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Tesina Gerry III media

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Just Begun

on 18 June 2013

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Transcript of Tesina Gerry III media

Storia
I primi trentanni del '900
Letteratura
Française
Inglese
Storia dell Arte
Geografia
Antologia
Musica
biografia
poetica e formazione culturale
il personaggio "inetto"
lettura e commento "La Distruzione del Mondo"
"La Coscienza di Zeno"
La Grande Guerre
New York
USA
di Mino Milani con sua biografia
Analisi canzoni di guerra
Italo Svevo
La società di massa
La Belle Epoque
La Prima Guerra Mondiale
Biennio Rosso
Il periodo tra le due Guerre
La crisi del '29
Manhattan
Brooklyn
Ground Zero
Statue of Liberty
Creatività e distruzione
L'umanità tra progresso e regresso nei primi trent'anni del Novecento
Bloc contre bloc
Le debut de la guerre
La guerre de tranchèes
L'armistice
La paix de Versailles
La S.D.N.
Lettura:
"Sei un nemico? No, un ragazzo!"
"O Gorizia tu sei maledetta!"
"Chi fu il primo che inventò le spaventose armi? Da quel momento furono stragi, guerre… Si aprì la via più breve alla crudele morte. Tuttavia il misero non ne ha colpa! Siamo noi che usiamo malamente quel che egli ci diede per difenderci dalle feroci belve."
(Tibullo, I sec. a. C.)
Società di Massa
La Belle Epoque
Prima Guerra Mondiale
Periodo tra le due Guerre
Crisi del '29
l'avvento di dittature fasciste: non solo in Italia ma nella maggior parte dei paesi europei cadono le strutture democratiche per lasciare il posto a regimi militaristici, autoritari e spesso espansionistici;
il fallimento della Società delle Nazioni, legato anche al colonialismo italiano;
il consolidarsi del comunismo in Unione Sovietica, con le Grandi Purghe staliniane e tutte le preoccupazioni a livello internazionale legate a questi fenomeni;
il periodo di fervore culturale ed economico negli anni venti, particolarmente pronunciato in alcuni paesi come gli USA (Roaring twenties);
la grande depressione in seguito al crollo della borsa del 1929;
la ripresa della Germania, trasformatasi nel 1933 nel Terzo Reich, la cui politica volge decisamente ad un'espansione verso est.
La gran parte delle persone vive in agglomerati urbani, medi e grandi.
Gli esseri umani sono a più stretto contatto fra loro.
Maggiore disponibilità di mezzi di trasporto, di comunicazione, di informazione.
Le relazioni sociali non si basano più sulle piccole comunità tradizionali. Dipendono dalle grandi istituzioni nazionali (apparati statali, partiti, associazioni, sindacati…).
Queste organizzazioni di massa pesano sulle scelte collettive e su quelle individuali (mode).
Si passa dall’autoconsumo al circolo dell’ economia di mercato.
I valori tradizionali lasciano il passo a nuovi modelli generali di mentalità e comportamenti.
Si formano nuove dimensioni psicologiche e percettive.
Belle époque significa "bei tempi" in francese
corrisponde gli inizi del secolo XX, collocabile tra il 1900 e lo scoppio della Prima Guerra mondiale nel 1914
Art Nouveau, o Modernismo
La seconda rivoluzione industriale, con grande slancio nella produzione, organizzazione del lavoro, miglioramento della qualità della vita, generale progresso.
L'innovazione tecnologica invade tutti i settori produttivi: è l'era del petrolio e delle automobili, con grande sviluppo della tecnologia meccanica
Vengono apportati fondamentali miglioramenti nei collegamenti e nei trasporti, riducendo i tempi di distanza e rendendo più rapidi e sicuri gli spostamenti. In tutto il mondo occidentale si sviluppa la rete ferroviaria e le città, divenute grandi metropoli sono attraversate dalle tramvie.
Movimento di rivendicazione delle donne, che iniziò a manifestarsi in Francia già dal 1897. Il movimento di emacipazione femminile assunse via via sempre maggiore importanza, con le lotte delle suffragette in Inghilterra che chiedevano il diritto di voto.
grave crisi economica e finanziaria che sconvolse l'economia mondiale alla fine degli anni venti, con forti ripercussioni durante i primi anni del decennio successivo.
La depressione ebbe origine da contraddizioni simili a quelle che avevano portato alla crisi economica del 1873-1895, mentre l'inizio si ebbe negli Stati Uniti con la crisi della borsa di Wall Street avvenuta il 24 ottobre del 1929 (giovedì nero), cui fece seguito il definitivo crollo (crack) della borsa valori del 29 ottobre (martedì nero), dopo anni di boom azionario.
La depressione ebbe effetti recessivi devastanti sia nei paesi industrializzati, sia in quelli esportatori di materie prime
Il commercio internazionale diminuì considerevolmente
Cause
cattiva distribuzione del reddito;
cattiva struttura, o cattiva gestione delle aziende industriali e finanziarie;
cattiva struttura del sistema bancario;
eccesso di prestiti a carattere speculativo;
errata scienza economica (perseguimento ossessivo del pareggio di bilancio e quindi assenza di intervento statale considerato un fattore penalizzante per l'economia)
Conseguenze
al popolo europeo veniva a mancare il nutrimento a basso prezzo;
ai grandi coltivatori americani venivano a mancare quei beni "superflui" ma che erano l'incentivo alla produttività agricola;
i coltivatori americani più piccoli e i dipendenti restarono senza lavoro;
i beni "superflui" che restavano in Europa andavano alle classi agiate (anche agricole) locali, che li potevano acquistare a prezzo più basso rispetto al prezzo che avrebbero pagato gli americani;
i produttori europei di questi beni superflui vedevano anch'essi ridotte le loro entrate, il che li portava in alcuni casi al fallimento o al licenziamento dei dipendenti.
(1918-1920)
declino dei liberali;
la crescita del partito popolare di don Sturzo;
l'enorme forza del partito socialista
Biennio Rosso inizia a Torino il 13 settembre 1919 (si ufficializzava l’esistenza e il ruolo dei Consigli di fabbrica quali nuclei di gestione autonoma delle industrie da parte degli operai)
Le proteste iniziarono nelle fabbriche di meccanica, per poi continuare nelle ferrovie, trasporti e in altre industrie, mentre i contadini occupavano le terre
Guardie rosse armate all'interno di una fabbrica occupata (1920)
La sconfitta del movimento operaio
Gli industriali e le squadre fasciste
Biennio Rosso
Albert Einstein l'Energia
All’inizio del '900 uno scienziato tedesco, Albert Einstein, elaborò la teoria secondo la quale l’energia e la massa sono equivalenti, ovvero che è possibile trasformare la massa in energia e l’energia in massa, secondo l'equazione
E = m*c2
Appena enunciata questa teoria apparve assolutamente fantastica, oggi invece è universalmente accettata, in quanto è stata verificata sperimentalmente. Della trasformazione dell’energia in massa è stata fatta una verifica in laboratorio; della trasformazione della massa in energia non solo è stata fatta la verifica in laboratorio, ma ne sono state ottenute delle utilizzazioni pratiche. Il procedimento attraverso il quale è possibile ottenere energia dalla materia viene chiamato fissione. La parola deriva dal latino findere, ovvero spaccare
Contro un nucleo di uranio, viene sparato un neutrone. Colpito dal neutrone, il nucleo si scinde in due nuclei più piccoli, il cripto, il bario e due o tre neutroni. La massa dei prodotti di fissione, cioè i due nuclei più piccoli e i due o tre neutroni, non è uguale a quella dell’atomo originale: una parte della massa si è trasformata in energia. I neutroni emessi bombardano altri atomi di uranio con lo stesso risultato precedente. Si ha così una reazione a catena che se incontrollata è esplosiva come nella bomba atomica. Nel reattore nucleare la reazione a catena viene rallentata da delle barre di minio e raffreddate ad acqua; l’energia prodotta viene convertita in altre forme di energia (termica, elettrica ecc.).
La fissione nucleare
La fusione nucleare
Vi è un altro processo attraverso il quale è possibile trasformare la materia in energia, la fusione. Questo processo è l’opposto della fissione. Due nuclei di deuterio e di tritio, due isotopi dell’idrogeno, si saldano insieme e dalla combinazione si ottiene un nucleo di elio e un neutrone. I prodotti della fusione, però, hanno una massa più piccola dei due nuclei originali: la massa che manca nel conto si è trasformata in energia; questo è il meccanismo di produzione dell’energia irraggiata dal Sole e dalle altre stelle.
La fusione di due nuclei di deuterio e tritio, però, si può ottenere solo a temperature di almeno 100.000.000 ° C, per cui non si è ancora potuto ottenere sulla Terra un uso pratico di tale processo data la difficoltà di realizzare temperature così elevate. L’unico uso che se ne è già fatto è stato per scopi bellici, costruendo la spaventosa bomba H, cioé la bomba all’idrogeno, anche se sono attualmente in corso ricerche piuttosto avanzate ad ottenere una fusione " controllata".
Fasi della Guerra
Casus Belli
La rapida ascesa alla potenza navale della Germania con conseguenti seguiti sul mondo coloniale. (Noto l’attacco alla superiorità assoluta della flotta navale inglese con il conseguente indebolimento di quest’ultima)
La crisi dei rapporti internazionali europei, come: Il conflitto tra Francia e Germania a seguito della sconfitta francese di Sedan e come conseguenza la cessione dell’Alsazia e della Lorena alla Germania.
L’aggressivita’ politica dei Russi nei Balcani che si contrapponeva al tentativo austriaco di rafforzare la propria autorita’ in quella zona.
La prima guerra mondiale è il nome dato al grande conflitto che coinvolse quasi tutte le grandi potenze mondiali, e molte di quelle minori, tra l'estate del 1914 e la fine del 1918. Chiamata inizialmente dai contemporanei "guerra europea", con il coinvolgimento successivo delle nazioni del Commonwealth, degli Stati Uniti d'America e di altre nazioni extraeuropee, prese presto il nome di "guerra mondiale" o "grande guerra", per via delle caratteristiche di guerra totale che essa assunse: fu infatti il più grande conflitto armato mai combattuto fino al 1939 cioè fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Cause del conflitto
Triplice Alleanza (1882-1914): Germania, Impero Austro-Ungarico, Italia (quest’ultima esce nel 1914 per una clausola: il trattato doveva essere di carattere difensivo e non offensivo)
Contro la Triplice Alleanza si forma la Triplice Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia)
Corsa agli armamenti (evidente tra Germania e Gran Bretagna)
Revanscismo (nazionalismo esasperato): sentimento di rivincita dei francesi nei confronti del nemico tedesco (a causa della guerra franco-prussiana del 1870-71);
razzismo tra Francia e Germania, ma anche tra Germania e Russia (pericolo slavo da est)
Polveriera balcanica: ipernazionalismo -> Serbia: stato che vuole inglobare tutti i Balcani -> irredentismo
Sistema delle alleanze:
Cause
Profonde:
L’Austria richiede determinate condizioni alla Serbia, che doveva sparire dalla carta geografica.
La Serbia non ne accetta neanche una.
L’Austria attende un mese prima di dichiarare guerra alla Serbia, poiché poteva intervenire la Russia, la quale aveva un trattato difensivo con la Serbia.
Con la dichiarazione di guerra, l’Austria scatena una serie di interventi grazie al sistema delle alleanze.
Entro il 3-4 agosto tutte le principali nazioni entrano in guerra.
L’ultima è la Gran Bretagna: la causa è il passaggio (con annessa invasione) del Belgio da parte della Germania, che intendeva attaccare la Francia passando dal Belgio.
Attentato di Sarajevo (28 giugno 1914)
Assassinio dell’erede al trono asburgico, l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, e di sua moglie.
In quel giorno l’erede ha subito ben due attentati eseguiti da un gruppo terroristico serbo. Il primo attentato avviene con l’ausilio di una bomba, ma comunque fallisce. Al secondo, nel pomeriggio, gli sparano e muore!
Reazione dell'Austria
Brano composto nel 1916 in trincea da autore anonimo nel corso della sanguinosa battaglia per la conquista della città friulana costata la vita a ben 100.000 uomini da ambo le parti.
Trascritto successivamente a Novara da Cesare Bermani grazie alla testimonianza mnemonica di alcuni soldati di fanteria sopravvissuti al cruento massacro, gli stessi gli narrarono che chiunque venisse sorpreso a cantarla al fronte era accusato di disfattismo e quindi spedito davanti al plotone d'esecuzione.
Appena intonata immediatamente dalla platea insorse sdegnato un alto graduato dell'esercito cui fecero subito eco alcune signore con pelliccia e gioielli d'ordinanza, dal loggione invece risposero con grida, insulti, sedie ed il coro all'unisono di Bandiera Rossa.
Nei giorni appresso lo spettacolo sarà puntualmente contestato dalla marmaglia fascista nel vano tentativo di porvi fine.
Il vecchio canto di trincea divenne inaspettatamente celebre continuando ancor oggi a risuonare solenne commosso omaggio ai compagni caduti, mesto inno di pace dei popoli oppressi contro la perpetua infamia senza gloria di tutte le guerre.
La versione più celebre fu eseguita dall'indimenticato Michele Straniero a Spoleto nel 1964 nel corso dell'annuale Festival dei Due Mondi.
Canzone contro la guerra
Poetica di Svevo
Biografia
Italo Svevo (Ettore Schmitz)
L'inetto
La Coscienza di Zeno
Italo Svevo nasce a Trieste tra l’Italia e l’Impero Asburgico, entra in contatto con diverse culture (il suo stesso pseudonimo indica la sua origine metà italiana, e metà sveva).
Sulla formazione culturale di Svevo influiscono infatti varie correnti, a prima vista contraddittorie, che egli sa conciliare con originale organicità: il positivismo e la lezione di Darwin, il pensiero negativo di Schopenauer e Nietzsche, la psicanalisi di Freud, la cultura russa e tedesca, e le letture di J.Joyce.
Egli accetta la psicanalisi di Freud come strumento di conoscenza, ma la rifiuta come terapia medica. Questo rifiuto rivela la difesa dei “malati” da parte di Svevo (tema esplicito nel suo capolavoro “la coscienza di Zeno”).
Il malato è colui che non accetta le leggi della società borghese; colui che preferisce non aderire alle leggi sociali, a costo di diventare un disadattato, un inetto, piuttosto che sottostare a quest’alienante società che ci rende vuoti degli impulsi vitali. La terapia renderebbe il malato normale, conforme alla società, ma spegnerebbe definitivamente i suoi desideri ed i suoi impulsi vitali. Svevo preferisce la dimensione dell’inettitudine, piuttosto che l’integrazione alle leggi della società; e questa in fondo è la sua poetica.
In Svevo, lo studio della condizione dell’uomo e il problema della libertà individuale sono alla base della sua narrativa. Attraverso l’utopia socialista e la contestazione del mito borghese del successo, egli approda alla psicoanalisi, sconosciuta agli scrittori precedenti. La sua certezza che la solitudine e l’alienazione sono causa della “malattia” che corrode lo spirito e ne determina la nevrosi identificata nel personaggio dell’”inetto”, cosciente dell’inutilità di ogni sua azione e dell’inevitabile sconfitta, è un’intuizione di estrema attualità, anche nell’epoca moderna. Tutta l’opera letteraria di Svevo rispecchia tale convinzione e, attraverso la lettura dei suoi tre romanzi, si assiste al graduale approfondimento del senso di incomunicabilità e di angoscia che domina l’uomo di allora e di oggi, i cui valori morali e civili sono in profonda crisi.
Zeno Cosini, il protagonista, vive il dramma di una intera generazione, “malata” dal progresso della civiltà tecnologica e dal conseguente interesse per il denaro, il profitto e il successo, da cui è impossibile non essere coinvolti. La società consumistica non è in grado, però, di soddisfare i bisogni più intimi dell’uomo e di sanare il senso di impotenza e di inettitudine che ogni essere umano porta dentro di sé.
L’epilogo, secondo Svevo, sarà tragico: la morte e la totale distruzione del cosmo, finchè la terra ”...liberata da malattie e parassiti riprenderà ad errare nei cieli, in forma di nebulosa”. Le pagine del romanzo che narrano la distruzione del mondo sono tra le più pessimistiche e sconvolgenti che siano mai state scritte. In esse, lo scrittore condanna l’operato degli uomini “..che si sono messi al posto degli alberi e delle bestie” e hanno inquinato l’aria, togliendo spazio agli altri esseri viventi. Gli animali, che hanno soltanto funzioni fisiologiche, si sono organizzati per sopravvivere, con le sole proprie forze, mentre l’uomo ha creato ordigni distruttivi fuori di sè, che generano, a loro volta, malattie e disordini, finchè l’uomo inventerà un ulteriore ordigno micidiale e lo farà esplodere e “...la terra riprenderà a vagare nell’universo.” Le ultime pagine del romanzo si concludono con questa visione apocalittica che, comunque, ai giorni nostri appare di drammatica attualità, se il genere umano non metterà un freno al dilagare dei fenomeni dannosi e deleteri per il genere umano. La violenza, la frenetica ascesa al potere e al benessere economico, le lotte fratricide, la progressiva, inesorabile distruzione della natura, dovuta all’inerzia e all’inquinamento, la perdita di ogni valore morale ed ideale stanno portando l’umanità verso la rovina e la terra alla morte. Le parole di Italo Svevo sono, dunque, verosimilmente profetiche per i nostri tempi. A differenza dell’”inetto” sveviano, però, l’uomo moderno dovrebbe riflettere e non subire passivamente la catastrofe, adoperandosi attivamente per evitarla, con tutti i mezzi e le possibilità che la sua condizione di “essere ragionevole” gli fornisce, purchè lo voglia.
Nasce a Trieste, 19 dicembre 1861
Nel 1874, viene mandato dal padre a vivere e a studiare, al collegio di Segnitz, in Baviera, dove studia il tedesco e altre materie utili per l'attività commerciale.
Nel 1886 comincia a scrivere commedie e (i primi abbozzi già dal 1887) un romanzo.
Nel 1892, anno in cui muore suo padre e conosce quella che sarà sua moglie (al funerale del padre), avviene la pubblicazione di questo primo romanzo Una vita.
Nel 1898 pubblica il secondo romanzo, Senilità; anche quest'opera passa però quasi sotto silenzio.
Nel 1919 Svevo collabora con il giornale La nazione, e inizia a scrivere La coscienza di Zeno, poi pubblicato nel 1923, ancora senza successo, fino al 1925, quando l'amico Joyce lo propone ad alcuni critici francesi.
Il quarto romanzo, Il vecchione o Le confessioni del vegliardo, una "continuazione" de La coscienza di Zeno, rimarrà incompiuto a causa della morte dello scrittore, avvenuta
il 13 settembre 1928 nell'ospedale di Motta di Livenza, in seguito ad un incidente stradale.
La Distruzione del Mondo
La «catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni»
Il protagonista-narratore fa le sue considerazioni generali sulla vita. Svevo si lascia andare, per bocca di Zeno, ad una considerazione tristemente profetica: "La vita attuale è inquinata alle radici. L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio”. Qualunque sforzo di procurarci la salute è vano, perché la salute non può appartenere all'«occhialuto uomo», il cui progresso si basa sugli «ordigni». Se c'è stata salute e nobiltà in chi inventò gli ordigni, quasi sempre esse mancano in chi li usa: «Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole». La salute forse potremo recuperarla solo «traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni», quando un uomo inventerà un «esplosivo incomparabile», e un altro uomo, «fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della Terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie»
Zeno=Xenos, straniero
Cosini= piccola cosa
1° Fase
- Tutti pensavano che la guerra sarebbe stata breve.
- Soprattutto la Germania aveva bisogno di una guerra breve, che sarebbe stata a suo favore: infatti confina con due nemici (Francia e Russia).
- La Germania aveva già preparato dei piani (i piani Schlieffen): ci sarebbe stato un
rapido avanzamento in Francia e una meno rapida avanzata in Russia, infatti si
prevedeva che la Russia avrebbe impiegato molto più tempo della Francia a mobilitare
le sue forze.
- “Incidente”: la Russia si mobilita molto più in fretta del previsto. I russi iniziano ad
aggredire e sconfiggere i tedeschi, così la Germania deve sguarnire il fronte
occidentale, per spostare alcune decine di migliaia di soldati sul fronte orientale.
- Con questo gesto l’avanzata dell’esercito tedesco verso Parigi si ferma sul fiume
Marna (circa a 40 km dalla capitale francese).
- I francesi, sotto il comando del maresciallo Joseph Joffre, si riorganizzano e riescono,
nel settembre del 1914, a organizzare la resistenza sul fiume Marna.
- Si utilizzano nuovi mezzi: i blindati, i carri armati. Joffre prende tutti i taxi che si
riescono a trovare e spedisce i soldati francesi al fiume Marna a bordo di questi
inusuali mezzi di trasporto bellici.
I fronti si stabilizzano
Guerra di trincea
agosto-dicembre 1914
2° Fase
Guerra di posizione (1915-1918)
gli alleati tentano un’avanzata veloce sul fiume Somme
tattica usata: si inizia con un massiccio bombardamento, le ricognizioni aeree servono a orientare meglio i pezzi d’artiglieria (è un metodo piuttosto rudimentale),
poi è il turno dell’avanzata della fanteria francese e inglese: i tedeschi, usciti dai bunker, sono pronti a contrastare l’avanzata e con le mitragliatrici falciano complessivamente 100'000 soldati francesi e inglesi, inoltre ci sono numerosi feriti
il terreno tra le trincee veniva chiamato “terra di nessuno”
lo sfondamento delle linee nemiche era impossibile, ma i comandanti non cambiano idea in proposito, perché vivevano lontano dai luoghi di combattimento e non erano mai stati in trincea
dopo molti giorni i tedeschi contrattaccano usando per primi dei gas velenosi (guerra chimica), il cui utilizzo doveva essere basato in funzione della direzione del vento, gli effetti sono lenti (gli occhi e la gola bruciano), la morte sopraggiunge dopo 48 ore per soffocamento (i polmoni si riempiono d'acqua)
gli artiglieri responsabili dei gas indossavano maschere
comunque i gas tossici non sono la principale causa di morte, sono le granate e i proiettili a fare più vittime: le schegge delle granate erano in grado di squarciare e mutilare
al tempo non c’erano gli antidolorifici, ma si poteva contare sull’aiuto spirituale
Battaglia di Verdun: un vero massacro!
era una trappola dei tedeschi contro i francesi
disumanizzazione dei soldati, pantano fetido ricoperto di resti umani
il commento di un soldato francese: “Siamo uomini e non bestie da abbattere o da mandare al macello”
questa battaglia diventò il simbolo della guerra: carneficina, fango
1917:
primavera: i francesi si ammutinano
i russi smettono di combattere dopo la Rivoluzione
a ovest arrivano i soldati americani freschi ed energici
per i tedeschi questo è il colpo definitivo e accettano l’armistizio (la resa)
alla fine ci sono stati 9 milioni di morti, a causa del massacro industrializzato
4 imperi vengono rovesciati
Fine della Guerra
03.01.1918
Presidente Usa W. Wilson propone un’idea della futura Europa in una lettera divisa in 14 punti
Dopo alcuni mesi gli Imperi centrali crollano e i paesi dell’Intesa si incontrano
Nazioni vincitrici: USA, Francia, Gran Bretagna, Italia
Germania: Versailles (28.06.1919)
Austria: Saint Germain-en-Laye (10.09.1919)
Turchia: Sèvres (10.08.1920)
Tutti gli sconfitti devono accettare la presenza nel loro territorio di una repubblica, annullando le monarchie.
Questi trattati sono di carattere geopolitico, ma quello di Versailles comprende anche altri aspetti.
Conseguenze geopolitiche Germania:
a occidente perde l’Alsazia, la Lorena e la Saar, che vanno alla Francia
la Francia (e anche il Belgio) occuperà la regione della Ruhr dal 1923 al 1925, perché la Germania non rimborsa i debiti di guerra
a oriente viene ridotta la Prussia orientale e separata dal corridoio di Danzica
la Germania perde le colonie in Africa, che vanno alla Francia e alla Gran Bretagna
Trattato di Versailles: La Germania è considerata unica responsabile della Prima Guerra Mondiale e come tale deve
subire delle conseguenze più dure:
- l’esercito tedesco è limitato a 115'000 uomini e 4'000 ufficiali con compiti di polizia
- viene abolita l’aviazione (fino al ’34)
- viene limitata la marina (niente corazzate né portaerei, gli U-boat vengono ridotti)
- restrizioni sulla fabbriche d’armi e munizioni
- imposto il divieto di insegnare scienze militari
Gustav Klimt
ANALISI D’OPERA:
Il bacio
Gustav Klimt (1862-1918) nasce in un borgo di Vienna, Baumgarten. La sua famiglia è di condizioni modeste e numerosa. Due dei suoi fratelli, Ernst e Georg, furono anch'essi artisti e condivisero con lui lo studio artistico.
Klimt fu uno del leader del movimento secessionistico che nasce nel 1897.
Studiò alla “Scuola di arti applicate di Vienna” che ebbe un’importanza fondamentale nella formazione dei protagonisti del rinnovamento dell’arte austriaca e la cui didattica rappresentò il fondamento della cultura secessionista austriaca e del concetto di opera d’arte unitaria, dell’integrazione cioè di architettura, pittura, decorazione e arti applicate.
Uscito dalla scuola Klimt si dedicò alla pittura decorativa di grandi ambienti pubblici (teatri, musei ecc.). In questi lavoro compaiono le caratteristiche che saranno tipiche della sua successiva produzione:

inclinazioni simboliste;
tendenza alla stilizzazione;
linearismo;
gusto decorativo;
prezioso cromatismo.
Il bacio costituisce l’opera più matura del cosiddetto “periodo d’oro” di Klimt. Il dipinto è considerato la sua opera più celebre ed è un’ardita mescolanza di parti eseguite con estremo realismo (i dettagli dei corpi) e parti di astratta bidimensionalità. Dopo quest’opera l’artista rinunciò a ogni estetismo, alle decorazioni preziose e al predominio degli elementi dorati.
Il tema dell’abbraccio occupa interamente la scena, una scena privata di qualsiasi dettaglio realistico e sospesa in un altrove temporale. Minute decorazioni geometriche (rettangoli, cerchi, triangoli, spirali) paiono alludere alla durevolezza del mondo inorganico e attribuire la dimensione di “eternità d’istante”. Gli amanti poggiano su un prato fiorito e un’imponente aureola dorata li avvolge.
L’impiego dell’oro, applicato direttamente a foglie sulla tela con grande abbondanza (Klimt aveva studiato la tecnica dei mosaici bizantini a Ravenna) è motivato dalla medesima intenzione che aveva spinto a identica soluzione pittorica i pittori prerinascimentali e talora anche i pittori quattrocenteschi come Masaccio e Piero della Francesca. Si tratta di un’intenzione idealizzante e a trasportare il piano della narrazione in una dimensione irreale e fantastica.
La gestualità amorosa e la languida espressione della donna conferiscono una trepidante sensualità al dipinto. Tale evidente erotismo pare ripercuotersi anche sulle geometrie decorative, che non a caso presentano nella veste femminile una dominanza di motivi circolari concentrici, e dunque evocativi del sesso femminile, e in quella maschile, in maniera analogamente allusiva, una prevalenza di motivi rettangolari disposti verticalmente.
Rispetto ad altri movimenti anticonformisti del tempo, la Secessione di Vienna ebbe il vantaggio dell’appoggio dell’ufficialità contemporanea.
In Austria il potere artistico era controllato dall’Associazione degli artisti di Vienna (Kunstlerhaus), la cui politica tendeva ad assecondare il gusto di un pubblico conservatore. Nel 1897 un gruppo di artisti guidato da Gustav Klimt decise di uscire dall'Akademie der Kunst e di costituire l’Associazione artistica di belle arti che si diede in seguito il nome di “secessione”. Non si trattò di un evento traumatico. Il comune di Vienna concesse ai secessionisti un’area sulla quale fu costruito dall’architetto Joseph Maria Olbrich un edificio destinato alle esposizioni e all’apertura a tutte le tendenze artistiche che in quegli anni erano ritenute, a diverso titolo, innovative.
Il groppo organizzò varie mostre a Vienna e in giro per l'Europa a cui parteciparono i più significativi artisti del Simbolismo europeo e dell'Art Nouveau.
I più noti artisti della Secessione viennese, oltre a Gustav Klimt, furono: Egon Schiele, Koloman Moser e Otto Wagner.
Secessione viennese (1897)
Clima ovunque temperato, ad esclusione dell’Alaska, ma presenta tuttavia variazioni regionali dovute alla disposizione dei rilievi e alla diversa influenza degli oceani. Regione interna del paese è esposta alle masse d’aria fredda provenienti da Nord e, in senso opposto, alle masse d’aria calda provenienti dai tropici che, scontrandosi violentemente danno origine ai tornado e agli uragani. La sezione orientale del paese, è soggetta a sud ad influssi subtropicalin a nord agli influssi continentali. La sezione occidentale è invece condizionata climaticamente dalle correnti oceaniche del Pacifico a nord mentre a sud, nella California prevalgono gli influssi subtropicali che apparentano il clima locale a quello mediterraneo.
Territorio: caratterizzati dalla presenza di due sistemi montuosi principali allineati da nord a sud, e un vasto insieme di pianure nella parte centrale. I maggiori sistemi montuosi sono: la Catena Costiera sulla costa del Pacifico, le Montagne Rocciose ad ovest e i Monti Appalachi ad est.
Idrografia: Il fiume più importante è l’ Hudson. Tutta la regione interna convoglia le sue acque nel Golfo del Messico, in massima parte attraverso il Mississippi. I principali laghi statunitensi sono i Grandi Laghi collegati fra loro dal San Lorenzo che sfocia nell’Oceano Atlantico. Essi rappresentano il bacino lacustre più esteso del mondo.
La popolazione degli Stati Uniti è il risultato di un processo immigratorio imponente avvenuto nel giro di un paio di secoli. Oggi la popolazione, dominata dalla cultura anglosassone, è di circa 255 milioni di abitanti. La sua distribuzione è molto ineguale. La più popolosa è la sezione orientale, dove si registrano densità medie superiori. Gli abitanti statunitensi si caratterizzano per la loro grande mobilità. La composizione etnica è estremamente diversificata e tutt’altro che stabilizzata. Gli squilibri fra queste razze sono ancora profondi specialmente nelle grandi città. Fino a pochi anni fa si credeva nel mito del Melting Pot , cioè in una fusione totale di popoli e razze. Oggi si vede che ciascun gruppo conserva le proprie caratteristiche religiose, culturali e sociali pur formando un unico popolo. La lingua ufficiale è l’ inglese, parlato dalla grande maggioranza della popolazione. Tuttavia circa 32 milioni di residenti parlano in famiglia una lingua diversa. Il 56% della popolazione è cristiana protestante, il 2% ebraica seguita da quella musulmana, buddista e induista.
L’economia statunitense ha dimensioni mondiali. Gli U.S.A. sono il paese che produce di più nell’agricoltura e nell’industria, che ha i maggiori consumi di energia di materie prime e di prodotti di ogni tipo, che ha la più forte potenza militare. Le ragioni di questo sviluppo sono diverse:
La vastità del territorio, compreso quasi interamente nella zona temperata adatta all’agricoltura e alle attività umane, e la sua varietà: grandi pianure, fiumi numerosi, boschi…;
La varietà dei climi;
Le ricchezze minerarie e le abbondanti forme di energia;
L’arrivo di ondate di immigrati da tutto il mondo;
Un sistema economico che ha favorito la proprietà privata, la libera iniziativa e la concorrenza, l’applicazione delle scoperte scientifiche e delle invenzioni tecniche;
Lo sfruttamento prima delle terre tolte agli indiani d’America, e poi di vasti territori agricoli e minerari posseduti in altri continenti da società americane multinazionali.
Economia
Popolazione
Gli Stati Uniti d’America sono una Repubblica Federale dell’America Settentrionale, costituita da quarantotto stati confinanti, più due stati geograficamente non contigui: l’Alaska e le isole Hawaii. Comprende inoltre alcuni possedimenti non incorporati.
Solo il 21% del territorio è destinato ad uso agricolo, e su di esso lavora meno del 3% della popolazione attiva, eppure l’agricoltura statunitense è la più ricca e la più sviluppata del mondo per quantità e qualità della produzione. Ha il primato mondiale per la soia e per i cereali e si trova nei primi tre posti per numerosi altri prodotti. La prosperità dipende da molti fattori:
Le aziende che essendo di grandi dimensioni possono investire grossi capitali;
L’abbondante meccanizzazione;
L’impiego di sementi selezionate adatte ai diversi climi, l’uso di concimi, di diserbanti, di ogni altro ritrovato scientifico e tecnico;
La diffusione dei sistemi di irrigazione che arrivano ovunque;
L’intervento dello stato che in alcuni periodi ha finanziato grandi opere di bonifica.
Agricoltura
Risorse minerarie
Industrie
Gli U.S.A. estraggono sul proprio territorio 400 milioni di tonnellate di petrolio annui. Sono secondi al mondo per la produzione di carbon fossile e di gas naturale, e primi per l’ energia nucleare. Tuttavia questa enorme produzione non riesce a coprire tutto il fabbisogno energetico e devono importare tantissimo petrolio. Gli Stati uniti primeggiano nel settore secondario basandosi oltre che sull’agricoltura su risorse molto forti anche in campo minerario. Il ferro, il rame, il piombo, la bauxite, l’argento, il cadmio, l’alluminio, il magnesio, il molibdeno e l’oro sono tutte risorse minerarie che sono estratte in grandi quantità.
Le industrie meccaniche e chimiche, molto importanti in passato, incontrano oggi qualche difficoltà per la concorrenza con il Giappone e di nuovi paesi industrializzati. Ma gli americani hanno reagito investendo grandi capitali e sviluppando industrie nei settori più moderni: elettronica e informatica, aeronautica e astronautica. Le industrie automobilistiche sono concentrate nella zona dei Grandi Laghi ma anche queste sono messe in crisi dalla produzione giapponese. Le industrie alimentari sono diffuse nella Pianura centrale. Molto importanti sono le industrie dello spettacolo (Film, TV, dischi…). Gli U.S.A. per motivi economici e politici hanno sviluppato una potente industria degli armamenti e sono stati molto attivi nel commercio delle armi. Le dimensioni di molte imprese industriali e commerciali sono gigantesche, con interessi e diramazioni in vari paesi (multinazionali) e con bilanci più grandi di quelli di parecchie nazioni.
Gli Stati Uniti nacquero nel 1776 quando 13 colonie inglesi d’America si resero indipendenti dalla Gran Bretagna dandosi una costituzione democratica di tipo federale:

Il potere esecutivo federale è affidato ad un presidente eletto dai delegati dei cittadini per quattro anni; il presidente sceglie e nomina i membri del Governo, chiamati segretari di stato (ministri);
Il legislativo spetta al parlamento (il Congresso Nazionale) formato dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato;
Ognuno dei 50 stati che formano l’unione, elegge un Governatore e un proprio Congresso, e gode di autonomia per le questioni interne, ad esempio scuole, giustizia, assistenza, trasporti, tasse, polizia locale, ma deve seguire le leggi federali emanate dal Congresso Nazionale. I singoli stati non possono avere relazioni con l’estero, firmare trattati, stringere alleanze o stabilire tariffe. Non posso neppure coniare valute, imporre tasse sul commercio fra stati o fissare limiti alla circolazione di persone all’interno degli U.S.A.
La Corte Suprema, composta di giudici nominati dal Presidente, decide sulle vertenze dei cittadini e degli Stati contro l’unione.

Il sistema politico si basa sull’alternanza al potere di due partiti, il Repubblicano più privatista, il Democratico più statalista e sociale.
Ordinamento dello Stato
Mino Milani
Nasce a Pavia (Italia) il 3 febbraio 1928. Si laurea il lettere moderne nel 1950 e comincia a scrivere i primi racconti sul Corriere dei piccoli del 1953. La sua produzione letteraria per l'importante testata per ragazzi è talmente vasta (e tutta di alta qualità) che dovrà adottare i due pseudonimi Piero Selva ed Eugenio Ventura per alternare un po' le firme.
Hanno particolarmente successo le avventure del cow-boy Tommy River, illustrate da Mario Uggeri, che dopo la pubblicazione sul settimanale per ragazzi trovano apprezzamento anche in libreria.
In una presentazione del romanzo "Efrem soldato di ventura" (pubblicato a puntate sul Corriere dei piccoli illustrato da Aldo Di Gennaro), Gianni Rodari scriverà nel 1973: "Mino Milani [...] non è un romanziere d'una volta, ma uno scrittore d'oggi, contemporaneo del cinematografo e della TV, due invenzioni con le quali ha fatto da un pezzo i suoi conti, traducendo in una tecnica moderna la loro grande lezione: narrare per immagini ritmando velocemente l'azione".
Nel 1972 nasce il Corriere dei ragazzi, un'evoluzione in chiave più moderna e legata all'attualità, un importante esperimento di vero giornalismo in una testata rivolta principalmente ai lettori adolescenti. Milani è naturalmente tra le firme più importanti, solidamente presente in ogni numero con i suoi vari pseudonimi, sia con articoli sia con racconti illustrati e fumetti.
Tra i fumetti più popolari di questo periodo spicca la serie "Il maestro", una ventina di episodi realizzati a fumetti da Aldo Di Gennaro a partire dal 1974.
Negli anni Ottanta, dopo la trasformazione della testata in un settimanale di consumo, lascia a malincuore questa collaborazione pluridecennale non riconoscendosi più nella linea editoriale.
Continua anche negli anni Novanta la creazione di libri per ragazzi, con Mursia (che ripubblica anche i romanzi apparsi a puntate sul settimanale del Corriere della sera), con Piemme, con Einaudi. Per "L'ultimo lupo" (Il battello a vapore, Piemme, 1993) riceve i premi Andersen e Bancarellino.
Nel 2008 è tra i principali festeggiati nell'ambito della celebrazione dei cento anni del fumetto italiano e del Corriere dei piccoli, e nel 2009 riceve il prestigioso riconoscimento di "Eroe del fumetto" a Cartoomics, "per la sua vasta attività di autore e per aver creato una dimensione autenticamente giornalistica della Nona Arte".
Cittadinanza e Costituzione
Articolo 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
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