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Tesina emigrazione italiana

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by

Simon Ferr

on 20 June 2013

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Transcript of Tesina emigrazione italiana

F
A
U
V
E
S
Emigrazione italiana
caratteri generali
L'emigrazione italiana fu un fenomeno che si manifestò tra il XIX e il XX secolo e comprese inizialmente il nord italia (Piemonte, Veneto e Friuli), in seguito al 1880 anche il sud.
Tra il 1860 e il 1985, 29 milioni di emigranti si trasferirono in America, in quasi tutti gli stati del mondo occidentale e in nord-Africa, queste le mete preferite dai medesimi.
L'emigrazione italiana si può dividere in tre grandi periodi:
- La grande emigrazione;
- l'emigrazione europea;
- la nuova emigrazione.
I flussi migratori contribuirono da una parte ad alleviare almeno momentaneamente tensioni demografiche nei paesi di partenza (fu anche un alleggerimento per lo stato), dall'altra si rivelarono spesso decisive per la costruzione di società nuove e per il progresso e la definitiva affermazione di società giovani.
le cause
le conseguenze
Le ragioni di questi "esodi" furono molteplici:
la povertà delle aree italiane;
la voglia di riscatto di alcuni ceti della popolazione;
i profondi squilibri dello sviluppo economico e sociale italiano: fra zone industrializzate e zone agrarie arretrate;
la contraddizione tra la crescente pressione demografica e la scarsa disponibilità di nuovi posti di lavoro;
l'attrattiva delle opportunità di arricchimento e di una sistemazione economico-sociale vantaggiosa;
il sistema dei trasporti che ha influenzato tanto le zone di partenza che quelle di arrivo o di insediamento;
i fattori politici, favorevoli o contrari all'emigrazione a seconda del perseguimento o meno di una politica espansionistica da parte delle nazioni di immigrazione;
i fattori umani, quali l'esistenza di colonie o regioni o nazioni già a forte insediamento di nuclei di immigrati della stessa nazionalità.
Arte
PARIGI 1905
Nel 1905, durante l'annuale esposizione di pittura che si teneva ogni autunno a Parigi, un gruppo di artisti aveva osato esporre alcune tele dai colori talmente vivaci e dalle pennallate così aggressive che la critica li soprannominò Fauves (belve in francese).
Caratteri stilistici
Questi artisti erano convinti che non avesse alcun senso cercare di riprodurre il mondo così com'è, ma che, al contrario, dovesse essere interpretato sulla base delle emozioni e delle sensazioni.
"La pittura è espressione di gioia di vivere"
Henri Mattisse, La danza
L'immediatezza comunicativa e l'uso del colore accomunano la pittura Fauve all' Espressionismo tedesco, ma non vi è la stessa violenza e angoscia: gli artisti francesi, in particolare Matisse, manifestano, in genere, la gioia di vivere, la felicità ispirata alla libertà delle emozioni, la grande energia alla base dell'esistenza.

- Il colore è violento, innaturale talvolta sgradevole;
-E' steso puro, in modo da esaltare i contrasti;
- Le regole della prospettiva e la ricerca della verosimiglianza vengono rifiutate;
- Le forme sono semplificate con una spessa linea di contorno.
Punti di riferimento:
-Cézanne,Van Gogh,Gauguin;
-l'arte africana e le culture primitive.
Paul Cézanne
"I giocatori di carte"
Vincent Van Gogh
"La camera di Van Gogh ad Arles"
Paul Gauguin
"Nafea faa Ipoipo (Quando ti sposi?)"
Tra gli artisti del movimento ricordiamo:
Henri Matisse
(1869-1954)
Il massimo esponente dei Fauves, la sua pittura è caratterizzata da colori intensi, inondati di luce e da una linea morbida e poetica.
Era solito ripetere: "Ho un grande amore per il colore puro, luminoso, smagliante, e sono sempre sorpreso di vedere dei colori sporcati e offuscati senza necessità".
Andrè Derain
(1880-1954)
I soggetti preferiti da Andrè Derain sono assai simili a quelli impressionisti (scorci di paesaggio, scene di vita cittadina). Ma il risultato della sua pittura è opposto. L'uso dei colori innaturali, (il cielo arancione, l'acqua verde e gialla), la sommarietà delle forme esprimono una visione soggettiva della città.
Maurice De Vlaminck
(1876-1958)
Maurice de Vlaminck era il pittore più impulsivo del gruppo dei Fauves.
Detestava i musei, non sopportava le regole, la tradizione e l'autorità.
Per lui la pittura era provocazione e il colore doveva essere usato come "dinamite da sparare in faccia al pubblico". Colori puri, violenti, distesi in modo vorticoso, schiacciati dal tubetto direttamente sulla tela, sono le caratteristiche della sua pittura. L'intensità con cui espresse le proprie emozioni rivelano l'influenza di Van Gogh.
Inglese
New York: a city of immigrants
Tecnologia
La grande emigrazione
I periodi interessati dal movimento migratorio vanno dal 1876 al 1915 e dal 1920 al 1929 circa.
Esso ebbe come destinazioni soprattutto l'America del sud ed il Nord America (in particolare Argentina, Stati Uniti e Brasile, paesi con grandi estensioni di terre non sfruttate e necessità di mano d'opera). A partire dalla fine del XIX secolo vi fu anche una consistente emigrazione verso l'Africa, che riguardò principalmente l'Egitto, la Tunisia ed il Marocco, ma che nel secolo XX interessò pure l'Unione Sudafricana e le colonie italiane della Libia e dell'Eritrea.
Geografia
L' Australia
Musica
Il '900
Nei primi anni del Novecento ci furono delle trasformazioni quanto mai radicali e rilevanti, e la rottura con il passato fu assai più netta di quella che si era prodotta nei secoli precedenti. Le cause di ciò furono molteplici:
- la crescente industrializzazione;
- il capitalismo;
- il continuo emergere di culture nazionali;
- i forti contrasti economici;
- le comunicazioni;
- il tramonto delle illusioni positivistiche.
Questo gioco di forze contrastanti portò allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Energia solare
Cos'è l'energia solare?
La luce del sole è una radiazione elettromagnetica formata da fotoni, particelle elementari di energia luminosa. Essa nasce dalla reazione di fusione nucleare che avviene nella massa del sole, nel quale atomi di idrogeno si trasformano in atomi di elio: la parte di massa che sparisce si trasforma in energia liberata, che fuoriesce nello spazio infinito. Il nostro pianeta raccoglie una frazione di questa energia.
Le radiazioni emesse dal sole forniscono al tempo stesso luce e calore e sono utilizzate in due modi:
• la luce per produrre elettricità con pannelli fotovoltaici;
• il calore per riscaldare l’acqua con i pannelli solari.
Si parla pertanto di solare termico e di solare fotovoltaico.
Il solare termico sono i pannelli solari che scaldano l’acqua per usi domestici.
Nel pannello c’è una piastra nera assorbente con i tubi dove circola un fluido (di solito una miscela di acqua e antigelo). Questa assorbe il calore e lo porta nel serbatoio che contiene l’acqua da riscaldare. Esistono due tipi di collettori:
• il
pannello vetrato
è il modello più semplice e serve per riscaldare l’acqua per usi sanitari;

• il
pannello a tubi sottovuoto
ha un alto rendimento e può anche integrare l’impianto di riscaldamento invernale delle case.
Il solare termico
È una scatola piana che contiene al suo interno l’assorbitore, una lastra metallica saldata con tubi di rame verniciati di nero.Il coperchio è di vetro trasparente, così la luce entrando colpisce l'assorbitore e diventa calore che resta intrappolato come in una serra. Il calore scalda il fluido circolante che lo trasferisce a un serbatoio. Un metro quadrato di pannello può produrre 50 litri di acqua calda a 40-60 °C a seconda della stagione e dell’esposizione.
Il pannello è formato da molti tubi di vetro disposti uno accantoall’altro. Ogni tubo di vetro ha all’interno un tubicino di rame verniciatodi nero dove circola il fluido. Tra i due tubi concentrici èstato creato il vuoto, così il raggio di sole colpisce le alette del tubicinodi rame dove il calore resta imprigionato (il calore non sipropaga nel vuoto).Il liquido circolante si scalda rapidamente e può trasferire il calorea un serbatoio, o integrare l’impianto di riscaldamento invernale.
Questa centrale elettrica è una piattaforma coperta da migliaia di specchi parabolici disposti per file parallele su strutture fisse. Per circa otto ore al giorno essi riflettono i raggi del sole su un lunghissimo tubo ricevitore, collocato lungo l’asse del fuoco, dove circola un liquido che assorbe il calore. Nell’edificio della centrale il calore viene trasferito all’acqua che diventa vapore in pressione e aziona il gruppo turbina- alternatore. C’è anche una caldaia dove si brucia il metano (o il gasolio) per generare il vapore quando manca il sole. La centrale può avere una potenza di 40 MW, che può servire una piccola città di circa 30.000 abitanti, ed è collegata alla rete nazionale. È la centrale più promettente per l’alto rendimento e i costi contenuti.
Solare termodinamico a concentrazione
Gli specchi hanno il profilo di una parabola, con il tubo ricevitore posto sul fuoco.
Sono montati su una struttura metallica fissa, orientata verso sud. Ogni fila ha un grosso tubo di uscita che porta il calore all’edificio della centrale. Il collettore parabolico è quello col maggior rendimento e minore costo, rispetto allo specchio piano e al fotovoltaico.
Lo specchio parabolico
Pannello a tubi sottovuoto
Pannello vetrato
Centrale solare a specchi piani
Questa centrale elettrica è una piattaforma coperta da centinaia di eliostati, grandi pannelli ricoperti da specchi piani. Ogni eliostato è montato su un grosso gambo cilindrico dove c’è il meccanismo per inseguire il sole per circa otto ore al giorno. Tutti gli specchi riflettono la luce su una grande caldaia posta in cima a una torre, dove si formano le altissime temperature (anche a 500 °C) che producono il vapore.
Il vapore in pressione entra nell’edificio della centrale dove aziona il gruppo turbina-alternatore.
Nel 2007 è stata inaugurata la centrale di Siviglia da 11 MW.
Il solare fotovoltaico
Il fotovoltaico è la tecnologia per produrre energia elettrica direttamente dal sole. Quando la luce colpisce una cella fotovoltaica, che è una lastrina di vetro blu scuro, dai due fili estremi esce una corrente continua. Collegando molte celle in serie si ottiene qualunque potenza.Il modulo fotovoltaico è l’unità pratica di montaggio, cioè il pannello che contiene le celle. Il modulo base ha una potenza di 50 watt, un modulo più grande di 200W.L’impianto più diffuso è formato da 20 o 30 m2 di moduli, che vengono integrati nelle facciate e sui tetti degli edifici e forniscono una potenza di 2-3 kW di picco.
Questa centrale elettrica è una piattaforma con centinaia di enormi pannelli disposti per file parallele, orientati nella stessa direzione. Ogni pannello ha un sostegno e un meccanismo per seguire il movimento del sole. Le migliaia di moduli sono collegati in serie per generare una grande potenza, anche di 10MW. La centrale funziona in media 8 ore al giorno, può servire una piccola città di 5- 10 000 abitanti ed è collegata alla rete nazionale che fornisce l’energia quando manca il sole.
La centrale fotovoltaica
Solare ed ambiente
La luce del sole è la fonte di energia pulita, rinnovabile ed inesauribile per eccellenza. Tuttavia è una fonte molto diluita e servono vasti territori per raccoglierla in quantità significative. L’energia del sole è abbastanza intensa solo per otto ore al giorno, di conseguenza il fotovoltaico e il solare termico non possono sostituire al 100% la produzione di energia elettrica. Però possono contribuire a ridurre l’emissione di CO2 evitando di costruire nuove centrali termoelettriche a carbone o a gas.
Le applicazioni più promettenti sono gli impianti integrati negli edifici, sia per abitazione che industriali.
Facciate e tetti coperti con moduli fotovoltaici e pannelli solari termici per riscaldare l’acqua e gli ambienti, contribuiscono in forma «diffusa», ma determinante alla difesa dell’ambiente.
Questa guerra portò in campo artistico una profonda serie di rivolgimenti, con il conseguente abbandono della tradizione. In campo musicale i principali cambiamenti furono:
- l'
esaurimento
del
linguaggio tonale
;
- l'adozione di
nuovi linguaggi
;
- la
scissione
tra compositori ed ascoltatori.
Il superamento dell'Impressionismo
L'opera di rottura con il passato, già iniziata da Debussy, venne proseguita in Francia da Maurice Ravel, un artista che seppe presto staccarsi dalle influenze dell'Impressionismo per adottare un linguaggio più lucido e definito.
Sempre in Francia, a Parigi, si affermò nei primi anni del Novecento il russo Igor Strawinsky: con i tre balletti "L'uccello di fuoco", "Petrushka" e "La sagra della primavera" egli operò un progressivo abbandono dello stile musicale ottocentesco. Rappresentò la natura non più come mondo delicato e piacevole, ma percorso da forze barbariche e cieche. Una musica ricca di violente dissonanze e di ritmi irregolari che si avvicinò alla corrente pittorica della
"FAUVES"
.
Il Neoclassicismo
Dopo la Prima Guerra Mondiale, Strawinsky imboccò il nuovo stile del Neoclassicismo, col quale volle rifarsi a modelli del Settecento, in modo da reagire al Romanticismo.
In Francia si mossero Erik Statie e Arthur Honegger. In Germania si affermarono Paul Hindemith e Carl Orff.
L'Espressionismo e l'atonalità
In ambito austro-tedesco la reazione dell'Impressionismo si attuò con Arnold Schoenberg. Con il suo linguaggio rinnegò completamente i principi della musica tonale per farla divenire atonale, cioè sciolta dai vincoli delle tonalità maggiore e minore e delle regole di consonanza e dissonanza.
La dodecafonia
Negli anni successivi al primo conflitto mondiale, Schoenberg inventò il nuovo linguaggio della dodecafonia, una tecnica che non utilizzava i sette suoni delle scale tonali, ma i dodici della scala cromatica. Essi, però, non potevano essere usati liberamente, ma dovevano formare una particolare successione, chiamata
serie.
Nella medesima nessun suono poteva essere ripetuto prima che fossero apparsi anche tutti gli altri.
Scienze
Le rocce
Il territorio
L'Australia si può dividere in tre grandi aree:
- la regione centro-occidentale è occupata dal Grande scudo australiano, un vasto altopiano antico e, nelle zone centrali, desertico (Gran Deserto Vittoria, Deserto Gibson, Gran Deserto Sabbioso, Deserto Tanami).
Queste zone si situano tra le alture centrali (i monti MacDonnel, dove sorge l'Uluru-Ayers Rock) e i promontori che si affacciano a nord sul mar di Timor e sul mare degli Arafura e a ovest sull'oceano Indiano;
- la parte
centro orientale
è caratterizzata dalla grande depressione del Gran Bacino Artesiano. Nella sezione più meridionale si trova il bacino del lago Eyre. Ancora più a sud scorre il Murray, il maggior fiume australiano, che misura complessivamente 3490 km. All'estremità settentrionale, una regione pianeggiante costeggia il profondo golfo di Carpentaria;
- la parte
orientale
è contraddistinta dai rilievi della Grande Catena Divisoria (o Cordigliera australiana), che costeggia tutta la sponda a est, fino alle Alpi Australiane nel parte sud-orientale, con la vetta più alta: il monte Kosciusko (2228 m). L'isola di Tasmania costituisce un'appendice di questa catena, ed è infatti pressoché interamente montuosa.
Il clima
In Australia è possibile distinguere tre grandi aree climatiche:
- a
nord
il clima è
caldo umido
, con piovosità stagionale, e favorisce la formazione della savana;
- nel
centro desertico
è
caldo arido
;
- la regione
costiera meridionale
è

caratterizzata da un
clima temperato
simile a quello mediterraneo.
La popolazione
L'Australia è lo stato più popoloso di un continente essenzialmente sottopopolato. Con i suoi 21 milioni di abitanti, il paese ha una densità media modestissima: solo 3 ab./km2. Le regioni sudorientali sono quelle a più alta densità: Sidney e Melbourne totalizzano complessivamente un terzo della popolazione australiana.
La maggioranza della popolazione è bianca e discende prevalentemente dagli inglesi e dagli irlandesi, che colonizzarono l'isola a partire dal XVIII secolo. Circa un terzo proviene da altri paesi europei tra cui l'
Italia.
Gli asiatici rappresentano l'1,8% della popolazione. Oggi, gli aborigeni, sono 460 000 e vivono in riserve, in condizioni di miseria.
Uluru-Ayers Rock
L'economia
Coltivazioni e allevamenti
L'agricoltura e l'allevamento sono abbastanza sviluppati.
Nelle aree meridionali si produce principalmente il grano, viti e alberi da frutto. Tutta la costa orientale è coltivata a piantagioni. L'Australia è il sesto esportatore di prodotti agricoli, possiede il secondo maggior patrimonio di ovini del pianeta ed è il primo esportatore di lana.
Le risorse minerarie e l'industria
Gran parte della ricchezza del paese deriva dal possedimento di risorse minerarie, come l'oro e la bauxite (primo produttore mondiale); nel nord sono stati scoperti giacimenti di uranio.
All'inizio del 900, l'attività estrattiva ha alimentato il processo di industrializzazione del paese. Alle industrie energetiche si sono presto aggiunte le industrie di base, soprattutto a Perth, Adelaide, Melbourne e Sidney si è esteso anche ad altri settori.
Il commercio
La borsa di Sidney è una delle principali piazze finanziarie dell'area del Pacifico, essendo dotata di un'ottima flotta marittima ed aerea, che permette al paese di commerciare con Regno Unito, Stati Uniti, Asia orientale, Giappone e Cina.
Le città
Capitale: Canberra (368 000 abitanti);
città più popolosa: Sidney (4 120 000 abitanti): centro economico e maggior porto;
attività economiche: Melbourne (3 593 000 abitanti);
centro-nord: Brisbane (1 763 000 abitanti);
costa occidentale: Perth (1 445 000 abitanti);
porto sulla costa meridionale: Adelaide (1 106 000 abitanti);
capitale della tasmania: Hobart (circa 200 000).

L'emigrazione europea
L'emigrazione europea della seconda metà del XX secolo, invece, aveva come destinazione soprattutto stati europei in crescita come Francia (dal 1850), Belgio, Svizzera (dal 1940) e Germania. Lo stato italiano firmò nel 1955 un patto di emigrazione con la Germania con il quale si garantiva il reciproco impegno in materia e che portò quasi tre milioni di italiani a varcare la frontiera in cerca di lavoro.
Al giorno d'oggi sono presenti in Germania circa 650.000 cittadini italiani e 500.000 in Svizzera.
L'Uluru è una parte di formazione rocciosa monolitica, composta da un enorme blocco di roccia arenaria. Si trova in Australia, nel Territorio del Nord, ed essendo un territorio sacro per gli aborigeni, gli fu consegnato dallo stato nel 1985.
Uluru è il nome aborigeno originale del luogo, che significa "strano".
Caratteristica notevole del massiccio è il modo in cui esso sembra cambiare colore nelle diverse ore del giorno e nei diversi mesi dell'anno; alba e tramonto, in particolare, producono veloci variazioni di colore estremamente spettacolari, dovute a minerali come i feldspati che riflettono particolarmente la luce rossa.
L'Uluru si staglia per circa 350 m. rispetto al territorio circostante e ha un altitudine di 864m s.l.m.; sprofonda nel terreno per circa 7 Km e ha una circonferenza di circa 9 km; è caratterizzato da una superficie molto dura e pareti estremamente lisce a strapiombo.
Mulberry Street, New York, Little Italy
André Derain, Ponte di Blackfrias a Londra, 1906
Tedesco
Der Mauerbau
(La costruzione del muro di Berlino)

Letteratura
James Joyce
La vita
James Joyce nacque il 2 febbraio 1882, a Rathgar in Irlanda, un elegante sobborgo di Dublino, in una famiglia profondamente cattolica, da Mary Jane Murray e John Stanislaus Joyce.
Seguì la corrente modernista.
Studiò nei migliori collegi religiosi della sua città. All'università, fu invece molto critico sia verso la fede sia verso l'angusto nazionalismo irlandese e nel 1902, appena laureato, se ne andò da Dublino e dall'Irlanda per non tornarvi mai più.
Durante un breve soggiorno a Parigi, dove per un anno studiò medicina alla Sorbona, fece un'importante scoperta in una stazione ferroviaria: il romanzo Les Lauriers sont coupés di Édouard Dujardin, in cui l'autore fa uso della tecnica del flusso di coscienza, ampiamente usata nei romanzi più importanti di Joyce (vedi “Pensieri notturni”).
Successivamente lavorò come insegnante di lingua inglese prima a Pola e poi Trieste; qui strinse una cordiale amicizia con lo scrittore Italo Svevo.
Nel 1915 Joyce si trasferì a Zurigo e lì incontrò il poeta e critico americano Ezra Pound.
Tornò a Trieste dopo la fine della guerra, ma nel 1920 partì per Parigi dove rimase vent'anni, avendo l'opportunità di conoscere personalità eminenti della cultura internazionale. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l'occupazione tedesca della Francia lo indussero a tornare in Svizzera, a Zurigo, dove morì nel 1941.
Le idee e le tematiche
La sua vena artistica si rivelò assai originale nella narrativa con i racconti Dublinesi (o Gente di Dublino) (1914). La più spiccata caratteristica della sua arte è descrivere il mondo senza reticenze, per l'assoluta esigenza di accettare e analizzare la vita umana in ogni suo aspetto, studiando i personaggi con un'esasperata indagine psicologica che ne metta a nudo le emozioni e i sentimenti più riposti. I personaggi di Joyce, infatti, sono “eroi” della banalità, della quotidianità, ossia degli “antieroi”.
La tecnica narrativa è prevalentemente quella del monologo interiore, o del “flusso di coscienza” (vedi il testo "Pensieri notturni"). Il linguaggio dei vari personaggi è diverso per ogniuno. La lingua, quindi, non obbedisce più a nessuna regola, ma si adegua alla necessità espressiva, secondo norme di realismo. In certi casi Joyce gioca con le parole, ne cerca evocazioni simboliche (come i simbolisti francesi) o ne inventa delle nuove con un virtuosismo che rende spesso la sua narrativa di difficile interpretazione.
Joyce è veramente un innovatore che, in ogni senso, ribalta i canoni del romanzo ottocentesco e ne scardina la sintassi, avviando un modo di narrare che avrà grande seguito fra gli scrittori dei decenni successivi.
La nuova emigrazione
Nei primi anni del 2000 si è attenuato il flusso emigratorio dall'Italia nel mondo, caratterizzato attualmente per un quarto da professionisti spesso laureati (la cosiddetta "fuga dei cervelli"). Il Paese con più italiani è la Argentina (648.333) seguito da Germania (631.243) e Svizzera (520.713)
Storia
Grazie della vostra attenzione
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