILI PER IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELL’ORGANISMO E HANNO SCOPERTO LA PASSIONE COME CRITERIO PER L'ORIENTAMENTO SCOLASTICO
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