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Il Bambino, prodigio; Infanzia, Educazione ed Apprendimento

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Davide Berthod

on 21 June 2016

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Transcript of Il Bambino, prodigio; Infanzia, Educazione ed Apprendimento

Il Bambino,
prodigio.

Infanzia, Educazione ed Apprendimento.
PINOCCHIO
Carlo Collodi e il suo burattino
INFANZIA E ARTE
Dove l'Educazione incontra l'Arte
IL CINEMA
D'ANIMAZIONE
L'Educazione passa anche dal cinema
MARIA MONTESSORI
La fine del ‘800 e il primo ‘900, è stato un periodo fondamentale per lo studio della psiche umana e per nascita delle scienze psicologiche.
In particolare chi ha dedicato i suoi studi e le sue opere verso la psicologia infantile, è stata la prima donna in Italia a laurearsi in medicina a fine ‘800; Maria Montessori.
La Montessori è stata una delle più importanti pedagogiste, filosofe, medico, scienziata ed educatrice del primi novecento che ha sviluppato un metodo
nuovo e rivoluzionario riguardante l’educazione nell’ infanzia, donando al mondo una nuova visione della figura infantile, dell’importanza della sua libertà e della sua capacità di apprendimento.

CHARLES DICKENS
Fantasy is considered useless.
NON E' MAI
TROPPO TARDI
Le istituzioni combattono l'analfabetismo
The historical periods have been influenced by philosophical ideas that formed the new generations. Before the study of the human mind and the unconscious during the XXth century, we can look up to the centuries before and the method applied in the schools. An example is the education during the Victorian Age through the writer Charles Dickens and his works.
Charles Dickens in his books opens a big critic about the ideas of utilitarianism e rationality of his time. He lives during the Victorian Age, in England. Is a period of economic wealth for the higher classes of the society and a period of deep crisis for the poor classes.
In his book “Hard Times” we can find an episode where he shows the method with children were educated.
For the children, there is no space for fantasy or personal opinions, but only “The one thing needful” is rationality and mildness in everything. In the episode, the teacher asks many times to the children their opinions but he stops them every time “killing” their imagination, showing how the mathematics forms or useful things are more important than their fantasy and aspirations.
If we do a comparison with the Montessori Method, we can say that Charles Dickens tells the opposite of the good teaching to applicate during the childhood. In fact, Montessori says that the freedom of the child is the right way with the child can learn for himself and this is the most functional method applicable.

Un’ altra figura importante nel campo della pedagogia che in molti mettono in contrapposizione a Maria Montessori e il suo metodo, è Rudolf Steiner.
Rudolf Joseph Lorenz Steiner (Murakirály, 25/27 febbraio 1861 – Dornach, 30 marzo 1925) è stato un filosofo, esoterista, pedagogista, artista e riformista sociale austriaco. Si è occupato inoltre di filosofia, sociologia, antropologia e musicologia.
In campo educativo, Steiner sviluppa il suo personale
metodo educativo (come citato in precedenza): il metodo Waldorf. La pedagogia Waldorf o steineriana è un approccio educativo sviluppato a partire dal 1919 su indicazioni di Rudolf Steiner (1861-1925) che pone l’attenzione su aspetti educativi come l’euritmia, l’artigianato, i giocattoli e l’arte.




Tableau I, 1921
New York City I, 1942
IL BURATTINO
CHE DIVENTO' BAMBINO
IL SUO PENSIERO
Il principio fondamentale deve essere la libertà dell'allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina.
Per Maria Montessori la disciplina deriva dal lavoro libero, questa nasce solo quando nel bambino emerge l'interesse autentico, ossia quando egli sceglie il lavoro assecondando il proprio istinto, capace di procurare uno stato di raccoglimento assoluto. Compito dell'insegnante sarà lavorare al mantenimento di questo stato tramite l'educazione al movimento. Secondo Maria Montessori è proprio il movimento a giocare un ruolo centrale, poiché la personalità si forma con il crescere all'unisono di facoltà psichiche e facoltà motorie. È quando il bambino impara a muoversi seguendo uno scopo che sia connesso con l'attività psichica che saprà dirigere la propria volontà; solo allora sarà disciplinato. Per questo motivo il lavoro nelle Case dei Bambini è basato sul movimento; entrando in un ambiente costruito a sua misura, con materiali ideati per l'utilizzo autonomo dalla stessa Montessori, il bambino può scegliere la propria attività, seguendo l'istinto, svegliando l'interesse e la concentrazione.
Il ruolo della figura educativa ha subito molteplici variazioni nel corso della storia. Quest’argomento mi è molto vicino, dato che da 5 anni sono coinvolto in questa realtà di educatore per giovanissimi e bambini. Le mie attività extrascolastiche mi stanno portando verso la decisione di frequentare un percorso di studi universitari che mi preparino ad assumere il ruolo di educatore o insegnante nel mondo del lavoro. Troverei presuntuosa l’affermazione “voglio insegnare ai bambini” perché penso che sia come dire “io sono la Scienza e loro grazie a me avranno la Conoscenza”; preferisco dire che il mio obiettivo è quello di approfondire la mia conoscenza dei metodi di insegnamento per poi permettere alle nuove generazioni che mi verranno affidate di crescere in un clima favorevole alla crescita personale e culturale. Per essere più preciso, la mia ambizione è quella di dedicarmi all’insegnamento verso la fascia di età compresa tra i 3 e 10 anni, perché credo che sia il periodo in cui le basi comportamentali e cognitive devono essere coltivate nel modo migliore e come figura di educatore o maestro vorrei accompagnare i bambini o ragazzi in questo percorso.
Questa tesina intitolata “ IL BAMBINO, PRODIGIO; Infanzia, Educazione ed Apprendimento” è un percorso interdisciplinare attraverso le materie approfondite in 3 anni di liceo, nelle quali ho trovato aspetti interessanti riguardanti l’infanzia, l’apprendimento e la comunicazione educativa. Partendo dai primi studi sulla psiche e sulle capacità cognitive, ho approfondito aspetti come la comunicazione visiva, alcune differenze di metodi applicati in diversi periodi storici ed esempi letterari di interesse verso la figura infantile.

INTRODUZIONE
“Le fiabe esistono perché l’uomo ha paura. Non dei draghi, non degli orchi e nemmeno delle streghe. L’uomo ha paura di se stesso. Neanche l’infinito del cielo e delle stelle riesce a spaventare l’umanità come il suo stesso riflesso.”


Nelle fiabe risiedono le vite interiori di ognuno di noi, risiedono i nostri sogni, le nostre difficoltà, risiede il nostro bambino.
Il cinema nasce a fine ‘800 e ha conosciuto l’influenza di correnti artistiche, culture popolari e idee politiche. Come mezzo di comunicazione di massa, il cinema ha anche avuto un ruolo importante nel campo dell’educazione. Nella storia dell’umanità la figura educativa e il mezzo educativo delle origini erano l’oratore e le sue storie; basta pensare agli antichi filosofi socratici che facevano del loro arte oratoria, l’arte del tramandare la sapienza dell’umanità. Con il trascorrere del tempo e con l’evoluzione della società umana si è arrivati all’impiego di nuovi mezzi per comunicare ed educare le nuove generazioni. Uno di questi è stata la fiaba. Non esiste una periodo dove la fiaba è nata, forse esiste dalla notte dei tempi, ma il ruolo e i messaggi che la stessa fiaba porta alla luce, sono ciò che in ambito cinematografico e multimediale, ha influenzato il cinema d’animazione.Così il cinema ha creato un linguaggio fatto di figure retoriche e ruoli definiti tra i protagonisti che cercano di adempire ad un certo obiettivo educativo.

Lo scrittore e studioso russo Vladimir Propp ha studiato e analizzato ogni fiaba della tradizione del suo paese, teorizzando una struttura che si ripete in ogni racconto: Lo schema di Propp.
Quest’ordine di personaggi è alla base di ogni struttura narrativa, che possiamo ritrovare nei cartoni animati della Disney. Attraverso il linguaggio multimediale del cinema e dell’animazione, Walt Disney ha creato un universo fantastico ispirato alle fiabe delle tradizioni popolari, trasformandole in storie cinematografiche per tutti, grandi e piccini.
Come per le fiabe, anche per i cartoni animati si trovano di fronte alla stessa funzione educativa. Al giorno d’oggi si possono trovare persone di una precisa generazione che si definiscono quelle “cresciute con i cartoni Disney”. Si può dedurre quanta influenza hanno avuto i personaggi della fantasia Diseny sull’educazione di queste persone e di come i loro ruoli, le loro avventure e la loro morale abbia formato, durante il periodo infantile, alcune sensibilità della personalità di ognuno.

PROPP E DISNEY
Questi valori morali, come la fedeltà verso il capo, la disciplina, la perseveranza hanno assunto una particolare importanza nella società grazie anche al cinema che, in tempi recenti, sta dedicando parte della produzione, proprio al settore educativo. Ne sono un esempio tutte quelle programmazioni che puntano all’insegnamento delle lingue straniere ai più piccoli, oppure quei cartoni animati che tendono a coinvolgere più sensi dei giovanissimi spettatori.
Tutte, che hanno come obbiettivo stimolare le capacità cognitive, critiche e la fantasia di ogni bambino.

IL COMPITO EDUCATIVO
L’alfabetizzazione di tutti i cittadini è sempre stato un punto cruciale fin dall’ Unita del Regno d’Italia a metà del diciannovesimo secolo. Molti letterati si impegnarono nel modernizzare la lingua italiana, unificandola e rendendola assimilabile da tutti i cittadini del regno. Nonostante la nascita della scuola pubblica e le numerosi leggi che prevedevano la frequenza obbligatoria, un secolo dopo l’Italia e gli italiani si trovarono da fronteggiare una ancora non accettabile percentuale di analfabeti in età adulta.
Nacque così, dall’idea di un famoso pedagogo italiano Alberto Manzi e con l’appoggio del Ministero della pubblica Istruzione, il programma NON E’ MAI TROPPO TARDI che si avvalse alle nuove tecnologie di comunicazione come la televisione. Il programma era condotto da Alberto Manzi e aveva il fine di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che avevano superato l'età scolare, ma che non ne erano ancora in grado. Si trattava di autentiche lezioni, tenute da Manzi a classi formate da adulti analfabeti, nelle quali venivano utilizzate le tecniche di insegnamento moderne, oggi potremmo dire "multimediali" giacché si servivano di filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, nonché della felice mano del maestro Manzi che, con rapidi tratti di carboncino, disegnava efficaci schizzi e bozzetti su una lavagna a grandi fogli.
Non è mai troppo tardi ebbe un ruolo sociale ed educativo molto importante, contribuendo all'unificazione culturale della nazione tramite l'insegnamento della lingua italiana e abbassando notevolmente il tasso di analfabetismo, particolarmente elevato nell'Italia di quegli anni. Infatti pare che, grazie a queste lezioni a distanza, quasi un milione e mezzo di persone sia riuscito a conseguire la licenza elementare, per quanto Aldo Grasso ridimensionerebbe il numero a 35.000. Il progetto ebbe inoltre un grande successo internazionale, in quanto fu imitato da ben settantadue paesi.

di
Una delle figure post-unitarie più importanti in campo letterario la troviamo in Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini) fiorentino (1826-90). Collodi scrive Le avventure di Pinocchio (1883) venti anni circa dopo l'unità d'Italia, quando le idealità di rinnovamento del giovane combattente del '48 e del '59 erano cadute al contatto con una realtà tanto diversa da quella di allora. Ma il deluso Collodi raccoglieva il gruzzolo di idealità nazionali di lavoro, di operosità, di sacrificio necessarie alla vita dell'Italia giovane.
Era la prima volta che le regioni si incontravano e le delusioni del combattente risorgimentale si risarcivano, in una diversa situazione storica, nelle nuove credenze. L'espansione del capitalismo dell'ultimo quarto di secolo dettava la pedagogia del sacrificio, del lavoro, della famiglia. Anche nella Toscana postunitaria la borghesia terriera e industriale propone l'ideologia del primato della classe borghese, delle sue virtù, della sua dirittura morale (lavoro, operosità, possibilità di ascesa, di promozione sociale) che è più vigorosamente — cioè pedagogicamente — difesa quando comincia a sorgere la classe dei proletari che la critica e le si oppone organicamente. Dalle società di mutuo soccorso si comincia a passare alle organizzazioni bracciantili.
Collodi raccoglie allora da moderato in funzione nazionale l'ideologia borghese, pone ogni riuscita nella laboriosità, offre il successo anche a colui che, di origine più che umile (vegetale, il pezzo di legno), con il lavoro, l'obbedienza, il sacrifizio, si sappia fare avanti.

Pinocchio è un burattino, frutto della fantasia dello scrittore fiorentino
Carlo Lorenzini, conosciuto come Carlo Collodi. Una delle sue opere che hanno riscosso maggior successo è “ Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”.
La figura del burattino che per magia diventa un bambino secondo il critico letterario e prosatore Pietro Pancrazi, è l’interpretazione del monellaccio disubbidiente e viziato, come egli ne aveva conosciuti in Toscana; la sua metamorfosi da burattino di legno in ragazzo vero
è la maturazione reale di un comune bambino abituato a tante birbonerie in un giovanotto con un futuro davanti.
Pinocchio, vive numerose avventure, in compagnia di alcuni personaggi che tenteranno di portarlo sulla cattiva strada e alcuni che cercheranno di aiutarlo, evitando che il giovane burattino non cada in tranelli che potrebbero diventare fatali.
Pinocchio è l’immagine del bambino che impara e apprende attraverso l’esperienza, facendo delle sensazioni e delle emozioni in metodo di giudizio per creare in se un giudizio critico. Purtroppo non si rivelerà sempre la migliore scelta quella di seguire l’istinto.


<<...Io? Comportarmi bene? Da piccolo vedevo Tarzan andare in giro nudo. Cenerentola arrivava a mezzanotte. Pinocchio diceva bugie. Aladino era un ladro. Batman guidava a 320 km/h. Biancaneve abitava in casa con 7 uomini e Pacman correva in una sala buia con musica elettronica mangiando pillole che lo rendevano accelerato, troppo tardi!
La colpa non è mia, ma della mia infanzia...>>

-Anonimo
L'IMPORTANZA DELLO
SPIRITO ARTISTICO
Nelle scuole steineriane le materie artistiche e manuali hanno pari dignità rispetto a quelle intellettuali: la testa, il cuore e la mano hanno un'importanza qualitativamente uguale per lo sviluppo del bambino. Ecco perché nelle scuole steineriane vengono stimolate nella stessa misura le facoltà cognitive, morali, pratiche e manuali. Accanto alle materie tradizionali compaiono: due lingue straniere, lavori manuali, canto, strumento, pittura, modellaggio, disegno, euritmia (arte del movimento legato alla parola e alla musica), ginnastica Bothmer (ricerca ginnica di armonia del corpo con le leggi e le qualità del tempo e dello spazio), teatro, giardinaggio e falegnameria. Anche le materie più "intellettuali", come la grammatica o la matematica, vengono insegnate in modo da far scaturire l'astrazione e la formalizzazione da un processo artistico e pratico.
L’arte dei bambini secondo Steiner, è l’ espressione della propria interiorità e della propria fantasia e i bambini vengono educati a riconoscere concetti come la bellezza ed educati alla sua contemplazione.
Tuttavia le teorie di Steiner sui colori, sul loro significato, sulla loro forza
spirituale, non hanno trovato solo applicazioni in campo pedagogico.
ARTE, COLORI, VITA.
L’educazione artistica che Steiner vuole proporre ai bambini e ai giovani, ha tracciato un’ impronta notevole anche nella produzione di artisti di fama mondiale. Le sue conferenze influenzarono molti artisti dell’epoca, dai russi Wassilij Kandinskij e Kazimir Malevič all’olandese Piet Mondrian; la sua concezione spirituale dei colori fu portata avanti dagli insegnanti del colore della Bauhaus e ora viene insegnata nelle scuole Walrdof.

Wassily Kandinsky (1866-1944), pianista e violoncellista, espresse un misticismo soggettivo e interiorizzato libero dalla dipendenza della raffigurazione, in cui le regole compositive della pittura sono simili a quelle musicali e si dedicò anche alla teorizzazione pubblicando numerosi scritti, di cui il più famoso, Lo spirituale nell’arte (SE ed., Milano), tratta dell’influenza psichica dei colori dovuta alla loro vibrazione spirituale.
Wassily Kandinsky
Kazimir Malevič (1878-1935) si ispirò all’arte popolare russa e alla tradizione ermetica e antroposofica fondendole nella ricerca di un’arte assoluta, anch’egli scrisse numerosi contributi teorici e propose il Suprematismo, una corrente d’arte che perseguiva “la supremazia della sensibilità pura nell’arte (…) l’espressione pura senza rappresentazione”.
Kazimir Malevič
Piet Mondrian (1872-1944), olandese di formazione calvinista, aderì alla società teosofica del suo Paese e si mise in contatto epistolare con Steiner (1921) per presentargli i principi del Neoplasticismo (da lui teorizzati in molti scritti) che, ispirato dalla concezione teosofica della Blavatsky, rifiutava la concezione dell’arte come descrizione realistica, per giungere a un astrattismo puro e assoluto, composto da intersecazioni ortogonali e colori primari: rosso, giallo e blu circondati da bianco e nero, in reciproci rapporti di equilibrio.
Piet Mondrian
CONCLUSIONE
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