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Propaganda Augustea

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by

Lorenzo Avanzi

on 15 December 2013

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Transcript of Propaganda Augustea

Quali valori ispiravano l'attivita di propaganda di augusto?
Fare propaganda a Roma
Il Pantheon
Foro di Augusto
Propaganda Augustea
Cos'è la Propaganda?
Azione svolta al fine di diffondere fra strati sempre più ampi di popolazione idee, concetti, dottrine politiche, sociali, religiose e sim., facendo ricorso a tutti i mezzi ritenuti utili a modificare in misura rilevante le opinioni e i comportamenti
La propaganda nel nome
Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus
Praenomen
Nomen della gens
Titolo
attribuito
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto
Agonomen/titolo
cognomen
Cesare
Cesare (latino: Cæsar) è un titolo attribuito ad una persona di dignità imperiale, che trae le sue origini dal cognomen di Gaio Giulio Cesare.
Usato dai suoi discendenti (e non) con potere encomiastico.
Augusto
Dietro l'appellativo di Augusto si identificano diversi significati:
traduzione latina dell'aggettivo greco Sebastòs, ovvero venerabile.
Il termine "Augusto", inoltre, deriva del verbo augeo, che ha in latino il significato di accrescere: dunque gli Augusti, gli imperatori, sono coloro che accrescono la ricchezza, il benessere, la floridezza dello Stato, grazie al potere che rivestono.
Romolo fondatore di Roma prima di compiere l'atto che avrebbe cambiato le sorti del mondo, aveva ricevuto un permesso divino: un augurium augustum.
Princeps senatus
Il Princeps senatus era il primo membro per precedenza del Senato romano; era il portavoce ufficiale e aveva il diritto di votare per primo, influenzando la votazione degli altri.
dichiarare apertura e chiusura delle sessioni di senato;
decidere l'ordine del giorno;
decidere dove la sessione dovesse avvenire;
imporre l'ordine ed altre regole della sessione;
ricevere, a nome del senato, le ambascerie dei paesi stranieri;
scrivere il nome del senato, delle lettere e delle spedizioni.
Pater Patriae
Pater Patriae (Padre della Patria) era un titolo onorifico conferito nell'antica Roma. La locuzione latina iscritta di solito sulle monete o su i monumenti imperiali era abbreviata epigraficamente come P.P.
Il titolo non rappresentava una particolare magistratura e quindi non aveva carattere giuridico ma era solo un riconoscimento onorario ufficiale attribuito dallo Stato.
I valori che ispiravano la propaganda di Augusto erano:
la protezione della famiglia con l'introduzione di una serie di leggi,
il riordino del sistema monetario,
la riforma di tutte le principali magistrature romane, attraverso la ricostruzione di una nuova classe politica e aristocratica,
il riordino del nuovo sistema amministrativo provinciale,
il fatto che fece di Roma una città monumentale con la costruzione di numerosi nuovi edifici,
la rinascita economica e il commercio,
una politica sociale più equa verso le classi meno abbienti.
Augusto incoraggiò con apposite leggi il ritorno alla terra, represse la rilassatezza dei costumi e fece rivivere antiche cerimonie religiose. Inoltre, consapevole che il rispetto di questi principi (
mos maiorum
), era il fondamento del suo regime, divenne protettore della famiglia, emanando apposite disposizioni che incoraggiavano il matrimonio e penalizzavano il celibato e l’adulterio. Stabilì l’età minima per sposarsi (12 per le femmine e 14 per i maschi) e alcune norme restrittive per chi rifiutava di unirsi in matrimonio o di avere figli: con un’apposita legge stabilì che l’adulterio era un reato pubblico e non solo privato. Per volontà di Augusto anche la moglie, ufficializzando le sue intenzioni di fronte ad alcuni testimoni, ebbe il diritto di abbandonare il marito e di ottenere la restituzione della dote.
Mos Maiorum
Con l’espressione mos maiorum (letteralmente “il costume degli antenati”) i Romani indicavano quel complesso di valori e di tradizioni che costituiva il fondamento della loro cultura e della loro civiltà. Essere fedeli al mos maiorum significava riconoscersi membri di uno stesso popolo, avvertire i vincoli di continuità col proprio passato e col proprio futuro, sentirsi parte di un tutto. Il mos maiorum era, in altri termini, l’insieme dei valori collettivi e dei modelli di comportamento a cui doveva conformarsi qualsiasi innovazione.
Cardine fondamentale di questo sistema di valori è infatti l’assoluta preminenza dello Stato, della collettività, sul singolo cittadino: questa è l’ottica da cui va esaminato qualunque valore e comportamento; così ad esempio non era tanto il coraggio in sé ad essere apprezzato, ma il coraggio che veniva dimostrato nell’interesse e per la salvezza dello Stato.
Augusto di via Labicana
La statua di Augusto di via Labicana è un ritratto dell'Imperatore Augusto a figura intera, a tutto tondo, in marmo, alta 2,07 m. Deve il suo nome alla zona dove venne scavata alle pendici del colle Oppio, in via Labicana appunto. L'imperatore è ritratto a capo coperto nelle vesti di pontefice massimo. La statua è conservata al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme a Roma.

è rappresentato con il capo velato e un aspetto senile;

appare pensoso e saggio, come conviene al pontefice massimo e detentore della pietas.


Augusto Loricato o di Prima Porta
L'Augusto di Prima Porta, nota anche come Augusto loricato (dalla lorìca, la corazza in pelle dei legionari) è una statua romana che ritrae l'imperatore Augusto. Alta 2,04 metri, è realizzata in marmo ed è attualmente conservata nei Musei Vaticani, nella Città del Vaticano. Venne ritrovata nella villa di Livia, l'abitazione di Livia Drusilla, moglie di Augusto, a Prima Porta.
Introduzione
La Lorìca
In alto una personificazione del Caelum

Sotto di esso vola la quadriga del Sol
Precedono la quadriga l'Aurora e il Phosphorus

Al centro vi è la scena di re Fraate IV dei Parti che restituisce le insegne dei Romani prese ai romani durante la sconfitta di Crasso
il generale romano che le riceve, con ai piedi un cane, è forse Tiberio
Ai lati si trovano le personificazioni di due province vinte, la Germania e la Pannonia, dove era intervenuto Tiberio tra il 12e l'8 a.C.
Sotto di esse si trovano due Vittorie alate
In basso, semisdraiata, si trova Tellus

La postura
E’ importante per quanto concerne questa statua il significato simbolico ad essa attribuito: Ottaviano ha il braccio levato nell’atteggiamento sicuro e autorevole tipico dell’imperator. Inoltre il volto appare disteso, distaccato, quasi senza età: si tende all’idealizzazione.
Sulla gamba destra è posto un bambino, Eros, a cavallo di un delfino: Venere. Il delfino è un omaggio a Venere, simboleggia infatti la nascita della dea avvenuta dall'acqua.

Res gestae divi Augusti
Le
Res gestae divi Augusti
o Index rerum gestarum, cioè "gli atti del divino Augusto", sono un resoconto redatto dallo stesso imperatore romano Augusto prima della sua morte e riguardante le opere che compì durante la sua lunga carriera politica. Il testo ci è giunto inciso in latino e in traduzione greca sulle pareti del tempio di Roma e Augusto (Monumentum Ancyranum) ad Ancyra, oggi Ankara in Turchia.
Cos'è?
Composizione
Il testo si compone di un'introduzione, 35 paragrafi raggruppabili in 4 sezioni, e un'appendice.
Pars prima
(paragrafi 1 a 14) : essa descrive la carriera politica di Augusto, il suo cursus honorum, le cariche, uffici e onori che egli ha ricevuto o dato.
Pars altera
(paragrafi 15 a 24) : essa cita le distribuzioni di denaro, i giochi e i monumenti offerti al popolo di Roma.
Pars tertia
(paragrafi 25 a 35) : in essa Augusto parla delle sue conquiste militari e della sua azione diplomatica.
Appendix
: scritta in terza persona contrariamente al resto del testo, non fu probabilmente scritta per mano di Augusto. Questa appendice riassume le spese sostenute da Augusto per l'erario, per i monumenti dell'Urbe, per i giochi e per far fronte a diverse calamità naturali. . Tali spese furono innumerabilis, ovvero, non conteggiabili.
Propaganda numismatica
29 a.C.: sul recto l’immagine di Augusto, sul verso l’immagine del nuovo edificio del senato, la Curia Iulia, dedicata a Giulio Cesare; sul frontone della curia compare la scritta IMP(ERATOR) CAESAR, che poteva indicare sia il defunto Cesare sia lo stesso Ottaviano
19-18 a.C.: sul recto l’immagine di Ottaviano Augusto, sul verso l’immagine del tempio circolare di Marte Ultore, eretto per celebrare la vendetta ottenuta da Augusto per l’uccisione di Cesare con la battaglia di Filippi (42a.C.). L’insegna legionaria rappresenta la gloria militare del defunto dictator.
Il Pantheon
Il nome viene dal greco e significa:“Tempio di tutti gli dei“.
Fu fatto ricostruire dall'imperatore Adriano tra il 118 e il 128 d.C. nel Campo Marzio, luogo in cui Romolo sarebbe asceso al cielo.
Sull’ architrave si può leggere M•AGRIPPA•L•F•COS•TERTIVM•FECIT
(Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, edificò)

Modifiche negli anni
L’ edificio subì nel corso degli anni diverse vicende e danni a causa degli incendi dell' 80 e del 110 d.C. e venne distrutto, la forma attuale è opera di Adriano.
Dai resti rinvenuti a circa 2,50 metri sotto l'edificio alla fine del XIX secolo, si è scoperto che originariamente l'edificio era rivolto verso sud, in senso opposto alla ricostruzione di Adriano.
È un tempio particolare perché a differenza della maggior parte degli altri non è a pianta rettangolare, ma circolare, ispirato piuttosto ad altri tipi di costruzioni, come le terme.
La cupola
Il segreto della cupola sta nel calcestruzzo, una grande invenzione romana perché economico e resistente, preparato impastando pietrisco o mattoni spezzati con la malta a base di pozzolana macinata, facendo diventare il miscuglio durissimo e permettendo la costruzione di grandi cupole come quella del Pantheon (diametro di 43 metri)
Il tempio fu trasformato in chiesa nel 609.
In esso si trovano le tombe di Raffaello e dei primi re d’ Italia, Vittorio Emanuele II e suo figlio Umberto I, sono prossimi ad essere sepolti qui anche le salme dei reali d’ Italia sepolti in esilio Vittorio Emanuele III e Umberto II.
Nel 2011 è stato visitato da 6.447.000 persone.
Il Pantheon nel corso della storia
Sul fondo della piazza si trovava il tempio di Marte Ultore o Vendicatore. Nel foro venivano celebrati tutti i rituali concernenti la guerra e i trionfi. (il senato si riuniva per deliberare dichiarazioni di guerra e le trattative di pace.)
Le statue presenti nel foro erano disposte in modo tale da glorificare l’imperatore. Al centro della piazza, vicino al tempio di Marte, si trovava la statua di Augusto su una quadriga trionfale.


Grandezza: lungo 125 metri e largo 118
Innaugurazione: 2 a.C
Ara Pacis
“L’altare della pace” fu il simbolo monumentale della pacificazione dell’impero realizzata da Augusto. La sua costruzione richiese 4 anni, dal 4 Luglio del 13 al 9 a.C. , dopo le vittorie ottenute da Ottaviano in Gallia e in Spagna. Si tratta di un muro che delimita un’area quadrata all’interno della quale si trova il vero e proprio altare, da cui si entra attraverso una porta ed una scala marmorea di nove gradini.
Ara Pacis
Ara Pacis
Le pareti esterne di questo recinto sono decorate con bellissimi bassorilievi, che rappresentano diversi temi della propaganda di Augusto. Ai due lati della porta(larga 3,60 metri) invece, da una parte sono ritratte le figure della terra e di Roma, dall’altra Enea che celebra un sacrificio.
Questo monumento si trovava nel Campo Marzio, lungo via Flamina. Attualmente dopo la sua ricostruzione, è situato sul lungotevere all’interno del museo dell’Ara Pacis.
Cammei
Trofeo de La Turbie
La Gemma Augustea
Una delle produzioni artistiche più raffinate nell’età augustea è la lavorazione dei cammei, destinati all’aristocrazia.

Questi gioielli, con le loro complesse raffigurazioni allegoriche, fungevano da veicolo per la propaganda politica imperiale.

L’autore di questo cammeo in onice, il noto incisore Dioscurìde vuole apertamente glorificare l’imperatore.
“La Gemma augustea” è conservata a Vienna.
Propaganda nella Gemma Augustea
Nella parte superiore, Augusto è seduto in trono accanto alla dea Roma e viene incoronato dalla Oikoumène, la personificazione del mondo e del potere universale. L’imperatore assiste al trionfo di Tiberio, vittorioso sui Germani.

“..Imp(eratori) Caes(ar)i divi f(ilio) Augusto…”
La titolatura imperiale, presente su questo come su moltissimi monumenti ufficiali sparsi in tutto l’impero ricordava a chiunque che il princeps:

possedeva l’imperium;
discendeva da Giulio Cesare divinizzato;
possedeva l’auctoritas.

Il Trofeo delle Alpi (detto anche Trofeo di Augusto, in latino Tropaeum Alpium o Tropaeum Augusti; in francese: Trophée des Alpes, in occitano Trophée dels Alpes) è un imponente monumento romano che si trova a 480 metri di altitudine nel comune di La Turbie, nel dipartimento francese delle Alpi Marittime, a breve distanza dal Principato di Monaco.
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