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Risk tree 2013

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by

Paolo Sbraga

on 11 July 2013

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Transcript of Risk tree 2013

L’indicazione dei livelli di CEM e ROA è indispensabile perché determinate attrezzature possano ottenere la
conformità europea
.
Tuttavia tali valori possono mutare nel tempo e in base alle condizioni ambientali: per questo è necessario effettuare ciclicamente misurazioni di controllo.
Spetta al
datore di lavoro
, di concerto con il
responsabile servizio prevenzione e protezione
, stabilirne la necessità.
La valutazione del rischio
MISURE TECNICHE
Realizzazione
a regola d'arte degli impianti elettrici
, dotati di sistemi di sicurezza e messa a terra
Adeguata
progettazione degli ambienti di lavoro
(ventilazione efficace, compartimentazione, uscite di sicurezza, materiali ignifughi, etc.)
Adozione di
strumenti antincendio attivi
(allarme, rilevatore di fumi, porte tagliafuoco, sistemi di spegnimento, estintori, etc.)
Installazione della
segnaletica antincendio
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio meccanico
Attrezzature di lavoro
Infortunio
Si
No
Edilizia
Agricoltura
Artigianato
Industria
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio MMC
Movimentazione manuale dei carichi
Infortunio - Patologia
No
Si
Edilizia
Agricoltura
Artigianato
Industria
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio stress lavoro correlato
Cattiva organizzazione del lavoro
Malattia
No
No
Servizi
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
professioni più coinvolte:

Rischio elettrico
Energia elettrica
Infortunio
Si
Si
Qualunque
The
Risk tree
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio VDT
Esposizione ai videoterminali
Patologia
No
Si
Servizi
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio incendi
Fuoco
Infortunio
Si
Si
Qualunque
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio biologico
Microrganismi contaminanti
Patologia
Si
Si
Sanità
Servizi
Industria
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio fisico
Campi elettromagnetici e radiazioni ottiche
Infortunio - Patologia
Si
No
Sanità
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio fisico
Rumore e vibrazioni
Infortunio - Patologia
No
Si
Edilizia
Artigianato
Industria
Trasporti
NOME:
Fonte del pericolo:
Danno potenziale:
possibile Mortalità:
diffusione casalinga:
settori più esposti:

Rischio chimico
Agenti chimici contaminanti
Infortunio - Patologia
Si
Si
Servizi
Sanità
Industria
L'
articolo 69
del Decreto definisce:
Attrezzatura di lavoro:

qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all'attuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro;
Uso di una attrezzatura di lavoro:

qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il trasporto, lo smontaggio;
Zona pericolosa:
qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la sicurezza o la salute dello stesso;
Lavoratore esposto:

qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa;
Operatore:
il lavoratore incaricato dell'uso di una attrezzatura di lavoro.
MONTEFORTE D'ALPONE (Verona) - Ancora un infortunio in agricoltore, ennesima vittima nei campi veronesi. Gaetano Meneghello, 37 anni, residente a Monteforte d'Alpone (Verona), stava ultimando il trattamento delle viti nel suo campo in localtà Brognoligo. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri e dei tecnici dello Spisal, il trattore sul quale era alla guida si è ribaltato senza lasciare scampo all'agricoltore. L'allarme è stato lanciato da una famiglia che risiede poco distante. Sul posto è atterrato l'elicottero di Verona Emergenza ma le condizioni dell'uomo erano molto gravi. L'agricoltore è deceduto poco dopo. Era padre di tre figli. Si tratta della quarta vittima dall'inizio dell'anno nel Veronese.
Un artigiano di 57 anni, residente a Fidenza, ha riportato ustioni di secondo grado sul 60 per cento del corpo questa mattina in un infortunio sul lavoro avvenuto in una ditta di Martinengo, nella Bassa Bergamasca. L'episodio si è verificato attorno alle 11,30 alla 'SMR lavanderia e tintoria' di via Gromaglie, nella zona produttiva del paese.
Il lavoratore stava effettuando dei lavori di manutenzione all'interno di una grossa caldaia, quando è stato investito da un getto di vapore potente e molto caldo, che gli ha provocato le gravissime ustioni. In suo soccorso il 118 ha inviato sul posto l'equipe dell'elicottero: il ferito è stato trasportato al Centro grandi ustionati dell'ospedale Sampierdarena di Genova, dove si trova ricoverato in Terapia intensiva. La prognosi è riservata.
PROTEZIONI COLLETTIVE
PROTEZIONI INDIVIDUALI
Agire sulla fonte del rischio permette di proteggere chiunque entri nella
zona di rischio
.
Purtroppo non sempre è possibile optare per una protezione collettiva ed è ancora più raro che questa possa eliminare del tutto il rischio…
In ambito macchine si utilizzano soprattutto protezioni per gli arti (scarpe e guanti antinfortunistica) e per la testa (elmetto e visiere).
Datore di lavoro
Produttore
Lavoratore
Deve fornire ai lavoratori macchinari sicuri, conformi alle normativa europea, e controllarne o organizzarne l’
installazione
, la
manutenzione
e l’
utilizzo
.
È importante inoltre che provveda ad informare e
formare
i lavoratori sui rischi e sul corretto utilizzo dei macchinari.
Il produttore deve ottenere per le sue macchine e attrezzature il
marchio di conformità CE
.

Solo così può immetterle nel mercato e comunicare a tutti la sicurezza dei suoi prodotti.
Noleggiatore
Anche il noleggiatore si assume la sua responsabilità nella sicurezza delle attrezzature: deve infatti garantire la loro conformità ai requisiti comunitari di sicurezza e attestarne il buono stato di
conservazione
e
manutenzione
.
Il rischio incendio presenta una diffusione estremamente vasta:
nessuna casa, ufficio o stabilimento può considerarsi del tutto immune
.
Il motivo?
Semplice: le cause di un incendio sono sempre intorno a noi...
Comburente
Innesco
Combustibile
Per comburente si intende una sostanza che permette al combustibile di bruciare.
L'
ossigeno

è il comburente più comune.
Per combustibile si intende una sostanza che per ossidazione produce energia termica.
La benzina e gli
idrocarburi
in genere, alcuni
gas
e l'
alcol
sono i combustibili più comuni.
L'innesco è la condizione energetica che dà il via alla combustione, facendo sì che il combustibile raggiunga la
temperatura di infiammabilità
.
Esempio: una
scintilla
, una
fonte di calore
, una
fiamma libera
...
Combustibile
+

Comburente
+

Innesco
=
conoscere il fuoco
Il combustibile è l'elemento preso in considerazione per determinare la
A

-
INCENDIO DI MATERIALI SOLIDI CON PRODUZIONE DI BRACI
B

-
INCENDIO DI MATERIALI LIQUIDI O SOLIDI CHE POSSONO LIQUEFARSI
C -
INCENDIO DI GAS
D -
INCENDIO DI METALLI
E -
INCENDIO DI NATURA ELETTRICA
La
distruzione fisica
è l'effetto più evidente di un incendio.
Un altro genere di effetto pericoloso che si verifica in seguito alla combustione è
la produzione di gas
.
MONOSSIDO DI CARBONIO:
l’azione tossica è dovuta al fatto che esso altera la composizione del sangue formando la carbossiemoglobina.

ANIDRIDE CARBONICA:
gas asfissiante , una concentrazione del 5% rende l’aria irrespirabile.

IDROGENO SOLFORATO:
si sviluppa quando bruciano materiali che contengono zolfo (lana, gomma, …), diviene molto tossico per concentrazioni superiori all’0.07%.

ACIDO CIANIDRICO:
Gas altamente tossico, si sviluppa nelle combustioni incomplete di resine acriliche.

ACIDO CLORIDRICO:
si sviluppa quando bruciano materiali che contengono cloro, come le materie plastiche.
EFFETTI
sapersi difendere
Contenere il pericolo incendi significa agire in due direzioni:
prevenire
e
proteggere
.
MISURE ORGANIZZATIVE E COMPORTAMENTALI
Adeguata
formazione
,
informazione
e
addestramento
del personale, sia in ambito prevenzione che protezione
Svolgimento di
controlli periodici
su ambienti e misure di sicurezza
Adozione di un
regolamento interno
sulle misure di sicurezza e la gestione delle emergenze
Sistemi di spegnimento... quali sono?
IMPIANTI FISSI
Entrano automaticamente in funzione quando rilevano la presenza di fumi, diffondendo dall'alto la sostanza estinguente.
Possono essere alimentati ad acqua, a schiuma, a polvere, ad anidride carbonica e devono possedere comandi manuali facilmente individuabili.
IMPIANTI SEMIFISSI
Manichette antincendio, lance e idranti permettono un movimento limitato ma autonomo al getto d'acqua che emettono.
Il loro utilizzo prevede uno specifico addestramento del personale.
Artigianato, agricoltura, industria, servizi…
In qualsiasi settore, i lavoratori possono trovarsi obbligati ad utilizzare macchinari e attrezzi potenzialmente dannosi.
La questione sicurezza legata a macchine e attrezzature coinvolge
numerose figure
, ognuna delle quali è responsabile a suo modo della prevenzione:
Il corpo del Decreto 81 non fornisce molte "istruzioni" per il produttore, rimandando alla normativa europea. Tuttavia l'
allegato V
contiene i requisiti di sicurezza a cui devono conformarsi le attrezzature realizzate in assenza di normativa.
E se la macchina è stata costruita prima della emanazione della direttiva?

In questo caso la legge stabilisce che si debba procedere ad una valutazione di conformità rispetto ai requisiti descritti: se sono rispettati di fatto, la macchina può essere comunque commercializzata.
Chi realizza una macchina deve attenersi alle direttive comunitarie di prodotto, in particolare alla cosiddetta “
Nuova Direttiva Macchine
”: la norma 2006/42/CE, recepita in Italia dal D.Lgs. 17/2010.
La norma stabilisce i
criteri di sicurezza
per la costruzione di una macchina:
se questa li rispetta ottiene il marchio CE e può essere immessa nel mercato della Comunità Europea
.
Dunque: abbiamo un’azienda a norma, con impianti e macchinari conformi alle direttive di sicurezza... Siamo al riparo dal rischio macchine?
Purtroppo no
:
non si è mai del tutto al riparo da eventuali infortuni
. Tuttavia esistono diversi strumenti per ridurre ancora questo rischio…
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E FORMAZIONE
Non bisogna sottovalutare l’apporto di un’
efficace organizzazione
del lavoro nella questione sicurezza.
Anche l’
attività di formazione e informazione del personale
è fondamentale: grazie ad essa è possibile apprendere la corretta organizzazione del lavoro, i rischi connessi all’utilizzo di un’attrezzatura, il corretto uso dei DPI...
L'
art. 74
definisce i DPI come
«qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.»
Dall'
art.74
all'
art.79
, il Decreto 81 tratta i DPI. Dopo averli definiti vengono espressi i relativi requisiti e i criteri di scelta, che vengono precisati nell'
Allegato VIII
.
Possiamo identificare quattro inneschi di incendio più comuni:
CLASSE DELL'INCENDIO
Il lavoratore deve contribuire alla propria sicurezza
partecipando
alle iniziative di formazione/informazione, indossando i
DPI
prescritti dal datore di lavoro e non apportando modifiche alle attrezzature.
L'
art.46
del Decreto 81 tratta la prevenzione incendi, affermando al comma 2:

"
Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori
".
LA DIFFUSIONE
– L’elettricità è l’elemento indispensabile per lo svolgimento di numerosissime attività, lavorative o meno. Per questo siamo tutti costantemente esposti al rischio elettrico.

L’INVISIBILITÀ
– Nonostante sia praticamente ovunuqe, l’elettricità non si vede. Questo incide negativamente sulla percezione del pericolo, portandoci troppo spesso ad abbassare la guardia...
In termini generali sono due le ragioni che fanno dell’elettricità un rischio particolarmente insidioso:
Alcuni concetti sono indispensabili per comprendere a fondo cos'è l'energia elettrica e il motivo della sua pericolosità. È importante dunque distinguere tre grandezze fisiche:
La
CORRENTE ELETTRICA
è la quantità di carica elettrica che attraversa un determinato corpo nell'unità di tempo, e si misura in ampere [A].
La
TENSIONE ELETTRICA
è la differenza di potenziale elettrico fra due punti dello spazio, e si misura in volt [V].
La
RESISTENZA ELETTRICA
misura la tendenza di un corpo ad opporsi al passaggio di corrente elettrica, e si misura in ohm [Ω]. Dipende dal materiale, dalla lunghezza e dalla sezione del conduttore.
ESEMPIO: Una lampada da 100w assorbe una corrente di 0.5 A
ESEMPIO: In casa/ufficio solitamente è presente una tensione di 220/230 V
L’
art.81
del decreto introduce un concetto sui requisiti di sicurezza di impianti e attrezzature elettriche: tutti devono essere realizzati
a regola d’arte
, ovvero rispettando le più aggiornate norme tecniche di sicurezza.
gli effetti possibili
sapersi difendere
Si possono adottare due generi di misure contro il rischio elettrico:
Misure tecniche
Misure comportamentali
Ma quali sono le cause di natura elettrica alla base di un incendio?
CORTO CIRCUITO
SOVRACCARICO
Il flusso dell’energia elettrica in un impianto è limitato dalla
resistenza
dei conduttori, ovvero del loro potere isolante.
In un normale impianto da 220V, tuttavia, l’
intensità
di corrente può generare (per effetto Joule) temperature capaci di fondere l’isolante e trasformare la corrente nell'innesco di un incendio.
IL CORTO CIRCUITO
Il corto circuito è un'anomalia di un impianto elettrico che conduce a
sovracorrenti
o
archi elettrici
.
In entrambi i casi l'impianto può favorire lo sviluppo di un incendio.
ARCO ELETTRICO
L'arco elettrico è una delle possibili conseguenze di un corto circuito e sicuramente quella più visibile.
Se l'arco elettrico si verifica in un ambiente che ospita materiale infiammabile il risultato è facilmente prevedibile...
L'ARCO ELETTRICO
Si tratta di una scarica elettrica che si verifica in un mezzo non conduttore (ad esempio l'aria) a causa dello stabilirsi di un'elevata tensione elettrica tra due punti separati di un circuito.
Il sovraccarico può essere causato da un corto circuito oppure dalle nostre cattive abitudini.

Ogni volta che colleghiamo troppe apparecchiature ad una singola presa elettrica, infatti, chiediamo all’impianto di fornire più corrente di quanto non possa fare.

La conseguenza è un
surriscaldamento
dei conduttori o di altre parti dell’impianto.
La resistenza elettrica di un corpo umano dipende da numerosi fattori. Alcuni non dipendono dalla nostra volontà (il sesso, l’età, le condizioni fisiologiche…), altri invece sono legati a caratteristiche che possiamo controllare.

La resistenza ad esempio
aumenta
in caso di un’intensa concentrazione mentale, di parti di epidermide indurite (es. calli) o di una maggior superficie di contatto.
Diminuisce
invece in presenza di liquido biologico (es. pelle sudata o ferita aperta).

La pericolosità del passaggio di corrente nel corpo umano dipende anche dal percorso seguito. I percorsi più comuni sono:
MANO/I-PIEDI
: è il percorso più comune: la corrente entra attraverso le mani e confluisce al suolo tramite i piedi.
MANO-TORACE
:avviene quando il torace è collegato a terra da un conduttore.
MANO SX-MANO DX
: la corrente segue questo percorso quando i piedi sono isolati da terra.
La resistenza del corpo umano
e i percorsi più pericolosi
È un effetto immediato comune a molte folgorazioni: consiste nel blocco della muscolatura, che impedisce l’abbandono della presa.
TETANIZZAZIONE
Si ha quando la tetanizzazione coinvolge la muscolatura che permette la respirazione.
ARRESTO RESPIRATORIO
ALTERAZIONI
CARDIACHE
La corrente elettrica che raggiunge il cuore altera la normale attività elettrica delle sue fibre, con conseguenze molto gravi. La fibrillazione ventricolare è la principale causa di morte a seguito di folgorazione.
OSTACOLI, BARRIERE E INVOLUCRI
INTERRUTTORE DIFFERENZIALE
DOPPIO ISOLAMENTO
Rappresentano la prima e più semplice forma di isolamento della corrente elettrica.
È una caratteristica dei componenti dotati di un doppio strato di isolamento. Questa protezione è di
tipo passivo
ed è descritta dal simbolo:
Le apparecchiature dotate di doppio isolamento sono definite “in classe II” o a isolamento equivalente.
Si tratta di una
protezione attiva
che interrompe il flusso di corrente elettrica in un circuito in caso di cortocircuito o dispersione.
Si basa sulla capacità di verificare il flusso di corrente in entrata e in uscita,
aprendo il circuito
nel caso in cui i due valori non corrispondano.
Non manomettere
apparecchi o impianti
Non intervenire
in caso di guasto: non improvvisarsi elettricisti!
Conoscere
la collocazione del quadro elettrico

e tenerne sempre libero l'accesso
Accertarsi
che i cavi elettrici siano protetti da danni meccanici, termici, chimici
Richiedere
il controllo di apparecchi in cui siano entrati liquidi
Consentire
la corretta ventilazione degli apparecchi
Non forzare
l'inserimento di una spina in una presa non adeguata
Non scollegare
un'apparecchiatura tirandone il cavo di alimentazione
Segnalare
la presenza di cavi danneggiati
o di anomalie nelle apparecchiature elettriche
Accertarsi
che sia stata tolta la corrente prima di effettuare qualsiasi operazione sugli impianti (anche il cambio di una lampadina!)
Non sovraccaricare
una presa di corrente con un numero troppo alto di apparecchiature
Non tenere
sostanze infiammabili vicino ad apparecchiature elettriche
Non usare
acqua per spegnere incendi di natura elettrica
Meccanismo
di sgancio
Utilizzatore
In caso di folgorazione... è necessario rispettare alcune regole essenziali:
STACCARE LA CORRENTE DELL'IMPIANTO
SEPARARE L'INFORTUNATO DAL CONTATTO UTILIZZANDO UN OGGETTO ISOLANTE (BASTONE, ASTA IN PLASTICA)
CHIAMARE AL PIÙ PRESTO I SOCCORSI
Toroide
Keep
attention!
chi gioca in difesa
Il datore di lavoro è il principale responsabile della sicurezza elettrica nella propria azienda: a lui spettano tutte quelle misure necessarie ad evitare infortuni, incendi e guasti. Deve inoltre inserire nel DVR ogni elemento utile a contenere il rischio elettrico.

A lui spetta anche la verifica
periodica dell'impianto
elettrico.
Art. 80
– Il
datore di lavoro
prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati da tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, quelli derivanti da:
contatti elettrici diretti;
contatti elettrici indiretti;
innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni;
innesco di esplosioni;
fulminazione diretta e indiretta;
sovratensioni;
altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili;
La contaminazione biologica è una vera e propria star: è lei infatti la protagonista di numerosi romanzi, film e videogiochi...
... ma è famosa anche perché grazie a lei possiamo ottenere formaggi e... raffreddori!
Alla base di una contaminazione biologica c’è sempre un
microrganismo
.
La contaminazione biologica
I microrganismi sono
organismi unicellulari di dimensioni inferiori a 0,1mm
.
I microrganismi costituiscono un insieme
molto eterogeneo per caratteristiche e funzioni.
FUNGHI
Hanno la caratteristica di svilupparsi quasi esclusivamente in ambienti umidi, in cui si riproducono per mezzo di spore.
Le loro dimensioni sono varie: possono essere microscopiche ma anche molto grandi.
Fra i funghi possiamo annoverare le
muffe
, che hanno il compito di decomporre organismi.
I funghi possono essere patogeni per l’uomo: alcuni di essi producono
tossine
, altri possono favorire
allergie
e
micosi
.
BATTERI
I batteri sono microrganismi unicellulari che vengono classificati in numerosi modi. Fra i tanti, possiamo distinguere i batteri in:
Commensali
: normalmente presenti su un determinato tessuto, sono in genere innocui o in grado di produrre effetti benefici sull'uomo.
Patogeni
: sono i batteri che producono infezioni, intossicazioni o allergie.
VIRUS
I virus in realtà non sono organismi viventi, ma entità biologiche con caratteristiche di

parassita obbligato
: per potersi replicare hanno bisogno di penetrare nelle cellule di organismi viventi, sfruttandone le risorse.
I virus sono la causa di
numerose malattie
distribuite su tutto il regno vivente: possono attaccare batteri, funghi, vegetali o animali.
La grande famiglia dei microrganismi
FUNZIONALITÀ
I microrganismi hanno funzioni molto diverse fra loro. Fra queste alcune utili al nostro quotidiano: permettono la produzione di yogurt e di alcuni formaggi, la lievitazione del pane, il processo di formazione dell’alcool, la sintesi dell'insulina…
UBIQUITÀ
I microrganismi sono presenti ovunque, dalle condizioni ambientali più comuni a quelle più estreme, in cui l’uomo non potrebbe sopravvivere.
Il Decreto classifica i microrganismi in quattro gruppi di pericolosità crescente:
Batteri, virus, parassiti e funghi, con il relativo gruppo di appartenenza, sono elencati nell’
allegato 46
del Decreto 81.
Date le loro piccole dimensioni, i microrganismi sono stati scoperti e classificati soltanto dopo l’invenzione del microscopio.
ambiente-uomo-microrganismo
Fattore 1 |
L'AMBIENTE
Fattore 2 |
L'ORGANISMO OSPITE
Fattore 3

|
IL MICRORGANISMO

PATOGENICITÀ
: indica la pericolosità del microrganismo, ovvero la gravità della malattia che può causare.

TRASMISSIBILITÀ
: indica i mezzi attraverso i quali un microrganismo patogeno può essere trasmesso ad un individuo non infetto (aria, acqua, suolo, materiali infetti...).

CARICA MICROBICA
: esprime il numero di microrganismi presenti in un determinato tessuto, superficie, volume, etc.

INFETTIVITÀ
: capacità dell’agente di penetrare l’organismo ospite e moltiplicarsi.

NEUTRALIZZABILITÀ
: Descrive la presenza di misure terapeutiche o preventive per uno specifico agente biologico.

MODALITÀ DI CONTAGIO
: esprime il mezzo attraverso cui un agente patogeno può contagiare un organismo sano (cute e mucose, via respiratoria, via orale, via ematica).


Età
• Sesso
• Stile di vita
• Fattori genetici
• Stato immunitario
• Attività lavorativa
• Stato psicologico
• Allergie
• Patologie in corso
• Suscettibilità individuale
• Frequenza di esposizione

Presenza di acqua
– Acque inquinate da residui biologici, ristagni di acqua e reflui favoriscono la proliferazione di microrganismi. La presenza di un’umidità superiore al 65% favorisce inoltre la proliferazione di batteri e muffe.


Temperature
– Normalmente gli agenti biologici si sviluppano meglio a temperature superiori ai 20°. Sbalzi di temperatura o temperature molto basse possono tuttavia favorire l’insorgenza di alcune patologie.


Presenza di materiale organico
– Polvere, rifiuti organici o terreno possono rappresentare una fonte di cibo o favorire la riproduzione dei microrganismi.


Ventilazione
– Se scarsa può favorire il ristagno d’aria, e quindi la concentrazione di microrganismi.Nella maggior parte dei casi prevedono la manipolazione volontaria di materiale biologico umano.
il rischio biologico sul lavoro
canicattìweb
Canicattì, allarme brucellosi:
sequestrati due ovili
Individuati dai medici veterinari dell'Asp nuovi focolai da dove si sarebbero sviluppati casi di brucellosi in città. Il sindaco Vincenzo Corbo ha firmato, su sollecitazione dell'Asp, due ordinanze con le quali vengono sottoposti a sequestro preventivo altrettanti ovili che si trovano alla periferia del paese, dove sono stati rinvenuti durante i controlli diversi capi infetti.
saPersi difendere
Guanti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE COLLETTIVA
DISINFEZIONE:
normalmente effettuata con mezzi chimici, la disinfezione comporta la distruzione della maggior parte degli agenti biologici.


STERILIZZAZIONE:
è l’intervento di eliminazione di tutte le forme di microrganismi e si realizza attraverso:

un’atmosfera umida portata alla temperatura di 120° in autoclave

l’esposizione a radiazioni UV-ionizzanti

l’utilizzo di apposite sostanze chimiche
DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE
Il metodo alla portata di tutti per prevenire patologie è semplice ed efficace:
lavarsi accuratamente le mani!
Occhiali e visiere
Camici e tute
Le
cappe
costituiscono una barriera fisica fra l'ambiente e gli agenti manipolati.
Ne esistono di
tre classi
, ma soltanto quelle di classe III (
Glove Box
), totalmente ermetiche, garantiscono una protezione totale.
Le più utilizzate sono
quelle di classe II (cappe a
flusso laminare).
MISURE ORGANIZZATIVE
Deve limitare il più possibile il numero di dipendenti esposti ad agenti biologici pericolosi, oltre ad adottare processi lavorativi sicuri, misure igieniche adeguate e procedure di gestione dell’emergenza.
MISURE IGIENICHE
Deve fornire ai dipendenti servizi sanitari adeguati, indumenti protettivi e i necessari DPI, oltre ad ogni altra misura necessaria garantire l'igiene dell'ambiente di lavoro.
MISURE DI EMERGENZA
In caso di possibile dispersione di agenti biologici di gruppo 2, 3 o 4, deve informare al più presto l’organo di vigilanza territorialmente competente.
FORMAZIONE E INFORMAZIONE
Deve offrire informazioni e istruzioni ai lavoratori in merito ai rischi per la salute, alle precauzioni da prendere, alle procedure di lavoro sicure e al corretto uso dei DPI.
Il Decreto 81 stabilisce gli oneri del datore di lavoro rispetto alle attività lavorative che comportano l’utilizzo di agenti biologici, dettando alcune misure specifiche per:

strutture sanitarie e veterinarie;
laboratori e stabulari;
processi industriali.

Misure specifiche per il contenimento degli agenti biologici sono riportate negli allegati 47 e 48 del Decreto
.
chi gioca in difesa
Ogni agente chimico ha il suo modo di
reagire all’ambiente
e ai
soggetti
con cui entra in contatto, producendo effetti che possono essere in varia misura innocui o dannosi.
gli agenti chimici dannosi
TOSSICI O NOCIVI PER LA SALUTE
Producono nell’organismo patologie di varia natura e gravità, anche mortali.
Fra questi si possono distinguere:
CORROSIVI
DANNOSI PER L’AMBIENTE
INFIAMMABILI, ESPLOSIVI O SOTTO PRESSIONE
Capaci di distruggere la materia, organica e non. Possono rappresentare una causa di infortunio.
Reagiscono ad un innesco, ad una fonte di calore o semplicemente a sollecitazioni, provocando esplosioni o incendi.
Dispersi nell'ambiente, risultano tossici per la flora o la fauna.
Agenti tossici a lungo termine
Comprendono agenti cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione o per organi bersaglio.
Un fatto storico
Benché sin dal 1962 fosse noto in tutto il mondo che la polvere di amianto (...) provoca una grave forma di cancro, il
mesotelioma pleurico
(oltre alla classica
asbestosi
), a Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari la Eternit e la Fibronit continuarono a produrre manufatti sino al 1986 (1985 per Bari e 1992 per Broni), tentando di mantenere i propri operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni (soprattutto a lungo termine) che le fibre di amianto provocano, al fine di prolungare l'attività dello stabilimento e quindi accrescere i profitti.
(...) Siccome la malattia ha un periodo di incubazione di circa 30 anni, si trovano attualmente in pericolo tutti coloro i quali fino a fine Ottanta risiedevano in zone limitrofe contaminate dalle polveri. (
...
)
Nella zona di Casale Monferrato e nell'intera Provincia di Alessandria si contano circa
1.800 morti
per esposizione ad amianto, morti avvenute perlopiù in silenzio.
il caso Eternit
Agenti irritanti/nocivi/tossici generici
Comprendono tutte le altre patologie, diverse per diffusione, gravità e modalità di penetrazione nell’organismo.
il Rischio chimico sul lavoro
sapersi difendere
Tutti i giorni utilizziamo
sostanze
e
preparati chimici
per svolgere attività molto diverse: i detersivi per il bucato o per la pulizia degli ambienti, le tinte per capelli e i prodotti per la cosmesi, le vernici spray…
L'Acido Cloridrico
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE COLLETTIVA
Giocano un ruolo fondamentale ma devono essere selezionati con attenzione:
ognuno è efficace contro il pericolo connesso a specifiche sostanze o miscele
.
Cappe di aspirazione
e
impianti di aerazione
efficienti sono il primo metodo di difesa collettiva, ma anche le
norme igieniche
sono fondamentali: il lavaggio accurato delle mani e degli occhi è una delle basi della prevenzione dal rischio chimico.
Prove di impermeabilità
all'aria
Prova di impermeabilità
Prova di permeazione
Esistono vari strumenti tecnologicamente avanzati per difendere i lavoratori, in molti casi simili a quelli utilizzati per il rischio biologico:
Oltre ai simboli che abbiamo visto, le etichette di sostanze chimiche devono rispettare il
Regolamento Europeo CLP
, che prevede la presenza delle seguenti informazioni:
ETICHETTATURA
N.B.: Questa etichetta dal 1/12/2012 è
obbligatoria soltanto per le sostanze chimiche
.
Le miscele invece adottano ancora una vecchia classificazione, che verrà definitivamente abbandonata il 1/6/2015.
Tutti i lavoratori esposti ad un rilevante rischio chimico sono sottoposti a sorveglianza sanitaria. Il medico competente, in questo ambito:


effettua il
monitoraggio biologico
dei lavoratori esposti ad agenti per cui è previsto un valore limite biologico;
• istituisce e aggiorna la
cartella sanitaria
di ogni lavoratore esposto al rischio chimico;
• tiene il
registro di esposizione
dei lavoratori ad agenti cancerogeni/mutageni.
Le principali attività del datore di lavoro nella difesa dal rischio chimico sono:


cercare costantemente
sostanze alternative
a quelle pericolose;
• esporre il
minor numero possibile di lavoratori
a sostanze pericolose;
• progettare
metodi di lavoro appropriati
e sicuri;
• effettuare
misurazioni
degli agenti pericolosi, intervenendo in caso di superamento dei limiti;
• fornire i
dispositivi di protezione
, sia individuali che collettivi;
• adottare procedure per la
gestione delle emergenze
.
MEDICO COMPETENTE
DATORE DI LAVORO
chi gioca in difesa

L
a valutazione del rischio chimico è indispensabile per tutte quelle attività lavorative che prevedono
un'
esposizione
a sostanze chimiche.
L’acido cloridrico è uno dei liquidi più corrosivi esistenti, motivo per cui deve essere maneggiato con molta cura.
È molto facile incontrarlo:
• è uno dei principali costituenti del
succo gastrico
;
• uno dei reagenti più comuni utilizzati nell’
industria
;
• è presente negli scaffali dei supermercati: in una concentrazione del 10% lo troviamo sotto l’etichetta “
acido muriatico
”.
HCl
Infiammabile
Comburente
Sotto pressione
Esplosivo
La Nitroglicerina
Sintetizzata da un italiano, Ascanio Sobrero, nel 1847, è una delle sostanze esplosive più pericolose esistenti.
Dosi minime sono infatti capaci di produrre detonazioni
con estrema facilità: per questo non viene mai utilizzata pura ma miscelata con sostanze in grado di stabilizzarla.
Utilizzata come base per la fabbricazione di dinamite e altri esplosivi, si utilizza anche in medicina per il suo effetto dilatatore nei confronti di vene e coronarie.
I
campi elettromagnetici
(
CEM
) sono ovunque intorno a noi: ogni moto di carica elettrica ne genera uno, quindi ogni apparecchio elettrico ne implica la presenza.
I CEM comprendono tutte le radiazioni dette "non ottiche", ovvero quelle che vanno da 0 a 300 Ghz di frequenza: microonde, radiofrequenze, campi elettrici e magnetici a bassa, media e lunga frequenza.
I
raggi X
descrivono le radiazioni comprese nella lunghezza d’onda che va da 10 nm e 1/1000 di nm. Rientrano fra le radiazioni ionizzanti e, quindi, cancerogene.
Le
radiazioni ottiche artificiali
(
ROA
) comprendono tutte le radiazioni comprese nella frequnza che va da 300 GHz a 3x10.000 THz e le loro sorgenti possono essere distinte fra:
Gli apparecchi elettromedicali (tac, radioterapia, etc.), numerosi macchinari industriali e attrezzature tipicamente utilizzate nei centri estetici (lampade abbronzanti) sono fra le
principali fonti di rischio da CEM e ROA
.
Il rischio Cem, Roa, raggi x
Il datore di lavoro si occupa di predisporre tutte le misure indicate nella slide precedente.
• scelta di modi e ritmi di lavoro che implicano minor esposizione
• progettazione di ambienti lavorativi
• disponibilità di dispositivi individuali di protezione
Effettua periodicamente la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, soprattutto dei più sensibili al rischio.
È la figura chiamata dal datore di lavoro per effettuare le valutazioni tecniche di sicurezza dei macchinari.
Necessario per monitorare la sicurezza degli ambienti in cui sono presenti fonti di ROA coerenti.
Medico competente
Addetto sicurezza laser
Esperto qualificato
Datore di lavoro
Le vibrazioni sono
moti di carattere alternato attorno ad un punto di equilibrio
.
Diventano pericolose nella loro trasmissione continuata all’organismo
.
L’esposizione al rischio rumore e vibrazioni è piuttosto frequente in molti settori lavorativi, causando potenziali conseguenze dannose di varia natura:
L’esposizione a rumore eccessivo può condurre a
ipoacusia
(diminuzione permanente della capacità uditiva), ma anche a
disturbi del sistema nervoso
,
cardiocircolatorio
e
digestivo
.
L’esposizione continuata a vibrazioni mano-braccio può condurre a
disturbi vascolari
,
articolari
,
neurologici
e
muscolari
. Se le vibrazioni riguardano invece il corpo, possono comportare
lombalgie
e
traumi del rachide
.
Gli elementi che determinano la nocività potenziale di un rumore sono tre:
livello di pressione sonora
durata di esposizione
sensibilità soggettiva

La valutazione viene dunque effettuata campionando la pressione acustica (misurata in dB) di tutte le attrezzature che emettono rumore, tenendo conto del tempo di esposizione del lavoratore ad ognuna di esse.
Il livello di esposizione viene calcolato su un periodo di riferimento di 8 ore (
Lex
).
Nella fase di valutazione, il datore di lavoro considera:
• durata, tipo e livello di esposizione
• i valori limite di esposizione stabiliti dalla legge
• gli effetti diretti e indiretti dell’esposizione, soprattutto nei confronti dei soggetti più sensibili a tale rischio
• le informazioni a riguardo fornite dai produttori delle attrezzature
• l’esistenza di attrezzature alternative a quelle rischiose per la salute
• l’esistenza di dispositivi di protezione individuale o collettiva
Il Decreto esprime le definizioni di:
1.Pressione acustica di picco
(…): valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza “C”;
2.Livello di esposizione giornaliera al rumore
(…): valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO1999:1990 (…). Si riferisce a tutti i rumori sul lavoro, incluso il rumore impulsivo.
3.Livello di esposizione settimanale al rumore
(…): valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999:1990 (…).
Il Decreto esprime le definizioni di:
1.Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio
: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano braccio nell’uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari;
2.Vibrazioni trasmesse al corpo intero
: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide;
3.Esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio
(…): valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di 8 ore;
4.Esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero
(…): valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di 8 ore.
Rumore
Vibrazioni
Rumore e vibrazioni sono i rischi fisici più comuni: a tutti sarà capitato almeno una volta di subirli…
Il liquido a sua volta trasmette le vibrazioni alle
cellule ciliate
, terminazioni nervose che trasformano il segnale meccanico in neuroelettrico, in modo che sia decodificato dal cervello.
Le onde sonore dopo essere state “catturate” dal
padiglione auricolare
, attraversano il
condotto uditivo
esterno.
Scontrandosi con il
timpano
, le onde fanno vibrare la

catena degli ossicini (
staffa
,
incudine
e
martello
).
Il sistema di trasmissione solida fa vibrare il liquido contenuto nella
coclea
, l’elemento a forma di chiocciola.
Come funziona l'orecchio?
Il datore di lavoro deve valutare il rischio rumore e vibrazioni sotto ogni punto di vista.
Per farsi un'idea dei decibel che ci circondano...
Le vibrazioni sono caratterizzate da una serie di grandezze fisiche, fra cui la
frequenza
, calcolata in
Hertz
(Hz).
La loro trasmissione all’organismo viene determinata tramite l’
accelerazione delle vibrazioni

(m/s2)
, messa in relazione al periodo di tempo di 8 ore.
Il punto di riferimento del
suo approccio sono i
livelli d'azione
, superati i quali
il datore di lavoro i
nterviene per prevenire il raggiungimento dei
livelli limite di esposizione giornaliera
.
valutare il rischio
danni da rumori o vibrazioni
rumore e vibrazioni
sapersi difendere
chi gioca in difesa
Per contenere i livelli di esposizione a rumore e vibrazioni esistono diversi sistemi di protezione:
Rumore
Vibrazioni
Dispositivi di protezione indivuduale
Cuffie
o
auricolari
sono obbligatori quando i valori di rumore sono oltre il valore superiore di azione stabilito per legge (85dBA).
Dispositivi di protezione collettiva
Dispositivi di protezione indivuduale
Specifici
guanti antivibrazione
possono ridurre il rischio da esposizione.
Le
cuffie antirumore attive
, grazie ad uno speciale dispositivo elettronico, sono in grado di attenuare soltanto i rumori superiori a determinati db, favorendo così la sicurezza dei lavoratori.
Le attrezzature di lavoro dovrebbero essere dotate di
dispositivi in grado di ammortizzare

le vibrazioni.
Intervenire sulla fonte del rumore (quando possibile) è la soluzione più pratica ed efficace.
Il medico competente viene coinvolto dal datore di lavoro per la
sorveglianza sanitaria
nel momento in cui l'esposizione a rumore o vibrazioni supera i valori d’azione.
Quando necessario, il datore di lavoro deve avvalersi dell’ausilio del
medico competente
per sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria e mantenere un registro quelle attività che prevedono l’uso deliberato di agenti di
classe 3
o
4
.
Se dalla fase di valutazione emerge un superamento dei valori di azione, il datore di lavoro è chiamato ad intervenire attraverso:
• L’adozione di metodi di lavoro alternativi
• La scelta di strumentazioni più adeguate
• La fornitura di DPI
• La riorganizzazione degli ambienti di lavoro
• La formazione e informazione dei lavoratori sul tema rumore e vibrazioni
• La limitazione della loro esposizione
Lo sforzo fisico può condurre a diverse patologie, solitamente dorso-lombari. Cosa significa? Significa che coinvolgono muscoli, ossa, nervi, tendini, legamenti e cartilagini presenti nell’area della
colonna vertebrale
.
Normalmente i dischi cartilaginei sono sottoposti ad un certo carico di lavoro, anche semplicemente stando in piedi. La loro capacità di ammortizzare diminuisce inoltre con l'avanzare dell'età, favorendo patologie a carico della schiena.
La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi deve fare preciso riferimento a:
La movimentazione manuale dei carichi richiede il rispetto di
buone prassi
, utili ad evitare le patologie citate.
ERNIA DEL DISCO
Si verifica in seguito al sollevamento di carichi eccessivi, quando
la parte centrale del disco fuoriesce dall'anello di cartilagine
e va a premere sul nervo.
Il
rachide
(o colonna vertebrale) costituisce la
principale struttura
dell'apparato locomotore: ci permette la postura eretta e una grande quantità di movimenti, oltre al sollevamento dei carichi.
Come è fatto il rachide
Vertebre
: le 33 ossa che sostengono il nostro corpo, e i
legamenti
, che insieme ai
muscoli
le mantengono unite.
I
dischi intervertebrali
permettono di ammortizzare il peso che grava sulle vertebre e contengono il
nucleo polposo
.
Midollo spinale e nervi
: il midollo è custodito dalla colonna vertebrale. Da lui si propagano i nervi che collegano ogni parte del corpo al cervello.
valutare il rischio
I dischi intervertebrali
chi gioca in difesa
Oltre alle tecniche, è fondamentale utilizzare
strumenti adeguati
per il trasporto di carichi pesanti:
Il d.lgs. 81 dedica il
Titolo VI

alla movimentazione manuale dei carichi. E definisce:

Movimentazione manuale dei carichi
: le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari;

Patologie da sovraccarico biomeccanico
: patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari.
Quando la colonna vertebrale si piega in maniera scorretta, il carico viene mal distribuito e va a gravare esclusivamente su alcune vertebre, dando origine a disturbi di varia natura.
Sollevamento
scorretto
Sollevamento corretto
sapersi difendere
Le patologie del rachide
Caratteristiche del carico
Peso, ingombro, stabilità, posizione…
Sforzo fisico richiesto
Sforzo eccessivo, tipo di movimento…
Caratteristiche dell’ambiente di lavoro
Spazio libero per i movimenti, pavimento sconnesso, temperatura…
Esigenze connesse all’attività
Frequenza di sforzi fisici, pause e periodi di riposo, ritmo non modulabile…
Oltre a questi fattori generali, il datore di lavoro deve tener presente i
fattori individuali di rischio
(età, sesso, precedenti patologie, etc.).
Questo sistema permette di valutare il rischio e stabilire per ogni individuo il carico massimo di peso manipolabile, tenendo conto di:
Il Metodo NIOSH
Medico competente
Sottopone i lavoratori a visita periodica, in modo da monitorare soprattutto i rischi individuali per l’apparato muscolo-scheletrico.
Datore di lavoro
Deve fornire idonee attrezzature e ausilii. Inoltre deve organizzare e predisporre postazioni di lavoro corrette e fornire le necessarie informazioni.
Lavoratore
A lui spetta il rispetto delle buone prassi sulla movimentazione dei carichi, indispensabili nella prevenzione di patologie.
In un ambiente di lavoro si possono verificare diverse condizioni di disagio causate dallo stress.
Tutti ne parlano...
ma cos’è lo stress?
Lo stress è una
forma di risposta fisica o psichica dell’individuo all’ambiente in cui si trova
, che si verifica nel momento in cui l’individuo non riesce ad adattarsi all’ambiente e ai suoi stimoli.
L'ernia o l'artrosi possono originare diverse patologie: dalle
lombalgie
al
blocco vertebrale
(colpo della strega), fino alla
lombosciatalgia
(sciatica).
ARTROSI
Può colpire precocemente chi ha svolto lavori soggetti al sollevamento di carichi pesanti e consiste nella
modificazione della forma delle vertebre in seguito all’usura dei dischi vertebrali
. Se le deformazioni vanno a comprimere i nervi si hanno condizioni di dolore che possono coinvolgere anche braccia e gambe.
Limiti di peso per età e sesso
Altezza delle mani da terra (all'inizio della movimentazione)
Distanza del peso dal corpo (del baricentro del peso dal baricentro del corpo)
Eventuale rotazione del busto
Dislocazione verticale del peso (dall'origine alla destinazione del peso)
Giudizio sulla qualità della presa del carico
Frequenza degli atti
Piegare le ginocchia nel sollevamento del carico è invece un ottimo modo di evitare che tutto lo sforzo gravi sulla schiena.
Un lavoratore può
non essere messo nelle
condizioni di svolgere un compito o di ricoprire un ruolo, oppure può essere vittima di
violenze psicologiche
da parte di superiori o colleghi (
mobbing
).
Le cause possono essere rilevate nell’
atteggiamento del lavoratore
quanto nell’
organizzazione del lavoro
.
Sullo stress lavoro correlato il Decreto 81 dice poco: l’
art. 28
si limita ad affermare la necessità di considerare i rischi legati a questa dimensione di rischio, come da accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e che la valutazione di tale rischio va effettuata nel rispetto delle indicazioni di una Commissione Ministeriale (
Circolare Ministeriale del 18/12/2010
).
Le conseguenze di una condizione di stress lavoro correlato possono essere di varia natura:
La modalità di valutazione del rischio da stress correlato è stabilita dalla
circolare ministeriale del 18 novembre 2010
, che la articola in due fasi:
1.
VALUTAZIONE PRELIMINARE
(obbligatoria), basata sull’analisi di fattori oggettivi legati al contenuto e al contesto di lavoro.
Nel caso in cui gli interventi correttivi pianificati in seguito alla valutazione preliminare risultino inefficaci, si procede alla...
2.
VALUTAZIONE APPROFONDITA
(facolt
ativa), basata sull’analisi di fattori soggettivi.
I principali fattori stressogeni legati all'organizzazione del lavoro
Dopo la prima fase di valutazione degli elementi “ogg
ettivi”, vengono indi
viduate le
misure di tutela
necessarie per eliminare le criticità oggettive rilevate.

Ecco qualche esempio...
chi gioca in difesa
Compongono il team chiamato a valutare il rischio da stress lavoro correlato.
Datore di lavoro
Medico
competente
Responsabile del
servizio di prevenzione
e protezione
Responsabile dei lavoratori per la sicurezza
Effetti indiretti
•Aumento della probabilità di infortuni
•Diminuzione delle prestazioni lavorative
•Diminuzione della qualità della vita
Disturbi nel lungo periodo


Disturbi dell’adattamento
(ansia, umore depresso, misto...)
•Disturbi gastrointestinali
•Disturbi cardiocircolatori
•Disturbi dermatologici
•Disturbi reumatologici
Migliorare i livelli di comunicazione
Eliminare i conflitti di ruolo
Migliorare la partecipazione ai processi decisionali e la capacità di controllo del proprio lavoro
Attribuire carichi di lavoro adeguati
Fornire gli strumenti necessari
Eliminare o ridurre il più possibile la monotonia del lavoro
Garantire formazione adeguata
Ottimizzare l’organizzazione dei turni
Attrezzature munite di videoterminali
:
una parola complicata per esprimere ciò che utilizziamo ogni giorno per ore di svago o lavoro:
il pc e i suoi derivati
(tablet, consolle fisse e portatili, etc.).
L’
utilizzo continuativo
dei computer è indispensabile nello svolgimento di alcune attività lavorative.
Il rischio da esposizione ai videoterminali si sviluppa presso quelle attività lavorative che portano il lavoratore davanti ad uno schermo per
più di 20 ore settimanali
.
La valutazione del rischio viene svolta dal datore di lavoro
analizzando
e
predisponendo
in modo adeguato le postazioni di lavoro.
L’
art. 174
specifica che le postazioni di lavoro devono essere valutate facendo particolare riferimento a:
1.i rischi per la vista;
2.i problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale
3.le condizioni ergonomiche e igieniche.
Le azioni da intraprendere per evitare danni da eccessiva esposizione al videoterminale sono molto semplici e riassumibili nell’ottimizzazione ergonomica della postazione di lavoro.
Come si realizza
una postazione di lavoro corretta
?
Cosa vuol dire ergonomia?
Deve organizzare e predisporre postazioni di lavoro corrette e fornire le necessarie informazioni.
lavori più esposti
Le cronache ci raccontano ogni giorno questo genere di incidenti…
La valutazione del rischio
sapersi difendere
In ambito macchine e attrezzature la valutazione del rischio è particolarmente complessa. Il danno può essere causato da
molti fattori
(umani, ambientali, etc.),
non sempre controllabili
dal datore di lavoro.
Il fattore più controllabile è la
conformità di sicurezza
della macchina stessa, che può essere rivelata dalla presenza di due lettere:
chi gioca in difesa
I gas prodotti dalla combustione
STRUMENTI MOBILI
lI troviamo in ogni ambiente pubblico coperto, individuabili grazie ad una specifica segnaletica: sono gli estintori, lo strumento più comune di intervento contro un incendio.
Possono essere a schiuma o a polvere e devono essere controllati ciclicamente.
Ogni materiale in fiamme ha una sostanza
antincendio adeguata... e altre inadeguate:
Il fuoco è una
reazione
che si verifica dalla combinazione di
due sostanze
(comburente e combustibile), in seguito ad un
innesco
.
Il triangolo del fuoco
Gli addetti alle emergenze controlleranno l'andamento dell'esercitazione e riferiranno al datore di lavoro.
Nonostante la sua semplicità è una delle attività di prevenzione più importanti. E si svolge così:
Esercitazione antincendio
Percorrere le vie d'uscita
Identificare le porte resistenti al fuoco
Identificare la posizione dei sistemi d'allarme
Identificare la posizione delle attrezzature di spegnimento

chi gioca in difesa ?
La valutazione del rischio
La valutazione del rischio incendio è articolata in questo modo:
Oltre ad effettuare la
valutazione del rischio
, il datore di lavoro è tenuto a ridurre ogni pericolo e a garantire la funzionalità delle vie di fuga, degli impianti antincendio e della segnaletica.

Il datore di lavoro adotta inoltre le
misure organizzative
volte ad affrontare un eventuale incendio, designando gli
addetti al servizio antincendio
e provvedendo alla formazione di tutti i dipendenti.

Se questi sono più di 10, il datore di lavoro deve redigere il
piano per la gestione delle emergenze.
Conoscere l'elettricità
Si definisce
IMPIANTO ELETTRICO
l’insieme di componenti compresi tra il punto di fornitura dell’energia e il punto di utilizzazione.
Nella maggior parte dei casi prevedono la manipolazione volontaria di materiale biologico umano.
Attività legate ai servizi sanitari e ai laboratori clinici
Attività inerenti allo smaltimento rifiuti
e alla depurazione delle acque di scarico
Presentano situazioni in cui è facile entrare in contatto con agenti biologici potenzialmente dannosi.
Attività nell’agricoltura
Fattorie, aziende agricole,
servizi di giardinaggio…
Attività nelle industrie alimentari
In particol
are dove il processo produttivo prevede l’utilizzo di microrganismi:
stabilimenti caseari, enologici, panifici…
SORVEGLIANZA SANITARIA
I principali doveri del datore di lavoro sono:
La valutazione del rischio biologico è indispensabile per le attività in cui
il contatto con microrganismi
fa parte della routine lavorativa.
L’
Allegato XLIV
elenca con estrema sintesi alcune attività lavorative che possono comportare presenza di agenti biologici:
1.
Attività di industrie alimentari
2.
Attività nell’agricoltura
3.
Attività nelle quali vi è contatto con gli animali e/o con prodotti di origine animale
4.
Attività di servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post mortem
5.
Attività nei laboratori clinici, vterinari e diagnostici, esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica
6.
Attività impianti di smaltimento rifiuti e di raccolta di rifiuti speciali potenzialmente infetti
7.
Attività negli impianti per la depurazione delle acque di scarico
L'
art. 270
stabilisce che l'utilizzo di microrganismi di gruppo 4 in ambito lavorativo richiede l'autorizzazione del Ministero della Salute.
La valutazione del rischio biologico è trattata nell’
art. 271
, il quale stabilisce le informazioni necessarie. Fra queste i dettagli relativi alla manipolazione dei microrganismi (chi e come può effettuarla) nell’ambito del processo lavorativo.
Le caratteristiche di questi tre fattori e la loro combinazione in ambito lavorativo costituiscono il cuore della
valutazione del rischio
.
Meglio se in grado di proteggere l'intero viso
Devono essere dotate di filtri FFP2 o FFP3, non come quelle chirurgiche
Meglio se monouso, come cuffie e sovrascarpe, e impermeabili
Devono essere indossati per periodi non troppo lunghi
Maschere e respiratori
Industrie chimiche
Laboratori di ricerca
Imprese di pulizia
Tintorie
Attività di verniciatura
Parrucchieri
Estetiste

Incoerenti
, che emettono radiazioni sfasate (infrarossi, luce visibile e ultravioletti)

Coerenti
, che emettono radiazioni in fase (laser)
Una foto di famiglia per capire meglio:
CEM
EFFETTI DIRETTI
EFFETTI INDIRETTI
Detonazioni, propulsioni di oggetti ferromagnetici, danni ad apparecchi elettromedicali personali (stimolatori cardiaci).
Induzione di corrente elettrica e aumento di temperatura nell'organismo.
ROA
Possono provocare infortuni oculari o epidermici.
L’utilizzo dei laser, in particolare, comporta anche rischi indiretti, come quello di innescare incendi/esplosioni.
EFFETTI INDIRETTI
EFFETTI DIRETTI
La loro pericolosità non riguarda soltanto i lavoratori,
ma chiunque sia sottoposto alla loro esposizione.
Dato che viene distinto in base alla
frequenza
, un campo elettromagnetico è misurato in
Hz
(e multipli: KHz, MHz, GHz…) per mezzo di appositi
misuratori di campo
.
Le ROA di base hanno tutte la stessa modalità di misurazione: la
lunghezza d’onda
, misurata in nm. Tuttavia i valori di esposizione consentita fanno riferimento all’
esposizione variante
(H), che ha come unità di misura il
j/m-2
.

Gli strumenti utilizzati per la loro misurazione sono lo
spettroradiometro
e il
radiometro
.
Gli strumenti di misurazione
La schermatura di un ambiente può essere realizzata tramite l’uso di diversi materiali.
I più efficaci sono il
piombo
e il
cemento
, i soli a bloccare anche i raggi gamma e i raggi X.
Da un punto di vista tecnico, possiamo difenderci da CEM e ROA con un solo strumento generale: la
schermatura
.
sapersi difendere
CHI GIOCA IN DIFESA
Transpallet
manuale
Carrello a
4 ruote
Carrello a
2 ruote
Disturbi nel breve periodo
•Ansia
•Disturbi del sonno
•Disturbi dell’umore/depressione
•Disturbi del comportamento
(abuso di fumo o alcol)
•Disturbi alimentari
(inappetenza o fame eccessiva)
valutare il rischio
sapersi difendere
CULTURA ORGANIZZATIVA
Scarsa comunicazione, bassi livelli di sostegno per la risoluzione di problemi, mancanza di definizione degli obiettivi organizzativi.
RUOLO NELL’ORGANIZZAZIONE
Ambiguità e conflitto di ruolo, responsabilità di altre persone.
SVILUPPO DI CARRIERA
Incertezza/blocco della carriera, bassa retribuzione, insicurezza dell’impiego, scarso valore sociale attribuito al lavoro.
AUTONOMIA DECISIONALE/CONTROLLO
Partecipazione ridotta al processo decisionale, carenza di controllo sul lavoro (il controllo, specie nella forma di partecipazione rappresenta anche una questione organizzativa e contestuale di più ampio respiro).
RELAZIONI INTERPERSONALI SUL LAVORO
Isolamento fisico o sociale, rapporti limitati con i superiori, conflitto interpersonale, mancanza di supporto sociale.
INTERFACCIA FAMIGLIA/LAVORO
Richieste contrastanti tra casa e lavoro, scarso appoggio in ambito domestico, problemi di doppia carriera.
AMBIENTE DI LAVORO E ATTREZZATURE
Condizioni fisiche di lavoro, problemi legati ad affidabilità, disponibilità, manutenzione o riparazione di attrezzature di lavoro.
PIANIFICAZIONE DEI COMPITI
Monotonia, cicli di lavoro brevi, lavoro frammentato o inutile, sottoutilizzazione, incertezza elevata.
CARICO/RITMI DI LAVORO
Sovraccarico o sottocarico di lavoro, mancanza di controllo sul ritmo, alti livelli di pressione temporale.
ORARIO DI LAVORO
Lavoro a turni, orari di lavoro rigidi, imprevedibili, eccessivamente lunghi o che alterano I ritmi sociali.
CONTESTO
LAVORATIVO
CONTENUTI
LAVORATIVI
DISTURBI OCULO-VISIVI
lacrimazione, bruciore agli occhi, pesantezza oculare, etc.
Sono causati da un’eccessiva vicinanza allo schermo o da condizioni di luminosità non adeguate.
STRESS
espresso come mal di testa, ansia, tensione nervosa, stanchezza eccessiva, insonnia, etc.
DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI
coinvolgono collo, schiena, spalle, braccia o mani.
Sono causati da posizioni di lavoro troppo fisse/errate o da movimenti delle mani troppo ripetitivi (uso della tastiera o del mouse).
la valutazione del rischio
A lui spetta, ovviamente, l’assunzione di una corretta postura sul posto di lavoro.
Sottopone i lavoratori a visita periodica, in modo da monitorare soprattutto i rischi per la vista e per l’apparato muscolo-scheletrico.
Gli effetti
72 cm
chi gioca in difesa
Datore di lavoro
Medico competente
Lavoratore
L’ergonomia è la scienza che studia il rapporto fra l’uomo e le macchine/gli strumenti/le attrezzature. L’obiettivo dell’ergonomia è la progettazione di sistemi di lavoro in grado di limitare i rischi per l’operatore, siano essi fisici o mentali. Si tratta di una scienza che trova applicazione in numerosi ambiti: dal design alla progettazione di interni, fino alla programmazione di software.
Frangisole
L’identificazione dei videoterminalisti può essere svolta tramite

i
metodi delle osservazioni istantanee
o
continuative:
due sistemi di calcolo in grado di fornire dati statistici sul tempo trascorso dal soggetto davanti allo schermo.
Imbottito e traspirante
Schienale regolabile in altezza e inclinazione
Seduta regolabile in altezza
Antiribaltabile: base a 5 razze d'appoggio con ruote
Poggiapiedi facoltativo
Sedile di lavoro
Terminale
Piano di lavoro
Postura
Schermo regolabile
Tastiera autonoma
Tasti ben distinguibili
Software adatto alle mansioni da svolgere
Superficie poco riflettente, chiara ma non bianca
Dimensioni idonee ad accogliere gli arti superiori e inferiori
Dimensioni idonee a permettere la flessibilità di disposizione degli oggetti
Tenere la schiena ben poggiata allo schienale e piedi poggiati a terra
Evitare posizioni fisse e prolungate
Distogliere spesso lo sguardo dal monitor
70 cm
Il loro utilizzo implica tuttavia una certa
dose di rischio
, che varia in base al tipo di attrezzatura e di utilizzo che ne facciamo.
Macchine e attrezzature fanno parte della nostra quotidianità: ci aiutano infatti a svolgere molte attività diverse, lavorative o meno.
CO
CO2
H2S
HCN
HCl
Individuazione dei pericoli di incendio
(sostanze infiammabili, possibili inneschi, etc.)
Verifica dell’adeguatezza delle misure di sicurezza o adozione di nuove misure
Valutazione del rischio residuo
Eliminazione o riduzione dei pericoli
Individuazione del personale esposto al rischio
Classificazione del rischio inestinguibile (Basso, medio, alto)
Il D.Lgs. 81 non parla approfonditamente il rischio incendio, rimandando la sua trattazione al
Decreto del Ministero dell’Interno del 10 marzo 1998
.
È questo riferimento normativo a specificare i criteri di valutazione del rischio incendio, considerata parte integrante del documento di valutazione dei rischi.
Le indicazioni di pericolo (hazard statements) sono un sistema universalmente riconosciuto di segnalazione dei pericoli.
Sono codificate dalla lettera
H
seguita da
tre cifre
: la prima identifica il tipo di pericolo (H2 = Pericoli chimico-fisici; H3 =Pericoli per la salute; H4 = Pericoli per l’ambiente).
CONSIGLI DI PRUDENZA
I consigli di prudenza (precautionary statements) sono un sistema universalmente accettato per l’adozione di precauzioni.
Sono codificati dalla lettera
P
seguita da
tre cifre
: la prima identifica il tipo di consiglio (P1 = carattere generale; P2 = prevenzione; P3 = reazione; P4 = conservazione; P5 = smaltimento).
INDICAZIONI DI PERICOLO
è un tipo di materiale la cui composizione risulta ben determinata, omogenea in ogni suo punto ed esprimibile con una formula.
SOSTANZA PURA
PREPARATO o MISCELA
è il risultato della mescolanza di più sostanze, può risultare sia omogeneo che eterogeneo.
Mentre la trasformazione fisica modifica lo
stato della materia
, lasciandone intalterata la composizione (rappresentata dalla formula), la trasformazione chimica agisce
a livello atomico
, alterando la composizione intima della materia.
TRASFORMAZIONE FISICA vs TRASFORMAZIONE CHIMICA
Serie/tipo
Numero di serie
Anno di fabbricazione
Una macchina conforme alle direttive comunitarie ottiene il marchio CE e deve esporlo in modo leggibile e indelebile su un’
apposita targhetta
insieme ad altre informazioni tecniche.
Le informazioni obbligatorie in particolare sono tre:
La targhetta di conformità
Art. 6.
Il datore di lavoro assicura
una postazione di lavoro sicura e aderente ai principi dell'ergonomia
.
Art. 7.
Per l'utilizzo di attrezzature che richiedano particolari competenze, il datore di lavoro si assicura che i relativi addetti
ricevano la necessaria informazione, formazione e addestramento
.
Art. 1.
Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori
attrezzature idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere
che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie.
Art. 2.
In considerazione del lavoro da svolgere, il datore di lavoro
prende in esame i rischi derivanti dall'ambiente, dall'utilizzo dell'attrezzatura e dalle

interferenze
con altre attrezzature in uso.
Art. 3.
Per ridurre i rischi legati all'uso delle attrezzature, il datore di lavoro adotta
adeguate misure tecniche e organizzative
(alcune delle quali riportate nell'allegato VI).
Art. 4.
Il datore di lavoro controlla che le attrezzature:
siano installate e utilizzate in modo appropriato;
siano correttamente manutenzionate;
vengano aggiornate per quanto riguarda i requisiti minimi di sicurezza
abbiano un registro di controllo aggiornato.
Artt. 8-9-10-11.
Vengono stabiliti i doveri del datore di lavoro per quanto riguarda i
controlli periodici e straordinari
da effettuare sul montaggio, l'installazione e l'efficienza delle attrezzature.
Art. 5.
Considerazione delle modifiche apportate alla macchina in termini di sicurezza: queste non configurano nuova immissione sul mercato.
È uno degli effetti più comuni di un'anomalia nell'impianto elettrico.
Incendio
Ogni ambiente, lavorativo o domestico, è a rischio
:
ogni

impianto
può
danneggiarsi, in qualsiasi momento.
LIVE SICILIA
INCENDIO DISTRUGGE UN NEGOZIO
CATANIA - Un negozio di piazza Rosolino Pilo, a Catania, è stato devastato da un incendio scaturito probabilmente da un corto circuito. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco.
23 OTTOBRE 2012
Chiamata anche elettrocuzione, la folgorazione descrive un passaggio di corrente elettrica nel corpo umano.
Possiamo ricondurre il danno elettrico a due grandi famiglie:
danno ambientale
e
danno sull'uomo
Prima di tutto occorre fare una premessa: l’elettricità all’interno dell’organismo tende a seguire il percorso con minor resistenza.
Quali sono gli effetti di una folgorazione sull’organismo?
Questo passaggio può avvenire per
contatto diretto
o
indiretto
e la sua pericolosità varia in base alla
durata
del contatto, all'
intensità
, al
percorso
e ad altre caratteristiche individuali.
Folgorazione
A Pietrelcina, questa mattina, in località Piana Romana, all’interno di un terreno, veniva rinvenuto privo di vita Bartolino M.C. , originario di Lucera (FG) collaboratore dello studio di un geometra, 32enne dello stesso centro foggiano.

I primi sommari accertamenti consentivano di riscontrare che il giovane, durante l’esecuzione dei rilevamenti topografici, con una palina in ferro per le misurazioni si avvicinava inavvertitamente ai cavi della linea elettrica ad alta tensione ivi esistente, decedendo sul colpo, a seguito di verosimile folgorazione. La salma veniva trasferita presso l’obitorio dell’ospedale civile “G. Rummo” di questo capoluogo per i conseguenti ed ulteriori accertamenti medico legali.
Sono in corso le indagini dei Carabinieri della Stazione di Pietrelcina.
L'INFORMATORE SANNITA
pietrelcina, muore folgorato un geometra
26 OTTOBRE 2012
COPRIRE LE ZONE USTIONATE CON UN PANNO PULITO
Il rischio biologico
Esistono poi modalità efficaci nel rimuovere con maggior accuratezza i microrganismi presenti su cose o persone.
Generalmente la valutazione del rischio chimico deve comprendere tutto ciò che riguarda le specifiche di sicurezza delle sostanze trattate o che si intende trattare:

• le
informazioni sulla sicurezza
della sostanza fornite dal responsabile dell’immissione sul mercato;

• le
modalità di esposizione
dei lavoratori;

• i
valori limite di esposizione
ad ogni sostanza;

• le
misure di sicurezza adottate
e i loro effetti.



Le disposizioni in materia di sostanze pericolose costituiscono il
Titolo IX
del decreto. Questo Titolo a sua volta è articolato in 3 capi, per cui sono previste specifiche modalità di valutazione del rischio:

1. Agenti chimici

2. Agenti cancerogeni o mutageni

3. Amianto
Il rischio chimico
A grandi linee, i principali ingredienti per una corretta valutazione del rischio CEM/ROA sono:
1.
la misurazione del livello, del tipo, della durata di esposizione, soprattutto in presenza di più apparecchiature
2.
il confronto con i valori limite di esposizione e di azione
3.
La valutazione della probabilità di incorrere in effetti diretti o indiretti
4.
l’esistenza di attrezzature alternative, con minori livelli di esposizione
Lo strumento utilizzato per la misurazione del livello di rumore ambientale è il
fonometro
.
Il
vibrometro
fornisce il livello di accelerazione da vibrazioni a cui è sottoposto il corpo umano.
Gli strumenti di misurazione
L’ambiente gioca un ruolo determinante nel favorire o meno un contagio. I principali fattori di rischio in tale contesto sono:
L’organismo ospite (
l’uomo
) può essere più o meno vulnerabile al contagio in base a:
In modo naturale o indotto (vaccinazioni), l’uomo può sviluppare anticorpi che lo immunizzano da specifiche infezioni.
La pericolosità di un agente microbiologico patogeno dipende da:
Gli agenti chimici possono penetrare l’organismo per via
cutanea
,
respiratoria
o per
ingestione
.
Il
rumore
non è altro che un
suono sgradevole
(dimensione
soggettiva
)
e/o
dannoso
(dimensione oggettiva, misurabile).
Cos'è un suono?
Un suono è una
variazione di pressione
che si propaga attraverso l’aria (o altro mezzo elastico), che l’orecchio è in grado di percepire. Se la sua intensità è troppo forte, il suono produce effetti dannosi per l’organismo.
Vibrazioni
Rumore
sapersi difendere
Isolante
Rame
Il
videoterminalista
è sottoposto a sorveglianza sanitaria ed è tenuto ad effettuare una
pausa
di 15 minuti
ogni 2 ore
trascorse davanti al videoterminale.
Intendiamoci: una pausa dal videterminale, non dal lavoro!
Art. 86
- Stabilisce l'obbligo

per il datore di lavoro di sottoporre a controllo periodico dello stato di conservazione e sicurezza degli
impianti elettrici
.
Una segnaletica che cambia...
Il sistema di etichettatura che abbiamo visto è quello previsto dal Regolamento CE n°1272/2008 (CLP). Tuttavia è importante sapere che fino al 1/6/2015 (e nel caso delle miscele fino al 1/6/2017), il sistema CLP potrà convivere con la vecchia etichettatura, qui riportata:
Esplosivo
Comburente
Infiammabile
Dannoso per
l'ambiente
Tossico
Corrosivo
Nocivo
I limiti di carico
Tra i 18 e
i 45 anni
Meno di 18
o più di 45 anni
UOMINI
DONNE
25 kg
20 kg
20 kg
15 kg
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