Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Le piccole sculture paleolitiche

No description
by

Sara Casasola

on 21 October 2013

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Le piccole sculture paleolitiche

Le piccole sculture paleolitiche
Le Veneri preistoriche
Insieme alle pitture parietali, le Veneri rappresentano le principali forme d’arte del Paleolitico.
Caratteristiche principali:
statuette femminili di
piccole dimensioni
;
sono realizzate in
pietra tenera
oppure in osso o avorio;
sono lavorate a
tutto tondo
;
sono state ritrovate in
Europa
, dalle coste atlantiche fino alla Siberia;
esagerata
accentuazione
degli attributi femminili;
nudità;
assenza di tratti caratterizzanti;
dimensioni che vanno dai
2-3

cm
ai
20

cm
circa;
si pensa che fossero
divinità femminili propiziatrici
di fecondità e fertilità.
La Venere di Savignano
La Venere di Savignano è una piccola scultura paleolitica, proviene da
Savignano
presso Modena ed è conservata al
Museo Preistorico Pigorini
di Roma.
È scolpita in
pietra serpentinosa
.
Presenta tutte le caratteristiche tipiche delle Veneri preistoriche ma, come tutte le altre Veneri emiliane, ha una
struttura fusiforme
.
Presenta una
forte plasticità
, una
buona resa dei volumi
, ma la lavorazione è più
rudimentale
della Venere di Willendorf. Le braccia sono del tutto trascurate, e mancano elementi decorativi.
Ritrovata in
Francia
nell’Alta Garonna, la Venere di Lespugue fu
danneggiata
nella zona del ventre nel momento dello scavo.
La statuetta presenta il
torace appiattito
mentre grande
risalto
hanno i fianchi e l’addome. In questa scultura le allusioni alle caratteristiche femminili sono espresse con
volumi quasi geometrici
.
La Venere di Lespugue
La Venere di Brassempouy
La Venere di Brassempouy è un frammento di una statuetta scoperto vicino a
Brassempouy
, in Francia, nel
1892
. Ha un´età stimata di
25.000 anni
.
La testina fu scolpita in
avorio di mammut
ed è alta
3,65 cm
. Il suo viso è
triangolare
. Mentre fronte, naso e sopracciglia sono scolpiti in rilievo, la bocca è assente. Sulla testa si vede una serie di
incisioni a scacchiera
.
La Venere di Willendorf
La Venere di Willendorf è la più famosa delle veneri paleolitiche. È stata trovata in
Austria
ed è conservata al
Museo di Storia naturale di Vienna
. È databile
tra il 30.000 e il 15.000 a. C.
E’ stata realizzata in
roccia calcarea
ed è alta
11 cm
.
Le forme del corpo sono molto
esagerate
, e la lavorazione denota una grande attenzione e
accentuazione
soprattutto di alcune parti. Altre parti sono
trascurate
o mancano del tutto.
La parte più rifinita e curata è la
capigliatura
, che sorprende per la sua perfezione.
E’ evidente che quello che viene rappresentato non è una donna, ma un'immagine simbolica della maternità in
senso astratto
.
La Venere di Hohle Fels
Foto di Gerbil tratta da Wikipedia
La Venere di Savignano
Foto tratta da www.eurspa.it
Foto di Vincent Mourre
Il Museo Pigorini di Roma
Foto tratta da www.arte.it
La Venere di Savignano vista di profilo
La Venere di Lespugue
Foto di Josè Manuel Benito tratta da Wikipedia
Foto tratta da www.webalice.it
Foto di Elapied
Foto di Elapied
La Venere di Brassempouy
La Venere di Brassempouy vista di profilo
Tutte le foto sono di Matthias Kabel
Presentate da
Ribis Sofia e Casasola Sara

Classe 1^ALS
ISIS Manzini
A.S. 2013/2014
Bibliografia
Abbiamo tratto queste informazioni dai seguenti siti e libri:
it.cityguide.diamscity.com
www.geometriefluide.com
www.wikipedia.org
www.didatticarte.it
Branduardi, Katia e Moro, Walter, Nuovo laboratorio d'arte, Milano, La Nuova Italia, 2007
The end
Full transcript