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MAPPA STORIA MEDIEVALE DI LUDOVICA NODALE

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by

PrimaE Defilis

on 3 September 2014

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Transcript of MAPPA STORIA MEDIEVALE DI LUDOVICA NODALE

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LA RINASCITA DELL'ANNO 1000
I COMUNI
LA RINASCITA CAROLINGIA
IL SISTEMA FEUDALE
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I monasteri erano dei luoghi sacri dove i monaci pregavano, lavoravano la terra e scrivevano dei libri. I monaci che avevano il compito di scrivere i libri si chiamavano
"amanuensi"
. Alla base della Regola Benedettina c'erano tre parole latine:
"ora et labora", cioè "prega e lavora"
. In tutta la giornata di un monaco, la preghiera occupava circa quattro ore, la lettura dalle due alle quattro ore e il lavoro cinque ore, in inverno, otto ore, in estate. In inverno si mangiava una volta al giorno, mentre d'estate due volte. I monaci mangiavano pesce, uova e latticini, e mentre lo facevano ascoltavano in silenzio un altro monaco che leggeva dei brani della Bibbia. I monaci più poveri coltivavano i campi, allevavano il bestiame e svolgevano attività artigianali. Alcuni monaci erboristi si occupavano di preparare le medicine. I monasteri benedettini erano centri economici all'avanguardia: infatti i monaci seminavano nelle zone incolte e prosciugavano terreni paludosi.
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L'imperatore Carlo Magno cercò di far riprendere l'agricoltura e il commercio. Amministrare uno stato così vario, però, richiedeva persone capaci e preparate, ma all'epoca erano pochi gli uomini colti. Perciò Carlo decise di fondare una scuola , la
Scuola Palatina
(cioè del "palazzo reale"). A differenza dei monasteri la Scuola Palatina non aveva scopi religiosi, ma doveva preparare i funzionari per il governo dello Stato. Nella Scuola Palatina venne utilizzato un nuovo sistema di scrittura: la
scrittura carolina,
molto chiara ed usata nei documenti ufficiali.
Con la politica di Carlo l'Occidente si riprese ma, con la sua morte anche l'Impero entrò in crisi. Durante il regno del suo successore, il figlio Ludovico, l'Impero iniziò a indebolirsi. Alla mortei Ludovico l'Impero venne suddiviso tra i suoi tre figli: Lotario governò l'Italia, Carlo il Calvo la Francia e Ludovico il Germanico la Germania. Presto tra i tre fratelli iniziarono gli scontri e Ludovico e Carlo si allearono contro Lotario, giurandosi fedeltà a Strasburgo. Il giuramento venne pronunciato nelle lingue volgari: Ludovico giurò in francese per farsi capire dagli uomini del fratello e Carlo giurò in tedesco. Nell'843 i tre fratelli firmarono il Trattato di Verdun che diceva che l'Impero era ormai diviso definitivamente. Il titolo di imperatore fu concesso a Lotario, a cui era stato affidato un territorio chiamato Lotaringia. Alla morte di Lotario la Lotaringia fu nuovamente divisa tra i suoi tre figli. Poi diventò imperatore Carlo il Calvo. La debolezza dell'imperatore era causata dalla forza dei nobili. Nessuno dei nipoti di Carlo Magno riuscì a fermare il potere dell'arisocrazia. Carlo il Grosso, figlio di Ludovico, venne addirittura deposto dai nobili tedeschi. La dinastia carolingia finiva così in modo ben poco glorioso.
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Nel medioevo c'erano tanti pericoli e lo Stato non garantiva nessuna sicurezza. I nobili, invece, potevano contare sui loro soldati. Per poter contare su uomini ben armati, i re e gli imperatori iniziarono a premiare i cavalieri più valorosi. Il premio consisteva in un territorio da governare, chiamato prima
beneficio,
poi, dopo Mille,
feudo
. Il feudo veniva assegnato tramite una cerimonia chiamata
investitura.
Il cavaliere giurava fedeltà al suo signore inginocchiandosi di fronte a lui. In questo modo gli rendeva
omaggio,
lo riconosceva superiore e diventava
vassallo.
Dopo il giuramento, il signore gli assegnava il feudo e così il vassallo diventava
feudatario.
Da quel momeno il vassallo doveva obbedire ed essere fedele al suo signore, e in cambio il signore doveva proteggerlo con tutta la forza militare che possedeva. Il feudatario, se possedeva un terreno troppo grande, poteva decidere di dividerlo e di darlo a degli uomini che a loro volta giuravano fedeltà, i
valvassori.
Insieme con il feudo, il vassallo riceveva anche alcuni privilegi, chiamati
immunità,
cioè:
il diritto di governare il territorio assegnatogli e tutti i suoi abitanti;
il diritto di riscuotere le tasse;
il diritto di amministrare la giustizia.
Nasceva così la sigoria fondiaria, cioè un territorio su cui il signore esercitava dei poteri pubblici. L'aiuto militare che il vassallo forniva al suo signore era pesante perchè:
bisognava abbandonare le proprie terre per tutto il tempo della guerra;
si combatteva a cavallo ma i cavalli ben addestrati costavano moltissimo. Se il vassallo non rispettava il giuramento si macchiava di un tradimento imperdonabile, la
fellonìa.
Con feudalesimo si intende
l'organizzazione economica, sociale e politica
tipica dell'età medievale, fondata su uno scambio personale tra il signore e il suo vassallo.
La Dichiarazione del Papa nella quale diceva che il potere del pontefice era superiore a tutti gli altri, non venne accettata dall'imperatore Enrico IV. Si sctenò così una lotta fra papa e imperatore:
la lotta per le

investiture.
Iniziò la lotta l'imperatore che fece dichiarare dai vescovi tedeschi che l'elezione di questo papa non era valida. Gregorio VII rispose scomunicando Enrico IV. La scomunica era una condanna con cui il papa puniva coloro che non seguivano le regole della Chiesa. Si scatenò così una lotta tra
guelfi e ghibellini
: i primi erano a favore del Papa, i secondi a favore dell'imperatore. Siccome il suo potere era in pericolo, Enrico IV decise di chiedere perdono al Papa, che si trovava a Canossa, ospite della contessa Matilde. Dopo aver fatto aspettare il sovrano tre giorni e tre notti sotto la nave, Gregorio VII perdonò Enrico. L'imperatore, infatti non aveva chiesto perdono perchè era pentito, ma perchè gli conveniva. Infatti, ottenuto il dono, Enrico IV tornò in Germania, poi scese in Italia e costrinse Gregorio VII ad andare in esilio nell'Italia meridionale dove morì. Qualche anno dopo morì anche Enrico IV, ma senza che il papato o l'Impero avesse la meglio sull'altro. Nel
1122
venne firmato un
concodato a Worms
, cioè un accordo tra l'Impero e la Chiesa. Il
concodato di Worms
pose fine alla lotta per le investiture stabilendo:
che spettasse al papa il diritto di nominare i vescovi;
ma che, una volta nominati, l'imperatore poesse concedere ai vescovi un feudo, dichiarandoli conti. Quindi il lungo conflitto tra papa e imperatore si concludeva con un concordato. Intanto, però, era stato affermato un principio: sulla
vita spirituale
aveva autorità il Papa, mentre sulla
vita politica
aveva autorità l'imperatore.
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I NUOVI STATI NAZIONALI
Dopo le invasioni barbariche l'economia europea tornò ad essere primitiva. L'unica attività che si svolgeva era l'agricoltura e coloro che coltivavano i campi venivano chiamati servi della gleba,
cioè terra.
Quindi il servo della gleba era un servo legato alla terra e al signore che la possedeva. Non era schiavo, ma non era neppure libero. La giornata di un servo della gleba era molto complicata perchè:
erano obbligati a fare per il loro signore molte
corvèes
, cioè giornate gratuite di lavoro;
dovevano pagare al signore molte
tasse
: per usare il forno e il suo mulino, raccogliere la legna, sposarsi, ecc;
i
campi
producevano poco;
le
carestie e le epidemie
erano frequentissime.
Durante l'Alto Medievo fino all'anno Mille, sotto la minaccia delle incursioni dei barbari, la terra venne divisa in possedimenti chiamati
curtes
. Le curtes appartenevano a un
dominus
, signore. Ogni curtis era a sua volta divisa in due parti:
il dominico, o pars dominica:
comprendeva le terre coltivate dai servi del signore, la residenza del signore, i laboratori per la costruzione e la riparazione di strumenti e oggetti;
il massarico, o pars massaricia
: comprendeva la terra affidata ai coloni; questa parte era a sua volta divisa in mansi, cioè in piccoli appezzamenti di terreno;
in cambio del terreno i contadini pagavano un affitto in denaro.
L'economia curtense era
un'economia chiusa,
cioè il suo scopo era quello di far sopravvivere la popolazione. Il commercio era ostacolato da diversi fattori:
le pessime condizioni delle strade infestate dai briganti;
i tributi che i signori chiedevano a chi voleva passare sulle loro strade;
la scarsa disponibilità di denaro.
Le curtes orientavano la produzione verso una
policoltura
. Fatto drammatico, invece, se si pensa che le epidemie e le carestie erano frequentissime. Il mondo agricolo, quindi, aveva un unico grande problema: la fame.

La signoria di banno fu un istituto mediavale il cui potere era esercitato dai possessori dei terreni, sia laici che ecclesiastici. La signoria di banno fu favorita dall'evoluzione del feudalesimo. La maggior parte dei vassalli esercitò sul proprio territorio i poteri in cui erano solo i depositari. Quindi il signore si assumeva anche il compito di difendere con le forze militari il suo territorio e di amministrare la giustizia in cambio di denaro. La signoria di banno fu un importante fattore di organizzazione politica.
La signoria feudale trasse le sue origini da due popoli antichi: quella germanica e quella romana. Gli elementi del rapporto si formarono quando i guerrieri cominciarono a ricevere dal re non soltanto protezione, ma anche beni in cambio del loro servizio militare.
La concessione del feudo riconosceva un rapporto di fedeltà tra due persone: alla morte del vassallo il feudo ritornava al signore. Con il tempo però i eudata cercarono di passare i feudi ai loro figli. Prima ci riuscrono coloro che possedevano dei
feudi maggiori, con il Capitolare di Quierzy
. Poi ci riuscirono anche i possessori dei
feudi minori, con la Constitutio de feudis
. Da allora tutti i feudi divennero ereditari e furono trasmessi di padre in figlio. Questa nuovo dinastia iniziò con Enrico di Sassonia. Suo figlio, Ottone I, venne incoronato imperatore da papa Giovanni XII. Con Ottone I l'Impero rinacque, ma in modo diverso: il
Sacro Romano Impero divenne Germanico
. L'obiettivo dell'imperatore era di limitare in ogni modo il potere dei feudatari. Decise così di affidare i feudi a dei vescovi che, non potendo avere figli, non potevano lasciare eredità. Questi vescovi vennero chiamati
vescovi-conti
. Spesso nelle città l'unica autorità era il vescovo. Ma con la nomina dei vesc-conti Ottone I finì per controllare anche l'elezione del papa. Infatti, pochi giorni dopo la sua incoronazione, l'imperatore aveva precisato quale doveva essere il rapporto tra Papato e Impero, e lo aveva fatto con un documento chiamato
Privilegio di Ottone
. Il ivilegio di Ottone stabiliva che nessun papa poteva essere eletto senza il consenso dell'imperatore. Infatti, con questo documento, l'elezione papale era controllata dall'imperatore. Ottone I aveva voluto così affermare che il suo potere era superiore a quello del papa.
All'inizio del millennio, la Chiesa si trovava in una posizione molto difficile. La creazione dei vescovi-conti aumentò la corruzione all'interno della Chiesa. Era molto diffusa la
simonìa
, cioè la compravendita di cariche ecclesiastiche. Nel medioevo, spesso il clero non rispettava il
celibato
. Di fronte all'indebolimento del papa e al rafforzamento degli altri poteri, si sentì l'esigenza di ripristinare l'autorità educativa della Chiesa. Nei secoli X e XI vennero fondati numerosi ordini, che criticavano la corruzione del clero. Nel 910, a
Cluny
, venne fondato un monastero in cui i monaci si impegnavano a rispettare le regole della vita religiosa. La loro giornata era composta da
preghiera e studio
. In Francia venne fondato
l'ordine certosino.
Nel 1098, a Citeaux, venne fondata un'altra abbazia, chiamata
cistercense
dal nome latino del monastero, Cistercium. Le
abbazie cistercensi
divennero centri all'avanguardia nella coltivazione dei campi e diffusero nuovi strumenti e nuove tecniche di lavoro. Da Cluny proveniva un monaco molto deciso,
Ildebrando di Soana
. Su suo consiglio, papa Niccolò II convocò a Roma un
concilio
per stabilire come dovesse avvenire l'elezione del papa. Fu deciso che il compito spettasse ai
cardinali
. Oggi invece è il papa a nominare i suoi cardinali. La decisione del
Concilio Lateranense
sottraeva la nomina del papa al controllo della nobiltà romana, ma anche a quello dell'imperatore. Nel 1073 Ildebrando di Soana fu eletto papa con il nome di
Gregorio VII
. Egli convocò due successivi concili, con i quali proibì all'imperatore di nominare i vescovi, e ai vescovi di accettare la carica. Infine Gregorio VII pubblicò nel
1075
un documento molto importante, la
Dichiarazione del papa.
In questo documento si affermava la superiorità del papa su qualsiasi altra autorità. Infatti, il papa non poteva esere giudicato da nessuno e aveva anche il potere di deporre l'imperatore.
Le repubbliche marinare erano delle città portuali che nel Medioevo, grazie alla loro posizione sul mare, godettero di una ricca economia legata al commercio marittimo e di un'autonomia politica. Inoltre, queste repubbliche avevano una moneta accettata in tutto il Mediterraneo, una flotta potente e tanti magazzini e alloggi per gli stranieri. Le repubbliche marinare erano: Amalfi, Venezia, Pisa e Genova, ma la più importante era Venezia. I marinai perfezionarono la bussola e scrissero le Tavole Amalfitane, le leggi del mare accettate da tutte le nazioni marinare. Le repubbliche marinare, con il tempo stabilirono stazioni commerciali in tutto il Mediterraneo, entarono in contatto con gli Arabi e con i Bizantini e diventarono grandi centri per gli scambi commerciali. La prima città italiana che si affermò sul mare fu Amalfi; essa importava tessuti dall'Oriente ed esportava olio d'oliva. Dopo Amalfi, acquistarono importanza le città di Pisa e di Genova, che riuscirono a sottrarre ai Saraceni le isole del Tirreno e le Baleari. Venezia, la piu' importante delle repubbliche marinare, ebbe stretti legami con l'Impero bizantino, dominò a lungo il Mar Adriatico e i commerci nel Mediterraneo orientale e si espanse anche sulla terra ferma, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, dalla Lombardia fino alle coste dell'Istria
Nell'XI secolo una serio di invenzioni migliorò il modo di lavorare dei contadini. Prima il giogo degli animali da iro si metteva intorno al collo, ma così facendo l'animale faceva più fatica, respirava male e de conseguenza rendeva poco. Così intorno all'anno Mille si diffuse il
collare rigido
, che si appoggiava sulle spalle dell'animale. Inoltre gli zoccoli di questi animali vennero
ferrati
in modo che non si facessero male e che la presa sul terreno fosse migliore. Successivamente si iniziò ad usare anche
l'aratro pesante
, cioè una aratro in ferro che permetteva di solcare buchi più profondi. Al termine della semina, sul campo venva pasato
l'erpice
, una specie di grosso rastrello che serviva per chiudere i buchi e per strappare le erbacce. Fu anche migliorata l'impugnatura della
fallce
. A queste invenzioni si aggiunse anche il mulino ad acqua o a vento. Oltre agli attrezzi per il lavoro agricolo, i contadini migliorarono anche le tecniche. La
rotazione
permetteva di coltivare un campo e lasciare l'altro al pascolo degli animali. Prima del Mille la rotazione era
biennale
:
metà terreno veniva coltivato a grano, ad esempio;
e metà lasciato a
maggese
, cioè a riposo.
L'anno successivo si coltivava il campo lasciato a maggese e si lasciava a riposo l'altro. Dopo il Mille, invece, il terreno venne diviso in tre parti e la
rotazione divenne triennale
:
il primo campo veniva seminato a cereale, che si mietevano in estate;
il secondo campo veniva seminato a legumi, che potevano essere raccolti a fine primavera;
il terzo campo era lasciato a maggese.
L'anno successivo si cambiava:
il primo capo veniva seminato a legumi;
il secondo lasciato a maggese;
il terzo seminato a cereali.
E così ogni anno si cambiava e il terreno rendeva ancora meglio. Con questa nuova tecnica la terra produceva addirittura delle
eccedenze
: cioè produceva di più di ciò che serviva alle persone per vivere. Così ben presto i contadini cominciarono ad utilizzare di nuovo la
moneta
, scomparsa dopo la caduta dell'Impero romano.
In città vennero ad abitare alcuni nobili che si fecero costruire palazzi sontuosi con una torre in cima. La città medievale, però, si caratterizza per la presenza di artigiani, mercanti e banchieri: loro formano una nuova classe sociale, la
borghesia
. Gli artigiani, di solito, svolgevano il loro lavoro nelle botteghe, negozi che si affacciavano sulle strade. I giovani che volevano diventare artigiani, dovevano prima imparare il mestier, in un periodo chiamato
tirocinio
. Una volta che l'artigiano finiva i suoi lavori, li consegnava al
mercante
che poi li vendeva in ogni parte del mondo.
Nelle città c'era la speranza di una sistemazione migliore e per molti contadini la città rappresentava l'apertura verso un nuovo mondo. In città vennero ad abitare alcuni nobili che si fecero costruire palazzi sontuosi con una torre in cima. La città medievale, però, si caratterizza per la presenza di artigiani, mercanti e banchieri: loro formano una nuova classe sociale, la
borghesia
. Gli artigiani, di solito, svolgevano il loro lavoro nelle botteghe, negozi che si affacciavano sulle strade. I giovani che volevano diventare artigiani, dovevano prima imparare il mestier, in un periodo chiamato
tirocinio
. Una volta che l'artigiano finiva i suoi lavori, li consegnava al
mercante
che poi li vendeva in ogni parte del mondo. In queste città sempre più ricche e libere, cominciarono a forarsi nuove associazioni politiche, chiamate
Arti o Corporazioni
. Queste Arti stabilivano la paga di ogni lavoratore, il numero di ore in cui i maestri dovevano insegnare, il metodo di fabbricazione, il prezzo a cui vendere la merce prodotta. In pratica le Corporazioni controllavano l'intera economia della città. Tra le Arti vi erano quelle considerate:
maggiori
: cioè più ricche, come notai, medici, farmacisti, ecc;
minori
: cioè più povere, come fabbri, calzolai, fornai, ecc.
Questo sistema rese possibile la specializzazione di alcune città nella produzione di determinati prodotti.
Per quanto riguarda l'Italia,
Milano e Brescia
, erano famose per le armi,
Firenze
per i panni di lana. In Europa si crearono intere aree specializzate nella produzione di tessuti come
l'area fiamminga o l'Inghilterra.
A partire dal 1100, in Italia, i cittadini delle città si riunirono in un'associazione chiamata
giuramento collettivo
, che governava la città: coniava le monete, imponeva le multe, amministrava la ustizia e riscuoteva le tasse. In questo modo nacquero i
Comuni
, piccoli Stati indipendenti dall'imperatore. I Comuni si affermarono nell'Italia centro-settentrionale, grazie:
all'intenso
sviluppo economico
e alla formazione di un gruppo sociale ricco e importante;
alla lontananaza, alla debolezza dell'Impero
e dalla sua difficoltà a esercitare un controllo diretto sul territorio italiano.
I più importanti Comuni italiani furono: Asti, Novara, Milano, Genova, Brescia, Piacenza, Verona, Mantova, Ferrara, Bologna, Siena e Firenze. La storia del Comune si svolge in due importanti fasi:
quella consolare e quella podestarile
. La fase consolare viene subito dopo il giuramento collettivo. L'assemblea dei cittadini eleggeva due
consoli
che governavano la città, e che restavano in carica al massimo per un anno. Per placare le guerre per il potere tra le famiglie nobili, si pensò di ricorrere ad un professionista della politica: il
podestà
, che veniva da un'altra città. Il podestà governava da sei mesi ad un anno, e alla fine del suo governo veniva giudicato: se aveva governato bene lo pagavano, altrimenti no. Il movimento comunale si diffuse anche in Europa, cioè in Francia, in Germania e nelle Fiandre. Ci sono delle somiglianze e delle differenze tra le città del Nord Europa e i Comuni italiani.
Somiglianze:
sia le città del Nord Europa che i Comuni italiani devono la loro ricchezza alle attività artigianali e al commercio;
in entrambi i casi la classe sociale più importante è quella borghese.
Differenze:
i Comuni italaini imposero il loro potere sulle campagne circostanti,
il contado
, e indebolirono il potere dei feudatari. Invece in quasi tutto il resto dell'Europa le città erano molto piccole;
i Comuni italiani si organizzarono in piccoli Stati independenti. Le altre città europee chiedevano al loro imperatore dei privilegi, ma non arrivarono mai a scontrarsi con il re, fatto invece che caratterizzò i Comuni.
I nuovi
Stati nazionali
erano dei piccoli stati nell'Italia che erano contee, marchesati o vescovati ed erano governati da conti, marchesi o vescovi. Alcuni di questi stati si ingrandì e così invase il contado circostante. Alcuni Stati nazionali furono:
Contea di Savoia, Contea del Tirolo, Vescovato di Feltre, Marchesato di Saluzzo, March. di Ceva, March. del Monferrato, Ivrea, Vercelli, Novara, Brescia, Bergamo, Verona, Cremona, Mantova, Parma, Piacenza, Pavia, Asti, Alessandria, Lodi, Reggio, Modena, Bologna, Ferrara, Lucca, Pisa, Grosseto, Firenze, Arezzo, .......
i monasteri
la scuola palatina
la divisione del regno
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