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Filosofia della scienza

Ripasso di filosofia della scienza per l'esame di Stato
by

Paolo Vidali

on 23 May 2013

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Transcript of Filosofia della scienza

Corso di preparazione all’esame di stato
Liceo “Quadri”- 20 maggio 2013

LA FILOSOFIA DELLA SCIENZA

di Paolo Vidali La filosofia della scienza
Metodo delle scienze
Positivismo
Neopositivismo
Falsificazionismo
Teoria dei paradigmi
Nuovo paradigma emergente Cos’è la filosofia della scienza?
"Episteme" = sapere rigoroso
"epi" sopra, "histànai" stare, collocare: solo su ciò che "consiste", cioè che è stabile, si costruisce la scienza.
"epistemologia" = filosofia della scienza, cioè studio del significato, del metodo, limiti del sapere scientifico Il metodo ipotetico-deduttivo GALILEO
Trattato della sfera (1597)
1) l’osservazione dei fenomeni, da cui prendere le mosse;
2) la formulazione di un’ipotesi, cioè di una supposizione generale sulla struttura dei fenomeni;
3) la dimostrazione geometrica, cioè la trasformazione dell’ipotesi in un modello matematico in grado di descrivere il processo indagato;
4) infine la deduzione di ulteriori proprietà osservabili dal modello costruito sull’ipotesi.

Ma è questo "il metodo della scienza?" Le scienze formali
Una scienza formale come la matematica, la geometria, la logica, procede utilizzando ragionamenti dimostrativi.

Ad esempio è sempre vero che sommando uguali ad uguali si ottengono uguali.
Con questa struttura formale ((A=B)  (A+C) = (B+C)) e otteniamo un’inferenza necessaria e un risultato certo.

In una dimostrazione (o deduzione formale)
se la deduzione è corretta e se le premesse sono vere, la conclusione è vera: questa è una necessità logica.

Un sistema formale diventa una griglia logica di rapporti necessari tra enunciati, il cui valore di verità è definito e il cui significato è solo formale. “Finché le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non sono certe, e finché sono certe, non si riferiscono alla realtà.
(Einstein, Sidelights on Relativity, Dover, p. 12) L'EPISTEMOLOGIA DELLE SCIENZE NATURALI
Le scienze naturali comprendono un mondo già dato, cercando regolarità e producendo previsioni. Ciò avviene mediante il procedimento induttivo

L'induzione è un'inferenza ampliativa (c'è nella conclusione più di quanto ci sia nelle premesse) ma solo probabile.

Se l’induzione è uno (non l’unico) dei procedimenti dominanti nella ricerca scientifica in ambito di scienze naturali, il carattere non necessario e solo probabile delle sue conclusioni mostra l’impossibilità di affermare che esiste una “dimostrazione scientifica” in queste discipline. L'EPISTEMOLOGIA DELLE SCIENZE UMANE

Per scienze umane (o anche scienze sociali) antropologia, archeologia, geografia, linguistica, economia, psicologia, sociologia, storia, diritto, scienze della comunicazione, scienze politiche e scienze dell’educazione… si intendono i campi del sapere riferiti all’uomo in generale, alle società in cui vive e agli strumenti di cui egli si dota per vivere in comunità.

1.Il "dato" nelle scienze umane è sempre linguistico, cioè appartiene a una elaborazione, ad una rappresentazione inserita in una teoria.

2.Tale dato è quindi esplicitamente inserito in una teoria, che lo rende comprensibile

3.Infine nell'ambito delle scienze umane ogni teoria interagisce con la realtà che essa descrive e, paradossalmente, tanto meglio la descrive tanto più la trasforma: è in un sistema. Le immagini di scienza, dal positivismo ad oggi

Iniziamo un percorso tra alcune concezioni di scienza (positivismo, neopositivismo, falsificazionismo, teoria dei paradigmi) rispondendo ad alcune domande...
• come distinguere scienza da non scienza?
• c’è un metodo della scienza?
• cosa sono le teorie?
• cosa sono le leggi?
• cosa sono gli esperimenti?
• che ruolo hanno i controlli empirici? Il POSITIVISMO
IL CONTESTO POSITIVISTA
Chiamiamo positivismo il generale movimento culturale che si diffonde in Europa intorno al 1840, caratterizzato dalla fiducia nella scienza e nel progresso tecnologico,
Nasce da
rivoluzione industriale,
ruolo egemone della borghesia,
successi sempre più vasti della scienza
sintesi nuove e decisive: l’elettromagnetismo, termodinamica,
sviluppo della chimica, teoria dell’evoluzione. GLI OBIETTIVI DEL POSITIVISMO
• Regola del fenomenismo: non esiste differenza tra apparenza ed essenza: conta solo il fenomeno, perché solo di ciò che appare ai nostri sensi e ai nostri strumenti si può avere scienza.
• Regola dell’empirismo: oltre che ai fenomeni, la conoscenza scientifica ricorre anche a teorie e formalizzazioni astratte, che tuttavia, in ultima istanza, sono solo descrizioni abbreviate di dati empirici.
• Regola dell’unità metodologica: le scienze, per quanto molteplici e diverse, sono accomunate da una metodologia comune, che è possibile individuare e descrivere.
• Regola dell’a-valutatività: la scienza non produce giudizi di valore, cioè non esprime proposizioni etiche, ma offre una solida base di conoscenze a chi è chiamato a scegliere, moralmente o politicamente. Comte e la legge dei tre stadi
Auguste Comte (1798-1857) affida l’esposizione delle sue tesi al monumentale Corso di filosofia positiva (1830-1842),
Tutto il Corso ruota attorno a quella che Comte definisce come “una grande legge fondamentale” di sviluppo delle scienze: la legge dei tre stadi.
Secondo questa legge ogni scienza, nel suo sviluppo, attraversa tre stadi.
stadio teologico, in cui indagando le cause prime, ci si rappresenta i fenomeni come prodotti dall'azione di agenti soprannaturali. Così un’eclisse di luna viene interpretata come il segno della collera divina.
stadio metafisico gli agenti soprannaturali sono sostituiti da forze astratte, pensate come capaci di produrre i fenomeni osservati. Così, nella fisica aristotelica, il moto circolare dei cieli viene fatto dipendere dalla sostanza che li costituisce, cioè l’etere.
stadio positivo, si rinuncia ad indagare sulle cause ultime e si mira a conoscere le leggi che regolano i fenomeni. Il moto celeste è quindi ricondotto alla legge di gravitazione universale, scoperta da Newton e sufficiente a spiegare la varietà delle orbite e dei moti dei pianeti. IL NEOPOSITIVISMO: LE PREMESSE TEORICHE

Tre problemi epistemologici alle spalle del Circolo di Vienna

Le geometrie non euclidee:
problema: l'evidenza non può bastare a fondare assiomi e postulati.
esito:il rapporto tra realtà e matematica diventa problematico

Fisica quantistica e la conseguente difficoltà sulla natura dell'elettrone:
il principio di complementarietà e di indeterminazione
problema: viene meno il determinismo classico;
esiti:cede il principio di invarianza dell'osservazione a parità di condizioni,
si indebolisce il presupposto dell'oggettività,
si introduce un limite costitutivo alle pretese conoscitive della fisica
nucleare.

Fisica relativistica:
problema: muta la nozione di simultaneità, di tempo, di spazio, di massa,
esiti:si introduce un nuovo limite e si pongono nuove relazioni (E=mc2)
Ciò avviene per via di analisi teorica e non sulla base di esperimenti, almeno fino al 1919, con l'esperimento di Eddington.

Ciò impone una ridefinizione precisa del metodo e delle pretese di validità della scienza. Lo sfondo teorico del neopositivismo
Il neopositivismo nasce sullo sfondo - anche critico - del pensiero filosofico e scientifico di fine Ottocento e inizio Novecento.
In esso vanno rintracciate posizioni diverse:
Criticamente esso si oppone all'idealismo e allo spiritualismo, che anche in opposizione al positivismo diffuso avevano ridotto il ruolo conoscitivo della scienza e cercato vie diverse alla verità, come l'intuizione, l'interiorità della coscienza, l'irrazionalità dell'agire o del volere.

In positivo vanno ricordati:
Il positivismo ottocentesco, con il suo richiamo alla scienza come unica fonte di certezza, caratterizzata da un costante e progressivo ricorso all'esperienza e dotata di un metodo unitario.
L'empirismo moderno (Hume) che riferisce all'esperienza la fonte primaria della nostra conoscenza.
La prospettiva aperta dalle riflessione di E. Mach (1838-1916), per cui la scienza si basa sull'esperienza dei dati sensoriali immediati, rielaborati alla luce delle nostre esigenze di vita e di ordine.
La logica matematica messa a punto Frege, Russell e poi Wittgenstein, che sviluppa un linguaggio e un calcolo logico in grado di affrontare con strumenti nuovi problemi antichi, come il significato di un enunciato o il suo valore di verità.


Le domande attorno a cui ruotava il dibattito erano del tipo:
•Esiste un fondamento unitario delle diverse scienze?
•Esiste un criterio per distinguere le proposizioni dotate di senso da quelle che ne sono sprovviste?
•Che significato hanno i termini teorici?
•C'è distinzione tra verità logiche e verità di fatto?
•Cos'è una legge scientifica? Le tesi del neopositivismo

Alla base del progetto neopositivista vi è la condivisione di alcuni assunti fondamentali dell'empirismo logico e cioè:
1)accettazione della divisione fra enunciati analitici, la cui verità è indipendente dall’esperienza ma solo funzione del significato dei termini, ed enunciati sintetici la cui verità dipende dall’esperienza (distinzione analitico e sintetico)
2)possibilità e ricerca di un criterio di significanza conoscitiva, in base al quale gli enunciati non analitici e non riducibili a enunciati la cui verità dipende dall’esperienza dovevano essere considerati pseudo-enunciati e quindi espunti dall’ambito del conoscitivamente significante (criterio di significanza empirica)
3)La scienza è intesa come una costruzione linguistica controllata logicamente, in cui grande importanza assume la distinzione tra un linguaggio teorico e un linguaggio osservativo.
4)possibilità e ricerca di un metodo che permettesse di capire se un enunciato fosse analitico, sintetico o senza significato conoscitivo (verificazione e conferma empirica)
5)da qui una serrata critica agli enunciati metafisici che pretendono di esprimere una conoscenza (critica antimetafisica) e una ridefinizione del ruolo della filosofia come chiarificazione logica (filosofia e scienza)
6)concezione unitaria del metodo scientifico (unità della scienza) La filosofia non è più, quindi, portatrice di un sapere specifico, ma è un sistema di controllo logico e linguistico dei nostri enunciati.
In questa concezione gioca un ruolo rilevante la posizione di Wittgenstein, che nel Tractatus assegna alla filosofia un ruolo ben preciso:

4.024 Comprendere una proposizione vuol dire sapere che accada se essa è vera. [...]
(La si può dunque comprendere senza sapere se è vera).
4.11 La totalità delle proposizioni vere è la scienza naturale tutta (o la totalità delle scienze naturali). La filosofia non è una delle scienze naturali. (La parola «filosofia» deve significare qualcosa che sta sopra o sotto, non già presso le scienze naturali)
4.112 Scopo della filosofia è la chiarificazione logica dei pensieri. La filosofia non è una dottrina, ma un’attività. [...] Risultato della filosofia non sono «proposizioni filosofiche», ma il chiarirsi di proposizioni
4.113 La filosofia limita il campo disputabile della scienza naturale.
4.116 Tutto ciò che può essere pensato può essere pensato chiaramente. Tutto ciò che può formularsi può formularsi chiaramente.
4.003 Il più delle proposizioni e questioni che sono state scritte su cose filosofiche è non falso, ma insensato. Perciò, a questioni di questa specie non possiamo affatto rispondere, ma possiamo solo stabilire la loro insensatezza. Il più delle questioni e proposizioni dei filosofi si fonda sul fatto che noi non comprendiamo la nostra logica del linguaggio. [...]

La filosofia assume il ruolo di terapia per i crampi del linguaggio
Per Schlick, vicino alle posizioni di Wittgenstein, gli accenti sono pressoché uguali:
Noi riconosciamo nella filosofia anziché un sistema di conoscenze un sistema di atti. La filosofia è insomma l'attività mediante la quale si chiarisce e si determina il senso degli enunciati. (Schlick, Tra realismo e neopositivismo, p. 31) Il neopositivismo: le critiche e le obiezioni
Le obiezioni al progetto neopositivista nacquero spesso al suo stesso interno, segno di una vitalità e di una apertura alla discussione che certo è meritoria.
Tutte le tesi fondamentali del neopositivismo entreranno in crisi nell'arco del Novecento, ma su alcune di esse merita soffermarsi maggiormente.

Analitico e sintetico e riduzionismo: due concetti ambigui
Come verificare le leggi generali?
La teoreticità dell'osservazione IL FASIFICAZIONISMO DI POPPER
Lo sfondo storico e teoretico
Lo sfondo teorico della riflessione di Popper è lo stesso del neopositivismo:
 problema della demarcazione tra scienza e non scienza
 problema del rapporto tra teoria e realtà empirica
 problema del metodo utilizzato dalla scienza per rendere validi i propri risultati

Anche il clima cultuale è simile: siamo nella Vienna degli anni '20-'30, dopo una terribile guerra persa, con spinte rivoluzionarie di tipo marxista, con il diffondersi di quella rivoluzione interiore che è la scoperta dell'inconscio, con le grandi novità portate dalla teoria della relatività e dalla nuova fisica teorica. LA FALSIFICAZIONE
Il criterio di demarcazione tra scienza e pseudo-scienza è la falsificazione.

È facile ottenere delle conferme, o verifiche, per quasi ogni teoria – se quel che cerchiamo sono appunto delle conferme.
1) Le conferme dovrebbero valere solo se sono il risultato di previsioni rischiose;
2) Ogni teoria scientifica «valida» è una proibizione:
3) Una teoria che non può essere confutata da alcun evento concepibile, non è scientifica. L’inconfutabilità di una teoria non è (come spesso si crede) un pregio, bensì un difetto.
4) Ogni controllo genuino di una teoria è un tentativo di falsificarla, o di confutarla.
5) La teoria, quando supera una falsificazione,non è mai verificata, ma corroborata
6) Alcune teorie genuinamente controllabili, dopo che si sono rivelate false, continuano ad essere sostenute dai loro fautori – per esempio con l’introduzione, ad hoc, di qualche assunzione ausiliare, o con la reinterpretazione ad hoc della teoria, in modo da sottrarla alla confutazione. Una procedura del genere è sempre possibile, ma essa può salvare la teoria dalla confutazione solo al prezzo di distruggere, o almeno pregiudicare, il suo stato scientifico. Ho descritto in seguito una tale operazione di salvataggio come una «mossa» o «stratagemma convenzionalistico».

Si può riassumere tutto questo dicendo che il criterio dello stato scientifico di una teoria è la sua falsificabilità […]

Una teoria è scientifica non se è verificabile e nemmeno se è verificata, ma solo se è falsificabile modus tollens: (T->p) ^ non p)-> non T Conseguenze e critiche
Il falsificazionismo popperiano ha subito negli anni una triplice serie di critiche:

Critica storica, circa il modo di intendere la scienza effettivamente condotta
Critica metodologica, circa la possibilità di individuare una strategia scientifica unitaria
Critica logica, circa la possibilità di usare il modus tollens come strumento logico di rapporto tra teoria ed esperienza.
L’olismo: quando si falsica una previsione non si sa che teoria più generale si sta falsificando

Il razionalismo critico, rilevante sul piano sociale e politico, è una forma di razionalismo temperato, costantemente sottoposto a critica, ma attraversata da una “irragionevole fede nella ragione”. Lo sfondo della teoria dei paradigmi

Dagli anni Sessanta si fanno strada, nella filosofia della scienza, percorsi di ricerca originali.

Dalla logica alla storia

La teoreticità dell’osservazione

Scienza e sociologia della conoscenza Il paradigma scientifico
Per Kuhn, la scienza è il terreno di scontro tra grandi sistemi di riferimento concettuale chiamati “paradigmi”, che forniscono nozioni, procedure, problemi, tecniche, valori accettati da una comunità di scienziati e riprodotti al proprio interno.
Il paradigma è costituito dalle nozioni di base con cui si articola una scienza e, al di là di un’oscillazione semantica, in fondo giustificata proprio dalla necessità di definire una nuova categoria interpretativa.
Esso consiste in una visione del mondo, storicamente determinata e condivisa da una comunità di scienziati, in grado di:
• fissare la lista dei problemi verso cui indirizzare la ricerca
• fornire le tecniche e le strategie di base per la soluzione di tali problemi (o rompicapi, come li chiama Kuhn),
• determinare le procedure di verifica sperimentale,
• impostare la formazione dei futuri scienziati. La scienza “normale” è la fase dell’attività scientifica che mira a risolvere anomalie,
Fase “straordinaria” della ricerca, in cui si arriva a ipotizzare delle modifiche al paradigma.
nuovo paradigma.

E’ accaduto così nel passaggio dalla fisica aristotelica a quella galileiana, dal sistema tolemaico a quello copernicano, dalla teoria del flogisto alla chimica di Lavoisier, dalla fisica classica a quella moderna. Il problema dell'incommensurabilità tra paradigmi L’idea di scienza contemporanea

Emergenze nella ricerca scientifica contemporanea
la pluralità di approcci nella descrizione e nella spiegazione dei fenomeni osservati
L'interazione tra teoria e osservazione, tra scienza e natura
Sistemi
Complessità
Enorme capacità di calcolo e modellizzazione
Dalla fisica alla biologia M. Hesse, Modelli e analogie nella scienza 1980
a) nelle scienze naturali i dati non sono separabili dalle teorie, ciò che viene considerato dato è determinato come tale alla luce di interpretazioni teoriche e i fatti stessi devono essere ricostruiti alla luce di un'interpretazione;
b) nelle scienze naturali le teorie non sono modelli confrontati dall'esterno con la natura in uno schema ipotetico deduttivo: sono i modi in cui i fatti sono visti;
c) nelle scienze naturali le relazioni legisimili attribuite all'esperienza sono interne, perché ciò che consideriamo come fatti è costituito da ciò che la teoria afferma intorno alle loro interrelazioni;
d) il linguaggio delle scienze naturali è irriducibilmente metaforico e inesatto ed è formalizzabile solo a costo di una distorsione della dinamica storica dello sviluppo scientifico e delle costruzioni immaginative nei cui termini la natura viene interpretata dalle scienze;
e) nelle scienze naturali i significati sono determinati dalle teorie, sono intesi sulla base della loro coerenza teorica piuttosto che sulla base della loro corrispondenza con i fatti Quadro riassuntivo

Positivismo
la conoscenza scientifica è conoscenza della realtà
la scienza rispecchia la realtà

Neopositivismo
la scienza rispecchia il sistema di conoscenze sulla realtà

Falsificazionismo
la conoscenza scientifica è esercizio maturo della razionalità
la scienza rispecchia la razionalità critica dell’uomo

Teoria dei paradigmi
la conoscenza scientifica è accordo
la scienza rispecchia la comunità linguistica degli scienziati e l’immagine di natura che essa riproduce

Nuovo paradigma emergente
La conoscenza scientifica studia sistemi complessi, integrando discipline diverse
La scienza interagisce con la natura testo in liceoquadri.it/preparaesame.htm
indirizzo del prezi:
http://prezi.com/bd-gflap75vg/filosofia-della-scienza/
www.paolovidali.it La teoreticità dell'osservazione
Che cosa vedono Thyco Brahe e Keplero quando osservano il sole? FINE Le scienze naturali Le scienze formali le scienze umane Il neopositivismo Thomas Kuhn e la teoria dei paradigmi
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